lunedì 27 novembre 2006

WOW!


gli aggiornamenti di Splinder si sono persi per strada la foto del mio profilo... simpatici!


vabbè, la ricercherò appena ho un attimo... mi piaceva quellimmagine di Waterhouse...


sabato 25 novembre 2006

Santa Caterina


Oggi è Santa Caterina e a Ravenna è tradizione regalare alle bambine una caterina e ai bambini un galletto. Sono biscotti belli grandoni, ricoperti di cioccolato e decorati con le glasse colorate, i bottoncini argentati e le codette di zucchero.


La tradizione è tutta ravennate: se già si esce dalle mura pochi la conoscono. So anche che era la festa delle sartine. Non so se questo è a livello nazionale o solo locale e non ho nemmeno idea di come le si festeggiassero.


Quando ero piccola ho notato che la caterinetta che regalavano a me era più piccola del galletto (stesso prezzo) e pure meno decorata... beh, ogni anno tiro un occhio a "dimensioni e addobbi" e... il maschilismo continua ad imperare! Ciò è molto ingiusto, soprattutto ai miei occhi golosi!!!


Comunque continuo a ricevere la mia caterina ogni anno (anzi, quando ero piccola ne ricevevo di meno perchè i miei avevano meno soldi da spendere in sovrappiù...) e con golosità me la godo tutta!!!


venerdì 24 novembre 2006

Organizzazione, disorganizzazione e sprovvedutezza...


Giornata così...


inizia che in ufficio non funziona internet, mah... non funzionano le email... qualcosa non va nel router?... scala, collega che tiene la scala (perchè è uno schifo di scala), mi arrampico, verifico che tutto è ok... mah!


poi non vanno nemmeno i telefoni... ecco il perchè del silenzio!... si, ma perchè non vanno? il centralino? no, lui è a posto, per quel che possiamo vedere noi... chiamiamo i tecnici?


poi ci viene un dubbio: il furgone in cima alla strada... che stiano facendo dei lavori?... indaghiamo.


si! devono demolire una casa, quindi hanno tolto la linea telefonica, per un paio di orette... ce la ridaranno tra unora... Grazie per averci avvisato!


alle nostre proteste per il mancato preavviso ci è stato detto "non ce ne frega niente, noi dobbiamo fare il nostro lavoro"...


poi nella pausa pranzo ricevo un messaggio SMS. vado per rispondere... il cell mi dice "verifica i servizi di rete"... eh??? che vuole dire??? mah... non mi è mai capitato...


più tardi provo a fare una chiamata e si svela il mistero: uso talmente tanto il mio cellulare che sono arrivata al compimento del fatidico anno entro il quale si deve consumare la ricarica o farne unaltra... e dei 100 neuri caricati lanno scorso ne ho ancora 20!!!! wow! si, ok, uso il cell dellufficio, ma poi neanche tanto, non sono una che telefona molto, io! ma non mi era mai capitato di arrivare a questo punto... e io che cercavo di dare la colpa a misteriosi malfunzionamenti di chissà quale tipo...


beh, insomma... giornata allinsegna della telefonia... spero che a casa vada tutto bene!!!! ma se ladsl non volesse lavorare... mi è tornata la CIVIII-mania, quindi so come usare il pc senza bisogno della connessione...


giovedì 23 novembre 2006

Grazie tante postino!


insomma... faccio recapitare le raccomandate presso il mio ufficio perchè qui cè sempre qualcuno che può firmare il ritiro e che mi succede?


semplicissimo, la postina abituale è in ferie, il postino sostituto ha il ditino corto e non si sforza di suonare un campanello (quel giorno oltretutto avrà beccato lunico secondo della giornata in cui nessuno era alla porta, visto il viavai), ma si mette a compilare male il foglietto per il ritiro. Si, male, ci mette solo:


"cognome c/o azienda"... e il nome? no, perchè di gente con il mio cognome, se vuoi saperlo, a Ravenna, nellelenco telefonico ne trovi una colonna intera! come faccio io a dimostrare di essere la legittima proprietaria del pacco?


