sabato 21 dicembre 2013

Calendario dell'Avvento - giorno 21

Oggi finalmente è il giorno in cui tolgo dalla scatola l'albero di Natale e lo monto. Non credo di riuscire a decorarlo tutto entro sera, ma intanto si dà il via ai lavori. E ovviamente ho un'aiutante!

è passata anche Stella, ma sembra meno interessata, almeno per ora. Penny invece è già in piena frenesia...

E mentre Penny ed io ci diamo da fare... questa è la colonna sonora:

 
Finalmente posso ascoltarmi i CD comprati l'anno scorso ma arrivati a gennaio!!! Chissà sei vicini gradiranno? (chissene, io me li sto godendo i Trans Siberian Orchestra!)

venerdì 20 dicembre 2013

Calendario dell'Avvento - giorno 20

inutile, continuo ad andare a singhiozzo... quest'anno proprio non riesco a venire qui con la regolarità che richiede un vero calendario dell'Avvento...

però stasera ci sono!
oggi è stato giorno di consegna regali: alle colleghe in ufficio. diciamo che la mia scorta di marmellate è calata notevolmente :-) e speriamo che piacciano!

per il resto è stata (ed è) una giornata in cui il Natale non ha avuto grande parte... in ufficio un gran caos e la mia salute che continua a rompere le scatole e non farmi rilassare... spero di dormire un po' meglio stanotte!!!

così sono arrivata a quest'ora senza un'idea per la canzone del giorno... quindi nel dubbio tra quale canzone scegliere... ve ne lascio per 3 ore :-D




un paio di giorni fa mi è venuto in mente un telefilm che penso la mia generazione abbia imparato a conoscere a memoria. chi di noi non ha seguito almeno per un po' di tempo le peripezie di questa famiglia di 10 componenti? a guardarla, la mia, di soli 5 sembrava quasi un deserto. anche se noi a litigare eravamo molto meglio! ;-)

mercoledì 18 dicembre 2013

Calendario dell'Avvento - giorno 18

non è che sia proprio a posto eh... oggi mi sono svegliata con un bellissimo raffreddore che mi ha fatto fare anche quasi 2 ore di veglia notturna, in attesa di riuscire a tornare a dormire...
l'unica "nota positiva" è che ho dato forfait in ufficio per il pomeriggio, disdicendo gli impegni che avevo e standomene un paio di ore a letto, che ci volevano tutte.

poi le ore casalinghe sono servite per finire le etichette delle marmellate:

e per riuscire anche a scrivere nel blog di ricette la ricetta della mia marmellata.

stasera sono comunque ancora ben in coma... mi sa che sarà una lunga notte di nuovo. tanto si sa, il raffreddore minimo te lo tieni 3 giorni... e io sono solo al primo!

ho appena finito di rivedere SOS Fantasmi, film con Bill Murray che riprende, per l'ennesima volta, A Christmas Carol di Dickens.

nel finale del film cantano questa canzone. non è natalizia, ma il messaggio è molto bello, quindi stasera, invece di una carola... ecco qua:

Calendario dell'Avvento - stand by....

niente da fare... da lunedì ci sono una serie di impedimenti al mio calendario e non so quando cesseranno...
- il lavoro non ne vuole sapere di ridursi alle sue 8 canoniche e contrattuali ore (martedì mi hanno praticamente chiusa in ufficio dimenticandosi che io fossi ancora lì... vabbè...)
- la salute ci sta mettendo il resto dell'impegno: i dolori premestruali stanno facendo a gara con l'inizio di un raffreddore a chi rompe di più.
ora come ora direi che il raffreddore sta guadagnando punti, non per niente sono quasi le 4 di notte e sono sveglia con una tisana fumante (e dolcificata, bleah! io dolcifico solo se sto male... odio le bevande dolci) nel tentativo di sedare un po' la colata nasale iniziata circa 40 minuti fa e che non ne vuole sapere di farmi dormire...

il Natale, sia sotto forma di Calendario dell'Avvento, che nei preparativi, è sospeso... spero di riprendere presto...

domenica 15 dicembre 2013

Calendario dell'Avvento - giorno 15

e visto che praticamente oggi sto facendo due post nel calendario dell'Avvento, per questo secondo post, cambio un po' le abitudini.
eccovi un video che mi piace tantissimo e che chi ha gatti può capire molto, ma molto bene (infatti, io ancora non penso neanche a fare l'albero!!!)




oggi ho rimesso il forno al lavoro. ecco il risultato, ancora in fase di asciugatura :-)

Calendario dell'Avvento - giorno 14

decisamente in ritardo! alla fine ieri, con poche ore di sonno sulle spalle, sono andata in ufficio dovevo sbrigare una cosa urgente e discretamenteveloce, ma con la stanchezza ci ho messo un sacco.
poi a casa mi sono dimenticata di tutto...

così il post di ieri, lo faccio oggi!
questa era la decorazione del tavolo per la cena del 13 dicembre. la foto ha reso tutto ancora più suggestivo per una volta :-)

come carola di Natale, Mario Biondi con la sua caldissima voce:

E per l'angolo dei ricordi, ho tirato fuori un cartone animato fantastico dal quale quest'anno hanno tirato fuori un film (uscirà il primo gennaio) e non so se esserne felice o disgustata: capita spesso che le rivisitazioni rovinino tutto...
non è la prima volta che ne parlo nel mio blog, di Capitan Harlock, se non sbaglio... in fondo è uno dei miti della mia infanzia-adolescenza ;-)

sabato 14 dicembre 2013

Calendario dell'Avvento - giorno 13

questo post viene dopo la mezzanotte, quindi è già il 14, Santa Lucia è bella che andata via quest'anno...
ma io ero fuori a cena, ad una cena degli auguri e non potevo scrivere qui... così il giorno è volato senza post, con tanto nervoso per le scadenze lavorative e - tutto sommato - poco gusto e - nonostante le atmosfere del luogo in cui mi trovavo e la compagnia al tavolo piacevole, non ho per niente sentito l'atmosfera degli auguri...

è la ragione per cui, per una volta, non posterò alcuna canzoncina, nessuna foto, niente...
è un po' amaro, ma stasera va così...

magari domani doppia razione.

giovedì 12 dicembre 2013

Calendario dell'Avvento - giorno 12


questa è la vigilia di Santa Lucia, la notte più lunga che ci sia!
avete messo il lumino fuori dalla finestra a rischiarare il suo passaggio sulla Terra?

noi si! :-)


e mentre guardate fuori dalla finestra, Julie Andrews qui nel mio blog vi canta una tipica carola natalizia, molto gioiosa, che a me piace tanto ma non mi riesce mai di cantarla bene... molto veloce!


e per stasera mi fermo qui...
niente angolo dei ricordi... stasera sono troppo impegnata a fare cose e a pensare all'oggi. mica si può vivere sempre con la testa nel passato, no? :-)

mercoledì 11 dicembre 2013

Calendario dell'Avvento - giorno 11

se non mi sbrigo, questo post arriverà il 12!!! ma stasera ero molto impegnata a lavorare proprio attorno al Natale... dovevo predisporre alcune cosette che rimandavo da giorni e si stava facendo troppo tardi!!!
e mi stavo anche divertendo nel preparare... tanto che si sono fatte le 11 di sera senza che me ne accorgessi.
questa sera la foto è di alcuni dei presepi della collezione di mia madre: li sta tirando fuori in questi giorni e ogni volta che passo per il corridoio che porta fuori casa noto i cambiamenti... è bellissimo vedere l'esposizione crescere via via!

e mentre guardate la fotina... Mary J Blige vi canta Have Yourself a Merry Little Christmas:


l'angolo dei ricordi dell'infanzia stasera è ben ritmato. la cosa curiosa è che di tutti questi telefilm, cartoni animati e via dicendo... ciò che meglio ricordo davvero sono le sigle. sarà anche che quelle passavano tutte le puntate??? :-)
però mi piacerebbe ritrovare queste storie e rivederle... su youtube qualcosa c'è... chissà, magari un giorno mi ci metto...

martedì 10 dicembre 2013

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Calendario dell'Avvento - giorno 10

questa è la porta di casa mia ieri sera. le decorazioni luminose sono opera di mio padre: è lui quello che ne metterebbe a profusione (ed in effetti non sono le uniche). per fortuna (mia), quest'anno la cosa è abbastanza uniforme... io detesto quando ci sono tanti colori luminosi un po' qua e un po' là... :P

stamattina al TG ho scoperto che Giovanni Allevi ha inciso un album di Natale quest'anno... quindi la canzone natalizia di oggi ve la suona lui:

 E con l'angolo dei ricordi vi porto in una serie tv che io adoravo, ma quando la cito oggi, quasi nessuno mi "capisce"... sembra che la vedessi solo io... 
Vediamo se qualcuno di quelli che passa dal mio blog si ricorda delle Isole Perdute!
Ho trovato due soli video. Uno mi è fatto divieto di condivisione diretta, così se volete, potere andare a vederlo qui. E' la sigla originale che io ricordo benissimo.

