venerdì 30 novembre 2007

Ci pensiamo noi...


Si, qui si parla troppo poco di noi, così abbiamo ben pensato di raccontarvi cosa stiamo facendo...


Ebbene, siamo impegnatissimi! Durante il giorno dobbiamo dormire intensamente, cercando luoghi caldi e morbidi... e non è uno scherzo di lavoro, sapete?


Non che manchino tali luoghi... è che entrambi li amiamo tantissimo e... si, insomma, non siamo due che stiamo volentieri vicini vicini... così bisogna fare un po di lotta ogni tanto per chiarire  a chi tocca la poltrona o il drago sul letto...


Poi la sera... no! Questo non possiamo raccontarlo a degli umani! La sera noi usciamo e abbiamo "le nostre cose" da fare... affari felini... non vi interessano!


Freddo? Noooo! Per noi gatti fa freddo solo quando ci serve per entrare in casa... è una questione... politica!


Però il caldino ci piace... ma davvero tanto! Questo non significa che non possiamo stare al freddo... siamo animali dalle mille risorse (e voi ne conoscete solo un centinaio... anche troppe, secondo noi. I segreti sono importanti e tali devono rimanere). E così, ogni tanto... succede che... anche se non amiamo stare vicini... scendiamo a compromessi e meg ci può fare foto tipo queste:




Ah, si, ogni tanto significa... ogni 2 o 3 anni... quindi fino al 2010 direi che siete a posto, ci vedrete solo in separate immagini, o a debita distanza!


Firmato Merlino e Birba (no!!! Birba e Merlino!!! le signorine vengono prima!!!)


giovedì 29 novembre 2007

Ho vinto!


Ho vinto una gara a chi si ricorda più canzoncine "cretine" che si facevano da bambini-ragazzini.


Eh, una vita tra scout, animatrice in parrocchia e altre robe simili sarà servita a qualcosa, no?


Little Miss Sunshine


Questo film lho visto seduta in poltrona a casa, niente mega schermo della sala cinematografica.


Però tutto sommato è un film che si può godere benissimo da casa: non ha scene del tipo che apprezzi sul grande schermo.


E un film "chicca". Uno di quei film fuori dal coro, girato in economia, con attori fantastici (che accettano di lavorare con cachet molto più bassi dei loro normali tariffari), poche pretese di scenografie e nessun effetto speciale.


Ed è bello per questo: ti incentri sulla storia e non sui corollari. E la storia è carina: una famiglia decisamente composta da perdenti, ma davvero FAMIGLIA. A modo loro, con la loro particolare idea di vita, dimostrano un affetto lun laltro che è ineguagliabile ed emozionante.


Non cè tantissimo da dire, è semplicemente da consigliare perchè alla fine vi troverete con il sorriso stampato sulle labbra e una sensazione di piacevole serenità e predisposizione ai buoni sentimenti dentro. E vale sempre la pena sentirsi così!


martedì 27 novembre 2007

The Bourne Ultimatum



Ho avuto un lungo fine settimana dedicato ai film.


Ad essere corretti è iniziato tutto giovedì ed è finito ieri, quindi è stato un fine settimana cinematografico che ha debordato non poco nella settimana "normale". In 5 giorni sono stata al cinema 3 volte... e a casa ho visto almeno un altro film degno di nota... una goduria per unappassionata come me!


Questo non è il primo film che ho visto, ma siccome ci sono andata ben 2 volte a vederlo... ho deciso di parlarne per primo.


2 volte: la prima volta venerdì sera, visione in italiano preparatoria alla seconda visione, quella di ieri sera, in lingua originale.


Premessa: se non avessi visto la versione in italiano, col cavolo che ci avrei capito qualcosa ieri. Tutto parlato tra i denti, velocissimo, in vero americano; niente di inglese tranne il dialogo del giornalista, che, essendo di Londra parlava un inglese comprensibile. Forse i due attori, a parte il giornalista di prima, che ho capito meglio come pronuncia sono proprio Matt Damon e Julia Stiles. Solo che, pur essendo i protagonisti, loro non parlano quasi niente... agiscono!


Io non amo i film di spionaggio: mai visto uno 007 in vita mia, mai fatto le bave per andare a vederne uno. Eppure la saga di Jason Bourne è davvero bella.


