mercoledì 14 settembre 2016

il peso delle parole


sono giorni che penso a questo genere di cose e non avevo proprio pensato di parlarne nel blog, ma oggi, dopo aver letto degli effetti devastanti della diffusione di un video hard che ha portato al suicidio di una ragazza, sono tornata di nuovo a ragionarci e... così ho pensato a queste parole, a fatti accaduti a me, ben più leggeri di quanto successo alla ragazza in questione e sicuramente meno devastanti...

... eppure, pur essendo "banali", nonostante siano accaduti un sacco di anni fa, ci sono episodi che sento ancora in un angolo del mio animo pesare tanto...

ero bambina e tutte le mattine andavo a piedi a scuola lontano da casa (in fondo alla mia strada, a meno di 50 metri c'è la scuola comunale, noi invece andavamo ad una scuola privata a più di un km di distanza) insieme a mio fratello, di 3 anni più piccolo.
un giorno una bambina (aveva 1 anno meno di me, quindi avrà avuto massimo 9 anni) ci prende in giro con un paio di affermazioni così stupide che chiunque se le sarebbe dimenticate
"bimba merda!!! cartella schifosa!!!"

io però me le ricordo come fosse ieri. vedo ancora la bambina sul muricciolo, con il grembiule pronta ad andare a scuola, additarci e dirci ste 4 parole del piffero...

il fatto è che l'andare ad un'altra scuola ci ha sempre esclusi dalle "compagnie" di quartiere: non conoscevamo i bambini vicini di casa e quelle parole in quel momento mi hanno ricordato il nostro "essere diversi" rispetto ai bambini della via...

non scherzo, ogni tanto mi tornano alla memoria e mentalmente mando a quel paese sia la bambina, sia me per non aver ancora saputo lasciare andare una cosa così vecchia e così scema


un anno fa, in estate, mi sono messa sul balcone che dà sulla strada a ricamare, seduta a terra, con il mio telaio. è una posizione che adoro! di solito lo faccio sul balcone sul retro di casa, dove non mi vede praticamente nessuno, ma di mattina c'è il sole e mi sono messa lì: gambe incrociate, telaio sulle gambe, testa china... ago e filo e via...

dal palazzo di fronte, dal tetto, dopo un po' sento delle voci. ci sono dei ragazzini adolescenti che sono andati su probabilmente a fumare, oppure a passare il tempo... mi vedono e cominciano a commentare l'assurdità della mia posizione: "chissà cosa cazzo sta facendo quella là, è ridicola, ma dai filmiamola e mettiamola su facebook, sai che risate"

e via dicendo...

perfettamente consapevole di non stare facendo nulla di male, assolutamente disinteressata ai loro commenti all'inizio... dopo un po' ho sentito addosso il disagio di essere osservata e criticata platealmente...

tanto che alla prima occasione mi sono alzata e ho continuato a ricamare in camera mia. dandomi della scema per aver "ceduto" alle pressioni di cretinetti che potrebbero essere miei figli e a cui due ceffoni per la maleducazione (se fossero stati miei figli), forse avrebbero anche fatto bene...


da un po' di tempo mi faccio domande sui video che riprendono situazioni imbarazzanti e che girano per il web. dalle più banali, a quelle che sono un vero e proprio atto di bullismo...

per esempio, il video della signora che ci mette duemila anni e seicentomila manovre per parcheggiare un'auto... tanto per dire...

se io fossi la signora e trovassi la mia impresa filmata e sbattuta sul web, come la prenderei?


non faccio l'ipocrita, sono la prima a dire che spesso in giro per strada mi sono fatta una risata davanti ad una situazione ridicola o imbarazzante... capita a tutti.

ma un conto è fare una figura di m... davanti a 3 o 4 persone, anche 40... un conto è vedersi sbeffeggiati sul web.

e da qui in avanti... se ci basta così poco, spesso, per sentirci bersaglio, se basta un commento acido, una risata inaspettata...

