martedì 20 novembre 2012

varie ed eventuali bagnate

Sono due giorni un po' inversi e deprimenti, per questioni estremamente fisiche e personali che, per quanto molto circoscritte, hanno la capacità di minare il mio umore fin nel midollo.


E così sto cercando ogni scusa per distrarmi e non pensarci, anche se è dura, perché tanto so che passerà, come sempre, quindi si tratta di temporeggiare e basta.


Così ho pensato di raccontare in questo blog tendenzialmente silenzioso due immagini di questi giorni a cui sto tornando ogni tanto con la memoria. Una simpatica, l'altra... no (e non dico altro, o forse lo dirò dopo).


Una sera della settimana scorsa, arrivo e parcheggio nella mia strada al lume intermittente del lampione davanti a casa (da più di un anno si accende e spegne a suo piacimento) dando all'ambiente piovoso quell'aria di mistero molto da film.
Mentre scendo dall'auto e prendo le mie borse dal sedile posteriore, vedo una ragazza, con l'ombrello aperto, accovacciata vicino ad un'auto che chiama "tigre? tigre? vieni fuori!! dai tigre, micioooo" e intanto mi chiedo "ma Tigre... sarà il suo gatto VERO o sarà il mio Bastardo che si è fatto adottare e così LEI è l'ALTRA?". Ma me lo chiedo con tranquillità, tanto ho rinunciato allo str... ehm, a quell'indipendente gatto che è Morgan già da tempo... ora io ho i miei bravi e cari disgr... ehm fidati felini di casa di cui occuparmi! tiè!
Prese le borse, mi avvio verso il cancello di casa e davanti ad esso ci trovo Leila che mi saluta con un bel Miao e così anche io comincio a parlare alla gatta, come la ragazza che chiama Tigre. "ciao Leila, vieni in casa con me?" e lei che mi guarda tutta interessata, ma con un leggero distacco (degno di una principessa quale è, no?).
Apro il cancello e appoggi le mie borse per guardare nella buchetta delle lettere. Così mi riaffaccio sul marciapiede e mi giro verso Leila dicendole "Leila, entri con me?", lei mi guarda, si alza e viene veloce in casa. 
La ragazza è ancora là, accovacciata a chiamare Tigre e mi guarda per un momento. Intuisco un senso di frustrazione e io - da umana con gatti "bravi" ho quel piccolo momento di orgoglio. Entrando in casa dico a Leila "grazie Leiluccia per la lezione di stile che hai dato a Tigre, chiunque egli sia!!". Lei mi ribatte con uno sguardo del tipo "e che ti aspetti da una come me?". 
Non so perché, ma l'immagine in prospettiva di Leila che accorre al mio richiamo e sullo sfondo la ragazza con l'ombrello appoggiata all'auto che mi guarda un po' sconsolata mi torna in mente spesso in questi giorni. Avrò poco altro a cui pensare?! 


