mercoledì 11 novembre 2015

"perfetto"

non è una parola che mi sento dire molto spesso.

soprattutto se si tratta di fisicità.

questa sera ero lì, impegnata a muovere le spalle, come ci aveva detto il Maestro, non è una cosa "complicata", ma tutto quello che facciamo con lui non è "complicato", siamo un corso per principianti...

eppure io il più delle volte mi trovo a discutere con la mia goffaggine... il mio fisico ed io non siamo quasi mai nella stessa direzione!

magari capisco ciò che mi viene detto, però poi farlo...

oppure, bellamente, come le foto dei saggi di danza dei primi anni delle elementari testimoniano chiusi chissà dove in casa dei miei... faccio esattamente il contrario.

stavolta no, stavolta mi guarda e mi dice "perfetto"... ok, le spalle le ho mosse nel modo giusto.

wow! allora posso riuscirci! magari tra mille anni riuscirò a capire anche tutto il resto!

non so quanto potrò andare avanti, non per mia scelta, ma perché nel mio futuro, non si sa quanto prossimo (io spero subito, via il dente, via la paura) c'è una telefonata che mi darà una data per un nuovo ricovero ed un nuovo intervento... dal quale non so come uscirò esattamente...

però intanto... io continuo...

ho iniziato questa avventura il 29 settembre e - tristemente - devo ammettere che sono più le lezioni perse di quelle fatte, non per mia diretta scelta, ma va così...

però continuo.

io il mercoledì e il venerdì alle 19.30 vado a Tai Chi... e mi piace!

sono impacciata, sbaglio più di quanto vorrei, ma vado avanti... proseguo... finché potrò. e spero anche dopo...

martedì 1 settembre 2015

ricordi d'infanzia

chissà com'è... ma ultimamente le parole e i racconti di altre persone servono a far ricordare momenti della mia infanzia.

oggi in un gruppo ravennate su Facebook una signora ha ricordato quando andava a casa di un'amichetta per giocare e il suo ricordo mi ha fatto venire in mente la casa di una mia amichetta d'infanzia.

era la vicina di casa della nonna: i due giardini erano separati da una rete e noi spesso giocavamo insieme rimanendo ognuna nel rispettivo giardino: si andava su e giù in bicicletta affiancate, oppure si giocava con bambole e tegamini attraverso la rete.

ma ogni tanto le veniva a casa della mia nonna o io andavo da lei.

casa sua per me era un posto davvero fuori dal mondo. così differente da casa mia da averne ancora oggi ricordi vividi.

noi a casa eravamo in 5: due adulti e 3 bambini. il caos regnava imperante e nessun tentativo degli adulti riusciva ad avere la meglio sul disordine generale.

a casa della mia amichetta, invece, c'erano 4 adulti e una bambina: gli adulti erano i nonni materni e i genitori di lei. madre e nonna erano due perfezioniste, maniache dell'ordine e della pulizia in modo incredibile.

ricordo che in giardino, nelle aiuole nessuna erbaccia osava crescere tra i tulipani. e i tulipani erano diligenti, dritti, tutti rossi, tutti identici, timorosi di comportarsi male pure loro!

la parte in cemento del giardino era sempre perfettamente sgombra da qualsivoglia forma di polvere o rifiuto, così come il marciapiede davanti a casa, spazzato almeno 3 volte al giorno (uno dei ricordi più vividi della sua nonna era proprio il vederla davanti a casa a tenere pulito dagli aghi di pino il marciapiede.

in casa, nelle rare occasioni in cui mi capitava di entrare, si dovevano usare le pattine. queste sconosciute! mai viste se non a casa sua!!!

il pavimento brillava, tutto era lustro, perfetto e in penombra. non so come mai, ma le finestre non rilasciavano mai tutta la luce che avrebbero potuto offrire: erano sempre abbassate, forse per impedire alla luce di far depositare più polvere.

una casa da fotografia, sempre perfetta, in ordine, non tradiva alcuna presenza umana.

a me sembrava un altro pianeta e mi sentivo estremamente intimorita quando entravo.

so che qualche tempo fa la mia mamma ha incontrato la mamma della mia amichetta di allora. la nonna è passata a miglior vita e uno dei commenti che la signora fece a mia madre, ricordando la sua che non c'è più, fu proprio riferito a questa mania dell'ordine che le ha assillate per tutta la vita. disse qualcosa tipo "a che scopo? tutto quello sfregare e pulire, per cosa?"

non è che io sia "felice" del mio disordine, ma sicuramente una casa deve essere vissuta, non "conservata".

e quando la mamma mi riferì il commento della signora, ho avuto un moto di tristezza nel cuore, pensando a questa signora anziana che tutti i giorni si impegnava nella lotta contro l'ineluttabilità di foglie secche e polvere...

lunedì 31 agosto 2015

camminando per la mia via

ho cominciato a vederle girare su e giù per la mia strada in primavera.
cagnolina bella felice di fare la sua passeggiata e padrona con l'aria triste e sconsolata.

di solito, in qualche modo, cane e padrone si "assomigliano"... vedi un qualcosa che li accomuna.

con queste due no. decisamente differenti l'una dall'altra.

poi un giorno la cagnolina si accorge di me e comincia a fare i salti per avere coccole.
la padrona cerca di calmarla per "lasciare in pace la signora", ma non sa che qui di signore non ce ne sono... e io adoro i cani, quindi mi avvicino e lascio che la cagnolina mi faccia tutte le feste del mondo e io rispondo con le coccole che riesco ad elargire tra una leccata ed un saltino di gioia.

e la padrona mi racconta "non è il mio cane, era di mio babbo, ma è morto un mese fa. lei è tanto coccolona, ma penso che senta la mancanza del suo padrone. io non sono abituata con i cani..."

dopo quel giorno le ho riviste spesso, magari non sempre potevo avvicinarmi e salutare.

se la cagnolina mi vede, fa festa e mi vuole. se non mi vede, non oso avvicinarmi più di tanto. perché ho notato che la padrona è molto sulle sue, una persona non facile alle conoscenze casuali, evidentemente. dopo la prima volta in cui le è uscita la questione personale della perdita del padre, non si è più mostrata interessata a socializzare. penso per timidezza.

le osservo spesso camminare per strada, la signora poco convinta di questo rapporto cane-umano, la cagnolina felice di passeggiare. difficilmente vedo la padrona parlare con qualcuno e - soprattutto nei primi tempi, in primavera - il suo sguardo spesso guardava terra...

mi dispiaceva per lei: sembra una persona triste, anche sconsolata. i primi tempi sentivo lo slancio di salutarla sempre, ma notavo che il più delle volte il suo sguardo era basso. non so se intenzionalmente o casualmente, ma... insomma, non è da me andare a sbattere contro le persone per uno scambio di saluti.

ma la cagnolina ci sa fare! è lei che attira le attenzioni degli altri umani o di altri cani.

infatti con l'arrivo dell'estate e il passare delle settimane ho notato che qualche volta padrona e cagnolina passeggiano in compagnia di un altro umano con cane...

negli ultimi giorni le ho incontrate almeno due volte. e ogni volta la cagnolina ha cominciato a saltellare di gioia consapevole che da questa umana qua una bella dose di coccole è garantita!!

e così abbiamo cominciato a salutarci anche tra umane. non sappiamo i nostri nomi, ma un "ciao" è diventato un'abitudine.
se mi incrocia, ora lo sguardo non è più basso, ma alto e saluta anche lei per prima.

anche stamattina ci siamo viste, mentre io stavo per salire in auto. il primo essere umano che ho incrociato dalla sveglia (e prima del caffè!!!).

la cagnolina mi ha cercata e io sono andata a darle le sue belle coccole. gradite forse più a me che a lei (ma questo lei non lo sa, se le gode alla grande e basta).

la padrona - che era ben più sveglia di me... magari il caffè lo aveva già bevuto, lei - mi ha ringraziato perché io sono sempre così tanto gentile e poi mi ha pure fatto i complimenti per come ero vestita (pantaloni neri, casacca fucsia... un abbigliamento classico per me... niente di che).

presa alla sprovvista ho ringraziato e salutato augurando buona giornata e sono saltata in auto...

poi il neurone si è messo in moto... mentre l'autostima faceva capolino dal profondo buco dove abita:
- mi hanno fatto un complimento, wow!
- e la cagnolina sta compiendo "il miracolo": la sua padrona si sta aprendo alle persone che incontra.

io sono fermamente convinta che l'eredità più grande che quel padre poteva dare a sua figlia sia lì, in fondo al guinzaglio, a portare a spasso la sua umana 3 o 4 volte al giorno, aiutandola ad avvicinare le persone che sono attorno a lei.

chissà, magari un giorno conoscerò anche il nome di cagnolina ed umana. e loro il mio ;-)

giovedì 20 agosto 2015

riunioni di famiglia

questa sera, dopo due anni dall'ultima volta, ci sarà una cena di famiglia con i fratelli di mio padre. 

due anni dall'ultima. l'anno scorso io stavo male e sicuramente i pensieri in testa ai miei genitori non erano direzionati ad una "cena conviviale", ma non è solo questa la ragione per cui non si è fatta.

anche qualcun'altra stava male, e molto peggio di me. 

infatti quest'anno lei non c'è più. è venuta a mancare lo scorso ottobre.

e così questa sarà la prima cena insieme dopo la dipartita della zia.

insomma... se c'è una cosa normale è il cambiamento. 

persone che vanno, bimbi che arrivano... le famiglie non sono mai "stabili", eppure ci sembrano così: abbiamo di essa - penso più o meno tutti - un'immagine statica. che in fondo è falsa.

le riunioni di famiglia cambiano con gli anni: chi non c'è più, chi è andato ad abitare lontano, i nuovi arrivati...

beh, io questa sera, con l'avvicinarsi dell'ora "x" in cui saremo tutti insieme sono un po' felice (è la prima volta che lo zio accetta un invito dopo che è rimasto vedovo) e un po' sentirò la mancanza dell'ultima persona che ha lasciato il gruppo.

obiettivamente non ero molto vicina a lei: è stata una di quelle zie che "vivi" un po' a distanza... non abbiamo mai avuto un rapporto stretto.
ma quando mancano... lasciano comunque un senso di vuoto. se non per le cose che non saranno più come prima, quanto meno per quelle che avrebbero potuto essere ed ora... ora non c'è più la possibilità di renderle realtà.


mercoledì 19 agosto 2015

ieri 42 anni fa...