Una regia ben diversa da quelle solite: immagini girate con la telecamera in spalla, riprese sempre in movimento, inquadrature particolari. E come essere parte del film, un protagonista a tutti gli effetti: immagini sfocate e agitate come se proprio tu partecipassi alla colluttazione o fossi in auto allinseguimento anche tu... nei dialoghi sei lì, dietro le spalle dei personaggi... i silenzi e i dialoghi spezzati, come accade nella vita reale.


E tutto questo condito da una storia che ti fa pensare: servizi segreti deviati che cercano di ricondizionare esseri umani per trasformarli in killer senza coscienza... ma la speranza ceh ti danno è che non funziona, la coscienza è riaffiorata e ora vuole risposte: la spia senza memoria, Jason Bourne, vuole capire, non manda giù tutte le uccisioni che ha fatto, persone che nemmeno conosceva e di cui non sapeva le colpe. E stanco e rivuole il suo passato.


E lo insegue a Mosca, Londra, Madrid, Tangeri, New York.


Ancora una volta le location scelte sono fuori dalle solite inquadrature di Hollywood. Ed è una scelta secondo me molto azzeccata: ci sono gli inseguimenti di Tangeri che sono fantastici! E il ritmo degli inseguimenti è un momento mozzafiato, tanto da non capire più dove sei, un momento dopo rallentato, silenzioso, che ti dà unansia incredibile, per poi ridiventare di nuovo velocissimo...


Insomma, anche per lesercizio in lingua, è stato interessante vederlo due volte. Però devo ammettere che questo tipo di regia e riprese dà un po fastidio agli occhi: è coinvolgente a mille, ma la retina dopo un po piange! Soprattutto ieri perchè non hanno fatto intervallo tra primo e secondo tempo. 


 


venerdì 16 novembre 2007

Eccomi


Se qualcuno volesse vedermi in faccia, eccomi:



Si, ok... sono passati alcuni anni da questa foto... direi, occhio e croce... 35!


Il sistema non funziona


Ebbene si, lo devo ammettere... il mio disordine comincia a mostrare tutti i suoi lati negativi... non è più organizzato, la roba mi ci si perde che è un piacere e la cosa sta accadendo troppo spesso per considerare gli smarrimenti "inconvenienti occasionali".


Scherzi a parte, da un anno mi sto impegnando a risolvere questa mia incredibile tendenza nel cadere dentro al caos e nel trasformare ogni angolo di casa mia in pile di riviste, lettere, corrispondenza varia e annessi e connessi di ogni tipo.


Un qualche risultato lo sto ottenendo, ma siccome alterno momenti di concentrazione seria sul problema a lunghe pause di presenza in casa meramente fittizia (superlavoro in ufficio = casa usata solo per dormire e poco più che vivacchiare), non è che la situazione sia poi migliorata in modo incredibile!


E poi la carta ha questo pregio di moltiplicarsi quasi come per generazione spontanea... problema non da poco in una casa piena, pienissima di carta!


Ieri sera cercavo un libretto perchè sto cercando la giusta ispirazione per il regalo alle colleghe in ufficio. Ricordavo benissimo la rivista, comprata meno di un anno fa su Ebay, a tema natalizio e che è rimasta per un po di tempo sulla scrivania qui vicino al pc. Ma non la trovavo più.


Impossibile! Cavoli, ricordo benissimo, era qui, nel portariviste di fianco al monitor... ma non cè più! Lavrò portata nello stanzino...


Lo stanzino... è un coacervo di oggetti di vario tipo che hanno molto spazio per potersi muovere in totale autonomia: a volte è colpa mia perchè cercando loggetto X sposto seimila oggettucoli vari e così quando cerco uno degli oggettucoli non ricordo più dove sia finito... a volte è colpa di chi viene qui a fare le pulizie che ha una visione estremamente personale di come le mie cose debbano essere organizzate...


Quando penso che fino a 6 anni fa abitavo in uno spazio esattamente grande quanto lo stanzino: al piano di sotto, nellappartamento dei miei, la medesima stanza era la mia camera da letto. E che 6 anni fa mi sono trasferita qui di sopra, in un appartamento enorme, grande come lo spazio in cui la mia famiglia ha vissuto in 5 elementi per 3 decenni... e ora io riesco ad allargarmi tranquillamente in tutto questo super enorme e vasto appartamento con una marea di oggetti...


