giovedì 2 novembre 2006

Dallaltra parte


Mi è capitato spesso di essere abbattuta, giù di morale, nera e triste perchè qualche cosa di brutto mi era capitato: un familiare in ospedale, un incidente, qualche disgrazia di qualche genere...


Però devi andare al lavoro lo stesso... ci vai e sei come avvolto da un alone che ti fa sentire differente da tutti gli altri. E ti chiedi perchè - perchè gli altri non si accorgono di questa cosa? Perchè non è così evidente che tu sei così giù di morale, perchè devi dare spiegazioni e perchè non è possibile rendere mai lidea della dimensione del tuo dolore...


Beh, oggi io sono dallaltra parte... sono quella che non riesce a capire la dimensione della paura della mia collega che da martedì sera è nel baratro della paura che ti piomba addosso quando tuo padre ha un brutto attacco di cuore e te lo trovi in ospedale intubato. E oltretutto lei deve anche farsi forza e non "soffrire" troppo perchè è in avanzato stato di gravidanza. I medici tutti a dirle "stai calma"... ma stai calma cosa? insomma, è ovvio che deve cercare di non agitarsi, ma è suo padre... e via così...


Eppure io, per quanto voglia sforzarmi, non posso e non riesco a sentirmi così tanto addolorata. Non voglio dire di essere felice, ma non potrò mai esserle di vero aiuto... e così mi sembra di vedere in lei la "me stessa" delle volte in cui parlavo al lavoro dei miei casini seri e trovavo nelle colleghe la stessa faccia che lei trova in me...


E inutile, il luogo di lavoro può anche esser piacevole, ma non ci siamo scelte e non troveremo facilmente empatia in chi ci ascolta...


4 commenti:

  1. Non sempre è così, a volte anche in un ambiente di lavoro si riesce ad instaurare qualche rapporto che va oltre, non è facile, forse solo fortuna ...chissà

    Un saluto di passaggio ...

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  2. Io ho sempre stretto amicizie nei luoghi di lavoro. Probabilmente voi vi siete semplicemente antipatiche. Hai addirittura il dubbio di essere felice...

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  3. non sono assolutamente felice del fatto che lei stia male, questo mai!

    e non mi è antipatica...


    si vede che non sono riuscita a spiegarmi... voglio solo dire che non è sempre facile essere in sintoina e poter condividere le emozioni. nel bene e nel male.

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  4. Il nostro cervello ci protegge. Ci evita dolori non necessari. Già dobbiamo sopportare i nostri di dolori, quelli degli altri sono degli altri.

    Una mia collega (quasi amica, con i limiti delle amicizie sul lavoro) ha il padre che sta morendo.

    Io ho perso entrambi i miei nel giro di due anni, quindi lo so benissimo cosa prova, mi spiace sinceramente per lei.

    Però la mia vita non cambia di una virgola e tutto sommato nemmeno il mio umore

    E se cambia è perchè penso ai miei di lutti non ai suoi.

    Non credo sia egoismo, solo un innato meccanismo di difesa (o è una scusa?)

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