... non oso immaginare come possa sentirsi una persona che si trova a dover gestire la "notorietà" data da qualcosa di più serio e devastante.


per questo ultimamente mi sento frenata a guardare video che non siano coccole di gatti o balli o cose assolutamente e semplicemente "belle e/o divertenti"...



domenica 11 settembre 2016

11 settembre 2001

Oggi rientravo dal fine settimana di relax in auto e alla radio ovviamente si parlava di un triste anniversario.

Sono già passati 15 anni...

E oggi come allora mi trovavo in un posto dove il cellulare lo usavi solo per sapere l'ora. Campo assente.

Così mia madre prima che partissi mi aveva chiesto di chiamare a casa così che potesse farmi gli auguri...

E infatti sulle 15 del pomeriggio mi sono infilata nella cabina telefonica fuori dall'Eremo di Camaldoli e l'ho chiamata.

Quando ha risposto mi sono arrivati rumori fortissimi all'orecchio... pensavo stesse guardando un film tipo Inferno di Cristallo... così le ho detto qualcosa sull'abbassare il volume e la risposta fu

"Ohi Maria Elena... qua è successo il finimondo... un aereo contro una delle torri gemelle... un disastro..."

La telefonata finì con un... "buon compleanno" con il tono più schifoso che tale augurio possa aver mai avuto...

Ma il mio umore era ben lontano da quell'augurio...

ERA SUCCESSO IL FINIMONDO eppure ancora non sapevo di tutto il resto... dell'entità della cosa...
La pelle d'oca aumentava mentre per prima portavo la notizia in eremo...

Ero ospite dai monaci per una settimana e lì la televisione non la si guarda mica... così portai la notizia alla piccola comunità: la ragazza del bar, gli altri ospiti come me, i monaci...

La sera per la prima volta ci radunammo nella sala dove era il televisore e per la prima volta vidi le immagini dell'orrore.

Quel giorno l'occidente ha iniziato ad odiare di brutto qualcosa che in verità non conosce... la cultura dell'odio ha fatto un balzo avanti come non mai... per la gioia degli organizzatori di simili attentati...

Quando accadono simili cose è nella nostra natura attaccarci ai mezzi di comunicazione per vedere, capire, conoscere... sperando che le immagini rispondano alla domanda che ci strazia il cervello mentre il cuore piange davanti alle macabre scene... la domanda... perché???

Perché tutto ciò?

Perché a qualcuno fa piacere che noi li si odii tutti... così da tenere alta la tensione e il "bisogno" di guerra... e per tante altre ragioni che non ho la capacità di elencare e spiegare...

Ma 15 all'anno fa io 2 cose le ho imparate... e se siete ancora qui a leggere ve le racconto... io me le ripeto come un mantra molto spesso

Prima cosa: spegnere il televisore. La migliore cosa che mi sia potuta accadere l'11 settembre 2001 era di non essere stata a casa.
Sarei finita davanti al tg e le immagini avrebbero iniziato il loro lavoro... di lento logorio del cuore... e di assuefazione alle brutture...

Le notizie importanti le ho avute.  La dimensione dell'accaduto pure.
Rimanere 24 ore fissa sulle immagini dei tg... serve solo ad esacerbare gli animi.
Fa il loro gioco.

Seconda cosa: qualcuno mi disse Dio dove è quando accadono queste cose?

Beh... ma siamo tutti belli eh!!! Vogliamo un Dio tutore... vogliamo il Padre che ci risolve tutto... siamo eterni bambini.

Risposi (e cavoli, capii tanto di me in quel momento!): Dio ci ha dato la vita e il libero arbitrio. Non è il nostro badante.

Ricordiamocelo se crediamo... non scomodiamo Dio per ciò che fanno gli uomini...

Siamo responsabili ognuno delle nostre azioni. Se lo fossimo tutti, forse, certe cose non accadrebbero...

Ecco, sentivo di raccontare queste cose...