Eppure... eppure buona parte di queste cose 6 anni fa stava, me compresa, nello spazio dello stanzino, perfettamente in ordine (ok, perfettamente non è una parola che mi appartiene... discretamente è più corretta).


Deve essersi autoriprodotta o autoespansa adattandosi al nuovo aumentato spazio a disposizione! Non cè spiegazione differente che io possa accettare.


Sicuramente il mio disordine è cresciuto, rispetto a quando abitavo con i miei: ho sempre meno tempo a disposizione e ho tanto spazio dove poter "mettere le cose in attesa di potermici dedicare". Cosa assai negativa per una persona come me patologicamente predisposta al disordine.


Se poi... se poi finisce che loggetto che cerchi, mesi fa lo avevi portato in ufficio per poterne fare fotocopie ai fini di un futuro utilizzo... e non lo hai più riportato a casa....


giovedì 15 novembre 2007

Cambio di stagione


direi che è il momento di sostituire i felini di casa con 2 pinguini: oggi a pranzo in casa mia cerano 16 gradi... considerato che il riscaldamento non partirà fino alle 18 di sera, la temperatura per le prossime ore è prevista in diminuzione!


Non ho avuto il coraggio di dire a Merlino che dormire nella cesta vicino al termosifone spento è alquanto... inutile


martedì 13 novembre 2007

Tradizionalista


Ebbene si! Per molte cose mi ritengo tradizionalista, una che preferisce la buona "vecchia maniera", rispetto ai "tempi moderni".


E quando si parla di nomi da dare ai bambini divento particolarmente arcaica! Nel senso che oramai sono quasi 40 anni che in Italia si tende volentieri a dimenticare che esistono nomi fantastici, pieni di significato e degnissimi da poter usare e si preferiscono nomi stranieri di volta in volta seguendo la moda del momento.


Mio padre racconta sempre che nel 1973 quando andò allanagrafe a registrare il nome di mio fratello fu ringraziato con un sorriso e un sospiro di sollievo dal funzionario. Mio padre lo guardò un po stranito e il signore rispose "il suo è il primo nome italiano dopo non so quanto, guardi..." e girò il registro verso mio padre il quale lesse una sfilza di Samantha, Deborah, Jonathan e compagnia bella...


Ricordo anche lepoca delle Sue Ellen (e dei Gei Ar scritti come si diceva...), delle Brenda e dei Dylan...


Ma è da ieri che ogni tanto esclamo "Oceano"!


Si, perchè lultimo nato in casa Agnelli (anzi, Elkan) è stato chiamato Oceano. Che, si, volendo sottilizzare lo si può considerare come un nome di origine divina greca, ma per tutti Oceano è semplicemente un nome di "cosa" e poche storie!


Mi spiace, ma non potrei mai chiamare mio figlio o mia figlia con un nome comune di cosa.


Io ritengo che i nomi abbiano importanza anche per il loro significato. Non che al bambino importi, ma sicuramente chiamarsi "Alessandro" che significa "protettore di uomini" è molto più interessante di chiamarsi "Mela" come mi sembra si chiami la figlia di unattice hollywoodiana...


A me ha sempre fatto un gran piacere sapere che il nome scelto da mia madre e da mio padre per me è la somma dei significati "goccia doceano" e "splendore del sole". Se mi avessero chiamata semplicemente Oceano o Sole, non sarebbe stato lo stesso!


sabato 10 novembre 2007


Forse non tutti sanno che nel web sto facendo il mio piccolo ricettario. Si trova sul mio sito personale (www.fantasymeg.com) e precisamente qui.


Mi è venuto in mente di raccontarlo oggi perchè ho appena aggiunto una ricetta zuccosa...



venerdì 9 novembre 2007

Archeoblog


Oggi sono finita su Ciao.it dopo secoli... beh, non secoli, ma anni si. Il mio account là è Helena36 (il mio vecchio nickname prima di dovermi inventare qualcosaltro perchè di helena36 ce nerano già su Yahoo...) e lultima attività risale a qualche giorno dellanno 2003... archeologia internettiana


Per qualche tempo mi sono dilettata a gironzolare per quel sito, scrivendo qualche opinione su ciò che mi interessava così come è la natura di Ciao.it.