Il video qui sotto, invece è solo la canzone, senza immagini:

lunedì 9 dicembre 2013

Calendario dell'Avvento - giorno 9

Questa mattina in ufficio una mia collega mi chiama con l'interno e mi dice "c'è tuo zio al telefono che vuole sapere se sarai in ufficio tutta la mattina". Quando ricevo questa domanda da mio zio so che è arrivato "il giorno". Il giorno in cui la zia manda a tutto lo studio il suo regalo di Natale: un sacchetto fatto rigorosamente a mano contenente una marea di cioccolatini, torroncini e altre leccornie simili.
L'idea di mia zia è "i dolci sono per tutti, il sacchetto è della nipote". E se oso lasciare in ufficio il sacchetto mi becco pure la sgridata, così ho fatto il giro di tutte le colleghe a mostrare la bellezza della composizione, poi mi sono portata il "vuoto" nel mio ufficio, lasciando i cioccolatini & co. alle colleghe.
Il sacchetto quest'anno è una sportina in feltro grigio fatta benissimo a cui era attaccato questo bel decoro (che ho deciso di tenere in ufficio, non avendo uno straccio di decoro nella mia stanza):
E siccome il decoro tintinna come non mai grazie alla campanella e al sonaglino, mi sembra giusto che la canzone di oggi sia Jingle Bells.
Ho aperto youtube e una delle prime che ho trovato è questa... stupenda dimostrazione di come gli umani che vivono con gli animali si possano ridurre male, ma male forte. però noi umani che viviamo con gli animali, sappiamo anche ridere di come ci riduciamo. infatti ho guardato il video dall'inizio alla fine con una bella paresi facciale e ghignando non poco

E ora l'angolo dei ricordi... oggi non avevo pensato a niente in particolare, ma tutto questo parlare di animali mi ha fatto ricordare Mio Mao, una serie di animazione che so essere tornata in auge non tanto tempo fa, ma è qualcosa dei "nostri tempi"... quanto adoravo queste animazioni!!!

sabato 7 dicembre 2013

Calendario dell'Avvento - giorno 8

oggi ho iniziato la produzione biscottifera di Natale e questi qui sono gli omini in fase di lavorazione. manca ancora la glassa, sarà il lavoro di una delle prossime sere. e mancano anche altre infornate... ma sarà tutto lavoro per altre serate... per oggi basta



la canzoncina di quest'oggi ce la canta Frate Alessandro, una voce davvero melodiosa.



e per l'angolo dei ricordi... che poliziotto! Johnny Bassotto!!! con le manette arresata la tua fantasia...


Calendario dell'Avvento - giorno 7


questo periodo lo riempiamo di luci, calore e colori per cercare di dimenticare che là fuori fa un freddo becco!


mercoledì, nel rientrare in Italia, da Salisburgo siamo passati per un pezzetto di Baviera e all'altezza del lago Chiemsee siamo state avvolte da un nebbione incredibile e all'interno della nebbia, uno spettacolo incredibile di galaverna, come l'albero al bordo del lago fotografato qui sopra.


per la canzone natalizia di oggi, ripropongo la canzone di ieri, ma in un'altra versione... sto pensando che un altro viaggio che meriterebbe un sacco sia quello nella periferia statunitense, a gironzolare per i sobborghi delle città di notte e vedere come decorano le case!!!


io non amo lo sfarzo di troppe luci, ma questi qua sono fuori di testa al punto da diventare mitici



 


e poi ecco il mio nuovo angolo dei ricordi. chi ha la mia età sa chi è Isotta .


quel che mi sta stupendo, facendo questa ricerca nelle canzoncine del mio passato è che tutte erano cantate da personaggi famosi dell'epoca, mica sconosciuti in cerca di gloria! erano ricercate, fatte bene, cantate da quelli che erano gli artisti del momento. oggi non vedo questa attenzione al mondo dell'infanzia dagli artisti dei grandi: al limite ci sono gli artisti specializzati in bambini, che in molti casi finiscono per diventare qualcosa di fortemente irritante per noi adulti e c'è da chiedersi quanto siano "giusti" per i bambini...


 


venerdì 6 dicembre 2013

Calendario dell'Avvento - giorno 6

Buon San Nicola!!!



la foto qui sopra è di uno stand del mercatino di Bressanone, sono le palle natalizie di un negozio di Merano dove ho sempre perso la testa, che si trattasse dello stand in uno dei mercatini o il negozio vero e proprio...


anche questa volta un paio di oggetti li ho presi. ero indecisa tra due... e alla fine li ho presi entrambi chissà se avrò il coraggio di metterli sull'albero di Natale con ste due gatte ancora molto giocherellone...


la canzone natalizia di quest'oggi è qualcosa che ho scoperto per caso e che mi ha entusiasmato subito! già la melodiaè una delle mie preferite del Natale, ma poi in questa versione!!!



e poi, l'angolo dei ricordi... oh, come mi piaceva questo cartone!!!!


giovedì 5 dicembre 2013

Calendario dell'Avvento - giorno 5

il quinto giorno del mio calendario 2013 mi ritrova a casa. la vacanza è finita e quasi tutti gli acquisti sono sistemati un po' tra i regali per il prossimo Natale, un po' altrove... alcuni verranno sfoggiati non appena inizierò a decorare la casa con tutto l'ambaradan natalizio...


ma c'è un oggettino piccino picciò che non ho resistito a mettere già in azione! e piace pure a Stella che lo sta osservando dalla distanza ogni volta che lo muovo, perchè emana intriganti riflessi che la stuzzicano non poco


nella foto si vede solo la parte inferiore e non quella che piace tanto a Stella, che sono una bella serie di stelline comete che girano al calore della candelina. ma io - che non ho i gusti di Stella - ho scelto questo oggetto per la parte inferiore, per il bel paesaggio luminoso che mi ha affascinato tanto.



la canzone di Natale di questa sera è davvero simpatico, complimenti a questo gruppo universitario che è riuscito a creare questo... medley fuori di testa, divertentissimo e adorabile.



Stasera, oltre alla canzone, vi porgo anche un drink adatto alla stagione, una rielaborazione di ciò che ho bevuto in giro per i mecatini... andate qui, copiate e ditemi che cosa ne pensate :)


mentre per l'angolo dei ricordi, stasera torno in tv negli anni settanta. fino a qualche anno fa, di questo musical avevo proprio solamente il fantastico ricordo più che altro del ritornello, perchè non lo vedevo dai tempi dei tempi Rai, quando passava di tanto in tanto e io me lo godevo.


poi ho trovato il DVD e adesso posso guardarmelo ogni volta che mi pare ed è una gran cosa! perchè merita di essere visto, guardato, capito, goduto a pieno. è un'opera fantastica e spero che il risentirne la canzone principale sia di buon ricordo a chi come me ai tempi se lo guardava... quando la televisione aveva piùo meno 2 canali... 


mercoledì 4 dicembre 2013

Calendario dell'Avvento - giorno 4

 


Questa sera prendo in prestito una foto dalla mia amica Sonia per il calendario, perché il cellulare che uso come macchina fotografica è ... troppo distante... al piano terra, nel giaccone che ho abbandonato a casa dei miei quando sono rientrata dopo diverse ore alla guida per tornare a casa... 


Eh si, oggi è giorno di rientro. Ma tutte le cose belle hanno una fine... e così anche la nostra vacanza per mercatini è terminata, non prima, però, di fare una sosta a Bressanone ad un mercatino che forse non sarà il più vasto, ma che io trovo sempre molto interessante e dove riesco sempre a... dare il meglio spendaccione di me  e pure oggi non sono stata da meno. Ma molti regali sono fatti e questo è già un bel pensiero 


 


Eccovi la canzone di oggi. Non la conoscevo, me l'ha proposta Youtube conoscendo la mia perversione per le canzoni natalizie. è molto orecchiabile, non esattamente natalizia, più per il nuovo anno, ma visto che è di un gruppo che è sempre una garanzia... al primo ascolto l'ho promossa 



Per l'angolo dei ricordi, stasera do una sveglia a chi sta dormendo per il letargo, la tartaruga. Che quando ero piccina conoscevo benissimo a memoria e pure oggi buona parte del mio neurone è impegnato a sfogliare le pagine con il suo testo... certe cose non si possono scordare!


  

martedì 3 dicembre 2013

Calendario dell'Avvento - giorno 3

 


La giornata di oggi l'abbiamo passata in Baviera. Prima a Rosenheim, dove le casette del mercatino sono decorate anche nel tetto: il Babbo Natale qui sopra era sopra una di esse ed era in buona compagnia...


Poi a Bad Reichenhall in un mercatino non enorme, ma carino, sotto il suggestivo palazzo municipale e allietato da buffissimi lama che passeggiavano tra le casette al guinzaglio di una serie di divertitissimi bambini.


