martedì 8 novembre 2016

Vecchie... amicizie

Ci sono oggetti che diventano come vecchi amici... quando senti bisogno di loro è come reincontrarsi dopo tanto tempo.

Questo vecchio cardigan a costa inglese, deforme, informe, sformato dal tanto uso, per anno è diventato la mia "copertina" per tenere al caldo la pancia nei mille momenti di disagio di vario tipo...

Sotto al piumone, sopra la pancia... a volte anche in compagnia della boule calda, ma più spesso lui ed io...

L'anno scorso non ha lavorato... i cambiamenti erano tanti e tali che... non ho sentito la sua necessità: ero troppo travolta da tutto.

Ma stasera... stasera fa un po' più freddino e... la pancia più calda sarebbe ideale... ecco! Recupero ilio vecchio cardigan e... mi sento "a casa" e meno sola...

Buonanotte

sabato 15 ottobre 2016

Mancanze...

Cosa mi manca di più di prima della malattia?

2 cose...

La prima è il sonno... non faccio piu una bella dormita da anni... le uniche 2 volte che ho dormito decentemente è stato sul tavolo operatorio... il che è tutto dire.

Dall'ultimo intervento poi... mancandomi quasi completamente la possibilità di stare su un fianco... è un vero schifo!

Altrimenti mica sarei qui a quest'ora a scrivere, no???

La seconda... la semplicità nei rapporti interpersonali.

Non sono mai stata una cima nemmeno in questi (sia chiaro... nemmeno con il sonno ero un granché pure prima...), ma ora sono sopraggiunte delle... complicazioni non da poco.

Ci sono persone che non mi parlano da anni perché non sanno cosa dirmi ora che sono ammalata. O hanno paura di fare gaffes... di essere inopportune e via dicendo.

Sono la prima a pensare che sia complicato. Sono pure la prima a faticare ad avvicinarmi a chi soffre e a temere di dire cose sbagliate.

Per cui non me la sento proprio di criticare chi ora fa questo a me.

Nel contempo io stessa sono cambiata un sacco. Spesso mi trovo molto più diretta, rude, caustica.

Per me non è più facile essere diplomatica e farsi andare bene tutto...

Così comprendo anche bene chi magari si tiene alla larga da me...

Ci sono anche persone molto pronte ai proclami.

All'improvviso sei... piena di amici.
Ora, lungi da me l'idea di offendere qualcuno.
È bellissimo vedere come un post su Facebook riceva tanti like e commenti di incitamento.
Lo dico in tutta franchezza: sa dare molta carica tutta questa attenzione.

Ma nel mezzo, nel mucchio, tra i tanti commenti sentiti ed appassionati... scorgi note che senti stonate. E le senti solo tu. O forse lo capisce anche qualcun altro che è molto vicino a te...
Ma è cosa per pochi...

Perché le parole sono belle e fanno piacere...

Ma se dietro ad esse c'è il vuoto... niente... hanno quel tocco di antipatia che nulla riesce a fartele andare bene.

Proclamarsi amici non è esserlo... i fatti sanno fare rumori che le parole non potranno mai imitare...

Ma la buona educazione ti impone di tacere e tenertelo per te... o quasi...

Poi arriva una notte di pioggia battente, lampi e tuoni...

Il sonno... vedi voce n. 1 ... non ne vuole sapere di frequentare questo letto e... e tu ti metti a pensare e scrivere...

mercoledì 14 settembre 2016

il peso delle parole


sono giorni che penso a questo genere di cose e non avevo proprio pensato di parlarne nel blog, ma oggi, dopo aver letto degli effetti devastanti della diffusione di un video hard che ha portato al suicidio di una ragazza, sono tornata di nuovo a ragionarci e... così ho pensato a queste parole, a fatti accaduti a me, ben più leggeri di quanto successo alla ragazza in questione e sicuramente meno devastanti...

