martedì 23 ottobre 2012

Nebbia

Non è la mia prima nebbia di stagione: la prima me la sono beccata il 2 di ottobre, rientrando a casa dopo una quattro giorni di trasferta per varie ragioni, tra il lodigiano e il piacentino, un bel nebbione padano in piena regola, un po' in anticipo sulla stagione ma già bello impegnato a bloccare ben bene la visuale a chi come me percorreva l'autostrada in quella quarantina di km.


Stamattina c'era una bella nebbionaccia pure in città. Oh, anche questa non è la prima per Ravenna. Mi dicono che sia così da domenica (sabato aveva fatto un po' di esercizio, ma poca roba), ma io sabato mattina sono scappata sulle pendici del Monte Amiata a trascorrere un week-end finito ieri e là ho trovato una temperatura e delle giornate da estate, tanto da rimpiangere di non aver previsto una maglietta a maniche corte.


Così stamattina, tirata su la tapparella della cucina, invece del paesaggio mi sono trovata un bel "niente", tutto grigio e umido... la luce non filtrava, ma allo stesso tempo quando c'è nebbia non si può dire che sia buio.


Il primo pensiero è stato "bleah! ma come era bello lassù a Bagni!". Vabbè, che poi è bello prima di tutto perché si è in ferie, non si fatica a fare niente, pranzo e cena te lo fanno gli altri ecc ecc... ma vuoi mettere un bel sole caldo di ottobre contro una mattinata nebbiosa? non c'è gara!


Esco di casa con il cappuccio della felpa alzato: l'umidità penetra davvero a fondo e si sente il desiderio di coprirsi contro la sua intrusione.


Ma poi arrivo alla macchina e nel giardino a fianco vedo questa:




Ieri pomeriggio quando ho parcheggiato non c'era, quindi deve essere tutta fatica notturna del ragno. L'umidità le si è posata sopra e ora una trina meravigliosa si muove all'aria, tesa come fosse ad asciugare, leggera e impalpabile... che meraviglia!


Merita una foto e meriterebbe di essere osservata all'infinito! Ma il lavoro chiama... quindi salgo in auto e parto. 


Ma sono più leggera. Mi è bastato un dono di madre natura come questo per tollerare di più l'ingombrante presenza della nebbia... lo trovassi ogni giorno uno spettacolo simile, forse sarei meno metereopatica!

mercoledì 17 ottobre 2012

Vena creativa

Se il computer fosse impermeabile, questo blog sarebbe molto prolifico, pieno di post, scritti anche decentemente. Perché?


Perché quando sono sotto la doccia i miei pensieri vengono fuori in forma narrativa, con tutte le giuste intonazioni, degne di un racconto, di un diario intimista o di una narrazione divertente, seria, romantica e via così.


Mentre sono lì, sotto lo scroscio d'acqua, fredda d'estate nel tentativo di trovare refrigerio dal caldo che non sopporto mai e calda d'inverno con il getto puntato sulla spalla o sulla schiena o in un altro punto che quel giorno magari ha fatto un po' male... mentre sono lì, per un momento, una trentina di secondi, dimentico che la bolletta dell'acqua può essere anche salata e parto a pensare...


... ad un fatto accaduto nella giornata. ad un sentimento, un aspetto del mio essere, a quel film e quel passaggio particolare, ad una canzone e a come possa essere attinente o no con la realtà, ad una pubblicità simpatica o ad una odiosa... ed il mio cervello comincia a raccontare il pensiero in forma "scritta".


E spesso penso "dovrei sbloggarla questa cosa qui".


Ma poi, passati i 30 secondi, il costo dell'acqua torna in primo piano, oppure il fatto che se non mi sbrigo non arrivo in tempo al lavoro, o qualche altro pensiero molto pratico del genere arriva in superficie, mette tutti gli altri in secondo piano, riprendo la doccia ufficiale e mi sbrigo ad uscire dal box doccia.


Il tempo di asciugarmi e il bel racconto è già evaporato... e così il mio blog rimane silenzioso e carente di post.


Ah, anche questo post è nato sotto la doccia, questa sera, mentre ne pensavo altri cinque o sei e poco prima che una canzone di Carmen Consoli risentita domenica scorsa dopo tanto tempo riaffiorasse nella memoria così prepotentemente che ho dovuto canticchiarla (constatando che io e la Consoli abbiamo decisamente 2 registri vocali ben diversi)...


... ma stranamente questo post è sopravvissuto a Carmen Consoli, al risciacquo dei capelli, alla parziale asciugatura della mia persona ed è arrivato fin qui.


Adesso però vado ad asciugarmi e rivestirmi, perchè non è più stagione per bighellonare per casa con il telo! Non ho tanto freddo, ma meglio non rischiare.


Ah, e vi lascio con Carmen Consoli (e Mario Venuti, ora mi sono documentata e ho ricordato anche il suo di nomi).