lunedì 24 aprile 2017

Incontri dal passato

G l'ho conosciuto quando avevo 15 anni, al primo campo scuola di Azione Cattolica.
E' stata la prima volta che la vita mi ha messo davanti un esemplare di essere umano atletico dotato di fasce muscolari notevoli, con tanto di vene scolpite su bicipiti e tricipiti...
La prima volta che avevo la prova vivente che certe statue hanno avuto dei modelli vivi prima di essere lavorate fuori dal marmo, per intenderci.

Per di più, G era pure simpatico, gentile, compagnone, sempre divertente e pronto a stare in compagnia.

Un grosso errore, farti conoscere come primo esemplare di "essere umano atletico" uno che sia anche neurone funzionante e pure simpatico... mette l'asticella molto in alto e quando ti capita di incontrarne altri, di tizi fatti così, hai delle aspettative... spesso deluse: spesso scopri che i neuroni sono soffocati durante l'allenamento per le gare agonistiche a cui quasi tutti questi signori si sottopongono... e saranno anche belli, ma ahimé tendono alla presunzione, alla spocchia e alla minima fatica intellettiva.

Non è sempre vero, G ne è una prova. L'ho ritrovato ieri, al mercatino svuotacantine, era il mio vicino di banchetto insieme a sua moglie. Ci siamo rivisti dopo... boh, 30 anni? forse solo 25 dai... lui è sempre simpatico, gentile, innamoratissimo della moglie da cui ha avuto 2 figlie ormai belle grandi...

Ma la verità è che non volevo parlare di QI e nemmeno di muscoli scolpiti, anche se non fa male vederne qualcuno ogni tanto, anche immaginarlo sotto un giubbotto jeans può bastare...

4 mesi fa, allo stesso tipo di mercatino svuotacantine, al mio fianco c'era L, altro amico della stessa epoca adolescenziale.
Con lui c'era stata un'amicizia più profonda che con G: G era uno "grande", quel paio di anni in più che lo portava ad avere il suo giro di amicizie e conoscenze e ci si incontrava solo in eventi come campi scuola o fuori dalle funzioni in parrocchia.
L invece era un amico vero, uno di quelli con cui giravi la sera insieme a tutti gli altri, ci si conosceva bene...

... poi la vita ci ha portati ognuno per la sua strada, in particolare me: io ad una certa età ho fatto terra bruciata con tutti gli amici di adolescenza e infanzia... passavo un periodo nero e non avevo voglia di avere a che fare con nessuno e - nonostante Ravenna sia una città piccola e ci si incontri sempre - sono stata bravissima e per decenni ho tenuto lontani tutti da me.

ora piano piano la vita me li ripresenta davanti, uno alla volta, uno ogni tanto. ad esempio - appunto - L.

ci siamo passati molte ore gelide in quel mercatino di dicembre a parlare delle nostre vite attuali, avventure e disavventure, amori e non, salute e malattia.

e ieri L - sapendo che sarei stata al mercatino di nuovo - è venuto a trovarmi per sentire come stavo!

non vi dico il piacere che mi ha fatto!

in questi 4 mesi non ci siamo persi di vista grazie a Facebook, la piazza virtuale che ti permette di tenere più o meno in vista le persone a cui in qualche modo tieni.
ma non ci eravamo più fatti 4 belle chiacchiere e così è venuto per aggiornarsi dal vivo sulla mia salute.

Grazie!!!

da tanto tempo sono consapevole che la prima ad aver mancato con le amicizie dell'adolescenza sono io, anche se ci sono alcuni esempi su cui potremmo discutere fino a tarda notte sul contrario...
ma non importa...

Mi importa e fa piacere vedere che se c'è stato un legame nel passato, non è impossibile riallacciarlo. In modo nuovo, differente, ma comunque qualcosa rimane e può tornare ad essere un'amicizia che valga la pena essere chiamata così!

mercoledì 11 gennaio 2017

era una notte buia e tempestosa...