... eppure, pur essendo "banali", nonostante siano accaduti un sacco di anni fa, ci sono episodi che sento ancora in un angolo del mio animo pesare tanto...

ero bambina e tutte le mattine andavo a piedi a scuola lontano da casa (in fondo alla mia strada, a meno di 50 metri c'è la scuola comunale, noi invece andavamo ad una scuola privata a più di un km di distanza) insieme a mio fratello, di 3 anni più piccolo.
un giorno una bambina (aveva 1 anno meno di me, quindi avrà avuto massimo 9 anni) ci prende in giro con un paio di affermazioni così stupide che chiunque se le sarebbe dimenticate
"bimba merda!!! cartella schifosa!!!"

io però me le ricordo come fosse ieri. vedo ancora la bambina sul muricciolo, con il grembiule pronta ad andare a scuola, additarci e dirci ste 4 parole del piffero...

il fatto è che l'andare ad un'altra scuola ci ha sempre esclusi dalle "compagnie" di quartiere: non conoscevamo i bambini vicini di casa e quelle parole in quel momento mi hanno ricordato il nostro "essere diversi" rispetto ai bambini della via...

non scherzo, ogni tanto mi tornano alla memoria e mentalmente mando a quel paese sia la bambina, sia me per non aver ancora saputo lasciare andare una cosa così vecchia e così scema


un anno fa, in estate, mi sono messa sul balcone che dà sulla strada a ricamare, seduta a terra, con il mio telaio. è una posizione che adoro! di solito lo faccio sul balcone sul retro di casa, dove non mi vede praticamente nessuno, ma di mattina c'è il sole e mi sono messa lì: gambe incrociate, telaio sulle gambe, testa china... ago e filo e via...

dal palazzo di fronte, dal tetto, dopo un po' sento delle voci. ci sono dei ragazzini adolescenti che sono andati su probabilmente a fumare, oppure a passare il tempo... mi vedono e cominciano a commentare l'assurdità della mia posizione: "chissà cosa cazzo sta facendo quella là, è ridicola, ma dai filmiamola e mettiamola su facebook, sai che risate"

e via dicendo...

perfettamente consapevole di non stare facendo nulla di male, assolutamente disinteressata ai loro commenti all'inizio... dopo un po' ho sentito addosso il disagio di essere osservata e criticata platealmente...

tanto che alla prima occasione mi sono alzata e ho continuato a ricamare in camera mia. dandomi della scema per aver "ceduto" alle pressioni di cretinetti che potrebbero essere miei figli e a cui due ceffoni per la maleducazione (se fossero stati miei figli), forse avrebbero anche fatto bene...


da un po' di tempo mi faccio domande sui video che riprendono situazioni imbarazzanti e che girano per il web. dalle più banali, a quelle che sono un vero e proprio atto di bullismo...

per esempio, il video della signora che ci mette duemila anni e seicentomila manovre per parcheggiare un'auto... tanto per dire...

se io fossi la signora e trovassi la mia impresa filmata e sbattuta sul web, come la prenderei?


non faccio l'ipocrita, sono la prima a dire che spesso in giro per strada mi sono fatta una risata davanti ad una situazione ridicola o imbarazzante... capita a tutti.

ma un conto è fare una figura di m... davanti a 3 o 4 persone, anche 40... un conto è vedersi sbeffeggiati sul web.

e da qui in avanti... se ci basta così poco, spesso, per sentirci bersaglio, se basta un commento acido, una risata inaspettata...

... non oso immaginare come possa sentirsi una persona che si trova a dover gestire la "notorietà" data da qualcosa di più serio e devastante.


per questo ultimamente mi sento frenata a guardare video che non siano coccole di gatti o balli o cose assolutamente e semplicemente "belle e/o divertenti"...



domenica 11 settembre 2016

11 settembre 2001

Oggi rientravo dal fine settimana di relax in auto e alla radio ovviamente si parlava di un triste anniversario.

Sono già passati 15 anni...

E oggi come allora mi trovavo in un posto dove il cellulare lo usavi solo per sapere l'ora. Campo assente.

Così mia madre prima che partissi mi aveva chiesto di chiamare a casa così che potesse farmi gli auguri...

