martedì 21 giugno 2011

T'amo mio the!

Di solito la tazza di the, calda e fumante, l'associo alle giornate fredde e piovose autunnali o invernali. Quando arrivano i primi freddi e ci sono le prime giornate uggiose di solito a fine ottobre, primi di novembre, ogni anno mi trovo a pensare "oh! che bello! adesso comincia la stagione del the!!".

Perchè in estate non c'è gusto a berlo, di regola almeno. il the freddo non è la stessa cosa, non racchiude in sè il gusto, il piacere che sa dare la tazza calda e fumante di una giornata umida e fredda. E'  riscaldante, è gioiosa, è gustosa, il profumo riempie la casa e crea atmosfera, la tazza tra le mani forma quella piccola bolla di tepore che sembra un abbraccio, il gusto in bocca riempie e scalda irradiandosi per tutto il corpo.
Non sarà il rituale dei paesi dell'Estremo Oriente, ma il rito del the nei giorni freddi è per me qualcosa di delizioso e che riempie gli attimi in cui lo bevo.

Esiste poi anche la versione "the con le amiche", opportunamente corredato da biscotti, torta o altre leccornie, ma soprattutto di chiacchiere. Versione godibilissima, mai abbastanza praticata.

Sono due cose diverse che hanno solo l'ingrediente in comune, danno due sensi di appagamento differenti.

Ne esiste anche una terza, meno divertente da raccontare, ma assolutamente terapeutica. La tazza di the quando stai male!
Che sia raffreddore, che sia mal di stomaco, mal di pancia... il the è una sorta di medicina della nonna sempre utile, pronto a scaldare, a dare un minimo di energia dove non ce n'è per niente. Un'ancora di salvezza naturale in mezzo a medicinali di vario genere che magari cureranno pure, ma non sono in grado di farsi apprezzare come può riuscire la famosa tazza fumante vicino alla quale, da ammalata, mi ammucchio, in attesa di poterla bere, godendo del calore e del momento di attesa, tra un respiromozzato dal naso chiuso o un gemito per i dolori vari... come se i minuti in compagnia della tazza di the fossero migliori di tutti gli altri di "agonia" attendendo il ritorno della salute.

Beh, oggi è caldo, le giornate uggiose e fredde sono lontane. Io sono distrutta, stanca, per varie ragioni riassumibili in "stress e poco sonno".
Oggi pomeriggio mi sentivo un po' al capolinea: distrazione totale, vaghi giramenti di testa, irritabilità in ascesa.

Il santo caffè non aveva sortito alcun risultato... così ho chiesto aiuto a lui, al the.

The verde, quasi freddo, anzi, ora è proprio freddo, perchè l'ho fatto un'ora e mezza fa, ma i primi sorsi non erano così freddi.
Sapore amaro, leggermente pungente sulla lingua e in fondo al palato. Appena sentito ho spensato "ecco, è lei! è la mia tazza di the! sapevo che lei ci sarebbe riuscita!".
Scendendo giù in gola sentivo come se si irradiasse e cercasse di lenire un po' lo stordimento che mi aveva presa. E il pomeriggio ha cominciato a prendere una piega diversa.

Per carità, non sono sveglia, ho sempre sonno, ma mi sento decisamente meglio e ogni tanto un sorso dalla mia tazza bianca con il gatto giallo (regalo di Tittiz!!!) mi riporta al pensiero del primo sorso e la serata lavorativa si fa meno opprimente!

Per fortuna esiste il the!

Ecco... finita la mia ode al the... sentivo il bisogno di ringraziarlo!

Ora torno al lavoro...

venerdì 10 giugno 2011

Chi si ricorda?

Leggo ora per caso che proprio oggi sono 30 anni dalla tragedia di Alfredino. Chi si ricorda il bimbo di 6 anni che cadde nel pozzo non ben coperto e di cui la televisione ci fece una telecronaca diretta straziantissima?

Io avevo 10 anni e mezzo all'epoca e lo ricordo perfettamente, ricordo le urla strazianti della madre, la folla, le forze dell'ordine che si affaccendavano attorno al buco cercando di trovare il modo per tirarlo su e tante altre piccole e grandi cose di quella tragedia.

E il solo pensarci mi fa ancora venire le lacrime agli occhi: sintomo che davvero la telecronaca aveva bucato lo schermo con una storia come quella.

Leggo nell'articolo da cui ho appreso l'anniversario, che quello fu un punto di svolta per molte cose:
- di quel modo di fare televisione e notizia si è parlato per anni: era giusto, non era giusto?
- da quella tragedia è nata l'idea della Protezione Civile, perchè non ci si trovasse impreparati ancora in casi del genere e non solo

Ora, se ci penso, forse è da allora che la televisione ha cominciato - in base al diritto di cronaca - a farci vivere le tragedie come se fossero nel nostro giardino, come se fossero tutte nostre, cercando di enfatizzare il lato emozionale della notizia.
Certo, anni dopo sono arrivati ad affinare terribilmente la tecnica: sono almeno 10 anni che non tollero la voce di quei cronisti che per raccontarti l'episodio violento, finito magari anche in tragedia, tirano fuori un tono "falsamente preoccupato", pieno di quello che vorrebbe essere pathos, per coinvolgerti e farti sentire "vittima" o comunque coinvolto nell'accaduto anche se ti trovi di là dallo schermo, al sicuro in casa tua.