perdo unintera ora a svicolare per rotonde, circonvallazioni, semafori e traffico cittadino vario perchè tu sei pigro e poi devo anche dimostrare che il pacco è mio (grazie al cielo aspettavo solo un pacco, ho potuto dire che era dalla Francia e questo ha convinto la signora che era mia - una signora gentilissima)


... e non dirmi che era un pacco enorme, è una semplice busta!


e appena arrivo in ufficio scopro che sei stato così pigro che tutte le buste delle fatture telefoniche della strada della mia collega (abita a 2 minuti a piedi da qui) le hai messe nella sua buchetta oggi... complimenti!


lo so che i postini a tempo determinato sono incasinatissimi, ma anche lavorare così non è poi il massimo... e poi, non sarai mica imparentato con la postina che sostituisce la mia per le vie di casa??? comè che siete tutti così addormentati? la primavera arriva tra un pochino... su!!!


P.S. ora che rileggo il mio post... ci noto un certo stile polemico alla "Mamigà"... però lei è più brava! devo studiarla meglio...


domenica 19 novembre 2006

Aiuti...


E noto oramai (stranoto, direi, visto quanto ne parlo ovunque) che io mi stia occupando di una vendita di beneficenza...


Ciò che al grande pubblico non è noto (cioè, ciò che non si sa fuori da casa meg) è che io abbia una piccola grande aiutante:



Questo qui sopra è un esempio di come io faccia le foto agli oggetti da mettere in vendita... Poi ovviamente le foto sono ritoccate, tagliate, e via dicendo... anche perchè, SIA CHIARO!!!, la micetta nellangolo in alto a destra NON è IN VENDITA!!!!


sabato 18 novembre 2006

Stasera mi sto drogando con gli Aerosmith... e per la prima vera volta mi sono concentrata a leggere e capire bene questa:


Every time I look in the mirror
All these lines on my face getting clearer
The past is gone
It goes by, like dusk to dawn
Isnt that the way
Everybodys got their dues in life to pay

Yeah, I know nobody knows
where it comes and where it goes
I know its everybodys sin
You got to lose to know how to win

Half my life
is in books written pages
Lived and learned from fools and
from sages
You know its true
All the things come back to you

Sing with me, sing for the year
Sing for the laughter, sing for the tears
Sing with me, if its just for today
Maybe tomorrow, the good lord will take you away

Yeah, sing with me, sing for the year
sing for the laughter, sing for the tear
sing with me, if its just for today
Maybe tomorrow, the good Lord will take you away

Dream On Dream On Dream On
Dream until your dreams come true
Dream On Dream On Dream On
Dream until your dream comes through
Dream On Dream On Dream On
Dream On Dream On
Dream On Dream On

Sing with me, sing for the year
sing for the laughter, sing for the tear
sing with me, if its just for today
Maybe tomorrow, the good Lord will take you away
Sing with me, sing for the year
sing for the laughter, sing for the tear
Sing with me, if its just for today
Maybe tomorrow, the good Lord will take you away......


venerdì 17 novembre 2006

Venerdì mattina


Dovrei partire da venerdì notte, a dire il vero... quando nel bel mezzo del mio sonno ho provato a girarmi per mettermi più comoda e una Birba addormentatissima si è incazzata e mi ha soffiato e ringhiato nel sonno (giuro: ho acceso la luce per verificare... da sveglia non farebbe così )...


Comunuque... un venerdì mattina iniziato troppo presto per esigenze fisiologiche (ma perchè lorologio fisiologico non è più puntuale verso orari più decenti???)...


un tentativo di riprendere il sogno lasciato a metà per unaltra mezzoretta andato mica tanto bene...


e un risveglio un po intontito (sono gentile verso me stessa). Nessuna voglia di bere caffè, solo mezzo bicchiere dacqua... e una partitella a Spider al pc (mania tornatami dopo che ho svelato il giochino alla mia mamma con la fantastica scusa che deve imparare a usare il mouse per un successivo mini-corso sulluso del pc. nota a margine: ho creato un mostro!)


la tapparella della portafinestra della sala è rimasta su stanotte... nessuna novità... la novità è la fuori: le 7 e 15 della mattina sono illuminate in maniera strana: CHE NEBBIONE!!!!!!