Guardando le varie opinioni, ho scovato che tutto sommato, per me è stato anche un "pre-blog", infatti in data 30.12.2002 ho trovato questo commento qui:


"Ieri mattina ho cercato gentilmente di dire di no al classico marocchino che cerca di venderti un tappeto (tra laltro io sono davvero allergica alla polvere, quindi niente tappeti in casa mia).
Ora, questo non è niente di strano, quanti ci suonano a casa? Ormai è quotidianità...
Quello che mi ha infastidito, e glielo ho anche detto, è che come frase di rito per cercare di venderti il tappeto mi dicesse che ormai siamo nel nuovo anno...
Piccola cosa in sè, però io cerco sempre di godermi ogni giorno della mia vita.
O almeno mi sforzo per farlo e spesso non ci riesco, ma non mi arrendo.
E la frase di quel ragazzo mi ha fatto notare che stavo correndo da due giorni pensando soltanto a cosa avrei fatto per il cenone di capodanno, festa che, tra laltro, non mi piace nemmeno tanto. Cavoli! Non mi stavo mica godendo questa manciata di giorni del 2002 che mi sono rimasti!! Insomma, mi sono resa conto che non stavo tenendo fede ai miei propositi...
E così, invece di correre a pulire, pulire, pulire, pensare a cosa comprare domani, cosa cucinare per arrivare in tempo... mi sono calmata, ho fatto le mie cose tranquillamente: quello che sono arrivata a fare, senza impazzire.
Mi sono goduta la mia giornata di sole, la prima dopo una settimana di nuvole e pioggia. E mi è anche tornato il buon umore!
E il proposito per quel che rimane del 2002 e per ogni giorno a venire per il futuro è di ricordarmi di godermi ogni momento, di vivere e non di correre.
Non sono fatta per questa vita frenetica, lo so! Il mio sogno rimane una bella casa di campagna dove vivere secondo i ritmi della natura...
Beh, magari non ve ne frega niente, ma volevo scrivere nero su bianco il mio pensiero, più che altro per me stessa.
ciao e buon anno a tutti."


E adesso torno a curiosare nel mio passato di 4 anni fa ...


giovedì 8 novembre 2007

Dio è morto


Ci sono canzoni un po datate che difficilmente riesci a sentire in radio.


E questa è una di quelle.


Eppure, in meno di un mese è la seconda volta che la sento passare, sarà un segno?


Per me questa canzone è molto importante, perchè attraverso il suo testo la mia mamma mi insegnò ad andare oltre alle apparenze.


A quei tempi, la canzone è del 1965, era una canzone al bando perchè dichiarava "Dio è morto" (slogan molto in voga ai tempi).


Ma la mia mamma mi fece notare che se uno ascoltava bene la canzone, fino in fondo, Dio poi è risorto, ed è una canzone piena di ottimismo e speranza. Tuttaltro che negativa e volendo anche molto molto spirituale.


La mia mamma, allepoca, era una persona molto cattolica e anche molto praticante (ha fatto la catechista e ha partecipato alla vita attiva parrocchiale per molto tempo, fino a quando è diventata mamma e altre cose lhanno necessariamente assorbita). Eppure, aveva questo modo trasversale e critico di guardare al mondo attorno a sè che ho trovato in pochissime altre persone praticanti.


Non le sarò mai grata abbastanza per avermi insegnato a guardare tutto quel che mi circonda cercando di vederlo anche con occhi differenti dai miei, anche con quelli di persone con le quali non mi trovo in accordi ideologici, politici o religiosi. E spero di averlo imparato bene...


Ho visto
La gente della mia età andare via
Lungo le strade che non portano mai a niente
Cercare il sogno che conduce alla pazzia
Nella ricerca di qualcosa che non trovano nel mondo che hanno già
Lungo le notti che dal vino son bagnate
Dentro le stanze da pastiglie trasformate
Lungo le nuvole di fumo, nel mondo fatto di città,
Essere contro od ingoiare la nostra stanca civiltà
E un Dio che è morto
Ai bordi delle strade Dio è morto
Nelle auto prese a rate Dio è morto
Nei miti dellestate Dio è morto.
Mi han detto che questa mia generazione ormai non crede
In ciò che spesso han mascherato con la fede
Nei miti eterni della patria o delleroe
Perché è venuto il momento di negare tutto ciò che è falsità
Le fedi fatte di abitudini e paura
Una politica che è solo far carriera
Il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto
Lipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto
E un Dio che è morto
Nei campi di sterminio Dio è morto
Coi miti della razza Dio è morto
Con gli odi di partito Dio è morto.
Ma penso
Che questa mia generazione è preparata
A un mondo nuovo e a una speranza appena nata
Ad un futuro che ha già in mano, a una rivolta senza armi
Perché noi tutti ormai sappiamo che se Dio muore è per tre giorni
E poi risorge
In ciò che noi crediamo Dio è risorto
In ciò che noi vogliamo Dio è risorto
Nel mondo che faremo
Dio è risorto,
Dio è risorto