42 anni e un giorno fa, di prima mattina, sulle 7 più o meno, venivo lasciata dai miei genitori a casa di mia nonna.

ero arrabbiatissima e rimasi a sedere sui gradini della porta di casa della nonna con i gomiti sulle ginocchia e il mento appoggiato ai pugni. il tutto corredato da espressione truce.

non avevo ancora 3 anni (li avrei fatti circa 20, 25 giorni dopo), quindi chissà che spettacolo ero, con l'aria furibonda perché venivo lasciata a perdermi il grande evento.

il grande evento era che il babbo portava la mamma in ospedale perché stava per arrivare il mio fratellino. ED IO DOVEVO ESSERCI!!!

ora, è chiaro che non ho un ricordo mezzo di tutto ciò... ma me lo raccontano da sempre e da sempre le parole sono le stesse, quindi ormai è un ricordo... acquisito, ecco!

lunedì mio padre lo ha ri-raccontato, aggiungendo dettagli che preferisco non scrivere, perché non riguardano me e soprattutto sono riferiti a chi non è più tra noi.

così mi è tornata questa immagine in testa, di me-bambina, arrabbiata con i grandi, perché venivo lasciata fuori dalle cose importanti della mia vita.

ah, ovviamente...

BUON COMPLEANNO FRATELLO!!!

mercoledì 12 agosto 2015

Dov'è finita Audrey?



Avevo uno sconto di 3 euro da utilizzare su Amazon in libri la settimana scorsa, se no lo perdevo...

E così ho visto questo libro della Kinsella e mi sono detta che un po' di risate senza impegno ci stavano benissimo dopo una sequela di libri gialli ambientati in Egitto, alcuni più o meno nel 1450 a.c., altri a fine 800...

Ma questo non è un libro da risate senza impegno.

È scritto con uno stile fresco e semplice come la Kinsella sa fare bene.

Però tratta di un argomento mica banale!

Audrey è una quattordicenne a cui qualche mese fa è successo "qualcosa", non si saprà mai cosa, ma è chiaro che si è trattato di bullismo e la ragazzina ne è uscita a pezzi: si è fatta settimane in ospedale e ora vive chiusa in casa indossando sempre occhiali da sole.

E tutta la famiglia risente i qualche modo della situazione. Che non è certo la più banale di questo mondo.

E così Audrey ci racconta la sua vita dietro gli occhiali da sole e quella della sua famiglia.

E piano piano le cose cambiano, con la costante paura irrazionale che tutto le si debba rivoltare contro... sempre in equilibrio tra euforia e fobia... imparando una importantissima lezione di vita... che è, in fondo, banale... ma a 14 anni mica tanto.

E a vote nemmeno a 44... tra un mese 45...

Ci sono libri che compri per caso, magari per sfruttare uno sconto...

Ma arrivano un bel po' a fagiolo...

venerdì 7 agosto 2015

tecnologia che resiste

questo post è nato ripensando a stamattina, complice un sogno di quelli bellissimi che vorresti "vivere" fino in fondo... ma vengono spezzati... dal suono della radiosveglia che ti richiama alla realtà (e magari il prossimo post racconterà questo sogno, perché davvero mi ha lasciato un ricordo bello, che vorrei pure divenisse reale).

la mia radiosveglia è di quelle della preistoria... no, dai, non preistoria... fine anni ottanta, primi novanta... più o meno quando gli egiziani costruivano le piramidi, no?

era l'epoca in cui facevo i miei primi acquisti tecnologici tutti per me, perché vivevo "da sola" a Bologna, frequentando l'università.

a quei tempi, risparmiando su ciò che mi veniva dato per vivere fuori casa, e magari con i soldi di compleanni o Natale, mi presi 3 o 4 oggetti preziosissimi.

due di essi ancora vivono: uno è una radio con il mangianastri doppio, essenziale per duplicare le cassette ai tempi!!!
oggi è la radio di 3 mie colleghe giù al piano terra dell'ufficio. funziona ancora benissimo, sicuramente anche il mangianastri andrà bene... difettano le musicassette ormai ;)

quella radio, insieme al lettore CD portatile era il mio "Stereo" a Bologna. il lettore ormai è un ricordo, anche se scommetto che se rovistassi un po' nel mio stanzino del disordine salterebbe di nuovo fuori.

ci ho ascoltato tutte le trasmissioni di Fiorello e Marco Baldini, le prime, le mitiche: Viva Radio Deejay... un appuntamento imprescindibile ogni giorno all'una.

attraverso essa ho scoperto ed amato tantissimi stili musicali... uno di quegli strumenti che ti hanno "vista crescere".

e quando non serviva più in casa, perché andando ad abitare da sola mi ero presa lo stereo fisso... l'ho portata in ufficio, per continuare a farla sentire utile suonando la musica nelle ore lavorative.

il secondo strumento che ancora va benissimo e non riesco a trovargli un degno sostituto più attuale è la radiosveglia.

quella fu un acquisto "innovativo": aveva il mangianastri!!!!

la comprai così potevo svegliarmi con la musica che pareva a me!!! peccato però che io sia molto paranoica in tema di sonno e affini... e per puntare la sveglia con la musicassetta, bisognava tenere premuto il "play", cosa che creava un leggero brusio (leggerissimo) di fondo... quanto bastava per non farmi dormire!

però, a parte questo, la mia radiosveglia con mangianastri mi permetteva di ascoltare in camera la mia musica preferita senza dover spostare la radio dalla stanza dove studiavo ;-)

e dal 1989 ad oggi è sempre stata di fianco al mio letto sul comodino: prima a Bologna, poi a casa dei miei, infine ora a casa mia.

spesso quando sono negli store di elettrodomestici mi guardo attorno per comprarne una nuova, anche perché la mia è immensa, ingombrante, ormai fatica a prendere le stazioni radio... il mangianastri non ha più ragione di essere...

eppure, non ne trovo un'altra che mi vada a genio.

la verità è che le sono affezionata... come si fa a cambiarla???

mi ricorda le emozioni dei primi acquisti fatti in totale autonomia: cose "importanti" acquistate da sola, tutte per me. mie!!!

mercoledì 5 agosto 2015

i 100 libri "da leggere assolutamente"




l'anno scorso girava su Facebook e nei blog una lista dei 100 libri che BBC avrebbe indicato come "da leggere assolutamente".
immaginavo non fosse "veritiera", perché conteggia molti autori italiani... conoscendo gli inglesi, se ce ne fosse stato uno avrei capito, due forse, "molti"... no... non è originale, garantito ;-)
c'era un'altra cosa che mi suonava stonata: ad un certo punto era indicata "tutta l'opera di Shakespeare" e poi verso la fine dell'elenco "amleto"... è una ripetizione... non ha un gran senso in una lista di un articolo di giornale.

così ho chiesto a Google di indicarmi la "vera lista BBC".

eccola qui, tutto in inglese, ovviamente...
conto 35 letture fatte, certe. apprezzate e non.

ci sono libri che ho in libreria da leggere (come Cime Tempestose, ad esempio. proprio in lingua originale), altri che sto leggendo con calma biblica (Il Vento Tra i Salici), alcuni che non leggerò mai e poi mai (fatto sempre salvo il mio diritto di cambiare idea!), come tutti i libri di Jane Austen: ne ho letto uno perché qualcuno insisteva dicendo che mi sarebbe piaciuto... non mi è piaciuto! ne ho letto un secondo sperando di cambiare idea, non l'ho cambiata... basta.

e ci sono libri che prima o poi leggerò sicuramente...

si! vero! non ho mai letto Piccole Donne. non mi attira, che devo dirvi?

quel che apprezzo della versione originale di questa lista è... indovinate??? CI SONO UN SACCO DI LIBRI DI TERRY PRATCHETT!!!

non sarebbe stato possibile in italiano, lo so, è un autore di nicchia da noi. ma in lingua inglese è adorato come merita... e io sono solo strafelice di aver sottolineato tutti i suoi titoli!!