E infatti sulle 15 del pomeriggio mi sono infilata nella cabina telefonica fuori dall'Eremo di Camaldoli e l'ho chiamata.

Quando ha risposto mi sono arrivati rumori fortissimi all'orecchio... pensavo stesse guardando un film tipo Inferno di Cristallo... così le ho detto qualcosa sull'abbassare il volume e la risposta fu

"Ohi Maria Elena... qua è successo il finimondo... un aereo contro una delle torri gemelle... un disastro..."

La telefonata finì con un... "buon compleanno" con il tono più schifoso che tale augurio possa aver mai avuto...

Ma il mio umore era ben lontano da quell'augurio...

ERA SUCCESSO IL FINIMONDO eppure ancora non sapevo di tutto il resto... dell'entità della cosa...
La pelle d'oca aumentava mentre per prima portavo la notizia in eremo...

Ero ospite dai monaci per una settimana e lì la televisione non la si guarda mica... così portai la notizia alla piccola comunità: la ragazza del bar, gli altri ospiti come me, i monaci...

La sera per la prima volta ci radunammo nella sala dove era il televisore e per la prima volta vidi le immagini dell'orrore.

Quel giorno l'occidente ha iniziato ad odiare di brutto qualcosa che in verità non conosce... la cultura dell'odio ha fatto un balzo avanti come non mai... per la gioia degli organizzatori di simili attentati...

Quando accadono simili cose è nella nostra natura attaccarci ai mezzi di comunicazione per vedere, capire, conoscere... sperando che le immagini rispondano alla domanda che ci strazia il cervello mentre il cuore piange davanti alle macabre scene... la domanda... perché???

Perché tutto ciò?

Perché a qualcuno fa piacere che noi li si odii tutti... così da tenere alta la tensione e il "bisogno" di guerra... e per tante altre ragioni che non ho la capacità di elencare e spiegare...

Ma 15 all'anno fa io 2 cose le ho imparate... e se siete ancora qui a leggere ve le racconto... io me le ripeto come un mantra molto spesso

Prima cosa: spegnere il televisore. La migliore cosa che mi sia potuta accadere l'11 settembre 2001 era di non essere stata a casa.
Sarei finita davanti al tg e le immagini avrebbero iniziato il loro lavoro... di lento logorio del cuore... e di assuefazione alle brutture...

Le notizie importanti le ho avute.  La dimensione dell'accaduto pure.
Rimanere 24 ore fissa sulle immagini dei tg... serve solo ad esacerbare gli animi.
Fa il loro gioco.

Seconda cosa: qualcuno mi disse Dio dove è quando accadono queste cose?

Beh... ma siamo tutti belli eh!!! Vogliamo un Dio tutore... vogliamo il Padre che ci risolve tutto... siamo eterni bambini.

Risposi (e cavoli, capii tanto di me in quel momento!): Dio ci ha dato la vita e il libero arbitrio. Non è il nostro badante.

Ricordiamocelo se crediamo... non scomodiamo Dio per ciò che fanno gli uomini...

Siamo responsabili ognuno delle nostre azioni. Se lo fossimo tutti, forse, certe cose non accadrebbero...

Ecco, sentivo di raccontare queste cose...

martedì 23 agosto 2016

Eccoci qui

Eccoci qui - Dorothy Parker

Io sono fondamentalmente un'ignorante, nel vero senso del termine: ignoro un sacco di cose...

Ed ignoravo pure l'esistenza di questa donna, che invece scopro essere stata un'intellettuale, scrittrice e poetessa molto importante del secolo scorso.

Ho comprato questo libro per 2 ragioni.

Prima di tutto sulla pagina dell'Astoria edizioni ho letto una interessante opinione che mi ha incuriosito

In secondo luogo sono incredibilmente attratta da questi lucidi e rossi libri che pubblica la casa editrice.

Sono carucci come prezzo, ma hanno un loro fascino...

Quindi con tali strane aspettative ho letto i racconti della Parker...