Un'altra splendida giornata di freddo, sole e suggestive atmosfere.


Per la canzoncina natalizia ho fatto un po' di ricerca nelle Weihnachtslieder in lingua prettamente tedesca, per rimanere in tema con la giornata ed... ecco qui. Non la conoscevo, ma rimane subito in testa e la sto canticchiando già da qualche minuto 



Il percorso dei ricordi di oggi, rimane in fondo in Austria... con un film che ho amato tantissimo a suo tempo, ma che non rivedo da secoli. però quando ho visto questo brevissimo video, non ho resistito 


lunedì 2 dicembre 2013

Calendario dell'Avvento - giorno 2

che bella giornata quella di oggi! sole, temperatura decente per la stagione (tutto è ghiacciato in giro, ma almeno ci si sta) e la città di Salisburgo tutta per noi! 



 per oggi ho scelto una canzone "per niente natalizia", nel senso che non è tradizionale, ma si, ovviamente, parla di Natale: I wish everyday could be like Christmas, che è qualcosa che io mi auguro sempre, quasi ogni giorno... anche se in verità preferirei che ogni giorno fosse un giorno di Avvento, perché è l'Avvento che adoro molto più del Natale. il senso di attesa e preparazione per qualcosa di speciale è mille volte meglio del giorno "speciale" tanto atteso, che spesso poi si rivela deludente... 


 



 


E siccome siamo nella città di Maria e passo più di metà del mio tempo a canticchiare queste canzoni qui, per la canzone dei ricordi, oggi vi lascio questa qui:


domenica 1 dicembre 2013

Caldendario dell'Avvento - giorno 1


Quest'anno per me l'Avvento inizia in modo davvero emozionale: dopo 5 anni sono riuscita finalmente ad organizzarmi di nuovo e venire ai mercatini di Natale.


Sono in Austria, con due amiche e oggi abbiamo girato i vari mercatini di Hallein, la città dove nel 1818 fu composta ed eseguita per la prima volta Stille Nacht.


Poi siamo andate ad Hohenwerfen, una fortezza dove ho già vissuto emozioni stupende 4 anni fa, in estate. Stavolta è inverno, fa un freddo becco, ma neanche troppo, per terra la neve è ghiacciata, ma la corte della fortezza è un luogo magico!


Ci sono un sacco di stand che vendono prodotti artigianali di vario tipo, da sculture in legno a berretti di lana e così via... in mezzo alla corte ci sono braceri in cui bruciano tronchi resinosi che scaldano l'ambiente e rliasciano un aroma di fuoco che è di per sé il massimo dell'emozione sensoriale. un'atmosfera davvero magica, di un luogo fuori dal tempo e dal mondo... bellissimo


così oggi il mio calendario d'Avvento non può che portarvi questa canzone qui:



la foto più sopra, invece, l'ho fatta a Hohenwerfen. è la decorazione del tavolo a cui abbiamo pranzato, in una sala dallo stile davvero medievale e molto suggestiva.


Però quest'anno ho voglia di qualche novità. Che non è per niente una novità. Anzi, è un andare indietro, ma tanto indietro nella mia memoria e recuperare le canzoncine della televisione della mia infanzia... quella che si vedeva al massimo un paio di ore al giorno...


Ho iniziato già ieri, ma ho ancora voglia di continuare...


Chi si ricorda SU-PER-GULP???


sabato 30 novembre 2013

non "calendario dell'avvento", ma... amarcord...

 in fondo il Natale ci fa tornare bambini, no?


e stasera siamo qui in 3 nella stanza d'albergo a parlare di tutto e di niente... ed è saltata fuori questa qui.


 


chi se la ricorda??? mi a che bisogna avere almeno 40 anni per ricordasela...


sabato 23 novembre 2013

Voglia di festa...

E' stato un periodo un po' così, niente di bruttissimo, niente di tremendo, ma sicuramente è stato un anno stancante e con pochi momenti di riposo, anzi, le ferie per tante ragioni sono slittate fino ad ottobre e quando sono arrivate non sono state per niente piacevoli.


Avevo già deciso di starmene a casa, ma un conto è avere davanti un momento casalingo da organizzare in piena libertà, un conto è trovarsi sparpagliati mille impegni non tuoi, ma che richiedono la tua presenza. 


Non posso recriminare, non posso arrabbiarmi contro qualcuno: quando si tratta della salute dei tuoi familiari fai di tutto perché vada bene. E forse questo è peggio: insomma, diciamocelo, quando hai un obiettivo contro cui direzionare la tua rabbia e a cui dare le colpe delle tue frustrazioni è più "semplice". 


Quindi, alla fine, per tante ragioni, invece di rilassarmi, ho finito con il caricarmi di un'assurda ed eccessiva quantità di bile e nervoso... da smaltire al lavoro, luogo non esattamente consono per tutto ciò.


E così questo autunno non mi ha per niente aiutato a recuperare la stanchezza accumulata in quasi un anno...


Forse è per questo che ho già la testa orientata al Natale. non ai giorni "veri e propri" di festa, che alla fine, da tanti anni, riescono sempre a non darmi soddisfazione. 


Quel che mi piace è riempirmi la testa di idee, pensare ai regali, a come decorare... e via dicendo.


Quest'anno, dopo 5 anni, riesco anche a farmi di nuovo un giro per i mercatini, stavolta in compagnia di amiche: le aspetto a casa mia venerdì prossimo, poi partiremo insieme verso Nord, verso l'Alto Adige e l'Austria... per una full immersion in atmosfera natalizia.


Non ho aspettative, non ho desiderio di comprare questo o quello.


Ho solo voglia di luci, colori, di farmi affascinare dal contesto, di smettere di pensare a tutte le cose che giacciono sulla mia scrivania e a cui non riesco a far fronte, di tutte le mie questioni di salute che ho dovuto per una ragione o per l'altra mettere in disparte e per cui non vedo il momento giusto per affrontarle (tanto sono banali, si certo, ma poi quando ti parte il tarlo a pensarci, banali o potenzialmente importanti, ma non subito... ti rendono insopportabile il poterci pensare senza avere la soluzione).


Voglia di stare in compagnia per qualche giorno fuori dal tempo ordinario, senza qualcuno che mi ricordi che esiste la normalità (lo so comunque, non c'è bisogno del grillo parlante sempre sintonizzato sulle rogne)


Ecco, voglia di festa in questi termini...


 


 

giovedì 31 ottobre 2013

il gattone prodigo

il mio blog lngue, ma se non c'è voglia di dire niente che si deve fare?


di cose ne capitano, di pensieri ce ne sono sempre. figurarsi, quando mai si sta senza far nulla, non si hanno pensieri, progetti, preoccupazioni che ruzzolano tra i 4 angoli del cervello?


è che ultimamente non ho voglia di condividerli qui. 


e poi martedì scorso (10 giorni fa) mi sono vista di arrivare di nuovo qui e scrivere di un gatto che non c'è più. stavolta non morto, scomparso, misteriosamente... 


e l'idea di dover scrivere solo di sfigatti proprio mi ha presa male! e ho avuto il rifuto! no!!! non racconterò che Horatio nella notte tra lunedì e martedì è scomparso e non sappiamo nemmeno come abbia fatto, visto che lui non esce mai di casa!!! no, non racconterò che mio padre ha subito preso sua l'ipotesi del circo, mentre mia madre quella del ristorante cinese. non dirò nemmeno che io penso più semplicemente a 3 facili ipotesi: è un gatto socievole, si è fatto prendere su da chicchessia, è un gatto imbranato (saso, alla romagnola, per l'esattezza) e si è spaventato ed allontanato oppure è rimasto sotto un'auto a cui non è per niente abituato.


rifiuto totale di venire qui e con tono amareggiato raccontare queste cose. perché parlare di sfigatti 4 volte in pochi mesi e parlare solo di quello dà un tono al blog davvero deprimente... 


così peraltro ho taciuto non solo qui, ma pure altrove, almeno fino a giovedì. e mi sono pure pentita di aver parlato giovedì nei social network. 


perché la scorsa era una settimana decisamente NO, per tante ragioni, non ultima la sparizione del gatto. e qualunque commento, dal più gentile al più catastrofico e disperato mi prendeva sempre peggio. perché se uno è inverso, è in giornata storta, certe cose, per quanto con le migliori intenzioni, finiscono per contorcere ancora di più l'umore.


finisci per essere sgradevole anche verso chi cerca di tirarti su il morale. sarebbero le giornate ideali da trascorrere in silenzio, in un angolo, a sfumare via nervoso, rabbia e affini... ma no, devi vivere in società... 


poi anche il nervoso passa ed in modo alquanto inaspettato: con una lunga e incredibilmente produttiva sessione di cucito. io che ogni volta che devo prendere l'ago in mano per qualcosa che non è una X vado in paranoia e divento nervosa al solo pensiero, per una volta ho trovato relax proprio nella mia bestia nera... e così domenica l'umore, dopo 5 giorni che era solo definibile nero, per rimanere gentili, si è piano piano rischiarato in qualche tonalità di grigio. non di più... perché le cause del nervoso permanevano tutte. dall'assenza del gatto in avanti.