... di più di 15 anni fa, quando ti portai a casa mia, dentro una gabbietta bianca che era grande 20 volte te e tu, piccolo e nero, te ne stavi seduto al centro di questa gabbietta, sul sedile anteriore dell'auto a guardare i fulmini e i lampi che squarciavano quello che doveva essere un tardo pomeriggio di novembre, ma invece fingeva benissimo di essere una notte buia e tempestosa.
e non avevi nemmeno paura. stavi lì, seduto tranquillo e curioso di ciò che ti circondava.

ci conoscevamo da 5 minuti, ma ti avevo "scelto" da almeno 10 giorni, quando il 31 di ottobre una signora che conoscevo mi disse "lo vuoi un gatto nero?" risposta mia "la notte del 31 ottobre non posso che rispondere di si, so già che si chiamerà Merlino!".
quando sono arrivata a casa della signora tu sei passato da in braccio a sua figlia a me, mi hai guardato negli occhi e mi hai "baciato" e detto "miao". un saluto e una presentazione degna del miglior galateo felino.

è iniziata così la nostra vita insieme, più di 15 ad "amarci e detestarci" a seconda dei casi, più il primo che il secondo dei sentimenti... tranne negli ultimi tempi...

te lo devo dire, Merlino, come gatto "geriatrico" sei stato una gran rottura di scatole: ladro, combina guai, lamentone... e ad ogni difetto che si aggiungeva, il mio cuore si faceva pesante, sapendo che non ti apparteneva, che era ragione della vecchiaia che avanzava, della malattia che di rodeva dentro... "che non eri tu"...

però ho avuto le tue fusa, alla fine leggere come un velo sottile e non più sonore e rombanti come in gioventù: le ho avute fino a domenica scorsa, tutte per me... e per chi volevi gratificare.

poi il declino è diventato una ripida parete, ogni giorno peggio, alla fine solo lamenti che si calmavano giusto i pochi secondi in cui ti accarezzavo la testa...

e stamattina non c'eri più: al tuo posto un corpicino da seppellire.

sei stata la mia prima responsabilità felina vera e propria: mio in casa mia, da non dividere con nessun altro. ed eri proprio il "mio gatto", l'unico di tutti che come primo punto di riferimento aveva me, poi c'erano anche gli altri felini...

scontato: mi mancherai, anche se ho avuto tempo di prepararmi a questo addio da tanto tempo (è da primavera che lo paventavo)...

martedì 8 novembre 2016

Vecchie... amicizie

Ci sono oggetti che diventano come vecchi amici... quando senti bisogno di loro è come reincontrarsi dopo tanto tempo.

Questo vecchio cardigan a costa inglese, deforme, informe, sformato dal tanto uso, per anno è diventato la mia "copertina" per tenere al caldo la pancia nei mille momenti di disagio di vario tipo...

Sotto al piumone, sopra la pancia... a volte anche in compagnia della boule calda, ma più spesso lui ed io...

L'anno scorso non ha lavorato... i cambiamenti erano tanti e tali che... non ho sentito la sua necessità: ero troppo travolta da tutto.

Ma stasera... stasera fa un po' più freddino e... la pancia più calda sarebbe ideale... ecco! Recupero ilio vecchio cardigan e... mi sento "a casa" e meno sola...

Buonanotte

sabato 15 ottobre 2016

Mancanze...

Cosa mi manca di più di prima della malattia?

2 cose...

La prima è il sonno... non faccio piu una bella dormita da anni... le uniche 2 volte che ho dormito decentemente è stato sul tavolo operatorio... il che è tutto dire.

Dall'ultimo intervento poi... mancandomi quasi completamente la possibilità di stare su un fianco... è un vero schifo!

Altrimenti mica sarei qui a quest'ora a scrivere, no???

La seconda... la semplicità nei rapporti interpersonali.

Non sono mai stata una cima nemmeno in questi (sia chiaro... nemmeno con il sonno ero un granché pure prima...), ma ora sono sopraggiunte delle... complicazioni non da poco.