L'altra immagine "bagnata" di questi giorni è quella della posta. Sono giorni che a casa mia non viene consegnata la posta quotidiana. I miei sono abbonati ad un quotidiano e non lo vedono arrivare da 8 giorni buoni. Mia madre ogni tanto mi chiede "ma tu hai ricevuto posta nella tua buchetta?" e la mia risposta è sempre "no", ma io non è che abbia molta corrispondenza.
Ieri pomeriggio esco per andare al lavoro, sotto il diluvio che ha accompagnato tutta la giornata e come prima cosa vedo una bella busta millebolle contrassegnata "piego di libri" a mollo nell'unica pozzanghera che c'è tra il cancello di casa e la porta. Ma bravo il postino! ha centrato in pieno il punto migliore! Gli sarebbe bastato un 10 cm più in là per lasciare che a bagnare la busta fossero solo le gocce di pioggia e non anche la pozza... 
Porto in casa il plico tirando accidenti alla simpatica capacità del postino di turno nel fare le cose, lascio a mia madre l'incombenza di aprire subito il gocciolante pacco e rifaccio la strada per uscire di casa. A quel punto noto che la mia buchetta è debordante di materiale. La apro e mi viene fuori un ammasso informe, bagnato e già cartapestato di quotidiani, buste, sacchetti di plastica e varie. Il tutto intestato ai miei genitori, ma messo nella mia buca, pigiato dentro con foga, in modo da schiacciare, scompaginare e rovinare ben bene tutto, niente si è salvato dall'imperizia.
Ok, hanno consegnato la posta di 8 giorni! evviva! complimenti! leggere i quotidiani di 8 giorni sarà uno spasso! mi carico di tutta questa roba (2 mani erano a fatica sufficienti), recupero le poche lettere trovate nella buca dei miei e torno da mia madre, le scarico il bel malloppo lasciandole il piacevole incarico di dividere il mio dal suo, il leggibile dall'impraticabile, prendo su la posta che è di mia zia e torno fuori per la terza volta. 
A questo punto, uscendo, noto 2 robe che sbucano dalla buchetta: queste non erano riuscite ad entrare, chissà perché? Vabbè, non torno in casa ancora! me le metto in auto e buonanotte!!
Una delle 2 robe è la cartolina che un'amica mi ha mandato dal suo viaggio in Egitto ed è tutta piena di pesci. per fortuna che sono pesci! se fossero stati cammelli li avrei trovati riversi su un fianco con il ventre gongio e annegati! la cartolina era non zuppa, di più!!! chissà se i pesci marini hanno sofferto di tutta quell'acqua dolce...
La sera rientrando a casa scopro che in tutto quel popò di posta, dei famosi quotidiani, su 8 che ne mancano all'appello, ne hanno consegnati 3, con date a caso. Per fortuna non è un "romanzo ad episodi"!
Ora mi chiedo... anche oggi piove... anche oggi mi troverò la buchetta strabordante con i 5 numeri mancanti e magari un altro po' di corrispondenza da trasformare in cartapesta???


E la posta cartapesta fa il paio con l'avviso lasciato ieri in ufficio in cui ci dicono che sabato sono passati e nessuno ha risposto al campanello: io sabato ero in ufficio, nella stanza da cui si vede pure il cancello e so benissimo che nessuno è passato, ma soprattutto nessuno ha suonato al campanello.


Mi sa che i postini ravennati si sono coalizzati per dimostrare una certa efficienza in questi giorni. Stanno dando prove migliori del solito! 

domenica 11 novembre 2012

Alsazia

Sono reduce da un bellissimo viaggio fatto in compagnia di due amiche conosciute tramite il web e una comune passione: le crocette.


Ci pensavamo da mesi, praticamente 11, cioè da quando io a gennaio mi sono fatta un bel po' di giorni di malattia e ho cominciato a sognare vie di fuga.


L'idea era di cercare una fiera del punto croce, in Francia, perché là la tecnica è molto più seguita che da noi, e attorno a questo evento ricamarci sopra un viaggio turistico.


E così siamo finite nel nord dell'Alsazia. Della fiera ne parlerò nel giusto posto, mentre qui ho voglia di parlare del viaggio in se.


Intanto il gusto di fare un viaggio con persone con cui ti trovi davvero bene e che sei costretta a frequentare a puntate per via della distanza chilometrica che ci divide. Ognuna di noi ha le sue manie e i suoi difetti, ma abbiamo talmente tante cose in comune, che si riesce benissimo a dividere gli spazi e il tempo in modo che non ci si accorge quasi che stia passando.


E poi il luogo. L'Alsazia è bellissima! E la zona in cui ci trovavamo noi è ... "piccola", nel senso che è disseminata di paesini microscopici, di poche case ciascuno, con le caratteristiche case alsaziane, distanti pochissimi chilometri uno dall'altro, in un paesaggio ondulato e boscoso, tutto dipinto dei colori dell'autunno. Sembrava di essere finiti in mezzo ad una favola. Io mi aspettavo di veder spuntare Hansel e Gretel da un momento all'altro. 
E per la prima volta in vita mia ho pure visto un picchio, nel giardino della casa in cui ci trovavamo 


Il tempo non è stato proprio speciale, ma poteva andare anche peggio, in fondo non pioveva mai troppo mentre noi eravamo all'aperto e abbiamo pure avuto una splendida giornata di sole. La nostra ospite ci dice che di solito in Alsazia novembre è un mese fantastico e pure poco freddo. Giusto il nostro contrario. Vabbè, mica si può avere tutto, no? e poi ci si è divertite comunque!


Ecco un po' di foto(il pieno è sul mio profilo di facebook):




















Ora rimangono tanti bellissimi ricordi e la voglia di tornare là anche domani. Anche subito...