1. The Lord of the Rings, JRR Tolkien
2.
Pride and Prejudice, Jane Austen
3. His Dark Materials, Philip Pullman (la trilogia della Bussola d'oro)
4. The Hitchhiker's Guide to the Galaxy, Douglas Adams
5. Harry Potter and the Goblet of Fire, JK Rowling
6.
To Kill a Mockingbird, Harper Lee (Il buio oltre la siepe)
7. Winnie the Pooh, AA Milne
8. Nineteen Eighty-Four, George Orwell (1984)
9. The Lion, the Witch and the Wardrobe, CS Lewis
10.
Jane Eyre, Charlotte Bronte
11. Catch-22, Joseph Heller
12. Wuthering Heights, Emily Brontë
13. Birdsong, Sebastian Faulks
14. Rebecca, Daphne du Maurier
15. The Catcher in the Rye, JD Salinger
16. The Wind in the Willows, Kenneth Grahame
17. Great Expectations, Charles Dickens
18. Little Women, Louisa May Alcott
19. Captain Corelli's Mandolin, Louis de Bernieres
20. War and Peace, Leo Tolstoy
21. Gone with the Wind, Margaret Mitchell
22.
Harry Potter And The Philosopher's Stone, JK Rowling
23.
Harry Potter And The Chamber Of Secrets, JK Rowling
24.
Harry Potter And The Prisoner Of Azkaban, JK Rowling
25.
The Hobbit, JRR Tolkien
26. Tess Of The D'Urbervilles, Thomas Hardy
27. Middlemarch, George Eliot
28. A Prayer For Owen Meany, John Irving
29. The Grapes Of Wrath, John Steinbeck
30. Alice's Adventures In Wonderland, Lewis Carroll
31. The Story Of Tracy Beaker, Jacqueline Wilson
32. One Hundred Years Of Solitude, Gabriel García Márquez
33.
The Pillars Of The Earth, Ken Follett
34. David Copperfield, Charles Dickens
35.
Charlie And The Chocolate Factory, Roald Dahl
36. Treasure Island, Robert Louis Stevenson
37. A Town Like Alice, Nevil Shute
38. Persuasion, Jane Austen
39. Dune, Frank Herbert
40. Emma, Jane Austen
41. Anne Of Green Gables, LM Montgomery
42. Watership Down, Richard Adams
43. The Great Gatsby, F Scott Fitzgerald
44. The Count Of Monte Cristo, Alexandre Dumas
45. Brideshead Revisited, Evelyn Waugh
46. Animal Farm, George Orwell
47. A Christmas Carol, Charles Dickens
48. Far From The Madding Crowd, Thomas Hardy
49. Goodnight Mister Tom, Michelle Magorian
50. The Shell Seekers, Rosamunde Pilcher
51. The Secret Garden, Frances Hodgson Burnett
52. Of Mice And Men, John Steinbeck
53. The Stand, Stephen King
54. Anna Karenina, Leo Tolstoy
55. A Suitable Boy, Vikram Seth
56. The BFG, Roald Dahl
57. Swallows And Amazons, Arthur Ransome
58. Black Beauty, Anna Sewell
59. Artemis Fowl, Eoin Colfer
60. Crime And Punishment, Fyodor Dostoyevsky
61. Noughts And Crosses, Malorie Blackman
62. Memoirs Of A Geisha, Arthur Golden
63. A Tale Of Two Cities, Charles Dickens
64. The Thorn Birds, Colleen McCollough
65. Mort, Terry Pratchett
66. The Magic Faraway Tree, Enid Blyton
67. The Magus, John Fowles
68. Good Omens, Terry Pratchett and Neil Gaiman
69.
Guards! Guards!, Terry Pratchett
70. Lord Of The Flies, William Golding
71. Perfume, Patrick Süskind
72. The Ragged Trousered Philanthropists, Robert Tressell
73. Night Watch, Terry Pratchett
74.
Matilda, Roald Dahl
75. Bridget Jones's Diary, Helen Fielding
76. The Secret History, Donna Tartt
77. The Woman In White, Wilkie Collins
78. Ulysses, James Joyce
79. Bleak House, Charles Dickens
80. Double Act, Jacqueline Wilson
81. The Twits, Roald Dahl
82. I Capture The Castle, Dodie Smith
83. Holes, Louis Sachar
84. Gormenghast, Mervyn Peake
85. The God Of Small Things, Arundhati Roy
86. Vicky Angel, Jacqueline Wilson
87. Brave New World, Aldous Huxley
88. Cold Comfort Farm, Stella Gibbons
89. Magician, Raymond E Feist
90. On The Road, Jack Kerouac
91. The Godfather, Mario Puzo
92. The Clan Of The Cave Bear, Jean M Auel
93. The Colour Of Magic, Terry Pratchett
94.
The Alchemist, Paulo Coelho
95. Katherine, Anya Seton
96. Kane And Abel, Jeffrey Archer
97. Love In The Time Of Cholera, Gabriel García Márquez
98. Girls In Love, Jacqueline Wilson
99. The Princess Diaries, Meg Cabot
100. Midnight's Children, Salman Rushdie 

martedì 4 agosto 2015

trebbo di mezza estate

e anche quest'anno a casa meg si è fatto il trebbo crocettoso estivo: un appuntamento che - se non sbaglio - si rinnova dal 2009.

le mie amiche - quelle che possono/vogliono - mi raggiungono e passiamo insieme qualche giorno facendo chiacchiere a volontà, accompagnate da qualche crocetta al progetto di turno, intervallate da spostamenti per raggiungere il chiosco delle piadine o il ristorante di turno, dove si prosegue a chiacchierare di tutto e di niente, magari in compagnia di altre amicizie (non ricamose, per intenderci).

si va avanti fino a tarda serata, ci si alza abbastanza presto la mattina e si prosegue...

nessuno stravizio, salvo l'OBBLIGO che hanno le mie ospiti di farsi un cicchetto con i liquorini che mi riempiono casa (se non mi aiutano loro... io ne ho iniziata una bottiglietta tra le più piccine in marzo e... me l'hanno finita loro in questi giorni!). che se non bevono... non potranno più tornare (buahahahaha)

questa volta nemmeno nessuna grande passeggiata: vuoi il caldo, vuoi i problemi (non solo miei)... si è passato quasi tutto il tempo sotto il condizionatore della mia sala. con qualche evasione fino ai tavolini dello Chalet quando le temperature si sono fatte più fresche.

e tanto per cambiare: MI CI VOLEVA.

dopo un mese fatto di NIENTE. niente assoluto, se si esclude il lavoro, la costante ed estenuante attenzione agli acciacchi conseguenti alla radioterapia e il ricamo.

un mese fatto a "stare al fresco" chiusa in casa, a "non strapazzarmi", infatti ero costantemente sola in casa ad aspettare che le cose migliorino: che le temperature si facessero accettabili, che i disagi diminuissero... che... che.. che...

se c'è una cosa che sto imparando dalla malattia è ad aspettare. ma sto anche imparando (o meglio, sto avendo conferme) che non sono per niente brava in questo. mi spazientisco, sono come i bambini piccoli che vogliono tutto e subito.

quindi il mese appena finito è stato uno strazio per me...

e l'arrivo delle amiche, il cambio di passo, anche se di poco è cambiato, perché comunque mi sono riguardata, non mi sono strapazzata... ho cercato di limitare al massimo le attività ecc ecc ecc... comunque il cambiamento è stato una benedizione!

lo è ogni anno, un po' perché mi piace avere le amiche in casa, un po' perché a questa stagione io arrivo sempre con la lingua fuori, stravolta dal periodo lavorativo intenso e il trebbo è un ottimo momento per spezzare la sequela di giornate più o meno da incubo e passare momenti a ridere e condividere.

e come quasi sempre... finito il fine settimana di allegria... penso a quando sarà il prossimo...

se tutto va bene... non tarderà molto ;-)

venerdì 31 luglio 2015

la pioggia finalmente


e finalmente piove... dopo più di un mese di calura incredibile, in pieno "allarme siccità" classico di questi tempi dopo poche settimane senza pioggia...

finalmente è arrivato un acquazzone...

fa ancora caldo, ma ho spento il condizionatore e aperto un po' la finestra per il puro gusto di sentirla cadere...

lunedì 27 luglio 2015

Alla ricerca dell'integratore perduto...

Quello che ho fatto in questi giorni mi sembra avere del surreale...

L'ultima volta che sono andata dal ginecologo mi ha consigliato un integratore per aiutarmi nella gestione di questo periodo che è decisamente scomodo per le conseguenze della radioterapia... gli effetti collaterali sono a lunga scadenza e assai noiosi.

In effetti l'integratore si è rivelato una manna dal cielo. Sarà stato lui da solo o in sinergia con le altre svariate cose che sto assumendo, fatto sta che dopo non molti giorni vedo il miglioramento!!! Evviva!

La confezione dura 10 giorni e corro a comprarne ua seconda: altri 10 giorni e miglioramenti significativi!

Gaudio e giubilo!

Torno in farmacia per una nuova confezione...

... "eh mi dispiace, ma non lo abbiamo e il magazzino dice che è in riassortimento, potrebbe volerci molto e non posso prenotartelo "

Smacco...

Ma pure peggio: da che smetto di usarlo perché non ne ho più... ripeggiora tutta la mia situazione.