Ci sono persone che non mi parlano da anni perché non sanno cosa dirmi ora che sono ammalata. O hanno paura di fare gaffes... di essere inopportune e via dicendo.

Sono la prima a pensare che sia complicato. Sono pure la prima a faticare ad avvicinarmi a chi soffre e a temere di dire cose sbagliate.

Per cui non me la sento proprio di criticare chi ora fa questo a me.

Nel contempo io stessa sono cambiata un sacco. Spesso mi trovo molto più diretta, rude, caustica.

Per me non è più facile essere diplomatica e farsi andare bene tutto...

Così comprendo anche bene chi magari si tiene alla larga da me...

Ci sono anche persone molto pronte ai proclami.

All'improvviso sei... piena di amici.
Ora, lungi da me l'idea di offendere qualcuno.
È bellissimo vedere come un post su Facebook riceva tanti like e commenti di incitamento.
Lo dico in tutta franchezza: sa dare molta carica tutta questa attenzione.

Ma nel mezzo, nel mucchio, tra i tanti commenti sentiti ed appassionati... scorgi note che senti stonate. E le senti solo tu. O forse lo capisce anche qualcun altro che è molto vicino a te...
Ma è cosa per pochi...

Perché le parole sono belle e fanno piacere...

Ma se dietro ad esse c'è il vuoto... niente... hanno quel tocco di antipatia che nulla riesce a fartele andare bene.

Proclamarsi amici non è esserlo... i fatti sanno fare rumori che le parole non potranno mai imitare...

Ma la buona educazione ti impone di tacere e tenertelo per te... o quasi...

Poi arriva una notte di pioggia battente, lampi e tuoni...

Il sonno... vedi voce n. 1 ... non ne vuole sapere di frequentare questo letto e... e tu ti metti a pensare e scrivere...

mercoledì 14 settembre 2016

il peso delle parole


sono giorni che penso a questo genere di cose e non avevo proprio pensato di parlarne nel blog, ma oggi, dopo aver letto degli effetti devastanti della diffusione di un video hard che ha portato al suicidio di una ragazza, sono tornata di nuovo a ragionarci e... così ho pensato a queste parole, a fatti accaduti a me, ben più leggeri di quanto successo alla ragazza in questione e sicuramente meno devastanti...

... eppure, pur essendo "banali", nonostante siano accaduti un sacco di anni fa, ci sono episodi che sento ancora in un angolo del mio animo pesare tanto...

ero bambina e tutte le mattine andavo a piedi a scuola lontano da casa (in fondo alla mia strada, a meno di 50 metri c'è la scuola comunale, noi invece andavamo ad una scuola privata a più di un km di distanza) insieme a mio fratello, di 3 anni più piccolo.
un giorno una bambina (aveva 1 anno meno di me, quindi avrà avuto massimo 9 anni) ci prende in giro con un paio di affermazioni così stupide che chiunque se le sarebbe dimenticate
"bimba merda!!! cartella schifosa!!!"

io però me le ricordo come fosse ieri. vedo ancora la bambina sul muricciolo, con il grembiule pronta ad andare a scuola, additarci e dirci ste 4 parole del piffero...

il fatto è che l'andare ad un'altra scuola ci ha sempre esclusi dalle "compagnie" di quartiere: non conoscevamo i bambini vicini di casa e quelle parole in quel momento mi hanno ricordato il nostro "essere diversi" rispetto ai bambini della via...

non scherzo, ogni tanto mi tornano alla memoria e mentalmente mando a quel paese sia la bambina, sia me per non aver ancora saputo lasciare andare una cosa così vecchia e così scema


un anno fa, in estate, mi sono messa sul balcone che dà sulla strada a ricamare, seduta a terra, con il mio telaio. è una posizione che adoro! di solito lo faccio sul balcone sul retro di casa, dove non mi vede praticamente nessuno, ma di mattina c'è il sole e mi sono messa lì: gambe incrociate, telaio sulle gambe, testa china... ago e filo e via...