questa mattina ricevere un sms da parte di mio padre che diceva solamente "horatio è tornato" è stato come accendere la luce. mi ero appena alzata, decisamente non il mio risveglio migliore, complice una notte da schifo per altre ragioni. avevo davanti una mattina di quelle in cui dovresti essere in 3 posti nello stesso minuto... e partire con 3 ore di sonno alle spalle e le altre di veglia disagiata non era la migliore partenza.


in 10 minuti tutto cambia: Horatio è tornato. dai! bene! che non sapere che fine avesse fatto era logorante! un gattone così imbranatone saperlo fuori "senza il mio aiuto" mi prendeva proprio male. almeno gli altri tre che fossero morti lo sapevo e sapevo anche dove sono ora... lo so che sono ragionamenti assurdi, ma il cervello a volte prende strade strane...


beh, all'improvviso la notte schifosa era un ricordo, l'umore positivo si è acceso e la stanchezza si è messa in un angolo. 


e adesso posso anche decidere di scriverlo qui. 


perché stavolta scrivo di una misteriosa avventura di un gattone rosso imbranatone che per la prima volta in vita sua sceglie di uscire dal giardino per le vie feline che conosce da 7 anni ma che non ha mai voluto usare e ... misteriosamente si perde per tornare 10 giorni dopo, non magro, non patito, ma con tanta voglia di rivedere i suoi umani, i suoi posti, la sua amica Birba, la sua ciotola del cibo, l'acqua del bidet... le sue certezze!


la sensazione è che sia finito a casa di altri, i quali dopo 10 giorni abbiano deciso che è un gatto impossibile (è vero!) e lo abbiano riportato dove se lo erano preso. con sentiti ringraziamenti di questi umani qua, che sanno di avere un gatto impossibile, ma è il loro gatto e lo amano in quanto gatto saso e impossibile. e signori miei, se un micio è bello in carne (molto in carne), con un pelo lucente... evidentemente non è un randagio. lasciatelo lì la prossima volta. grazie


 

martedì 27 agosto 2013

il cuore è un Bastardo

si, perché tu passi una vita a dire che è uno stronzo, un fetente ingrato, che non ti si fila se non davanti a casa quando ci sono testimoni, che non ti ha mai fatto le fusa, che ti costa un patrimonio (fino all'ultimo!!!)...


... ma poi fai di tutto per salvarlo...


... e quando non ci riesci... 


... il cuore prende a battere come se avessi perso la cosa più importante del mondo...


... e arrivano pure le lacrime che non ti saresti mai aspettata.


mai


 

giovedì 22 agosto 2013

voglia di tornare al passato...

mica voglia di macchina del tempo, o di rivivere altri momenti della mia vita.


no no!


voglia di ritmi più lenti, di distaccarmi un poco dalla quotidiana routine che, soprattutto in questo momento in cui sono particolarmente stanca e senza grandi prospettive di momenti seri di relax (tradotto: chissà quando potrò andare in ferie almeno una settimana), si sta trasformando un po' in una trappola per il mio umore e per la mia mente.


adesso che nonostante tutto i ritmi sono leggermente più rilassati e non ho bisogno di fare super straordinari al lavoro, sono così stanca che comunque appena finito in ufficio - salvo fare un po' di spesa - finisco subito a casa. ma arrivata lì non ho energie per fare niente, quindi accendo la tv per avere compagnia sonora, il pc per fare i soliti 4 giochini su facebook... organizzo velocemente una cena il più delle volte fatta di schifezze perché sono le più rapide da ottenere e la voglia di cucinare è sotto i tacchi e via così di NIENTE fino all'ora in cui mi riduco a letto.


oh, si, certo, ci sono anche le variabili al tran tran quotidiano, tipo la mamma che si è beccata un virus e quindi c'è bisogno di seguirla: vuoi che sia prepararle un pasto, vuoi che sia andare dal medico, in farmacia, a comprarle qualcosa... 


ma in sostanza il risultato non cambia: sono stanca e la routine non mi aiuta per niente a risollevare l'umore o a distendere la mente, tanto che spesso pure il sonno notturno non mi è per niente d'aiuto.





martedì uscita dal lavoro sono andata a fare la spesa per mia madre in un supermercato se frequento di rado. era una giornata di brutto tempo e tutti i vacanzieri si erano riversati in città assembrando ogni luogo dove si poteva fare acquisti... così mi sono trovata a parcheggiare più distante dal solito l'auto. quando sono tornata con la mia spesa e mi sono riseduta in auto, l'idea di andare a casa subito non mi arrideva per niente, quindi ho spostato l'auto di qualche metro, in posizione più defilata, l'ho spenta, tirato giù i finestrini, tolto le chiavi, tirato fuori il libro da un pacco Amazon che avevo dimenticato da quasi un mese in ufficio e che finalmente mi ero decisa a portare a casa, preso un grissinone dalla spesa...


e addentando il grissino ho cominciato a leggere...


un piccolo momento fuori dal tempo normale, in un posto decisamente non convenzionale, tanto che almeno due persone sono passate davanti alla mia auto guardandomi malissimo come se stessi commettendo un reato di quelli più violenti...


sono tornata a casa molto più rilassata e tranquilla, ugualmente stanca, ma meno incasinata mentalmente.


e ieri ho deciso di farla anche "fatta meglio": niente spesa, direzione giardini pubblici, acquisto di un mega bicchierone di chinotto pieno di ghiaccio e lettura del libro seduta al tavolino dello Chalet (in mezzo ad una cagnara pazzesca di bambini che giocavano e mamme che parlavano e sparlavano tra di loro). non era l'ambiente tranquillo da relax, ma è stato sufficiente a farmi tornare a casa meno introversa, meno demoralizzata di quanto non fossi all'uscita dal lavoro 3 quarti d'ora prima.


così stamattina sono uscita di casa infilando un libro nella borsa pensando "lo voglio rifare!!". Già dalle prime ore del mattino l'idea è la "carota" che mi farà arrivare a sera. 


l'ideale sarebbe arrivarci a piedi ai giardini pubblici (distano da casa pochissimo), ma per ora mi accontento di pensare di fare una pausa dal quotidiano, magari tra qualche giorno arriverà anche la voglia di muovermi.





e non è da 3 giorni che in me c'è questa voglia di cambiare ritmo, di - appunto - "tornare indietro", a momenti meno caotici e frenetici del modo di vivere quotidiano.





sono giorni che penso che mi piacerebbe prendere la penna in mano e scrivere sulla carta. non ho "progetti", non ho "idee", non è come mi capitava mille anni fa che mi veniva in testa una trama per un racconto e mi tuffavo sul foglio di carta per trasformarlo in storia... che non finiva mai, perché le mie idee sono sempre e solo state ottimi inizi, senza mai degni finali...


è solo la voglia di mettere in fila i pensieri con la penna e non con la tastiera.


scrivere con la penna è tutta un'altra cosa. meno congeniale al mio essere, perché da che ho imparato a scrivere io sbaglio sempre qualche lettera, anticipando la fine della parola o altro. la mia maestra delle elementari, davanti al biglietto di auguri della quinta, quando vide la mia firma disse "sei e rimarrai sempre la mia 'pasticcera'!". così mi chiamava, non pasticciona, pasticcera. io il mio secondo nome puntualmente lo sbagliavo facendo seguire alla E maiuscola un'altra e minuscola e poi scarabocchiandoci sopra per cancellarla: Eelena... ci ho messo anni per smetterla e ogni tanto rischio di rifarlo


l'avvento della tastiera ha messo più ordine nel mio modo di scrivere. la velocità ogni tanto mi fa dimenticare una lettera o invertirne un paio, ma correggere è più facile.


e, cosa più importante, è facile anche tornare indietro e aggiungere ciò che nella fretta ti sei dimenticata.


così puoi scrivere scrivere e scrivere e poi riguardare, aggiungere, correggere...


con la penna no. 


con la penna ti devi fermare, devi pensare, poi scrivere. e se hai dimenticato qualcosa si vede e questo dà una dimensione reale e ferma di come i tuoi pensieri vaghino di qua e di là.


la penna ti costringe a domare i tuoi pensieri un po' prima di partire e scrivere...


ed è ciò di cui ho bisogno: di imbrigliare i pensieri. anzi, no! prima ho bisogno di lasciarli vagare, poi di calmarli ed infine di imbrigliarli e metterli in ordine sulla carta.


il bello è che non ho niente da scrivere! 


penso che la scrittura manuale in questo momento sia una metafora per descrivere ciò che sento di dover fare e forse con la pausa dopo il lavoro e prima di casa già sto remando in quella direizone.





questo post l'ho pensato già ieri sera e stamattina ho iniziato a scriverlo a puntate (essendo al lavoro non dovrei nemmeno scriverlo). e ad un certo punto della stesura ho letto l'inizio del post di un'amica sul suo blog (devo ancora andare a leggerlo tutto), ma mi sono stupita: stesso argomento mio!


chissà dove finirà il suo ragionamento... il mio finisce qui: alla ricerca di ritmi diversi per salvaguardare la mia integrità e sanità mentale... vedremo gli sviluppi.

lunedì 22 luglio 2013

Riscatto morale

Quando ero una ragazzina di 11 anni volli entrare a tutti i costi negli scout, che per le ragazze si chiamavano “guide”. Ero entusiasta, piena di voglia di imparare, fare, scoprire.