Eh no! Così non vale!

Provo a guardare su internet... esaurito ovunque e pure il sito della casa farmaceutica... ha un redirect ad un nuovo nome di azienda... hmmm brutto segno!

Dopo 6 giorni e il ritorno ai sintomi peggiori finisco per disperazione nella farmacia di turno la domenica e... TROVO UNA CONFEZIONE!

MIA!!!

Domenica sera prendo la mia prima pastiglia e lunedì mattina a seconda, come da dosaggio...

Sarà quel che sarà, ma  a metà mattina mi sento già meglio e vedo discreti miglioramenti...

A pomeriggio mi tocca passare vicino ad una farmacia e decido di... FARE INCETTA: se ne hanno... prendo tutte le confezioni!
Non ne hanno... sigh!  Ma mi dicono la farmacia dove dovrebbe essere ancora disponibile una confezione.
E poco prima la mia dottoressa mi indica un'altra farmacia con persone estremamente disponibili a fare le ricerche...

E così in un'ora giro la città, 3 farmacie con il seguente risultato:
- 2 confezioni in mano
- 2 da ritirare mercoledì prossimo da una farmacia comunale dove un farmacista gentilissimo farà arrivare i prodotti da altre farmacie comunali della provincia
- la certezza che l'integratore non viene più prodotto e commercializzato... ma almeno per un po' di tempo ne avrò in casa (50 giorni durante i quali si spera pure che la situazione migliori e basta così! )

Ma sarà possibile che ti trovi finalmente dopo 4 mesi sul comodino l'unico prodotto che ti fa stare meglio e proprio ora deve andare fuori commercio???

mercoledì 8 luglio 2015

Calda immota... eternità

Quando sei lì, sdraiata sul letto, grondante di sudore, ad occhi chiusi che pensi "dai, adesso sentirò un refolo d'aria entrare dalla finestra, dai, ancora qualche minuto resisto, dai, non serve il condizionatore..."

Quei momenti eterni di caldo e soffocante disagio...

Finché non ti arrendi! E vai ad accedere l'aggeggio che fa freddo!

Non dormirai comunque, ma almeno respirerai un po'.

Hanno detto che oggi dovrebbe calare. L'afa è si calata... ma si avvicina mezzanotte e ci sono comunque 30 gradi...
E un'allerta meteo per nubifragi e disastri...

Intanto accendo l'aggeggio!

martedì 7 luglio 2015

casa - ufficio

(foto di Anna)

da 12 anni il percorso casa - ufficio è sempre quello, non cambia, ma ogni giorno noti qualcosa di differente, legato alle stagioni o semplicemente all'occasione.

da qualche giorno mi godo le corolle dei girasoli che spuntano sopra la rete verde messa a proteggere la privacy di una casa. i girasoli se ne fregano della privacy, loro spuntano al di sopra e guardano il traffico cittadino e ciò che succede, con l'aria delle migliori comari impiccione. sono buffissimi!

oggi ho pure avuto una di quelle visioni che ti strappa il sorriso: ferma in fondo ad una strada per dare la precedenza (alle auto che non c'erano... giusto il tempo di verificare, perché l'incrocio è antipatico), noto una signora avanti con gli anni che si gode una passeggiata fuori casa prima che il gran caldo renda la vita impossibile.
al suo fianco, bello tranquillo e felicissimo della compagnia, avanza un micione bianco. gatto e signora camminavano senza togliersi di dosso l'uno lo sguardo dell'altra e viceversa, piacevolmente in compagnia e in sintonia...

belli!!!

infine, parcheggiata l'auto e percorsi i pochi metri per raggiungere la porta dell'ufficio, non ho resistito alla tentazione di prendere tra le mani una spiga di lavanda ed assaporarne la fragranza...

sono i piccoli momenti che aiutano ad affrontare la giornata chiusi dentro una stanza con le finestre sbarrate e i condizionatori a palla, chini sulle proprie pratiche...

e per fortuna esistono!

giovedì 2 luglio 2015

Insonnia...

È tornata... l'insonnia! Una vecchia e antipatica compagnia delle mie notti che spesso si rifà viva e sta con me per interminabili ore notturne... lasciandomi uno straccio la mattina successiva.

Ed è qui già da qualche settimana stavolta, aiutata dal caldo che non ha mai conciliato i miei sonni...

Ma qualcuno un poco mi sta aiutando... lui con le sue onde...
https://youtu.be/Vg-0DFNTBm0

mercoledì 10 giugno 2015

Passi serali

Il caldo non mi piace... ma le giornate lunghe almeno permettono di concedersi passeggiate serali anche nei giorni feriali.
Poca gente, poca fretta, tanto relax,  quattro chiacchiere e il gusto di godersi il tramonto sul mare...

Forse non riusciremo a farlo tutti i giorni, ma già 2 in questa settimana sono un dono meraviglioso. E me faccio tesoro.

lunedì 8 giugno 2015

"come stai?"

ci sono giorni in cui odio tremendamente questa domanda.

non perché io stia effettivamente male, ma perché la risposta che viene su da dentro è talmente lunga, personale, complessa, intricata e anche NOIOSISSIMA...

che nemmeno io ho voglia di darla...

a volte mi sforzo e rispondo "diciamo bene"... altre volte mi mordo la lingua e fingo indifferenza.

ci sono giorni in cui certe domande non andrebbero fatte.

eh, lo so che chi è dall'altra parte della domanda non può sapere...

sono consapevole di ciò, ma rimane la voglia di non sentirselo chiedere comunque.

parliamo di qualunque altra cosa, grazie!

giovedì 4 giugno 2015

L'amore di un umano per il suo compagno a 4 zampe

(immagine presa dal web)

sono anni che li vedo sempre insieme a passeggiare per i viali o ai Giardini Pubblici: l'umano e il suo cane.
sempre insieme
sempre uno a fianco dell'altro

niente di strano, no? sono tanti gli umani che passeggiano con un cane in ogni città del mondo.

si, però questo umano da tantissimi anni passeggia con un cane che è paralizzato alle zampe posteriori e per muoversi usa il carrellino.

di questi tempi il carrellino non è una rarità: se ne vedono tanti, spesso li ho trovati pure in vendita nei negozi di prodotti per animali... è una realtà per molti cani che hanno evitato una morte precoce, grazie a padroni che accettano di rinunciare a molte "comodità" per accudire colui che è a tutti gli effetti un membro della famiglia, anche senza legami di sangue... ma grazie a forme di affetto che solo chi ha animali può immaginare.

non oso per niente mettere in discussione chi non sceglie di provare questa strada: è sicuramente un modo di accudire ad un animale che richiede tantissimo tempo e dedizione e forse non tutti possono permetterselo.

questo signore, in epoche in cui ancora non sentivi nessuno prendersi responsabilità simili, lo ha fatto!
ormai non conto più gli anni, forse anche 10, durante i quali l'ho visto portare a spasso il suo beagle con il carrellino, fare attenzione a dove salire o scendere dai marciapiedi, in modo che il cane non subisse troppi sbalzi, camminare più lentamente per adeguarsi al passo del cane...


pochi giorni fa l'ho incontrato "da vicino": non ero in auto, ma a piedi ai Giardini e sono passata accanto a loro due.
ho notato già da qualche tempo che il cane è "sbiancato": decisamente invecchiato, povero piccolo... il tempo passa per tutti!
mentre passavo vicino a loro, un altro cane si è avvicinato per "fare conoscenza" con il beagle, ma quest'ultimo non reagiva in modo "normale" e la signora con il primo cane era un po' preoccupata per l'irruenza del proprio animale, decisamente giovane e pimpante.
il signore si è scusato con la signora "sa, è cieco... non vede il suo cane"

insomma!!! oltre che paralitico, il vecchio beagle ora è pure cieco!

eppure il suo umano è lì, ogni giorno a fare un giro con lui, accompagnandolo ed aiutandolo ancora più di prima... carrellino e pure "umano guida"...

quando ho sentito dire "sa, è cieco"... ormai mi lanciavo ad abbracciare quell'uomo!
una persona così dovrebbe essere un esempio per mille, milioni di umani che si sentono "proprietari" dei propri animali...

profonda ammirazione!

lunedì 25 maggio 2015

Fucsia!!!!


(foto presa dal web)


ehm... sto notando evoluzioni di miei pensieri che la "me stessa" di qualche annetto fa avrebbe considerato inquietante... e la me stessa adolescente IMPOSSIBILE!!!
già da qualche annetto vesto più colorato di prima, è un dato di fatto. e fin qui... ormai accettato discretamente dal mio inconscio.

per di più... indosso pure il fucsia! e vabbè, anche questo... si sa. ...

ma di solito è un capo, tipo la casacca (una decina e più di anni fa ho pure avuto un paio di pantaloni fucsia!!!).



l'altro giorno.., PERO'!!!, mi ritrovo con tshirt fucsia che si abbina alle scarpe!!!!!!!!!!! (sono prevalentemente grigie, ma hanno diversi motivi fucsia, belli brillanti... anche un po' troppo, ad essere sincera: li tollero perché sono righine non troppo esagerate in spessore).
il tutto spezzato da un paio di pantaloni viola molto scuro... che sta bene e attenua tutto sto brulicare di rosa su di me!

e questo è niente... si sta facendo caldo e così mi avvicino alla borsa per prendere la bandana (da qualche giorno ho riciclato le bandane del periodo chemio, indossandole ripiegate per aiutarmi a gestire il sudore, perché io davvero in testa sudo tantissimo e con i capelli corti, per me, è un dramma).

la bandana di oggi è bianca e penso "hm... mi manca proprio una bandana fucsia!"

