sabato 20 maggio 2017

Esequie

Tra pochi minuti si terranno le esequie di una mia ex collega morta ieri notte.

È stata una cosa devastante e tragica per tanti di noi, la sua dipartita.

Fino a dicembre si lavorava insieme e lei non voleva nemmeno andare in pensione, o meglio, da un lato si sentiva stanca e vedeva il riposo pensionistico come giusto e meritato, dall'altro era spaventata da tutto quel tempo "senza niente da fare".

Poi ad aprile un primo problema da ricovero ospedaliero e la scoperta di avere un tumore molto simile al mio, per cui ci siamo sentite spesso; lei era in preda ad una forte rabbia: non ho sintomi, sto bene... non voglio essere ammalata. E da me cercava conforto e confronto su medici e ambienti che frequento già da diversi anni ormai...

Venerdì la prima chemio, lunedì la contatto con messaggi per sapere come stava (ero al lavoro, non era il caso di telefonare): ho male qui e lì. Chiama il day hospital che sono sempre disponibili: è normale avere dolori, ti dico, io mi facevo 48 ore di male alle ossa e nessun farmaco mi aiutava... ma se hai dubbi chiamali!
Martedì pomeriggio una collega la chiama per una questione relativa al lavoro ed è tutto ok.
Martedì sera scopro che è in ospedale, la mattina dopo che ha avuto un ictus, il giovedì che è in coma irreversibile e ieri mattina che poco prima nella notte se ne è andata...

Sono stata senza parole per quasi 24 ore. E per me questo è ben grave! Si sa che sono logorroica di natura.

Poi la mia decisione: non vado alle esequie... non ci riesco, sono emotivamente instabile di mio in questo periodo e non sarei in grado di affrontare il marito che so essere a pezzi...

E tutto il tempi ad interrogarmi su un fatto: non eravamo amiche. Spesso non la sopportavo nemmeno, eppure non mi è mai dispiaciuto esserle di conforto, sentirla al telefono, scambiare 4 chiacchiere serie o no con lei... perché se non c'era un legame affettivo forte come quello dell'amicizia a legarci, io mi sento così devastata??

E stamattina leggendo un post di mio padre ho avuto la risposta.

I colleghi di lavoro sono un pi' come i familiari: non te li scegli, te li trovi lì nella tua vita volente o nolente. Ci passi più tempo che con la tua famiglia praticamente... condividi con loro fatiche e nervoso, feste e battute. Finisci per confidarti anche se non li consideri veri amici, persone con cui trascorrere magari serate...
A volte ci sono anche forti differenze di età... chi ti potrebbe essere madre/padre, chi potrebbe essere tua/o figlia/o...
E con queste persone si creano legami che si voglia o no.

Ecco perché la morte della mia ex collega mi devasta così tanto pur avendo spesso avuto da discutere con lei. Era quasi un familiare... qualcuno di molto vicino, qualcuno che sapeva tantissimo di me (e viceversa)...

Riposa in pace, prosegui il viaggio. Mancherai a moltissime persone. Me compresa...

venerdì 19 maggio 2017

verità infantili

(premessa: non stupitevi se tanti miei post parlano del bar lo Chalet... in pratica di sti tempi, o sono al lavoro, o sono a letto, o sono lì... dove riesco a svagare la testa per qualche oretta, ricamando e cercando di non pensare a niente che non siano i punti da fare sulla tela)

entro al bar e una vocina di bimba, di cui non riesco nemmeno ad identificare il volto, esclama shockata:

"NON ESISTONO I CAPELLI VERDI!"

(si riferisce a me, in verità sarebbero azzurri, ma non sottilizziamo, ho notato che in molti li vedono verdi... vabbè)

io scoppio a ridere e comincio una frase che vorrebbe farmi passare per "una che può"... comincio a dire

"eh, ma ci sono persone che..."

ma non riesco a finirla, perché un'altra vocina di bimba, stavolta con tono estremamente saccente da persona che "sa" tanto della vita, ribatte:

"SE LI E' DIPINTI!!!"

e a questo punto il mio "costrutto" di vantarmela perché io posso e altri no va a farsi benedire... comincio a ridere come una matta e basta...

i bambini la sanno lunga, non possiamo batterli!!!

martedì 16 maggio 2017

Merenda smemorata

Vengono spesso al parco, le ho viste ancora insieme, madre e figlia, madre molto anziana, figlia già ben avanti con gli anni... vengono e si mangiano o bevono qualche cosa sedute insieme, restano lì un quarto d'ora e poi vanno via.