La capo reparto all’epoca era una persona che seppe da un lato tenere a freno la mia eccessiva irruenza, dall’altro mi fece imparare a vedere e migliorare i miei pregi. Anche la capo squadriglia fu deliziosa.


Per un anno andò così, poi cambiò tutto, cambiarono sia la capo reparto che la capo squadriglia. Ma fu il primo cambio quello peggiore.


Non so se fu inesperienza (aveva sui 23 anni) o carattere, fatto sta che io e lei non quagliavamo da nessun lato. Io mi trasformai in una persona timida ed insicura, tra l’altro spesso ammalata.


Lei e lo staff attorno a lei erano di quelle persone che valorizzavano una stretta cerchia di… ok, è il mio punto di vista, sia chiaro, quindi magari esagero… ma chi avanzava era perfettina, ruffiana, snob e via dicendo.


Io ero una che per carattere ed educazione non lasciavo mai in disparte le persone. Mi accompagnavo senza problemi con chi di problemi ne aveva. All’epoca ricordo che c’era una ragazza che aveva una placca d’acciaio in testa dai 5 anni ed era un po’ lentina di comprendonio ed un’altra decisamente “semplice” e forse definibile un po’ “tarda”. Ragazze d’oro che avevano qualcosa da dare se le si imparava a conoscere, semplicemente non erano “in”.


E poi io non avevo l’abito firmato, lo zainetto Invicta (erano gli anni dei paninari… bleah) e così via.


E questo mi ghettizzava dal gruppo che avanzava e si lustrava di tutte le patacche che significavano esperienza e avanzamento di grado.


Sono arrivata ad essere “sorpassata” da chi era più piccola di me, perché “non mi impegnavo abbastanza”.


Sono stata dichiarata “dispersa” perché per diverse settimane non mi feci vedere causa malattia (non andavo neanche a scuola, ma questo era ininfluente per chi doveva denigrarmi), ma il reparto si riuniva in 2 stanze senza soffitto, quindi con pareti altissime, riscaldate solo ad un’estremità di una di esse da un camino… luogo ideale per chi un giorno si e uno no si beccava un’influenza o un raffreddore quell’anno.


E quando arrivò il giorno dell’hike per San Giorgio (23 aprile, hike significa che si stava fuori a dormire in tenda e faceva freddo quell’anno!!!) e io non andai perché fino ad una settimana prima ero stata di nuovo ammalata mi fu chiaramente detto che ero un’inetta e o mi facevo vedere per quell’escursione o ero fuori.


Ricordo una telefonata fatta di lacrime e frustrazione, che ancora oggi al pensiero mi viene su il magone… dopo di me fu la volta di mia madre che volle parlare di persona con la capo reparto perché ero stata trattata malissimo da un’adulta… la sua fu una telefonata iniziata con il tu e finita ad urlacci con il Lei. Non la mandò a quel paese perché era un’epoca in cui le parolacce non si dicevano così facilmente come oggi…


Ma questo fu il modo in cui finì la mia esperienza scoutistica. Mortificante, deludente al punto che ho dimenticato nomi, fatti e tante altre cose di quell’epoca. Un tentativo del mio inconscio di cancellare tanta delusione e qualcosa di più, perché in verità da quell’esperienza sono uscita psicologicamente con una gran diffidenza nei confronti del prossimo che ho faticato a rimediare negli anni, anzi, forse non ho mai rimediato completamente.


Ieri in un posto assolutamente non scoutistico, ma “cittadino”, un gruppo di Facebook dove si parla della nostra città, una ragazza mi ha chiesto “ma tu sei quella che era nella squadriglia dei Canguri e mi insegnò l’alfabeto morse che avevi i capelli boccolosissimi, la erre moscia ed eri (e suppongo sarai ancora) una ragazza dolcissima e bella?


A parte che io non mi sono mai sentita “bella” né “dolcissima” in tutta la mia vita… leggere questa descrizione della me stessa di 25 anni fa, di un periodo in cui io mi sentivo una m…a totale e di un’esperienza finita così malamente mi ha fatto venire i brividi!


Il primo pensiero è stato “allora avevo ragione io! Erano le altre che vedevano male! Io stavo facendo bene!!”.


25 anni che mi ripeto questo, ma quando ne hai 15 e persone che hanno 10 anni più di te ti denigrano, non è facile mantenere la propria posizione e nonostante tutto rimani con il dubbio di sbagliare… di essere tu quella nel torto.


Ho scritto in privato a questa ragazza ringraziandola e dicendole che, si, sono io.


Lei mi ha risposto tra le altre cose così: “un bacio un abbraccio fortissimo ed un grazie ancora più grande perché se non fosse stato per te, e credimi è la verità, mi sarei sentita veramente persa, proprio come quando sei uscita.”


Beh, io ho le lacrime per la gioia, la soddisfazione e il senso di riscatto morale, ci credereste???

venerdì 12 luglio 2013

Libri che passione (sia in positivo che in negativo)


 


A febbraio mi sono comprata il kindle, approfittando di un discreto sconto che rendeva appetibile l’idea di provare questo nuovo modo di leggere i libri.


L’idea era di ridurre l’acquisto di carta per quella gamma di libri che leggi una volta e poi più. E magari di risparmiare anche qualche euro alla fine.


In effetti, da che ho comprato il mezzo, grazie all’offerta giornaliera di un titolo stras contato che di regola ha un prezzo sotto i 2 euro, sono riuscita a comprarmi diversi libri virtuali e ne ho già letti una bella dose, direi 16. Alcuni mi sono piaciuti, altri non tanto… insomma, sono riuscita davvero a limitare di ingigantire la mia libreria con titoli che prenderebbero polvere senza avere ulteriori utilizzi futuri.


Ho potuto così leggere anche titoli che non sono stati mai pubblicati su cartaceo: ci sono autori emergenti che approfittano di questo libro virtuale, che ha costi di produzione decisamente inferiori all’ordinario, per farsi conoscere al pubblico. Amazon ne promuove diversi e qualcuno di questi è stato davvero una rivelazione interessante.


In un caso mi è capitato un libro – tra quelli che esiste solo in formato digitale – “confezionato” in modo orribile: errori di battitura, spaziature a casaccio, parole al posto di altre, più che un libro sembrava la prima bozza che uno scrive di getto senza neanche digitare F7 “controllo ortografico” di Word… che tristezza! Anche perché il romanzo, una storia rosa in chiave divertente, merita di essere letto: ci si fanno delle belle risate. Ma la fatica viene dalla brutta impostazione. Credo però che qualcosa sia cambiato: ho notato sulle pagine di Amazon una scritta del tipo “revisione aggiornata”. Magari i commenti lasciati dai lettori sono serviti. Tutti più o meno dicevano “bello come racconto, pietoso come impaginazione e ortografia varia”. Il che ti fa sperare di essere davvero in una realtà interattiva in cui i lettori possono in qualche modo fare la differenza.


Insomma, l’esperienza è più che positiva, tanto che sto anche accarezzando l’idea di comprarmi la versione più tecnologica, che permetterebbe anche l’acquisto delle riviste digitalizzate. Ma prima – a parte che sicuramente non sarebbe un acquisto di oggi, ma magari un autoregalo di compleanno o di Natale – voglio capire se è possibile fare stampe parziali dei contenuti. Mica voglio ristamparmi tutto, ma se decidessi di acquistare in formato digitale una rivista di schemi a punto croce, ovviamente vorrei essere sicura di poter ricamare uno schema avendo in mano una pagina stampata e non dovendomi tenere il Kindle acceso sotto il naso.


Dopo mesi di letture digitali, qualche giorno fa ho però ripreso in mano la carta vera, un Libro, fatto secondo i tradizionali crismi. CHE GUSTO!!!


No, sul serio, non c’è paragone tra leggere da un monitor, per quanto il monitor del Kindle sia davvero riposante per la vista, e leggere da una pagina stampata, tenere in mano una robetta di plastica leggerissima e invece sfogliare le pagine, magari dovendo anche litigare con la rilegatura per vedere bene tutto lo stampato.


Un Kindle puoi anche non annusarlo, un Libro si!


Portarsi in giro per casa un libro è più di compagnia che fare la stessa cosa con il Kindle….


Per cui ho fatto si una scelta tecnologica, ma non c’è storia, la carta stampata ha un fascino, un’attrattiva che non avrà mai un pezzo di plastica!