AIUTO!!! PURE LA BANDANA ORA VOGLIO FUCSIA!!!!!!!!!!!

credo sia giunto il momento di preoccuparmi...

se vado avanti così, in vecchiaia sarò più zuccherosa di Hello Kitty...

domenica 24 maggio 2015

24 maggio 2015


(foto tratta dal web: è la lapide che elenca i caduti di Savarna nelle 2 guerre mondiali, riportando anche i nomi del mio bisnonno, di suo fratello e di quello che - se ricordo bene - era un cugino)

Di queste case
Non è rimasto
Che qualche
Brandello di muro
Di tanti
Che mi corrispondevano
Non è rimasto
Neppure tanto
Ma nel cuore
Nessuna croce manca
E’ il mio cuore
Il paese più straziato

100 anni dall'inizio della Grande Guerra per il nostro paese. 100 anni dall'inizio di un periodo difficile, da molte morti, da un numero indicibile di mutilati e feriti inabili al lavoro, da atroci azioni che hanno segnato quasi ogni famiglia... ma non insegnarono molto, almeno ai Grandi, dato che pochi decenni dopo si tornò in guerra, in un conflitto ancora più atroce.

la mia famiglia, nonostante sia passato tanto tempo, ha in quella guerra le radici del nostro "oggi": mio nonno paterno divenne orfano di guerra, in una zona dove si odiava chi aveva partecipato e ha rischiato la vita per questo quando era ancora un ragazzino (lo volevano uccidere perché figlio di un interventista).
sua madre, la mia bisnonna, rimase vedova con 3 figli da tirar su. e chissà quante altre donne si sono trovate nella stessa situazione.

realtà come quelle forgiarono caratteracci duri, inevitabili per andare avanti in un mondo reso più difficile dal passaggio di un simile conflitto.

il nostro Stato ha deciso di usare le parole di Ungaretti per creare una scritta "RICORDA" composta da questi versi.

speriamo davvero, speriamo che il mondo ricordi!
tendenzialmente sono pessimista... e i conflitti in mezzo mondo mi danno tristemente ragione.
ma in Europa, almeno l'Europa Unita, non c'è guerra da decenni, mai passato un periodo di pace così lungo su questi territori.
sono consapevole che si tratta di una "pace" fatta spesso sulle disgrazie altrui. ma da qualche parte si dovrà cominciare: per le nostre Nazioni europee è stato comunque un diverso modo di affrontare le questioni, questo. fino a pochi anni prima le questioni si affrontavano armi alla mano.

Ricorda... Speriamo!

venerdì 22 maggio 2015

Tempo denso...

I giorni, le ore e i minuti di questa settimana sono trascorsi lentamente, densi come melassa...
Ma ora manca meno di mezz'ora alla visita.
L'ho detto ancora: l'attesa è uno strazio!

mercoledì 13 maggio 2015

il lungo percorso per la ricerca della salute


nella mia costante e infinita ricerca di un equilibrio tra ciò che vorrei e ciò che dovrei...

... per quanto riguarda il settore salute alimentare, da qualche mese sono atterrata nel mondo delle centrifughe di frutta.

a parte in primavera ed in estate, io la frutta non la mangerei più di tanto... non so dire perché, fatto sta che non mi attira troppo...

però fa bene...

però ci sono anche aspetti negativi legati a cose come i semini che non mi fanno bene, le fibre che in certi momenti delle terapie non dovevo proprio guardare...

... insomma, cercando di quadrare il cerchio, sono arrivata a comprare l'attrezzo per il Kenwood Chef che fa le centrifughe.

all'inizio ne facevo una al giorno, ma era anche il momento di maggiore necessità per le terapie... mi sentivo STRAmotivata!

ora ho ridotto l'utilizzo, ma comunque 3 o 4 alla settimana cerco di farmele.

sono buone! buonissime! non è questo il "limite".

il limite è dato dalla laboriosità della pulizia degli attrezzi una volta usati.
sembra semplice, ma sono pieni di angoli, spazi bui e poco raggiungibili... ogni volta scopri un angoletto che la volta precedente non sembrava neanche esistere...

e così dopo che ti sei goduta una abbondante dose di liquido salutare e bevendolo hai pensato "quanto sono brava, oggi penso alla mia salute!!"...

... 5 minuti dopo sei lì con rubinetto che scorre, spazzolina, detersivo per piatti a strofinare, rigirare da tutte le angolazioni i tuoi pezzi della centrifuga, sperando di aver preso tutti ma proprio tutti i punti per ben bene e il pensiero corre a qualcosa di più semplice...

tipo... la vaschetta del gelato: non sarà salutare, ma QUANTO E' SEMPLICE DA PULIRE!!!! ;)

e oggi un nuovo pensiero: "VISTO QUANTO E' DIFFICILE PULIRE QUESTI ATTREZZI... COL CAVOLO CHE OSERO' MAI BERE UNA CENTRIFUGA FUORI DA CASA MIA!!!" chi mi può dare la garanzia che l'attrezzo sia stato pulito a dovere?

si, lo so che è il rischio che si corre ogni volta che si mangia fuori, per tutto quello che si mangia.
ma volete mettere una nuova paranoia, bella fresca di giornata??????????? la penserò per la prossima settimana abbondante, poi salterà fuori alla bisogna, per farmi stressare un po' più della mia norma ;-)

domenica 10 maggio 2015

1000 volte

ebbene si... questo è il post numero 1000. M I L L E !!!

wow... certo che se Blogger non li contasse, io nemmeno me ne sarei accorta di esser arrivata a questo numero.

beh, in verità oggi non ho molto da dire. ma mi piaceva che il post numero 1000 arrivasse di domenica :-)

e la foto è comunque uno spettacolo degno di rimanere qui per il futuro...

sabato 9 maggio 2015

Scrivere e vivere nel web

penso che esistano tantissimi modi di vivere e scrivere su internet, forse tanti quante sono le persone che scrivono e vivono in esso.

è il suo bello, ed è anche il lato complicato della faccenda, come in ogni mezzo per relazionarsi.

perché vivere ed interelazionarsi con le persone non è mai facile. 

la complicazione della parola scritta è che non esiste il tono con cui essa viene espressa... e non è cosa da poco!

ci si può fraintendere anche dal vivo, sicuramente, ma è molto più facile quando sono i soli occhi che devono interpretare, nonostante le mille faccine, i vari emoticon, cerchino di dare un qualche "tono" al detto "scrivendo".

poi c'è pure la questione di quella incredibile folla che crede che dichiarare i propri pensieri attraverso una tastiera li renda intoccabili e dia il permesso di scrivere qualunque boiata il cervello stia tirando fuori al momento.

con il risultato che si possono leggere e ricevere insulti, stupidaggini e chi più ne ha, più ne metta.

e non oso addentrarmi nel campo dell'ignoranza grammaticale e ortografica... realtà tristissima per la quale si dovrebbe aprire un blog dedicato e non basterebbe nemmeno...


è innegabile che io adori il web e scriverci "dentro". è semplicemente un passaggio: adoravo scrivere con carta e penna, al punto che sono arrivata ad avere anche più di 25 corrispondenti in varie lingue... l'evoluzione verso la tastiera è stata per me naturale.
la trovo più congeniale, anche solo perché - essendo mancina - non mi sporco di inchiostro tutto il dorso del dito mignolo e correggo più facilmente gli inevitabili strafalcioni che mi escono benissimo sia dalla penna che dalla tastiera...
inoltre, la tastiera riesce a stare più agevolmente dietro alla velocità dei miei pensieri... 

ho iniziato la mia "vita" nel web nei gruppi dedicati al mio grande hobby di sempre: il ricamo. nel 1999 ero in un gruppo che comunicava via email, IHF, che ho perso quando si è trasformato e non sono più riuscita a seguire con lo stesso gusto.

poi è stata la volta di Yahoo! e di tanti gruppi di vario genere: ricamo, libri, animali, cinema... uno per ogni passione... 

e intanto le persone incontrate nei gruppi, uscivano da essi ed entravano nella mia vita attraverso le chat e gli scambi di email o di vera e tradizionale posta (lumaca... Poste Italiane...).

molte sono pure uscite dal web e sono entrate nella mia vita REALE: un'esperienza che ritengo parte integrante del vivere il web, così come lo era ai tempi della corrispondenza cartacea.
conoscere dal vivo le persone con cui scambi informazioni e sensazioni per mezzo della parola scritta è una cosa fantastica! serve a capire se ciò che hai percepito e letto è reale, ti è congeniale... serve a costruire anche fuori dalla "distanza" o dalla "virtualità" qualcosa di CONCRETO.

che poi questo qualcosa duri o non duri è relativo: anche nella vita reale fai mille incontri e pochi resistono al logorio del tempo. 

