mercoledì 29 agosto 2012

Crimini letterari

Voglio giocare un po’ con la fantasia e immaginarmi un futuro assolutamente fantascientifico, se non semplicemente utopico, in cui il mondo è libromaniaco né più né meno come io sono già.


Per me una giornata senza un libro non esiste. A volte ne leggo solo 2 righe, a volte neanche quelle, ma sai che il tuo libro è lì, che ti aspetta.


C’è il libro che ti affascina, ma c’è anche il libro che ti schifa e o lo molli a metà perché proprio non ce la fai, oppure lo finisci ma ti lascia addosso un senso di insoddisfazione e frustrazione che devi cercare di scrollarti di dosso, possibilmente addentando un altro libro, una bella storia, che disseti la tua fantasia e voglia di evadere dalla realtà nel giusto modo.


Ultimamente di libri frustranti o semplicemente brutti (opinione personale, sia chiaro) me ne sono capitati anche più di uno e la cura è sempre stata quella: cacciare il naso in un sano e divertente libro pratchettiano (LEGGETE PRATCHETT!!! – pubblicità subliminale: non mi paga per farla, ma prima o poi mi presenterò davanti alla porta di Sir Terry Pratchett con la mano palmo all’insù a chiedergli la mia dose di diritti d’autore, ohhh si!). Nuovo o già letto, un libro di Pratchett riesce sempre a farmi divertire e risollevare il mio “umore letterario” a dovere.


Ma problemi possono verificarsi anche in caso di libri avvincenti!


Ad esempio ciò che mi sta capitando ora. Il sig. George R.R. Martin si è “permesso” di creare un’epopea medieval-fantasy della dimensione (ad oggi) di 11 tomi… la storia è piena di personaggi e all’inizio è un po’ difficile da digerire, perché ricordare chi è tizio piuttosto di caio e quell’altro che ci fa qui è impegnativo. Ma quando cominci a farti prendere dalla trama che si sviluppa via via con un sacco di colpi di scena serviti quasi a tradimento… diventi schiavo della saga e vuoi sapere come va a finire con il tal personaggio… “ancora 2 pagine così lo scopro” … ma in quelle 2 pagine si, hai scoperto cosa capita al personaggio, ma… accidenti, accade anche altro e così ti servono ancora altre 2-20 pagine…


Al momento sono immersa nel settimo tomo: ogni libro finisce senza una “fine” e il successivo inizia proprio dove hai mollato il precedente, senza soluzione di continuità. E mia madre che è già arrivata all’undicesimo mi ha anticipato che anche quello ti molla a metà del guado… presupponendo tranquillamente almeno un dodicesimo volume per risolvere le questioni lasciate in sospeso…


Bellissimo, per carità… ma … CRIMINALE!!!


Anche perché, lavorando 8 ore al giorno (ho aspettato di finire la campagna delle dichiarazioni dei redditi per leggere la saga), avendo magari anche un po’ di vita propria, anche solo per fare la spesa, vedere un paio di amici la sera, scambiare 3 parole con qualcuno… non è che ti rimanga tantissimo tempo per leggere e… finisce che rubi ore al sonno per farlo, per scoprire cosa accade nella pagina successiva…


Questo non è certo il mio primo caso di ore rubate al sonno per vedere come va a finire. Ma un conto è quando il libro è UNO, un conto quando i libri sono UNDICI!!!


Ecco, in un mio utopico futuro di libromaniaci, impedirei agli scrittori di essere così maleficamente produttivi!!!


Belle le saghe, belli i libri concatenati, bello ritrovare i personaggi che ami anche dopo averli lasciati alla fine di un libro divertente e/o avvincente. Ma… no!!! non si può pretendere che il lettore diventi schiavo della tua saga che è peggio del Kalevala o della Bibbia (che almeno è divisa in capitoli che fanno più o meno storia a se). Sono necessari momenti di respiro, un finale che può lasciare anche aperte molte possibilità per un seguito (adoro questo genere di cose), ma che almeno ti permetta di respirare, darti un senso di meta raggiunta, una piccola soddisfazione insomma.


Perché anche un libromaniaco ha diritto alle sue ore di sonno, no???


N.B. per chi non conoscesse il Kalevala, trattasi di leggende scandinave, piene di nomi illeggibili, lunghissime e intricatissime… e anche un bel po' noiosette, almeno per la mia esperienza con quel libro in età adolescenziale. Magari oggi mi piacerebbe.