è la prima vera nebbia di questo autunno... e se è così in pieno centro cittadino (non vedo lalbero che si trova a 4 metri dalla finestra...) chissà che si troveranno quelli che vengono da fuori...


Esco, la macchina è completamente piena di goccioline e vapore... la strada finisce 3 metri più in là, Birba decide di sedersi in mezzo alla strada per ammirare il mondo che non cè... ma perchè i gatti hanno queste manie suicide????


Salgo in auto: riscaldamento VIA!!! ventola SUL DUE!!! La radio parte da sola (santa radio!). Mi becco il finale delloroscopo... chissenefrega... e poi parte la canzone che mi porterà nel traffico cittadino di cui vedrò da casa allufficio solo le 4 macchine (al massimo) davanti a me, poi il NULLA che si mangia le altre... niente profilo della chiesa da ammirare, insomma... niente rituali mattutini oggi... a parte una canzone che so a memoria e quindi posso cantarla insieme a Bennato dallinizio alla fine... e poi è adattissima alla nebbia!!!


Seconda stella a destra
questo è il cammino,
e poi dritto fino al mattino
poi la strada la trovi da te,
porta allisola che non cè.

Forse questo ti sembrerà un strano,
ma la ragione ti ha un po preso la mano.
Ed ora sei quasi convinto che
non può esistere unisola che non cè.

E a pensarci, che pazzia,
è una favola, è solo fantasia
e chi è saggio, chi è maturo lo sa:
non può esistere nella realtà!

Son daccordo con voi,
non esiste una terra
dove non ci son santi né eroi
e se non ci son ladri,
e se non cè mai la guerra,
forse è proprio lisola che non cè
... che non cè.

E non è uninvenzione
e neanche un gioco di parole
se ci credi ti basta perché
poi la strada la trovi da te.

Son daccordo con voi,
niente ladri e gendarmi,
ma che razza di isola è?
Niente odio e violenza,
né soldati, né armi,
forse è proprio lisola che non cè
... che non cè.

Seconda stella a destra
questo è il cammino,
e poi dritto fino al mattino
non ti puoi sbagliare perché
quella è lisola che non cè!
E ti prendono in giro
se continui a cercarla,
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te!


venerdì 10 novembre 2006

E giunto il momento...


Si, è arrivato il momento di spammarvi pesantemente!!!!


Oramai ne ho parlato in tutti i miei altri blog, manca solo questo...


Si tratta della beneficenza che sto coordinando per il gruppo Yahoo! Puntocroce... quella beneficenza di cui mi si sente parlare almeno da 6 mesi... e solo perchè i mesi precedenti forse avevo più ritegno e ne parlavo meno...


E stata una bella lavorata, ma da una settimana con orgoglio posso annunciare che sono iniziate le vendite! E in una settimana stiamo già raggiungendo i 300 euro di incassi... ne sono molto felice!


Se qualcuno di quelli che passano da queste parti avesse voglia di dare unocchiata (se poi comprate siete ancora più simpatici!!!), potete guardare il nostro


sito vetrina della Beneficenza di Puntocroce


dove trovate gli oggetti in vendita, le istruzioni su come comprare e via dicendo...


Il ricavato sarà devoluto allAIRC, lAssociazione Italiana per la Ricerca sul Cancro. Ogni anno cambiamo associazione a cui devolverlo, perchè in giro cè tanto bisogno per tutti e non vogliamo aiutarne solo una...


... ah, il motivo del mio discreto silenzio è proprio dovuto al lavoro che richiede stare dietro alla faccenda beneficenza... spero di tornare a parlare di più tra qualche tempo... devo dire che lessere impegnata per una cosa a cui tengo molto, tutto sommato, non mi fa sentire troppo la mancanza del mio scrivere sul blog... però mi spiace non riuscire a tenermi aggiornata sui blog che amo leggere. Questo si!



lunedì 6 novembre 2006

"meg, ma hai un occhio rosso!"