dal palazzo di fronte, dal tetto, dopo un po' sento delle voci. ci sono dei ragazzini adolescenti che sono andati su probabilmente a fumare, oppure a passare il tempo... mi vedono e cominciano a commentare l'assurdità della mia posizione: "chissà cosa cazzo sta facendo quella là, è ridicola, ma dai filmiamola e mettiamola su facebook, sai che risate"

e via dicendo...

perfettamente consapevole di non stare facendo nulla di male, assolutamente disinteressata ai loro commenti all'inizio... dopo un po' ho sentito addosso il disagio di essere osservata e criticata platealmente...

tanto che alla prima occasione mi sono alzata e ho continuato a ricamare in camera mia. dandomi della scema per aver "ceduto" alle pressioni di cretinetti che potrebbero essere miei figli e a cui due ceffoni per la maleducazione (se fossero stati miei figli), forse avrebbero anche fatto bene...


da un po' di tempo mi faccio domande sui video che riprendono situazioni imbarazzanti e che girano per il web. dalle più banali, a quelle che sono un vero e proprio atto di bullismo...

per esempio, il video della signora che ci mette duemila anni e seicentomila manovre per parcheggiare un'auto... tanto per dire...

se io fossi la signora e trovassi la mia impresa filmata e sbattuta sul web, come la prenderei?


non faccio l'ipocrita, sono la prima a dire che spesso in giro per strada mi sono fatta una risata davanti ad una situazione ridicola o imbarazzante... capita a tutti.

ma un conto è fare una figura di m... davanti a 3 o 4 persone, anche 40... un conto è vedersi sbeffeggiati sul web.

e da qui in avanti... se ci basta così poco, spesso, per sentirci bersaglio, se basta un commento acido, una risata inaspettata...

... non oso immaginare come possa sentirsi una persona che si trova a dover gestire la "notorietà" data da qualcosa di più serio e devastante.


per questo ultimamente mi sento frenata a guardare video che non siano coccole di gatti o balli o cose assolutamente e semplicemente "belle e/o divertenti"...



domenica 11 settembre 2016

11 settembre 2001

Oggi rientravo dal fine settimana di relax in auto e alla radio ovviamente si parlava di un triste anniversario.

Sono già passati 15 anni...

E oggi come allora mi trovavo in un posto dove il cellulare lo usavi solo per sapere l'ora. Campo assente.

Così mia madre prima che partissi mi aveva chiesto di chiamare a casa così che potesse farmi gli auguri...

E infatti sulle 15 del pomeriggio mi sono infilata nella cabina telefonica fuori dall'Eremo di Camaldoli e l'ho chiamata.

Quando ha risposto mi sono arrivati rumori fortissimi all'orecchio... pensavo stesse guardando un film tipo Inferno di Cristallo... così le ho detto qualcosa sull'abbassare il volume e la risposta fu

"Ohi Maria Elena... qua è successo il finimondo... un aereo contro una delle torri gemelle... un disastro..."

La telefonata finì con un... "buon compleanno" con il tono più schifoso che tale augurio possa aver mai avuto...

Ma il mio umore era ben lontano da quell'augurio...

ERA SUCCESSO IL FINIMONDO eppure ancora non sapevo di tutto il resto... dell'entità della cosa...
La pelle d'oca aumentava mentre per prima portavo la notizia in eremo...

Ero ospite dai monaci per una settimana e lì la televisione non la si guarda mica... così portai la notizia alla piccola comunità: la ragazza del bar, gli altri ospiti come me, i monaci...

La sera per la prima volta ci radunammo nella sala dove era il televisore e per la prima volta vidi le immagini dell'orrore.

Quel giorno l'occidente ha iniziato ad odiare di brutto qualcosa che in verità non conosce... la cultura dell'odio ha fatto un balzo avanti come non mai... per la gioia degli organizzatori di simili attentati...

Quando accadono simili cose è nella nostra natura attaccarci ai mezzi di comunicazione per vedere, capire, conoscere... sperando che le immagini rispondano alla domanda che ci strazia il cervello mentre il cuore piange davanti alle macabre scene... la domanda... perché???