Sento sempre che chiacchierano abbastanza tra di loro, ma di solito sono distanti da me e non riesco a sentire di cosa parlano.

Oggi si siedono al mio fianco e posso sentire tutto il dialogo.

E così scopro che la mamma ha 92 anni (da qui calcolo che la figlia sarà più vicina ai settanta che ai sessanta e ci sta... molto autosufficiente, ma un po' acciaccata, tipico di tante persone di quell'età).

E noto che i dialoghi si ripetono alquanto di frequente... la mamma mi sa che ha problemi di memoria.

Mamma "cosa c'è stasera in televisione?"

Figlia "c'è il commissario Maltese"

M "oh, si mi piace!"

F "solo che inizia alle 21.30"

M "mi sa che mi addormenterò davanti al televisore... e poi? come faccio se mi addormento lì?"

F "mamma tranquilla, c'è Maria lì per quello"

M "ah, si Maria... vero, viene anche stasera?"

F "certo"

M "ma come mai?"

F "mamma, l'anno scorso ti sei rotta il femore, ti ricordi? e così abbiamo assunto Maria perché tu non resti sola e ti aiuti"

M "ah si? l'avete assunta voi? ma pensa... quindi viene tutte le sere? anche domani? e quest'altr'anno se mi rompo di nuovo il femore?"

F "mamma! hai 92 anni quasi e mezzo! non è il caso di pensare di rompersi di nuovo delle ossa!"

e qui scopro l'età... e mi perdo un po' di dialogo perché mi metto a fare 2 conti sull'età della figlia...

quando torno ad ascoltarli sono passati dal ricordare la mamma della madre e i tempi in cui lavorava ancora

M "ma io... adesso cosa faccio?"

F "sei in pensione mamma"

M "in pensione? ma pensa te! e mi pagano?"

F "si certo, e prendi anche quella del babbo!"

M "cavoli! (tutta felice) una bella cosa!!"... si sofferma un attimo e poi esclama "bene, allora, se sono in pensione e prendo così tanti soldi, stasera non ne ho, ma la prossima volta offro io!"

e vanno avanti così a lungo

la figlia risponde con tranquillità e serietà ad ogni domanda, anche se è ripetuta più volte...

la mamma ha quella beata leggerezza e spensieratezza di chi non ha più il cervello pieno di cose e ogni informazione è una bella novità, anche ripetuta dopo 5 minuti...

e penso che è piacevole ascoltarli, anche se sicuramente per la figlia non è cosa semplice essere così disponibile a rispondere alla sequela di domande, ma le riesce davvero bene, complimenti...

lunedì 15 maggio 2017

ospitalità - livello basic!!!!

il fine settimana appena finito l'ho trascorso in compagnia di amiche: due sono venute a trovarmi e hanno trascorso 3 notti a casa mia, altre, secondo le possibilità (più che altro mie, visto che non stavo benissimo), ci hanno raggiunto in vari momenti delle giornate per stare insieme anche solo pochi minuti.

sono quei fine settimana che ricaricano lo spirito e ti permettono di incamerare una bella dose di energia e - nonostante la salute mi stia rendendo difficile molte cose - non riesco a rinunciare ad organizzarli.

certo, le persone che vengono a casa mia sono persone alquanto intime, che conoscono perfettamente la mia situazione e sanno che venire ospiti a casa mia significa molto arrangiarsi e aspettarsi un po' di tutto...

nei giorni prima del loro arrivo ho cominciato a pensare a cosa serviva in casa per ospitare delle persone...
perché io al momento sto vivendo proprio giorno per giorno e spesso non mi accorgo di aver finito questo o quello.

già sono abituate le mie ospiti ad un sistema molto spartano: per stare insieme il più possibile, ho stabilito da tempo che si va fuori anche a fare colazione. qualche volta finiamo a farci una rapida pasta, ma di sti tempi fatico pure ad avere mezzo chilo di pasta pronto da cucinare... quindi benvenuti i chioschi di piadina e i ristoranti della zona, comunque a buon mercato e quindi senza il rischio di pelare le tasche delle mie amiche in visita.

in pratica, io metto a disposizione un BED AND NO BREAKFAST... il letto e il bagno ;-)

ma già così, ci sono delle essenzialità da garantire... inevitabili, per non fare figuracce, ma al di là di queste... proprio per accogliere chi viene a trovarti e rendere disponibili (appunto) letto e bagno.