"ah si? beh, non mi dà neanche fastidio..."


... si, fino a quel momento... da quando me lo hanno detto mi viene da sfregarmi gli occhi, me lo sento "diverso"... sto pensando di aver bisogno di collirio...


basta che uno ti faccia notare una cosa...


venerdì 3 novembre 2006

Legami di penna


 


Mi è già capitato di scrivere nel blog del fatto che anni fa avessi molte amicizie di penna, quelle amicizie coltivate con la cara e amata carta da lettere, l’inchiostro, il francobollo e molto tempo libero per pensare a cosa scrivere e a come scriverlo.


 


Ora, tra il lavoro che si è fatto via via più coinvolgente e il tempo libero che scarseggia anche perché aumentano gli interessi, le mie corrispondenze si sono ridotte tantissimo. Mi sono rimaste poche persone che leggo con piacere ogni volta in cui mi arriva una loro lettera.


 


Tra di loro, fino a luglio, c’era la mia “nonnina americana”. Nessuna vera parentela di sangue, solo 10 anni passati a scriverci. Iniziò lei, mandandomi una lunghissima lettera di presentazione nel 1996 (credo… ero ancora a Bologna all’università) in cui mi raccontava di avere 70, di essere vedova, madre di 6 figli (5 viventi), nonna e bisnonna di una fantastica vagonata di nipoti e nipotini. Mi ispirò subito fiducia e simpatia e così per 10 anni ci siamo scritte l’un l’altra della nostra vita. Niente di speciale, nessuna “confessione” o chissà quale cosa particolare. La nonnina mi raccontava passo a passo le sue giornate dal risveglio al sonno della sera, passando per le lavatrici, i pasti, i programmi televisivi e via così.


Sapevo quando stava bene o male perché lo capivo dalla scrittura che diventava tremolante nei momenti di malattia. Soffriva di malesseri così simili a quelli della mia nonna materna che mi venivano i brividi a sentire dei medicinali, delle terapie e delle medicazioni che doveva prendere e fare…


Io le raccontavo dello studio, del lavoro, delle vacanze, della mia “casa nuova”, degli animali che andavano e arrivavano nella mia vita… tutte piccole cose.


Quando per motivi anche banali tardavo nel risponderle succedeva un gran problema: si preoccupava in modo incredibile per me! Scriveva ai miei genitori per assicurarsi che non mi fosse successo nulla… e io a correre a rassicurarla con una rapida lettera, magari una bella cartolina che le tirasse su il morale, mentre il mio era proprio quello della “nipote” colpevole di aver trascurato la propria nonna…


 


A fine luglio nella buchetta delle lettere mi aspettava una lettera che già da subito mi aveva fatto pensare male. Senza leggere il mittente, mi era bastato il francobollo degli USA e la calligrafia “differente” per pensare che qualcosa non andava. Chissà per quale presentimento non ho pensato ad una lettera da parte di altre persone (ancora oggi spesso ricevo richieste di corrispondenza dai posti più disparati), ma la mente era corsa subito a Granville, dalla mia nonnina. Era morta. E una delle sue figlie mi avvisava dell’accaduto.


 


Ho avuto bisogno di un lungo mese per prendere la lettera in mano, portarmela alla Rocca e leggerla seduta ad un tavolino davanti ad un caffè. La mia nonnina, tanto ammalata, aveva scelto di non sottoporsi ad ulteriori terapie e di morire a casa con i suoi cari. Tutto il parentado si è affaccendato attorno a lei per una lunga settimana facendole fare le cose che più le piacevano e stando con lei il più possibile, in particolare tenendole vicino i bisnipotini che adorava tanto. Fino a che non si è addormentata per sempre.


E in quei giorni, la mia nonnina si era raccomandata con la figlia Barbara che mi scrivesse e mi raccontasse tutto ciò. Ci teneva così tanto a me da ricordarsi di farmi sapere tutto prima di andarsene.


Nel leggere avevo le lacrime agli occhi che premevano di emozione. Posso davvero dire che questo mi ha commosso più della morte della mia nonna paterna con la quale non avevo altro rapporto che un “ciao” ogni tanto e gli auguri a Natale.