poi sono arrivati i blog: ho aperto i miei primi 2 blog nel 2006... fra un po' festeggeranno i 10 anni!
era un modo molto più personale di raccontarsi. 
il blog è una via di mezzo tra il diario personale e il raccontarsi in una lettera ad un amico.
la GRANDE differenza è che chiunque può leggere e (quasi) chiunque può commentare.

i miei blog hanno avuto alterne fortune, tutte mie intendo: ci sono stati anni in cui ogni giorno scrivevo qualcosa e anni in cui nemmeno mi passava per la testa di aprire la schermata e dire anche solo "bah"

ma il solo sapere di averli lì a disposizione per me è importante.
se voglio, ci sono, ecco!

nel 2008 è arrivato pure Facebook, l'unico social in cui io mi senta a mio agio (ci provo con twitter... non va... ho provato prima con altri... non ricordo più neanche come si chiamano ormai!).

ma Facebook (e forse tutti i social) è un nuovo e ben differente modo, rispetto ai blog, di scrivere e comunicare nel web.

per me è un po' come la finestra di casa che dà sulla strada: ti affacci, dichiari qualcosa e chi passa in quel momento e ti sente - se vuole - commenta e dice la sua... è la sedia fuori dalla porta su cui ti siedi e le vicine che al momento non hanno niente da fare si uniscono a te per 4 chiacchiere... importanti, ma anche no, decisamente volatili, difficili da ricordare, da mantenere in vista... 

insomma, Facebook è più svago che altro, è un modo per riempire la giornata, curiosare, dialogare con chi si trova lì al momento come te...
può servire anche per tenere i contatti, ma non lo trovo molto costante sotto questo aspetto.

quando mi sono ammalata, dall'ospedale prima e poi a casa in convalescenza o durante le terapie che mi impedivano di essere "presente" fisicamente con i miei amici, Facebook è stato un ELEMENTO ESSENZIALE: senza la possibilità di condividere foto, fare battute, leggere i pensieri altrui, sfogare i propri... senza tutto questo, le ore in ospedale, a casa, in day hospital, nel letto con i dolori post-terapie... tutti quei momenti sarebbero stati ben più eterni di quanto non siano stati.

è bellissimo frequentare dal vivo le persone, ma è innegabile che non sempre ciò sia fattibile. e per me si è trattato di un anno o poco più (e se tutto va bene, la finisco qui, ma ancora non so), ma quell'anno mi è servito per considerare che ci sono persone che non sono fortunate come me e hanno un "tempo determinato" per stare male: esistono mille ragioni per cui una persona non può muoversi da casa e andare dove vuole e con chi vuole... e per queste persone IL COMPUTER e IL SOCIAL NETWORK di turno, possono essere ben più di una finestra sulle chiacchiere.
per loro il pc è IL LEGAME CON IL MONDO.
hai detto poco?

i giorni di malattia mi sono serviti per rivalutare e rivedere non poco la validità di un mezzo che per molti è solo "fuffa". 

dopo tanto tempo sono anche ritornata in modo più costante al blog: non so per quanto, ma per ora va così.
sento il bisogno di parlare, di descrivere, di raccontare, di dire la mia e di fermare con parole scritte ciò che ruzzola nel mio cervello durante tutto il giorno... dopo tanto tempo in cui non me la sentivo.

spero anche di ritrovare il desiderio di gironzolare per i blog altrui e leggerli con la costanza con cui lo facevo tempo fa. mi manca questo: era quasi un rituale come la lettura dei quotidiani al mattino per molti, ma con il tempo l'ho persa...
vediamo se anche questa pratica tornerà... 

venerdì 8 maggio 2015

Buoni propositi

con l'arrivo del 2015 ho passato qualche mese decisamente involutivo.

in buona, buonissima parte ciò è stato determinato dalla lunga attesa per la radioterapia, attesa durante la quale la malattia si è riaffacciata, tirando fuori qualche disagio...

con il risultato che tante cose sono naufragate... non riuscivo a concentrarmi, quindi al lavoro rendevo poco, e pure in casa niente avanzava... anzi...

una delle cose che mi piace tanto fare è cucinare e in 4 mesi e mezzo ho vivacchiato grazie a piatti pronti, insalate e i fornelli per settimane sono stati spenti: usati giusto per cuocere una pasta o scaldare qualcosa.
il forno addirittura non ha lavorato per mesi.

la settimana scorsa mi è tornata la voglia di mettermi in cucina e in 3 giorni ho sfornato 2 tornate di muffin!

questa settimana i muffin sono ancora qui, dato che nel fine settimana ero via e non li ho finiti... così niente dolci!

ma un bel piatto nuovo di verdure e un po' intrigante... quello si che me lo sono fatto!

avevo studiato la ricetta martedì, mentre ero seppellita nella sala d'aspetto del Centro di Prevenzione Oncologica, dove mia madre doveva fare un esame di routine... 2 ore e mezza di attesa, dato che il centro è organizzatissimo e frequentatissimo...
per fortuna in borsa ero attrezzata: ho finito un ricamo e poi mi sono immersa nella lettura di una rivista di ricette.

il giorno dopo - stranamente - ero ancora focalizzata sulla ricetta prescelta, ottima per smaltire un pezzo di pane comprato e non mangiato che oziava in casa da una decina di giorni...

e così ho spignattato e ne è uscita una bella cenetta ben diversa dal solito.

sono soddisfatta e spero tanto che la mia idea di provare una ricetta nuova ogni settimana diventi una realtà: da un lato c'è la possibilità di divertirmi e sperimentare in cucina, dall'altro sarebbe la certezza che il periodo nero è alle spalle, almeno per un po'

e se siete curiosi, cliccando qui si va nello spazio web in cui condivido le mie ricette: un blog a 4 mani con un'amica anche lei con la passione per la cucina.


giovedì 7 maggio 2015

Scelte di campo

credo che ognuno nella propria vita scelga come agire ed interagire.

non c'è nulla di scritto, di obbligatorio, di definitivo: ognuno di noi ha i suoi metodi, quelli che trova più adatti al proprio modo di essere.

e proprio per questo nessuno è criticabile nelle proprie scelte.

certo, trovo strano i bruschi improvvisi cambi di modo di fare. mi stupisce chi da un giorno all'altro passa dalla iper loquacità al silenzio totale.

penso che dietro ci sia qualcosa, magari sono io che ho mancato nei confronti di chi all'improvviso non si fa più sentire.

ci provo anche a ripristinare i canali di comunicazione.

ma se il tempo passa e il dialogo continua ad essere improbabile... ad un certo punto deduco che vada bene così.

evidentemente sono state fatte delle scelte. va bene. credo. più o meno.

chiaro che ci si rimanga male, insomma... penso faccia parte del gioco.

ma ad un certo punto devo anche tutelarmi, in termini di "sanità mentale": perché pensare troppo, senza poter trovare soluzioni al pensiero... è semplicemente deleterio.

quindi basta. accetto la situazione. me ne faccio una ragione.

e il mondo va avanti comunque.

questo post è volutamente e stupidamente (me ne rendo conto) crpitico.
sono giorni che penso se dire o no ciò che mi ruzzola per il cervello... che forse non è neanche tutto qui.

scrivere a volte serve per interrompere il loop mentale. spero funzioni. perché una buona parte di me ha stabilito di fare "basta" già da un po'.

ma non è sempre facile... soprattutto se comunque ci sono luoghi comuni in cui le persone che hanno scelto di non interagire più con te continuano ad "essere presenti".

così sto piano piano prendendo decisioni e mettendole in atto...

mercoledì 6 maggio 2015

Tra simili ci si cerca


Un'altra pausa caffè prima di tornare in ufficio - qualche giorno fa.

Questa volta lo Chalet è davvero pieno di gente e non riesco a trovare un tavolino tutto per me, così chiedo ad una ragazza che sta mangiando tutta sola se posso sedermi accanto a lei.

Dopo qualche minuto la ragazza se ne va e io rimango lì, sola, con il mio ricamo in mano (il tavolino non era un esempio di splendore, meglio tenere il ricamo lontano da lui) e continuo il mio lavoro...

Passano i minuti ed una signora mi chiede se può sedersi accanto a me. Certo! Non ho fatto lo stesso io poco fa?

La signora si siede, appoggia tutte le sue borse, belle capienti, e poi da una di queste tira fuori i ferri e si mette a sferruzzare.

Ho avuto una mezza "visione" di come potevano vederci gli altri, tutti quelli attorno a noi: una che ricama e una che sferruzza ai lati dello stesso tavolino.

Immagino la signora si sia seduta vicino a me perchè più "simile" a lei...

Poi ho ricordato che la settimana prima un'altra signora mi aveva detto che il martedì si riuniscono in gruppo per sferruzzare e creare abitini per i bimbi prematuri. Sicuramente la signora era una di loro.

Ma nell'attesa delle altre, meglio stare vicino a me :-)

martedì 5 maggio 2015

il bello delle vacanze

una delle prime cose che faccio quando arrivo sul luogo di vacanza è fotografare ciò che vedo dalla finestra. beh, se ne vale la pena, ovviamente!

questa volta ne valeva la pena, alla grande! eravamo immerse in un paesaggio naturale delizioso: uliveti, boschi, cavalli al pascolo... 

eravamo in un piccolo angolo di Toscana, davvero suggestivo ed adatto ai nostri gusti.