così, pensa che ci ripenso... sono arrivata alla conclusione che sembra scema, ma... io ci sono dovuta arrivare ragionandoci un pochino: posto che la biancheria di casa è sempre disponibile e pronta dalla ospitata precedente.... per rendere "accogliente" almeno in modo "essenziale" e primario una casa servono ACQUA e CARTA IGIENICA

e voi direte... ma no???

il fatto è che per l'acqua, ultimamente sono così poco attenta alle mie necessità, che finisco ad andare a comprare le confezioni quando sto per far uscire l'ultimo goccio di liquido dall'ultima bottiglia presente in casa...

quindi, meglio fare scorta che se si è in 3, si beve un attimino di più di quando sei da sola!!!!

per la carta igienica al momento è pure peggio... al mio stato attuale praticamente non serve!!!!!! io sono fornita di sacchetti in cui... ehm... confluire ciò che i normali esseri umani evacuano diversamente... quindi le mie "attrezzature" sono di tutt'altro genere (guanti, salviette per bambini, garze...)
la carta igienica a casa mia quasi non serve più, se non pochi quadratini al giorno per pulire un attimino la sacchetta della stomia urinaria quando la si svuota.

ergo... è facilissimo finirla e non accorgermene e... beh, far trovare il bagno sprovvisto di carta igienica ho stabilito essere ESTREMAMENTE SCORTESE...

così giovedì, unico giorno degli ultimi passati in cui stavo discretamente in piedi senza troppa fatica e soprattutto ero in grado di muovermi in autonomia... sono corsa al supermercato a prendere: acqua e carta igienica!!!!

la mia ospitalità basic era pronta... le amiche potevano arrivare! al resto ci si penserà ma mano, dai....

lunedì 8 maggio 2017

copertine di Linus

una delle novità di questi ultimi tempi è che ho chiesto di andare dalla psicologa.

come ho scritto nel post precedente, all'improvviso ho iniziato a reagire in modo assai differente agli stati di ansia e di agitazione e questo mi ha fatto capire che era ora di avere un aiuto professionale. non si può arrivare ovunque da soli.

per ora ho fatto solo 3 sedute e secondo la psicologa sono quasi 3 sedute di troppo: mi ha valutata in possesso di buone armi per sostenere le mie battaglie, anche se capisce benissimo che ciò che sto vivendo in questo periodo può mettere in ginocchio anche il più forte dei caratteri... ma alla fine di ogni seduta è lei a chiedere a me se voglio farne un'altra, perché per lei, potrei anche non farla...

io preferisco farla. trovo estremamente utile parlare di ciò che mi accade e mi è stato di grandissimo supporto sentirmi dire le parole di cui sopra: di possedere un buono spirito critico nei confronti di me stessa, di chi mi circonda e di ciò che mi accade e di rispondere in modo giusto alle varie sfide...

e così venerdì siamo arrivati al mio zaino: indicandolo le ho detto che dentro quello zaino ci sono tutte le mie copertine di Linus... tutte quelle cose che mi servono per avere il coraggio di uscire di casa "preparata" ad ogni evenienza, da qualche giorno c'è pure l'antiemorragico, anche se ho il terrore che mi accada un sanguinamento fuori dalle mura di casa mia... sapere di avere una fialetta a portata di mano è utile, mi fa dire "ok, proviamoci, usciamo e che vada bene!"

la psicologa ha risposto che quello zaino è il mio migliore alleato in questo momento: il suo contenuto mi aiuta ad uscire di casa, mi fa vivere, nonostante le paure...

e dire che la copertina di Linus che più uso e più mi sta facendo BENE è un ricamo... quello di cui ho parlato facendo differenze tra vari tipi di ansia... è in giro con me da qualche settimana, ormai lo finisco pure... pensare a lui, a ricamarlo, al fatto che sia lì anche quando sono in ufficio e non posso nemmeno lavorarci sopra, è un modo per andare avanti, fino al momento in cui avrò qualche ora da dedicare a lui...

il mio zaino pesa un casino e puntualmente vaglio il contenuto chiedendomi cosa potrei togliere per alleggerirlo... e invece finisce che ci aggiungo altro...

ma va bene così, il mio zaino mi fa vivere meglio. anzi, mi fa vivere...

domenica 7 maggio 2017

-40 e nemmeno gustarsela...

cosa sono quei 40 in meno? chili... in verità sarebbero anche qualcosina di più... forse 42... ma non cambia il concetto...

sono chili in meno dal mio "massimo storico", dell'estate 2013, quando stavo male e nemmeno lo sapevo o meglio, non sapevo la ragione, il nome e cognome della mia malattia...

io sono una che ha sempre reagito all'ansia e al nervoso mangiando.