Sicuramente i libri del cuore, quelli che rileggerei anche mille volte senza stancarmi e anzi, rivivendo dall’inizio alla fine tutta la storia con la passione della prima volta, quei libri lì in un Kindle non li vedo bene, quei libri lì devono essere VERI e REALI e poter essere adocchiati sulla libreria ogni volta che ti va…


No, non potrei mai riconvertire un’intera libreria dentro un pezzo di plastica, per quanto comodo, agevole, semplice sia.


I LIBRI per quanto mi riguarda NON MORIRANNO MAI!!!

venerdì 5 luglio 2013

E anche il micione...

 


Questa volta è stata proprio una discreta botta emozionale.


Niente pianti, niente di tutto ciò... E non è neanche una sorpresa: insomma, il micione Rommell aveva la tenera età di 20 anni ed era un vecchietto "indarlito" (gergo romagnolo, come tradurlo? vecchio bacucco intontito dagli anni...) già da molto tempo. Si sapeva che un giorno o l'altro...


C'è una diatriba sulla sua vera età: mio fratello afferma che siano 21 gli anni, io ricordo benissimo che era il Natale del '93 quando fece il suo ingresso in casa, bello come un principino e con il carattere degno di un principe!


Un micio con già tutta una serie di pretese che si sono infrante subito: un palese sogno di essere "gatto unico" e arriva in una casa dove c'era già una padrona felina, Micia, che però era una gatta di gran cuore e dal canto suo ci ha messo meno di 24 ore ad accettare il nuovo arrivato.


Poi però, via via, negli anni ogni tanto arrivava un nuovo gatto e ogni volta Rommell tirava fuori un cipiglio e uno sdegno degni di nota. "non basto io??" sembrava dire.


La prima ad arrivare dopo di lui fu Leila e negli anni tra di loro si è creato un gran legame. Con i gatti successivi col cavolo! Tutti intrusi!! Le ultime volte poi... divertentissime le scene da "oh, no! un altro ancora? stupidi umani!" e via ad andarsene dalla stanza per protesta palese.


Una delle pretese da gattino che aveva e che per 20 anni ha cercato di farci capire, ma noi - stupidi umani - non sapevamo servirlo a dovere in questo, era l'essere guardato mangiare. Mi svegliava alle 4 di notte, quando vivevamo insieme e provava a trascinarmi alla ciotola per guardarlo mangiare, ma io mi rifiutavo e quando capivo quale era l'esigenza tornavo a dormire.


In vecchiaia ce l'ha fatta... dovevamo stare lì ad assistere al suo pasto per evitare che gli altri lo mandassero via per servirsi per primi e sbaffarsi tutto...


Allergico da sempre alla spazzola, risolvevamo con la tosatura estiva che serviva a farlo sentire più fresco e a portare via in un colpo solo tutti i nodi che gli si formavano inevitabilmente nel pelo. Da due estati non osavamo più... la pelle anziana cedeva e rendeva complicata la tosatura che era diventata una tortura. Con il risultato che il bel micione era diventato una roba tutta piena di nodi che raramente accettava di farsi tagliare... l'indipendenza esige anche qualche disagio: meglio i nodi!


 


Leila se ne è andata l'8 giugno e da quel giorno sembra che il micione avesse deciso di lasciarsi andare: la sua presenza non era più necessaria, non c'era più la compagna di 16 anni di vita felina, non era più il cavaliere di nessuna gatta, ha lasciato che vecchiaia e malattia prendessero il sopravvento.


La debacle è stata tutta in poche ore, in verità. Lunedì ha rifiutato di mangiare, a sera era un po' più intontito del solito e martedì è stato l'ultimo giorno. Abbiamo chiamato il veterinario per tempo E alla fine è servito solo per evitare una brutta agonia.


Nonostante la velocità temporale, per me la cosa è stata alquanto impegnativa, emozionalmente parlando, più che altro perché stavolta la sofferenza era palese e visibile: tanto sangue, il micio che si lamentava. E quando è stato il momento del veterinario sembrava quasi che lottasse contro la morte, miagolando ad ogni sussulto e respiro. 


Tanto che mi sono sentita di dovermi avvicinare, dargli una carezza sulla testa e dirgli due paroline. Coincidenza o no, al mio tocco e alle mie parole ha smesso di lamentarsi e un secondo dopo... è andato.


Io sono quella che ha sempre paura di non sapere cosa fare, di non sapere intervenire nei momenti di necessità. E mi sono stupita di me per un gesto così banale, ma per me forte, tanto da pensarci tutta la notte.


La velocità e l'impatto della partenza del gattone è stata tale che non mi sono subito messa a scrivere qui.


Anzi, per un attimo ho pensato "eccheccavoli! sul mio blog scrivo solo di gatti morti e di amarcord dell'infanzia... basta!".


Quando un animale vive così tanto tempo con te, 20 anni!, lascia inevitabilmente un vuoto incredibile. Già con Leila era difficile ora anche lui. 


Saranno due che sul bilancio dei croccantini non faranno sentire molto la loro assenza, mangiavano talmente poco, ma passare da 8 a 6 si nota, oh se si nota!


Chi è improvvisamente cambiato è Horatio. Quando il veterinario venne per Leila, lui, incurante di cosa stesse facendo il suo dottore, passò il tempo con il naso nella sua borsa ad annusarne tutto il contenuto con interesse, come al solito.


Questa volta no, questa volta ha osservato tutto da una breve distanza, molto attento, fermo e serio. E poi è diventato incredibilmente dolce con mia madre e addirittura con gli altri gatti. L'ho scoperto baciare e sleccazzare Morgan! Con conseguente disagio da parte del Bastardo, abituato a tutt'altro genere di trattamenti da Horatio di solito.


Adesso in casa dei miei sento frasi del tipo "basta gatti!". Non è una novità. E' una frase ricorrente... 


Tanto che 20 anni fa per far entrare Rommell in casa dovemmo trovare lo stratagemma di farlo regalarlo a mio padre dalla allora ragazzina di mio fratello per essere sicuri che non ci sarebbe stato un rifiuto 


Quindi... quanto durerà questo ritornello? Sinceramente, analizzando la cosa con tanta razionalità e ragionevolezza, spero davvero che si aspetti almeno un annetto... Ci sono cose nell'immediato futuro dei miei genitori che si gestirebbero meglio senza la presenza di un gattino... spero di farlo capire a chi ha già progetti da un mese in merito...


 

sabato 29 giugno 2013

Sarà stagione di Amarcord??

 


non è che una coincidenza... (anche se - si sa - le coincidenze non esistono) ma un paio di giorni fa sono ripiombata in pieno "amarcord" dopo il Manuale di Nonna Papera... un altro "must" della mia infanzia è spuntato da un normale scambio di battute in ufficio.


alla frase "chi è stato a fare (qualchecosachenonricordopiù)?" una collega replica "chi ha rubato la marmellata?"


e io da lì ho iniziato "chi-sa-rà?" 


e in testa è continuato "ed un uovo di cioccolata? chi sa-rà? e chi ha rotto la vetrata con un colpo di pallon? chi ha scaldato la cassata con il phon? ehhh? io c'ero,  non son stato, non son mai venuto qui, a quell'ora faccio sempre la pipì!..."


che poliziotto Johnny Bassotto!!!! 


martedì 25 giugno 2013

oh... non ci sono più i giovani di una volta!!!

la frase del titolo è da dire tenendo la mano tremolante sulla zanetta (per i non romagnoli: sul bastone), con uno sguardo rugoso e annacquato rivolto ai tempi che furono e la testa piena di ricordi che più non sono...


insomma, capita che ieri Roberta mi dica di essere finalmente riuscita a mettere le mani su un desiderio della sua infanzia finalmente ripubblicato oggi, in versione identica all'originale (copyright 1969).


ora, io ai tempi, per me fine anni settanta, primi anni ottanta, avevo tale oggetto del desiderio, ma forse ero un po' troppo piccolina per essermelo goduta appieno. così decido di imitarla ben bene e oggi mi metto alla ricerca di cotanto "gioiello":





chi ha la mia età se lo ricorda bene: era un must per ogni bambina, così come la versione per maschi (il manuale delle Giovani Marmotte, di cui sono stati pubblicati più volumi, ne ricordo almeno 3) doveva essere in mano ad ogni bambino dei nostri "tempi".


il mio deve essere finito in soffitta nel dimenticatoio insieme a tantissimi miei libri dell'infanzia su cui non sono riuscita a mettere le mani prima del "fare ordine" parentale... insomma, faccio prima a ricomprarmelo, ecco!


ma per quanto io e tante altre persone, al solo nominarlo, si sono illuminate sulla scia di un bell'amarcord corale... ci sono persone che non sanno nemmeno che esista... 


gli edicolanti a cui ho chiesto stamattina mi hanno guardato male e poi sono usciti con un "ne avranno consegnata una sola copia, non ce l'abbiamo più".