4 giorni, 3 notti di "fuga" dalla realtà quotidiana, immerse in un contesto decisamente differente dal nostro solito: terme e collina... acque termali e buona cucina toscana... 

insomma, ciò che è richiesto ad una vacanza! le vacanze devono essere un piccolo o lungo momento di fuga dalle cose di tutti i giorni. 

non possono durare troppo, perché se no non sarebbero "vacanze". 

si sa già in partenza: è l'unica cosa certa di una vacanza: FINIRA'!!
perché è così...

ma non sopporto il sentirmi dire "peccato che debba finire", "tanto finirà", "ormai dovrete tornare"...

forse sarà l'invidia di chi non è potuto andare in vacanza, mentre tu ci sei... ma a volte sono le stesse persone che partono per le vacanze che lo dicono... molte mie amicizie hanno questo classico ritornello pronto ancor prima di partire.

non mi ritengo perfetta, ma siccome so già che la vacanza finirà, cerco di non pensare al fatto che finisca e provo a godermela fino all'ultimo minuto, fino al viaggio di ritorno...

e questa volta, a sancire che la vacanza era PROPRIO finita... una telefonata, arrivata giusto nel momento in cui mi fermavo davanti a casa, dopo aver accompagnato la mia amica alla sua. l'appuntamento per la prossima PET...
è sembrata la "ciliegina sulla torta" per chiarire in modo inequivocabile che non ero più in ferie.

ma va bene così.

oltretutto, questa volta, siamo pure state baciate da un tempo decente... è piovuto solo di notte... e considerato come va la stagione quest'anno... ci avrei fatto la firma in partenza per avere un clima così!
(la mia amica avrebbe voluto più sole, lo so... io mi sono ustionata pur SENZA il sole... quindi non posso unirmi al suo desiderio... ;-) )

sabato 2 maggio 2015

Suggestioni notturne

Serata con luci speciali stasera prima di andare a cena.
Il sole era già sceso, ma ancora la sua luce dava nuove forme al paesaggio e al panorama che mi si mostrava uscendo dalla nostra stanza.

Non ho resistito e un paio di scatti li ho fatti.

Questo è un panorama con in primo piano la piscina, venuta in modo decisamente accattivante. 

venerdì 1 maggio 2015

Chi perde trova

Succede che compri un libro, l'ultimo pubblicato in italiano di una serie che ti piace un sacco.
Però al momento sei ben presa da altri libri, così lo passi a tua madre, la quale se lo divora e te lo restituisce ben presto...

Però... però non ti ricordi più che hai fatto del libro.
Dopo qualche settimana cominci a farti delle domande del tipo.... dove sarà?
E senza fretta ti metti a guardare qua e là, ma niente...

Poi un giorno chiedi a tua madre se è vero che te lo aveva dato,  confessando di non trovarlo più... ma è vero, te lo ha dato... quindi lo hai perso...

E ti rimetti a cercarlo... ma niente da fare...

Non salta fuori!

Dopo un po' cominci a disperare... pensi che ti tocchi riacquistarlo, ma cavoli!

DOVE SARÀ????

poi per un po' te ne dimentichi, anche se do tanto in tanto lo guardi su Amazon, tentata dal fare clic e risolvere la questione...

FINCHÉ...

Ieri notte ho finito di leggere un libro  (divertentissimo, ne parlerò a breve...) e mi ritrovo a spulciare i libri da leggere cercando qualcosa di vago: un libro che possa iniziare subito, ma che non mi dispiaccia lasciare lì da solo per 4 giorni, dato che la mattina successiva sarei partita...
Criterio di ricerca non banale il mio, che mi fa passare i volumi un per uno, arrivando fino all'ultimo, in fondo, attaccato alla parete del mobile, scuro contro parete scura...

HEY, MA....

TROVATOOOOOOOO!!!!!

ecco,  in valigia avevo messo il kindle per praticità, ma è venuta con me anche Agatha Raisin...
Non potevo lasciarlo a casa dopo una ricerca durata almeno 6 mesi!!!!

martedì 28 aprile 2015

Quando un libro ha spessore... emozionale, ma non solo


è una vita che non parlo di libri nel blog.

vabbè, era una vita che non parlavo nel blog... figurarsi parlare di libri!!!

ma ieri ho finito di leggere questo libro e mi sento ancora avvolta dalla storia raccontata, così da avere il bisogno di parlarne, di raccontarlo ad altri.

vorrei dire che me lo sono divorato, come avrebbe meritato, invece l'ho letto a piccole dosi, ma per ragioni mie (più che altro di salute) e non per lo stile del libro.

è un libro molto bello, fatico a trovare gli aggettivi giusti per descrivere le sensazioni che mi ha dato, per l'argomento che tratta (e che non sapevo trattasse, dato che io l'ho comprato perché amo l'autrice), argomento in cui io, in qualche modo, sono invischiata tutt'ora: il cancro.
nel leggerlo mi sono chiesta se l'autrice stesse mettendo del suo, perché davvero nel leggere gli stati d'animo della protagonista si sente tutta la risma di sentimenti, paure, smarrimento che io stessa ho vissuto e sto vivendo ancora e so che nel futuro, quando la parte "principale" della mia malattia (spero) sarà un ricordo, vivrò, in occasione dei controlli periodici che inevitabilmente ti lasciano "tra color che sono sospesi".


ma non è un libro sul cancro!!! NO

è un libro sulla vita, sul crescere, sul maturare, sul giungere a patti con il passato e accettare il presente 

e si... volendo è un romanzo d'amore. anche questo. ma mi aspettavo un finale più rosa, più "e vissero tutti felici e contenti". 


E INVECE NO... il finale è come la vita: non c'è.
il che un po' mi ha lasciato con il fiato sospeso.

ma è giusto così


e poi è un libro - come per tutti i libri di quest'autrice - sui cani. sulla loro presenza nella vita di molti, sul loro cambiare la vita di molti anche solo per il fatto di esserci...


e ora gli aspetti negativi, tutti legati all'edizione italiana:


1 - che cavolo c'entra il titolo???
in inglese il titolo è "100 pezzi di me" che è effettivamente quello che sembra il filo conduttore per la logica della protagonista, salvo poi scoprire che non sono poi così importanti le cose di cui ti circondi.
i desideri del titolo italiano non hanno NIENTE A CHE FARE con li libro.



2 - che cavolo c'entra il cane nella copertina? il cane del libro è un levriero...


per una volta non ho niente da ridire della traduzione, che sembra fatta con criterio ed è scorrevolissima, ma sono sempre più schifata di come siano superficiali nel "presentare" un libro gli editori italiani.

non ritengo che all'estero siano "più bravi". ma se un libro si chiama "a hundred pieces of me"... avrà un suo perché? chi ha tradotto il titolo, avrà letto almeno il primo capitolo? da cui si capisce subito questo perché? 

temo che pure chi ha scritto la sinossi nel risvolto di copertina abbia letto poco, forse i titoli dei singoli capitoli o poco più... perché mi sembra improvvisata tanto per dire qualcosa.

un libro che vale molto, presentato con scarsa attenzione, anche se in una confezione accattivante: tutto quel verde invita a prenderlo in mano, così come gli occhioni del cagnolino.

penso che a breve lo rileggerò pure...

lunedì 27 aprile 2015

gite scolastiche


la pausa "caffè e crocette" di questi giorni è spesso punteggiata dalle gite scolastiche: una marea di ragazzini di varia età nel massimo momento di godimento del "giorno fuori dalla scuola", la pausa pranzo.

ne sto sentendo di divertentissime. godendomi per una volta i dialoghi e non detestando la presenza delle scolaresche come mi capitava tempo fa, quando le incontravo per le vie del centro, che camminavano indolentemente occupando tutta la via ed impedendo di muoverti a te che invece dovevi trottare per fare tutto per l'ora precedente e non eri certo "in gita".

giorni fa mi sono sentita uno stralcio di dialogo spassosissimo tra due ragazzini che non avranno avuto neanche 14 anni, mentre uscivano dal bar con in mano il loro gelato e si sedevano su due poltroncine non distanti dalla mia:

"Ah! Mio caro X, questa si che è vita!"
"Mah... c'è sempre qualcosa di meglio!"
"Meglio di non andare a scuola?"

che aria da vissuti! quell'aria da filosofia che solo uno che finora ha vissuto il mondo casa-scuola-amici può avere! fantastici! davvero!


oppure il silenzio incredibilmente carico di significati nel momento in cui un professore urla "ragazzi se volete comprare il gelato, venite che vi accompagno" dichiarato dal professore di turno.
un cambio di registro notevole dagli schiamazzi al "wow", "si si, dai!", "che bello!!!"


e oggi un altro momento buffo, mentre ricamavo il mio angioletto lento lento (sono io lenta, ma trasferisco sul ricamo i miei "difetti" ;-) ).
la scolaresca di turno stava giocando all'impazzata con una pallina da tennis urlando a più non posso.
nel bel mezzo del gioco sento un:

"mio nonno in cariola!!!!"

cosa??? esiste ancora??? lo dicevamo noi più di 30 anni fa!!

e mi ha anche fatto venire in mente l'espressione del mio amico Lucio che ho adorato e che ancora oggi ogni tanto mi torna in mente:
Ehhh, la nonna Belarda con i tacchi a spillo!