c'è chi mangia e si abbuffa... c'è a chi si chiude lo stomaco e non mangia più niente quando è agitato, nervoso, arrabbiato o in qualche altro stato d'animo che altera il "normale" equilibrio della nostra psiche.

io ho sempre fatto parte degli abbuffoni. paura... cibo; ansia... cibo; agitazione... cibo...

e senza "via d'uscita", nel senso che pur conoscendo l'errore di reagire in questo modo... c'è poco da fare... non mi è mai riuscito di resistere ed invertire la rotta.

da quando la mia malattia ha un nome, le cose sono leggerissimamente cambiate: prima di tutto gli interventi hanno profondamente cambiato il mio stile di vita. ho avuto periodi di digiuno controllato (in ospedale, la prima volta), ho avuto l'ordine di perdere più peso possibile in vista del secondo intervento... cosa che ho cercato di fare, senza dare di matto (persi un 5 chili più o meno... in un mesetto, nemmeno male, anche se nel mucchio si vedeva ben poco...)

poi sono arrivate le stomie... dopo l'intervento il calo è stato drastico: non riuscivo a mangiare... ma non appena ho ripreso il normale funzionamento dello stomaco, anche per colpa del fatto che ora posso mangiare pochissime verdure e che quindi è più facile per il mio apparato digerente affrontare calorie piuttosto che fibre... in pochi mesi i cali post intervento sono spariti tutti.

e io mi sono guardata in faccia pensando "è proprio la tua natura eh... tu se non mangi non ti senti a posto"... considerando la cosa anche con una certa delusione personale...

poi le cose sono cambiate ancora... in estate, piano piano, ho mutato il modo di reagire alla paura e all'ansia...

adesso mi si blocca lo stomaco: diventa un mattone, non digerisce più niente, non va né avanti, né indietro... se ho un momento di rabbia o di paura... seguiranno sicuramente 2 o 3 giorni di mal di stomaco.

inoltre è arrivata la chemio di nuovo... ed è andata a colpire sullo stomaco... aumentando questo senso di fatica digestiva. tutti a chiedermi delle nausee... no, nausee no... mattoni!!! mattoni pesantissimi. tanto che alla fine è meglio non mangiare per più ore, piuttosto che sentirselo lì tanto a lungo...

e poi con il nuovo anno è arrivato... non lo so... stiamo ancora indagando per capire cosa sia esattamente... e non sappiamo nemmeno se la questione sia alimentare o no, ma nel dubbio, mentre cerchiamo la spiegazione di sanguinamenti misteriosi (e personalmente spaventosi, soprattutto i primi), ho ridotto all'osso il panorama alimentare, cercando di capire cosa mi dia fastidio o no...

ho fatto Pasqua con zucchine e patate lesse, altro che agnello o mega dolci.

e così, un po' prima, un po' dopo... uno dietro l'altro perdevo i chili che mi avvolgevano da tanti anni.

al punto da far preoccupare chi per tanti anni mi ha proposto diete e aiuti professionali a non finire...

non servono, non ora, non sono abbandonata in mezzo al deserto da sola e si, sto perdendo peso, ma sta andando bene. ho fior di medici attorno a me che non sono ciechi... vedono e valutano.

ed io?

per 40 anni ho lottato per perdere peso: sono sempre stata abbondante, eccessiva, obesa... adesso, secondo il calcolo della massa corporea, sarei scesa tra i "sovrappeso". si, lo so, ce ne sono ancora tanti di troppo che potrebbero andare via e sarebbe solo "salute".

il fatto è che mi guardo e... non mi riconosco. mi sta tutto abbondante, devo comprare abiti nuovi, mi guardo allo specchio e vedo una testa che spunta su da un collo secco e due spalle che cominciano a mostrare le clavicole...
ho scoperto di avere i muscoli nell'addome anche io! (giuro, esistono, gli addominali esistono pure su di me... un giorno ho contratto la pancia e la pancia... SI E' RITIRATA!!!)

e oltre a non riconoscermi... non me la godo. ho sempre sognato che il giorno in cui avrei perso peso me la sarei goduta: abiti nuovi, possibilità di entrare in negozi dove prima nemmeno osavo.

e invece no... perché se all'origine del calo ci sono grandi litigi con lo stomaco, non è divertente...

non è che lo stia facendo per me, sta accadendo... forse è più "semplice" così che faticando a pesarmi il cibo... ma niente... non è una conquista... è una conseguenza della malattia e per ora la vivo così... come un dato di fatto... forse un aspetto migliore rispetto a tanti altri dello stare male... ma non sto gioiendo...

va così