Ho risposto a Barbara, la figlia, raccontandole cosa significava per me la corrispondenza con sua madre, quanto mi dispiacesse sapere che non c’era più e al contempo quanto mi avesse fatto piacere sapere che lei mi aveva ricordato e che se ne fosse andata nel modo in cui voleva farlo.


La risposta è rimasta nella mia borsa una ventina di giorni… ci sono cose che non riesci a fare di getto e devi “macinarle” piano piano…


 


Martedì al ritorno a casa per la pausa pranzo mi aspettava un bustone enorme speditomi da Barbara. L’ho aperto subito piena di curiosità e ci ho trovato:


-         2 pacchetti con un biglietto: il mio regalo di compleanno. Sono kit per il punto croce… sa di me quanto basta per conoscere la mia passione per il ricamo! La nonnina deve averglielo raccontato, oppure deve aver potuto leggere le mie lettere


-         Tante foto della famiglia con i nomi scritti di fianco ad ogni volto. Avevo già visto molti di loro, ma è stato davvero una cosa emozionante vedere la cura con cui mi è stata presentata la famiglia


-         Una lunga lunga lettera…


Mentre vedevo tutte queste cose sono stata scossa da tremiti di emozione. Non è il primo corrispondente che purtroppo muore. Ogni volta è strano. Non conoscevi la persona così tanto da poterne essere addolorata come se fosse un amico di vecchia data, eppure ti legava a lui un qualche particolare legame per cui ne senti la mancanza e ti spiace dover “leggere” la fatica di chi è rimasto -  la moglie, la madre, una figlia – che oltre alla perdita devono pure trovare la forza di raccontare ad una perfetta sconosciuta, quale io sono per loro, che il loro caro non è più lì…


Però questa volta mi sono emozionata di più delle altre volte…


Non ho ancora avuto il coraggio di leggere la lettera. No, non è tanto il coraggio che mi è mancato. È che in questi giorni sono molto indaffarata e non voglio “tirare” via la lettura. Voglio dedicarle un momento tutto per lei. Leggerla bene, assaporarla e sapere cosa contiene con calma.


Dopo tutto è scritta da qualcuno che, inaspettatamente, posso considerare quasi una parente… un legame creato da carta, inchiostro e francobolli… che cosa fantastica!


giovedì 2 novembre 2006

Dallaltra parte


Mi è capitato spesso di essere abbattuta, giù di morale, nera e triste perchè qualche cosa di brutto mi era capitato: un familiare in ospedale, un incidente, qualche disgrazia di qualche genere...


Però devi andare al lavoro lo stesso... ci vai e sei come avvolto da un alone che ti fa sentire differente da tutti gli altri. E ti chiedi perchè - perchè gli altri non si accorgono di questa cosa? Perchè non è così evidente che tu sei così giù di morale, perchè devi dare spiegazioni e perchè non è possibile rendere mai lidea della dimensione del tuo dolore...


Beh, oggi io sono dallaltra parte... sono quella che non riesce a capire la dimensione della paura della mia collega che da martedì sera è nel baratro della paura che ti piomba addosso quando tuo padre ha un brutto attacco di cuore e te lo trovi in ospedale intubato. E oltretutto lei deve anche farsi forza e non "soffrire" troppo perchè è in avanzato stato di gravidanza. I medici tutti a dirle "stai calma"... ma stai calma cosa? insomma, è ovvio che deve cercare di non agitarsi, ma è suo padre... e via così...


Eppure io, per quanto voglia sforzarmi, non posso e non riesco a sentirmi così tanto addolorata. Non voglio dire di essere felice, ma non potrò mai esserle di vero aiuto... e così mi sembra di vedere in lei la "me stessa" delle volte in cui parlavo al lavoro dei miei casini seri e trovavo nelle colleghe la stessa faccia che lei trova in me...


E inutile, il luogo di lavoro può anche esser piacevole, ma non ci siamo scelte e non troveremo facilmente empatia in chi ci ascolta...