oggi pomeriggio mi fermo all'edicola vicino a casa. di là dal vetro c'è un ragazzino che se ha venti anni ne ha tanti. gli chiedo: "so che hanno ripubblicato Il Manuale di Nonna Papera".


mi guarda spaesato... provo a fornire più indicazioni pratiche "è un'edizione a cura del Corriere della Sera".


si illumina! "ah, è un libro! Provi a guardare qui..." e mi indica la sua destra. Ci metto mezzo secondo a vederlo, anche se è stracoperto da un altro libro... 


lo compro subito, esco raggiante con ancora addosso lo sguardo perplesso del ragazzino si-e-no-ventenne...


salgo in auto e penso "eh già... tu che ne vuoi sapere?" non eri neanche nato... 


ormai è stabilito: io sono "datata"... faccio parte "dei giovani di una volta"


e se si saranno sprecati gli elenchi delle cose che facevamo e i giovani di oggi non sanno neanche cosa sono... al Manuale di Nonna Papera ancora non avevamo pensato.... 

sabato 15 giugno 2013

Numero Nove!!!

c'è una cosa di cui non ho parlato per niente nel blog. si, vabbè, ci sono mille cose di cui non parlo nel blog, tranne rari casi in cui mi capita di scriverci due robe in croce. r poi di questa cosa ho parlato anche allo sfinimento altrove...


ma 4 anni fa nel blog tediavo chiunque passasse da queste parti sulle disavventure del gatto BM che all'epoca si presentò a casa con una guancia squarciata da un morso e fu costretto agli arresti domiciliari in casa mia per un mese. un mese di agonia per lui, ma anche di più per me, visto che non passava minuto senza esternare il suo disappunto in miagolii strazianti.


è ricapitato anche quest'anno. niente danni da zuffe, ma un bruttissimo bozzo su una spalla, asportato dal veterinario il 26 di aprile (era grande quanto un'albicocca di quelle belle grossettine... insomma non era uno scherzettino da niente: un granuloma che potrebbe anche riformarsi) e che ha costretto me e lui a convivere di nuovo insieme da quel fatidico 26 aprile fino a una quindicina di giorni fa.


un bel lunedì, dopo avergli anche fatto somministrare la vaccinazione che per i miei gatti è di norma annuale (come da consigli veterinari), ma per lui è stata quadriennale (la volta precedente fu per il fatto di cui sopra. lo prendiamo solo se in difficoltà), finalmente mi libero del gatto: gli apro la porta e gli ridono la libertà.


fine di un mese e mezzo di notti insonni, miagolii strazianti, insopportabili stati di tensione dovuti ai suoi passaggi arditi da un balcone all'altro nonostante le fasciature gli impedissero di essere perfettamente mobile... e via così.


il senso di liberazione era notevole. sia per me che per lui. e forse anche per il resto della gatteria casalinga, quella stanziale. Stella ha odiato Morgan dall'inizio e non ha passato secondo senza farglielo notare. lo aggrediva ogni volta che lui osasse passare ad un metro e mezzo da lei. e lui a volte reagiva, ma il più delle volte fuggiva davanti ad una cosetta che è meno della metà delle sue dimensioni... Penny ha sopportato meglio, anzi a volte lo ha pure baciato, lasciando il gattaccio costernato da tanta socievolezza e gentilezza nei suoi confronti. Merlino il più delle volte era incurante della presenza: loro sono quasi fratelli e si conoscono da sempre, ma nonostante ciò in qualche occasione ho notato dei miagolii di disapprovazione in Merlino nei confronti del chiasso morganesco che impediva un buon riposo al micione nero...


insomma, tutti più o meno felici del ritorno alla normalità.


almeno credevo!


perché il martedì successivo... il gatto è tornato a casa!!!!!! ma proprio IN casa!!! accolto festosamente da Penny, che se lo è annusato tutto, dal muso al didietro (ovviamente). e con una certa gioia anche da Stella: mi sa che la teppista adori dargli contro. tempo il tempo di annusargli il muso felice di rivederlo che subito è partita una zampata.


l'unica un po' a disagio per la novità (che si è ripresentata ogni giorno e spesso anche di notte) sono io: il risultato per me è - a parte una buona dose di convenevoli davanti a casa come prima capitava di rado - di avere spesso di nuovo notti interrotte sulle 4 del mattino dalle proteste feline del gattaccio che vorrebbe uscire a quell'ora. ma io per il momento mi rifiuto di farmi 6 rampe di scale nel cuore della notte per assecondarlo...


ogni volta che entro ed esco di casa c'è il micione che mi accompagna, aspetta, intralcia le manovre con l'auto (lui si siede e sta a te non trasformarlo in sogliola... fetente!!!), entra ed esce di casa con me.


ieri per lui è stata una gran giornata! mi ha vista di prima mattina quando è entrato in casa, a pranzo è uscito con me, alle 5 e mezza sono venuta a prendere mia madre per portarla in piscina e lui è entrato con me (fregatura: non sono salita a casa mia... ma vabbè), poi alle 7 e mezza di nuovo lì ad accogliermi quando siamo rientrate dalla piscina (anche qui un po' di fregatura per il mancato raggiungimento del secondo piano), siamo subito riuscite perchè ci siamo concesse una cena al ristorante e lui ci ha accompagnate fuori. e quando alle 9 siamo rientrate lui è salito trionfalmente a casa mia dove è rimasto fino a stamattina, con consueta fase rompi-biiiip dalle 3 di notte in avanti...


durante il mio peregrinare dentro e fuori casa con accompagnamento di gatto Morgan, nella penultima tappa ho notato che il micione non era solo soletto, era in compagnia.


di chi? ma del Numero NOVE!!


chi è? un gattaccio di strada, di quelli belli sporchetti da vita esterna, tra l'altro ha buona parte di pelo bianca cui la vita di strada concede quel color "sporco" inequivocabile. assomiglia un po' a Penny e in più di un'occasione mio padre ha temuto che la micia in questione fosse riuscita a fuggire da casa mia e fosse rimasta chiusa fuori, così un paio di volte il gatto ha quasi avuto il permesso di entrare in casa invitato... per fortuna mio padre all'ultimo ha realizzato l'incongruità di un paio di dettagli: Penny non si sogna neanche morta di lasciare casa mia e il micio non è proprio il sosia perfetto...


ma sospettiamo che il signor gatto approfitti delle estati per entrare e mangiare a tradimento i croccantini dei nostri gatti: con il caldo i miei lasciano aperta la porta, grazie ad un cancello di inferriata che permette l'accesso ai felini ma non ad altri ospiti non desiderati di taglia maggiore. 


è da un anno che io teorizzo che i gatti della palazzina siano 9 e non 8 e a nostra insaputa. ma i miei si rifiutano di accettare il concetto e negano di brutto.


ieri ho presentato Numero NOVE a mia madre che non lo aveva ancora conosciuto.


si, certo, da sabato scorso non sarebbe il nono gatto, visto che Leila non c'è più, ma lui per me rimane Numero NOVE. è il suo nome. sembra che a lui la cosa non dia fastidio. basta che io non mi avvicini troppo, posso chiamarlo come mi pare - dice lui. e se tenessimo i croccantini fuori casa, magari sarebbe anche meglio, così mentre si fa una partita di chiacchiere con il Bastardo Morgan (eh, mica gli tolgo il titolo per un paio di settimane di luna di miele!), una sgranocchiata non sarebbe per niente fuori luogo!!!

venerdì 14 giugno 2013

vorrei tanto...

vorrei tanto per un giorno riprovare la sensazione dell'ultimo giorno di scuola e del primo giorno di vacanze.


si, certo, poi c'erano i compiti a casa per le vacanze, poi ci sarebbe stato un altro anno di studio e così via.


ma almeno si aveva la sensazione di aver terminato qualcosa che non sarebbe più tornato. finito. chiuso. definitivo!!!


e invece nel mio mestiere di oggi non c'è mai una volta che la parola FINE significhi che non tornerai mai più sull'argomento. mai... 


che scatole!!!!

sabato 8 giugno 2013

il gelato...

in altre occasioni questo sarebbe un post introspettivo con una discreta piega verso il lacrimevole.


perché da poco più di un'ora Leila non è più parte della gatteria di casa meg. dopo una malattia che piano piano l'ha consumata, oggi il veterinario l'ha aiutata a salire sull'arcobaleno e raggiungere Micia e tutti gli altri gatti della nostra vita che non sono più con noi.


appena il veterinario è andato via, vista l'atmosfera comunque positiva di casa dei miei, io sono uscita a fare la spesa e così ho pensato...


a Baldina! la gatta che è stata meno con me di tutti i miei animali. pochi giorni e quella gattina rognosa fu stabilito avrebbe dovuto essere abbandonata. erano altri tempi, gli anni settanta, il veterinario lo si chiamava ben di rado, le spese superflue non erano contemplate e una gattina decisamente rognosa non era contemplata come animale giusto da compagnia per una bambina.