Sono molti i sociologi e non solo che dichiarano che è questo modo di fare notizia che fa sentire la gente insicura e non protetta, anche quando - dati alla mano - si può constatare che la criminalità e i fatti criminali in un certo periodo sono diminuiti.

In pratica farci sentire insicuri crea audience e vende spazi pubblicitari. Su qualunque canale, pubblico o privato, e non solo in Italia.


Ed è ciò che da diversi anni deploro dell'informazione televisiva: non reggo più il "minuto per minuto" della tragedia di turno, sia essa accaduta a Cogne, Novi Ligure, Perugia, Avetrana o in altri posti. Ho smesso di ascoltare i TG per questo principalmente.
Mi limito al tg mattutino: 15 minuti di notizie, tra cui tanto sport, quindi quelle importanti davvero sono limitate a circa la metà del tempo. E pure lì inevitabilmente mi becco la mia dose di enfatizzazione.
Il che significa che potrebbero limitare ulteriormente i tempi. Oppure raccontare altro, magari qualche notizia carina, positiva. Impossibile che non esistano.

Eppure... eppure... fu proprio la televisione a mostrarci con la sua diretta che il nostro Paese non era pronto alle emergenze e fu quella diretta a stimolare il governo ed il Presidente Pertini (sarà che ero piccola, sarà che vedevo solo "certe cose", ma per me lui è rimasto il Presidente, anche dopo il susseguirsi di tanti altri personaggi su quella poltrona) a pensare alla soluzione.
E a far nascere la Protezione Civile.

Insomma, quell'episodio orribile, vissuto in diretta con angoscia da tutti noi che abbiamo almeno una quarantina di anni oggi è stato un momento di svolta per tanti versi.

All'epoca io ero troppo piccola per rendermi conto di questi aspetti "laterali" alla faccenda.
Io vedevo un bimbo che aveva più o meno l'età di mio fratello più piccolo che si trovava in una situaizone complicatissima, che moriva mentre la tv era lì... e già questo per me è stato così forte da ricordarlo ancora oggi come uno dei pochi episodi di cronaca della mia infanzia di cui abbia memoria per immagini e parole...

Quando ho iniziato a leggere l'articolo non mi aspettavo di arrivare a fare i ragionamenti di cui sopra. Quando ho letto il titolo ho detto "già 30 anni!" me lo ricordo così bene! Come quando Papa Giovanni Paolo II fece il suo primo discorso, come quando uccisero Moro... ma pensa! Nei primi 10-11 anni della mia vita ne saranno successe di cose importanti nel mondo? Io ricordo queste 3...

mercoledì 8 giugno 2011

Sentiti ringraziamenti

Sono alcuni giorni che sento crescere in me il bisogno di ringraziare varie persone/enti/ecc. come segue:

- un sentito grazie a quel ... (riempite lo spazio a piacimento) ... ragassuolo che per entrare in un parcheggio posizionato a sinistra della strada non ha messo la freccia e ha investito mio fratello che passava di lì con la Vespa.
Ora, non sono "arrabbiata" perchè è accaduto l'incidente: purtroppo sbagliare capita a tutti e quindi non è per questo che ringrazio.
Lo ringrazio perchè invece di verificare come stava chi era disteso a terra e chiedeva per favore di chiamare l'ambulanza, si preoccupava solamente di dire "ho messo la freccia, perchè non hai fatto attenzione???", di togliere l'auto dalla strada in modo da nascondere la dinamica e di verificare lo stato di salute dell'auto.

- un sentito e verissimo grazie a quel buon samaritano (perchè ne esistono ancora!) che guidava l'auto dietro al fratello e all'investitore, ha visto che la freccia non era stata messa, ha messo a tacere il ragassuolo simpatico di cui sopra, ha chiamato il 118 e i vigili per mio fratello, ha portato la famiglia a casa ed è tornato per prestare la sua testimonianza.
In un'epoca in cui la gente se ne frega di tutto e di tutti, ci stupiamo davvero quando vediamo un tale e giusto senso civico! Grazie davvero!!

- un altro sentito grazie ai genitori del ragassuolo che ci hanno dato modo di capire da dove è venuta su tanta intelligenza e predisposizione verso il prossimo: arrivati sul luogo dell'incidente, hanno subito verificato il danno dell'auto, che la stessa fosse fuori luogo dell'incidente e si sono rivolti alla ragazza di mio fratello con una domanda molto chiara "ma lo aveva il casco?????".
Se avessero guardato la persona a terra, avrebbero potuto vedere che non aveva un graffio in testa, che si teneva una mano e un fianco...