Perché tutto ciò?

Perché a qualcuno fa piacere che noi li si odii tutti... così da tenere alta la tensione e il "bisogno" di guerra... e per tante altre ragioni che non ho la capacità di elencare e spiegare...

Ma 15 all'anno fa io 2 cose le ho imparate... e se siete ancora qui a leggere ve le racconto... io me le ripeto come un mantra molto spesso

Prima cosa: spegnere il televisore. La migliore cosa che mi sia potuta accadere l'11 settembre 2001 era di non essere stata a casa.
Sarei finita davanti al tg e le immagini avrebbero iniziato il loro lavoro... di lento logorio del cuore... e di assuefazione alle brutture...

Le notizie importanti le ho avute.  La dimensione dell'accaduto pure.
Rimanere 24 ore fissa sulle immagini dei tg... serve solo ad esacerbare gli animi.
Fa il loro gioco.

Seconda cosa: qualcuno mi disse Dio dove è quando accadono queste cose?

Beh... ma siamo tutti belli eh!!! Vogliamo un Dio tutore... vogliamo il Padre che ci risolve tutto... siamo eterni bambini.

Risposi (e cavoli, capii tanto di me in quel momento!): Dio ci ha dato la vita e il libero arbitrio. Non è il nostro badante.

Ricordiamocelo se crediamo... non scomodiamo Dio per ciò che fanno gli uomini...

Siamo responsabili ognuno delle nostre azioni. Se lo fossimo tutti, forse, certe cose non accadrebbero...

Ecco, sentivo di raccontare queste cose...

martedì 23 agosto 2016

Eccoci qui

Eccoci qui - Dorothy Parker

Io sono fondamentalmente un'ignorante, nel vero senso del termine: ignoro un sacco di cose...

Ed ignoravo pure l'esistenza di questa donna, che invece scopro essere stata un'intellettuale, scrittrice e poetessa molto importante del secolo scorso.

Ho comprato questo libro per 2 ragioni.

Prima di tutto sulla pagina dell'Astoria edizioni ho letto una interessante opinione che mi ha incuriosito

In secondo luogo sono incredibilmente attratta da questi lucidi e rossi libri che pubblica la casa editrice.

Sono carucci come prezzo, ma hanno un loro fascino...

Quindi con tali strane aspettative ho letto i racconti della Parker...

Interessante! Una scrittura pulita, brillante, attenta, scorrevole... un modo di raccontare che non ti fa mai capire se quello che stai leggendo è un racconto semplice semplice della quotidianità di chiunque oppure un film horror da cui vuoi scappare.

Ti racconta con tale semplice normalità certe... vogliamo chiamarle deviazioni? Non sarebbe proprio corretto, ma al momento non mi viene un termine migliore... dicevo, ti trasporta con fare qualunque e scorrevole, con modi brillanti e positivii attraverso piccoli orrori della vita di tutti i giorni

Ti mostra cosa si nasconde dietro la coppia perfetta

Ti apre una finestra dentro alla testa del buon padre di famiglia

Ti rivela i pensieri del tranquillo ometto che taglia la siepe dopo il lavoro

Ti porta a fare un giro nei matrimoni falliti

Ti racconta le frasi "che diciamo tutti" criticando chi non è presente...

Mi è piaciuto. Lo definirei diverso... gentile e brutale allo stesso tempo...

Vale la pena leggerlo.

Il mio rapporto con la lettura è profondamente cambiato negli ultimi 9 mesi...
Prima leggevo tutto e sempre... ora no... ora leggo poco e deve essere rilassante e divertente.

Questo libro è stata una piacevole distrazione dalle letture banali senza la pretesa di essere troppo profondo.

Per questo riporto qui la recensione che ho scritto anche in un gruppo di amanti dei libri su fb... perché dopo mesi (fuori dalle vacanze) ho avuto il desiderio di riprendere la lettura per arrivare in fondo ad un libro al più presto...

Ne sentivo la mancanza!!!