così mi convinsero che non c'era altra soluzione che portarla in campagna, lasciarla vicino agli orti e "qualcuno si sarebbe occupato di lei". non ero così scema da bermi questa storia. sapevo benissimo cosa stavamo facendo e così le lacrime erano ben più che abbondanti.


il passo successivo dei miei per calmarmi fu "dai, al ritorno compriamo un gelato". non funzionò, ma la promessa era una promessa, così di ritorno mi comprarono un gelato.


uno squallido moretto. piccolo, banale e neanche il mio gelato preferito... 


potete immaginare? delusione su delusione... gran brutta giornata nel diario della mia vita.


e oggi ho pensato proprio a quel giorno.


e tornando a casa dal supermercato ho portato... un gelato ai miei. ho pure dato loro la possibilità di scelta: cornetto (algida) o stecco fragola e cioccolato bianco.


e poi... bastarda! ho ricordato loro l'episodio e sottolineato che io ho comprato gelati migliori.


ci sono momenti in cui la tristezza devi batterla con un paio di colpi cretini. può funzionare, almeno allevia.


e comunque... ciao Leila


venerdì 10 maggio 2013

e capita anche di reincontrarsi...

capita che in pausa pranzo, mentre cerco di concentrare il massimo del relax nei punti di una cornicetta a crocette al parco dietro al chiosco... capita che si ritrovi l'amica dell'adolescenza, la compagna di banco degli ultimi anni delle superiori, la compagna di stanza dei primi anni dell'università.


quella che hai perso di vista ad un certo indefinito punto del percorso universitario, ognuna impegnata a seguire la propria strada...


vi siete entrambe laureate alla stessa facoltà, ma in momenti diversi, lei si è sposata con quello che era il suo ragazzo delle superiori e insieme hanno costruito una famiglia con 4 bambini...


tu hai fatto altro... ma hai saputo ogni tanto cosa faceva lei... vagamente di quando in quando. in fondo la città è piccola e di rado ci si incontra anche.


lei oggi è lì con sua figlia e 3 amichette della ragazzina per il pranzo. 


ci salutiamo, come stai? bene e tu? bene grazie! pausa pranzo eh? già...


e ognuna riprende il proprio lavoro... chi a crocette, chi a sentire come è andata la scuola oggi.


... nel frattempo le altre 3 mamme raggiungono la mia amica di un tempo. e - guarda un po' - 2 di loro erano nel gruppo di amici dell'epoca... insomma, le conoscevo... una fatico a riconoscerla, l'altra no e pure lei mi riconosce alla prima e ci scambiamo un saluto e due battute. poi come per il primo caso, ognuna torna alla sua vita.


perché la vita va così.


io ho avuto momenti molto bui nel mio percorso, momenti in cui non ero assolutamente in grado di capire cosa mi stava accadendo, comunicazione zero, nonostante qualche persona cercasse di avvicinarsi, mi chiedesse cosa capitava, mi porgesse la sua mano.


io di quella mano all'epoca non sapevo che farmene... e così l'ho lasciata andare.


oggi ho amici nuovi, diversi, persone giuste per come sono io oggi. 


delle persone di un tempo ho solo ricordi e saluti con sorrisi quando le incontro.


non mi mancano e io non manco loro... è andata così.


eppure loro sono cresciute insieme e ora insieme crescono le loro figlie. si frequentano ancora, hanno tante cose da raccontarsi, si supportano... 


non è impossibile dunque che un'amicizia duri una vita.


senza alcuna invidia mi è piaciuto vederle insieme così vicine ancora dopo più di 20-25 anni.


strade diverse

mercoledì 17 aprile 2013

parole...

ci sono giorni in cui ne hai davvero pochissime da tirare fuori a fatica


poi ci sono giorni in cui un vocabolario è più scarso della tua necessità di parlare... e ti dai pure fastidio da sola


una bella via di mezzo sarebbe l'ideale, ma io tendo più a stare tra i due estremi, possibilmente nei momenti sbagliati... ahhh

lunedì 1 aprile 2013

la primavera che tarda ad arrivare...

Quest'anno siamo tutti qui, in attesa dell'arrivo di una primavera che continua a tergiversare.


In settimana si sono visti fiorire cespugli che di solito si vedevano in piena fioritura a febbraio... i pochi alberi da frutto che osano decorare i rami di fiori, vengono subito sferzati dalla pioggia e non riusciamo a goderci un po' di colore quando ce ne sarebbe tanto bisogno, visto il continuo perdurare del brutto tempo, del grigio e dell'umido!


A casa nostra l'arrivo della primavera è scandito dalle tartarughe che escono dal letargo.


Quest'anno abbiamo anche le piccoline nate a fine estate nel giardino... e il 12 marzo sono apparse in una rara giornata di sole, resistendo fuori anche nei giorni in cui nevicava... chissà se ce la faranno. strane creature che sono!



Ieri invece, ultimo giorno di marzo, giorno di Pasqua, siamo stati benedetti da una mezza giornata di sole e verso mezzogiorno si sono viste 3 tarte grandi fare capolino chi dalle 2 casette (quella di legno e quella di mattoni di tufo) chi da un cratere di terra smossa, quest'ultima tutta sporca, con il suo bello strato di terra fangosa addosso, quasi indistinguibile dal terreno...


Poi il brutto tempo è tornato e si è fatto improvvisamente freddo e nell'arco di un'ora sono sparite tutte.


Stamattina la tarta sporca di terra si è riaffacciata (anche oggi mezza giornata di sole), solo lei, e si è fatta una passeggiata per sgranchire le zampe dopo tanto sonno. Era più pulita e soprattutto aveva passato la notte al riparo della casetta (magari scavando là sotto), mica scema!


Eccola qui, mentre si incammina sotto gli arbusti della siepe.



Spero tanto che il loro apparire significhi davvero che il clima cominci a volgere verso temperature migliori, ma soprattutto verso un po' di sole che ce n'è bisogno davvero tanto1!!

venerdì 15 marzo 2013

blog reader

sono da sempre una grande fan di Google, ma ultimamente mi sta un po' abbandonando: negli anni ha creato un sacco di tools e applicazioni molto comode e funzionali sia per il lavoro che per il mio uso privato che faccio del web, ma adesso piano piano sembra voglia abbandonarne tantissime che consideravo essenziali e la cosa mi manda un attimino in crisi.


e così mi trovo a studiare varie nuove possibilità.


ieri sera, tra le altre notizie di interruzione dei servizi Google, mi giunge che anche Google Reader dovrà cessare di esistere. ah! per una volta che avevo trovato un modo comodo per tenermi aggiornata un pochetto sui blog che mi piacciono!!


che poi la cosa più noiosa è dover cercare le alternative! e visto che nel blog in cui ho letto della fine del servizio, la blogger aveva già trovato un'alternativa... stavolta mi ci sono buttata ad occhi chiusi, sperando in bene.


beh, intanto l'operazione è stata molto rapida, poi mi piace come appare il sito e soprattutto, stamattina mi è arrivata una bella mail con tutti i blog aggiornati ieri. un sogno! insomma, forse che forse... mollare Google Reader mi sembrerà meno triste! 


come avevo detto un paio di righe fa, ieri ho fatto i clic molto velocemente e distrattamente e - siccome mi si chiedeva di fare un post con il feed - ho anche lanciato un paio di post vuoti, con un semplice link in fretta e furia.


oggi dò corpo al post, con questa spiegazione... casomai qualcuno passasse e si chiedesse del perché del link lasciato così distrattamente in un post: insomma, non morde, non è spam, non è cattivo! 


e se vi servisse un blog reader che sembra essere ok:


 

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mercoledì 27 febbraio 2013

quando senti quella canzone che...

sono in auto e sto rientrando a casa con mia madre da un viaggetto di un'ora e in radio, in sottofondo, passa una canzone.


esclamo "ma è vecchia questa!!!" e alzo un po' il volume. ma quel che sento mi è estraneo, tranne per un passaggio di note che ... cavoli, è qualcosa di già sentito, ma secoli, secoli fa! è roba del passato, musica che ascoltavo negli anni ottanta ed era di decenni prima (per intenderci, per un po' ho avuto il pallino delle canzoni italiane anni sessanta...)... ma chi si ricorda più???


e così comincia mezzora di logorio mentale... e piano piano il cervello scava nei ricordi...


era l'Equipe 84, sono sicura! la canzone parlava di un treno....


a questo punto è necessario l'intervento di San Google e via!


la canzone nella mia memoria è questa qui:



si intitola Casa mia.


il passaggio "critico" recita "dietro quella porta le mie cose troverò" ed è identico in musica ad un passaggio di questa canzone qui:



il passaggio "nei fiori di campo e nei passeri se nevica" le note sono identiche!!!


eccheccavoli, mi sembrava!


ok, la scimmia della curiosità ora è più calma... posso tornare a fare cose normali