- un grazie alle forze dell'ordine che in un caso simile si sono tenuti la patente del fratello, il quale ha avuto 2 scelte: farsela recapitare al proprio domicilio dalle stesse (tempistica dichiarata minimo 30 giorni), oppure dire "vengo io", ovviamente quando potrà muoversi... che si spera sia in tempi minori rispetto ai piccoli tempi burocratici delle Forze dell'Ordine.

- un sentitissimo grazie al Sistema Sanitario Nazionale che prima di tutto per un incidente accaduto alle 17 e 30 di pomeriggio, alle 22 e 30 di sera ancora non aveva trovato qualcuno che potesse pensare almeno a disintettare le escoriazioni che nel frattempo si erano ben bene coagulate da sole grazie alle piastrine del sangue e alla sporcizia dell'asfalto.
Poi - fratello ricoverato per accertamenti - fanno lastre, esami, ecografie, quel che gli pare giusto fare, ma non si sforzano di dire al paziente "guarda, hai un dito della mano rotto, ora siamo un po' pieni in sala gessi, ma vedi di non usarlo troppo"... no, dobbiamo scoprirlo noi quasi 24 ore dopo l'accaduto perchè andiamo a chiedere al medico di reparto come sta.
Poi la coerenza con le diagnosi e le terapie è davvero da ringraziare con tutto il cuore. Da lunedì mattina a martedì mattina la versione è testa del femore scheggiata: 7 giorni di immobilità assoluta senza alzarsi mai se no non si rinsalda l'osso. E peccato che nel frattempo non si preoccupino nemmeno di fornire il paziente di iniezioni di eparina (io sono ignorante, ma la ragazza è infermiera e ha passato un bel po' di ore di ansia sapendo che mancava la terapia farmacologica giusta... per fortuna è giovane il paziente!).
Martedì mattina cambio di versione: la scheggiatura del femore è una bazzecola, si risistemerà da sola, il paziente deve camminare, muoversi il più possibile, compatibilmente con dolore e steccature della mano, perchè se no il mega-ematoma che si è formato sul fianco non si riassorbirà.

- un vero grazie alla ragazza di mio fratello, che per fortuna è del settore e al sentire il cambio di versione, ha ingoiato un attimo le remore che le impedivano di chiedere favori e ha chiesto al suo primario di reparto di intervenire per capire quale fosse la versione giusta. Della serie "se non conosci qualcuno puoi davvero sperare solo nella Provvidenza"

- un grazie davvero davvero di cuore alle semplificazioni burocratiche dell'INPS. Spero alla fine di questa sessione di 48 ore tra medico - INPS - medico e tutti i consulenti del lavoro che potevo consultare di capire quale sia la giusta procedura per comunicare a chi di dovere che il dipendente-fratello, dimesso ieri mattina dall'ospedale a seguito di incidente, ora necessita di 20 giorni di riposo... se lo capirò, se riuscirò a far si che tutti abbiano recepito nei giusti metodi di legge l'informazione e quindi se a lui verranno riconosciuti i giorni di malattia legittimi senza che siano segnati come ferie (!), sarò davvero felice, perchè mi sembra di essere caduta in una delle peggiori telenovele sudamericane...

- parimenti vorrei ringraziare sentitamente le Poste Italiane, le quali da qualche giorno stanno fornendo il meglio dei servizi al cittadino possibili, con code interminabili, schermi dei computer che si sbizzarriscono in schermate colorate e messaggi intimidatori di vario tipo, collegamenti completamente assenti e direttori che mi vengono a dire "se ci sarannno conseguenze per i disservizi rivolgetevi alle Associazioni dei Consumatori per chiedere risarcimento. Ovviamente però dovrete dimostrare che non siete riusciti a fare le cose nei tempi dovuti"
Dimostrare come? Raccogliendo bigliettini dei numeratori che non hanno alcuna valenza dimostrativa? Filmando le scene apocalittiche delle attese con il cellulare come ha fatto la signora al mio fianco?
Stiamo scherzando vero? Ditemi che stiamo scherzando, così ci rido sopra e via...
Perchè qui tutti pensano agli interessi di mora della bolletta del telefono, ma i veri rischi sono ben altri: non so, per esempio, provate a dire all'Agenzia delle Entrate "Sa, quel giorno le poste non funzionavano e io non ho potuto pagare la rata in scadenza"... voglio vedere l'Agenzia - nota per il suo buon cuore - si intenerirà e non farà cadere la rateizzazione in corso e smetterà di pretendere il saldo dell'intero debito tributario subito, pena il pignoramento o l'ipoteca di qualche nostro bene... si si, certo certo...

- Infine, vorrei ringraziare il micione Rommell che anche quest'anno ha sopportato la tosatura estiva di rito. Spero davvero che abbia seguito il mio suggerimento: "se proprio devi farmi cacca e pipì fuori dai luoghi canonici per punirmi come fai sempre... fallo finchè c'è la signora delle pulizie a casa, così sistemiamo subito, grazie!"
Che dite? Avrà seguito il mio consiglio? Stasera chiederò a mia madre