martedì 6 novembre 2007

Autoregalo di Natale


Si, lo so, farsi il regalo con un mese e mezzo (abbondante) di anticipo è ridicolo... ma il fatto è che ho speso talmente tanto che la cosa deve bastarmi come autoregalo di Natale.


E da tempo che pensavo di comprarmi la macchina per il caffè espresso per sostituire quella che ho in comodato duso che funziona benissimo, ma ha alle spalle una storia che me la fa odiare. Venerdì, in pieno godimento ponte di ferie (io non ho quasi mai un ponte da godermi!) entro al Centro Commerciale senza carrello, senza cestino... tanto devo solo farmi un giretto...


Ne esco con questa cosa qui:



(la foto lho presa pari pari dal sito www.mokona.it)


E la Mokona della Bialetti! Mi sono innamorata e dopo aver sentito che fa il caffè buono, che posso usarla con il caffè sfuso, con le cialde e con le capsule, dopo averla ammirata per il design... il fatto che costasse minimo 80 neuri più della macchinetta a cialde in offerta al momento non mi ha sfiorato neanche un attimo. LHO COMPRATA!!!


E ora lo sto raccontando a tutti!!! E sto ufficialmente dichiarando che NON MI FARO ALTRI AUTOREGALI!


Siete tutti invitati per un caffè se passate di qua (ho cialde e capsule di caffè per i prossimi 10 anni!!! aiutatemi a smaltirle...)



lunedì 5 novembre 2007

Devo preoccuparmi?


Stasera sono in preda ad una discreta crisi di "Battisti-te" e sto facendo girare le poche canzoni sue che ho in mp3 cantandole a discreto volume (discreto per lora tarda in una casa dove le pareti sono ottime conduttrici di suoni)...


Di solito in questi casi vengo... cazziata dal gatto Merlino, il quale, sia che io stia in giornata da intonazione perfetta, sia che mi trovi in pieno raffreddore e voce rauca-nasale-schifosissima, mi odia quando canto!


Mi miagola una volta per avvertimento, una seconda per "hai proprio scocciato qui ci sono gatti che dormono" e poi si alza e se ne va scazzatissimo...


Stasera no... sta dormendo nella sua cesta e non dice niente ai miei pseudogorgeggi...


Devo preoccuparmi?


domenica 4 novembre 2007

Come è nato il mio amore per i libri


Questa mattina ho scoperto una cosa della mia infanzia che avevo assolutamente dimenticato.


I miei genitori stanno facendo ordine in garage in questo momento e mia madre mi ha chiamato di sotto per verificare con lei cosa buttare via e cosa no tra alcuni libri che purtroppo sono stati rovinati anni fa quando le bottiglie di vino scoppiavano per il troppo caldo.


Tra i vari libri è spuntato Emil, di Astrid Lindgren, scrittrice svedese che nella mia infanzia ho semplicemente adorato (la foto qui a fianco è delledizione attuale del libro, il mio era brossurato, molto grande... tutta unaltra cosa).


Pretendevo di avere tutti i suoi libri perchè erano bellissimi. Per chi non lo sapesse, Astrid Lindgren è lautrice di Pippi Calzelunghe, forse lunico suo libro che non ho mai letto. Forse chi ha la mia età si ricorda Emil, perchè ne fecero un divertente serial televisivo di questo libro.


Ho preteso che nessun libro della Lindgren, rovinato che sia, venga buttato via! Sarebbe come gettare una parte di me. E mia madre è daccordo con me, quindi sono salva!


Ma mentre faceva una sporta di "tutti i libri da salvare" mi è caduto locchio sul disegno infantile fatto sulla copertina di Emil e ho chiesto "quale fu il fratello che mi fece quel disegno sul mio libro?".