ai tempi del motto di Lucio eravamo un po' più grande di quelli scalmanati che oggi giocavano con la pallina, ma il concetto è quello: frasettine sceme tanto per dire.

e realizzi che noi cresciamo, ma certe cose rimangono "nell'aria" e vengono afferrate dai ragazzini della generazione successiva, o quella dopo ancora.
e loro non lo sanno, penseranno sia un'invenzione tutta loro.
ed è bello così


venerdì 24 aprile 2015

pause tecniche

in questi giorni di primavera sto sforzandomi a punteggiare la mia giornata con momenti precisi ed obbligati.
la colazione al bar al mattino: per me la colazione nei giorni lavorativi non esisterebbe, giusto il caffè prima di iniziare il lavoro. ma di questi tempi se non mangio qualcosa, non arrivo all'ora di pranzo e la giornata non è in salita, diventa un baratro in cui crollo miseramente senza combinare nulla di buono.
così mi sono imposta la colazione al bar ogni mattina, visto che a casa non la farei proprio.

la pausa caffè e crocette, ma soprattutto crocette dopo pranzo, prima di riprendere a lavorare: fuori di casa, lontano dal pc, dalle piccole faccende che a pc spento finirei a fare... mezzora o tre quarti d'ora dedicati al relax, a volte un po' di più, prima di riprendere a lavorare.

sono momenti che mi servono per arrivare a sera, se no non ce la faccio.

e così, in linea di massima, trascorro questi momenti al bar dei Giardini Pubblici: un po' perché mi piace come luogo, un po' perché per raggiungerlo devo fare 4 passi nel verde; non è un semplice "scendere dall'auto ed entrare nel bar", devo lasciare l'auto, abbandonare la strada, entrare nel verde... è un vero e proprio modo di uscire dal quotidiano per ritagliarmi un momento differente dal resto del tran tran.

dopo pranzo mi siedo all'aperto, bevo il mio caffè e poi tiro fuori le crocette. riesco a dare davvero pochi punti, perché sono distratta di mio e perché mi diverto anche ad ascoltare ciò che accade attorno a me.

la primavera è un momento molto frenetico per i Giardini Pubblici: oltre all'ordinario via vai di un bar che offre anche i pranzi ed ha i giochi per i bambini piccoli, adesso è periodo di gite scolastiche e i Giardini risuonano di risate, grida, rumori di ragazzini di varie età che per un giorno sono liberi dai vincoli dell'aula scolastica.

tempo fa avrei trovato la cosa snervante; oggi invece mi ci diverto pure. ascoltare gli adolescenti è insieme buffo ed istruttivo.

altre volte, la pausa la faccio altrove. in posti più silenziosi, sempre nel verde però! è diventato un elemento essenziale: un minimo di contatto con la natura. non riesco a farne a meno.

mi ritrovo in parchi meno frequentati, oppure mi fermo con l'auto in uno spiazzo con la vista sulla natura, i finestrini tirati giù o la portiera aperta, nel silenzio cinguettante di prati e alberi, ben differente dal consueto rumore cittadino.

ago in mano, filo che scorre sulla tela... e faccio pace con parte del mondo. prima di riaffrontarlo!

giovedì 23 aprile 2015

a spasso in compagnia


giro in auto nel piccolo labirinto di strade dietro all'ufficio che mi permette di evitare un pezzo trafficatissimo in direzione nord: in pratica scelgo la tranquillità e il perdermi in mezzo a viuzze facendo più strada, ma uscendone meno sclerata di quanto non ne uscirei per il percorso tradizionale. e forse ci metto lo stesso tempo. non importa. importa la mia sanità mentale.

nel percorrere una di queste straducole davanti a me una signora spinge una sedia a rotelle per la strada: i marciapiedi sono sempre carenti, dissestati e magari pure occupati dalle auto.
sulla sedia a rotelle c'è una signora anziana e mentre la sorpasso a velocità moderatissima noto che sulle ginocchia della signora c'è un "qualcosa" di nero.

non è un qualcosa, è un "qualcuno", un bel gattone nero che sta pacificamente seduto a farsi trasportare.
scorgo il volto beato della vecchietta, contenta di questo momento, di quel piccolo viaggio in compagnia.
poi, mentre mi allontano, noto che il gatto ha stabilito di essere arrivato al capolinea, scende dal grembo e l'ultima cosa che vedo è la testa della signora che segue i movimenti del gatto a terra.

un attimo, non più di 30 secondi, forse meno, per questo siparietto.

eppure sono almeno 3 giorni che lo ricordo con piacere.

la vecchiaia può essere davvero triste, se poi accompagnata da invalidità, ancor di più. e a volte un semplice micio che sceglie la tua compagnia anche per pochi metri può diventare un raggio di sole.

io ho vissuto così quel simpatico incontro: un raggio di sole in mezzo ad una strada di periferia solitaria e silenziosa

giovedì 12 febbraio 2015

è iniziata!!!


la rivolta degli elettrodomestici è iniziata!!!

da qualche mese il decoder di sky ha stabilito di avere un audio tutto suo: ci sono una manciata di canali che funzionano bene, il resto si sentono tutti con un fruscio insopportabile che comunque nasconde ogni altro suono e/o dialogo.
da domenica aveva cambiato registro: i canali con il fruscio continuavano bellamente a frusciare, gli altri MUTI.
le ho provate tutte: attacca, stacca, spegni, togli, rimetti... niente.
ieri sono andata da Antenna ONE (come mi aveva consigliato l'antennista che è dipendente di tale azienda - direi l'unica ravennate a gestire Sky) per comprarmi un decoder nuovo, essendo il mio di proprietà.
NON SI PUO'. "Sky ogni tanto ce ne manda, ma sono mesi che non lo fa più e non ne abbiamo... provi a chiamare Sky direttamente..."
vabbè, stiamo lavorandoci su... (l'abbonamento è intestato a mio padre, io ho una scheda aggiuntiva del suo, con tutta la buona volontà non posso passare per tale "Roberto" al telefono... mi è toccato andare da lui e dire "babboooo"... bah)

e comunque, stamattina, il decoder ha deciso di farmi risentire l'audio... così ho seguito il tg... mah

durante le feste ho realizzato che devo cambiare l'aspirapolvere con il filtro ad acqua.  perde acqua e non va bene con gli elettrodomestici. mi tranquillizza il fatto che perda dal serbatoio del filtro e non dalla caldaia, quindi non ci sono rischi immediati per chi lo usa, ma devo assolutamente cambiarlo!!!

poi c'è il forno... che io uso praticamente sempre su un unico programma.
un paio di settimane fa ho osato cambiare programma... è saltato il salvavita!
pochi giorni dopo - perché uno per 13 anni può fare sempre lo stesso gesto, poi quando DEVE fare attenzione e FARE SOLO QUEL SOLITO GESTO - mi sono sbagliata e ho rimesso il programma "incriminato". è saltata di nuovo la luce per via del salvavita...
avendo la tenera età di 13 anni... è il caso di cambiarlo...

infine c'è la caldaia... stessa tenera età del forno, anzi, qualche mese di più.
il danno è riparabile con un pezzo di ricambio che varrà sui 50-60 neuri, la manodopera non devo pagarla perché da 13 anni pago un botto annuale per salvaguardarmi il rischio di interventi infraannuali... e finalmente è arrivato il momento di vedere fruttare sti soldini (ne facevo pure a meno).
solo che il pezzo è da ordinare e io - con la testa chissà perché tra le nuvole in questi giorni - ho chiamato solo ieri. lo ordinano subito, ma la fornitura non dipende da loro.
così ogni giorno a pranzo devo uscire sul balcone e ricaricare l'impianto di acqua, perché lei se ne va via, goccia a goccia svuotando tutto...

io sto cercando di non parlare di queste cose in casa: sono convintissima che se gli altri elettrodomestici sentissero, aderirebbero alla rivolta... me ne bastano 4!
infatti questo post l'ho scritto dall'ufficio! :-P :-P

martedì 13 gennaio 2015

quando conta di più l'essenza rispetto alla forma

(scommetto che se scorro indietro nei post degli inverni passati, ci trovo qualcosa di molto simile a ciò che sto per scrivere... perché è un pensiero prettamente invernale che mi passa per la testa ciclicamente!)

il Calycanthus invernale è una di quelle piante che non noti passandole accanto... non la vedi, in verità.
ma la senti: all'improvviso ti senti avvolta da un aroma inconfondibile, inebriante, speciale! e l'aria invernale diventa "diversa", qualcosa che ti fa alzare la testa e pensare "wow!".

e così devi girarti attorno e cercarlo, lui, il calycanthus (praecox, per correttezza)... un alberello che è lì, sembra quasi spoglio, perché i suoi fiori non sono mai eccessivamente vistosi... decisamente loro attraggono per il profumo, per la loro sostanza, non per l'aspetto.

e io li adoro!!!

è da un mesetto che il calycanthus del vicino di casa dell'ufficio sprigiona un aroma fantastico... ormai comincia a scemare... non è più così persistente... ma quei 5 passi accanto alla pianta, fatti 4 volte al giorno, sono sempre un momento emozionante in cui smetti di pensare a tutto e ti godi solo il suo profumo.