Risposta "ah, no! Sei stata tu! In libreria, mentre tuo padre faceva la pila dei libri di Emil in vendita, tu dietro le sue spalle disegnasti Emil, e così ci siamo dovuti tenere il libro"


"ma quanti anni avevo?" "beh, doveva essere il 1973, circa, avrai avuto 3 anni!"


Conclusioni:


1 - con un disegno a 3 anni è nato il mio amore per una scrittrice e per i libri (complice mia madre e la sua libreria, ovviamente)


2 - a 3 anni disegnavo meglio di oggi: cavoli, quel disegno assomiglia davvero alla foto di fianco! Oggi sono messa peggio di allora


sabato 3 novembre 2007

The Sisterhood of the Travelling Pants


In verità il titolo di questo post lo volevo diverso... perchè del film non ho voglia di parlare (ok: molto carino! ci ho pianto da brava donna che si emoziona una volta ogni tanto, ma ho perso linzio, più o meno la prima mezzora e vorrei recuperarla prima di giudicare completamente il film).


Voglio parlare di questa orripilante abitudine italiana di cambiare completamente il significato dei titoli dei film. In pratica continuo la mia crociata di ieri...


Il titolo di un film è parte essenziale del film stesso. Anzi, è il biglietto da visita principale. Ti dà un assaggio di quel che sarà il film che stai per vedere, oppure è il primo motivo per decidere di non vedere un film.


The Sisterhood of the Travelling Pants (che in italiano vuol dire La Sorellanza dei Pantaloni Viaggianti) è stato trasformato in 4 Ragazze e un Paio di Jeans... hanno tolto tutto il significato! Oh, si certo! I pantaloni sono rimasti... ma 4 ragazze sono 4 entità separate, mentre una Sorellanza è ben di più. E unamicizia oltre lamicizia. E un titolo che parla di Sorellanza ti prospetta cose ben diverse da un semplice "4 ragazze"...


E come ai tempi di "mamma ho perso laereo", in inglese "home alone" (a casa da solo). Anche lì, la perdita dellaereo, certo... ma vuoi mettere lessere a casa da soli? E addirittura, in Italia, visto che il film aveva preso bene, da quel giorno sono nati seimila titoli sulla falsa riga, giusto per sfruttare la fama del primo film con un nome simile (mi ricordo, ad esempio, "Papà ho trovato un amico" che in inglese era "my girl", con lintenzione di riprendere il titolo di una canzone dei Beatles).


E pensando a Mamma ho perso laereo, mi viene il timore che il titolo del film che ho appena visto sia un clone di 4 Matrimoni e un Funerale... con il quale ovviamente non ha nulla a che fare!


venerdì 2 novembre 2007

Dimenticato...


Guardate bene questa foto (se ci cliccate sopra potrete vederla ingrandita):



Riconoscete qualcuno? Tipo, Patrick Swayze, Matt Dillon, Rob Lowe, Emilio Estevez, Ralph Macchio, C. Thomas Howell e magari anche Tom Cruise?


Per la maggior parte di loro, per non dire proprio per tutti, era il primo film in assoluto... un film che ha presentato attori che sono diventati miti per almeno 2 generazioni di ragazzine... e non solo...


Un film di Francis Ford Coppola, insomma, non lultimo arrivato tra i registi di Holliwood.


Ed era anche un film bellissimo, un mito degli anni Ottanta, che parlava di argomenti difficili, di violenza, di gangs, di crescere e diventare adulti...


In italiano gli diedero un titolo che toglieva molto significato "I ragazzi della 56ma strada"... In originale era "The Outsiders", per chi non conosce linglese significa "emarginati", "fuori dal coro".


E dove è finito? Volevo comprarmi il DVD... non è mai stato realizzato...


Cavoli, realizziamo DVD di robe come la commedia italiana degli anni 70 e 80 (non che quella di oggi sia meglio... non ne reggo quasi nessuno di questi film), facciamo filoni e cofanetti per la Fennec, o per i film di Pierino... poi arrivo io, cerco i miti della mia adolescenza... e fatico a trovarli!


Beh, almeno grazie a internet ho scoperto che è tratto da un romanzo di S. E. Hinton. Mi comprerò quello... in lingua originale...


giovedì 1 novembre 2007

Merlino


Estemporanea del gatto Merlino presa or ora:


"che hai da fotografare? sto cercando un raggio di sole... ma se accendi il termosifone vado meglio nella cesta!"