Interessante! Una scrittura pulita, brillante, attenta, scorrevole... un modo di raccontare che non ti fa mai capire se quello che stai leggendo è un racconto semplice semplice della quotidianità di chiunque oppure un film horror da cui vuoi scappare.

Ti racconta con tale semplice normalità certe... vogliamo chiamarle deviazioni? Non sarebbe proprio corretto, ma al momento non mi viene un termine migliore... dicevo, ti trasporta con fare qualunque e scorrevole, con modi brillanti e positivii attraverso piccoli orrori della vita di tutti i giorni

Ti mostra cosa si nasconde dietro la coppia perfetta

Ti apre una finestra dentro alla testa del buon padre di famiglia

Ti rivela i pensieri del tranquillo ometto che taglia la siepe dopo il lavoro

Ti porta a fare un giro nei matrimoni falliti

Ti racconta le frasi "che diciamo tutti" criticando chi non è presente...

Mi è piaciuto. Lo definirei diverso... gentile e brutale allo stesso tempo...

Vale la pena leggerlo.

Il mio rapporto con la lettura è profondamente cambiato negli ultimi 9 mesi...
Prima leggevo tutto e sempre... ora no... ora leggo poco e deve essere rilassante e divertente.

Questo libro è stata una piacevole distrazione dalle letture banali senza la pretesa di essere troppo profondo.

Per questo riporto qui la recensione che ho scritto anche in un gruppo di amanti dei libri su fb... perché dopo mesi (fuori dalle vacanze) ho avuto il desiderio di riprendere la lettura per arrivare in fondo ad un libro al più presto...

Ne sentivo la mancanza!!!

martedì 16 agosto 2016

Pensieri notturni

Sono al buio... anzi no, alla luce di questa magica luna di agosto.
Seduta in balcone a scrivere questo post mentre la limomilla (camomilla con tantissimo limone) si raffredda per diventare bevibile.
Sperando che aiuti il mio stomaco reticente... sono giorni che protesta a invece di svolgere la digestione, fa il mattone...
Fino a ieri era pure accompagnato da un altro scioperato, l'intestino: i due mi hanno fatto trascorrere 3 giorni disagevoli invece che di relax senza lavoro e pensieri...

E forse è per questo che oggi via via finisco in pensieri un po' tristi, un po' neri... un po' stile "ma basta che vorrei viverci 2 giorni di gusto e non sta solfa qui che va avanti da anni"

Dai, mica sempre si vede il lato positivo, no?

Eppure i pensieri bui devono anche lottare per stare a galla...

Perché nella scocciatura dello stomaco mattone e delle serate mancate... c'è pure il gusto di essere qui al buio, avvolta solo in un telo da bagno dopo una ristoratrice doccia (solo un anno fa non avrei avuto il coraggio... perché poi? È buio... chi mi vede?), con i gatti quali silenziose figure ai miei piedi, in lontananza il pianto di un neonato e il coro dei grilli a fare da colonna sonora...
Si sta bene qui!

Limomilla puoi anche metterci un minuto in piu a raffreddarti...

Si calma anche il pensiero triste che mi aveva fatto aprire questa finestra del blog... e di cui ancora non ho detto niente.
Mille parole e ancora non sono al nocciolo. Eh! Proprio da me!

Questa sera ho diviso una scatoletta di cibo umido in 4 ciotole.
Facendo come sempre parti inuguali per permettere a tutti di mangiare in base alla propria abitudine.
A Merlino tanta, se no va attorno ai piatti degli altri.
A Penny un po' meno ma non troppo, altrimenti va attorno al piatto di Stella.
A Stella pochissimo... tanto è raro che mangi l'umido e se lo fa dopo due bocconi corre via.
A Mimì, l'ultima arrivata di cui qui ancora non ho detto nulla, una via di mezzo... è piccina ma una buon gustaia e sta per fare anche lei le scarpe a quella fifoncella di Stella.

Eppure... nel fare le parti ora il pensiero sta cambiando...
Il piatto di Merlino spero non sia solo sufficiente a distrarlo da quello degli altri...
Spero gli tolga un po' di quella fame che gli rode il cervello e che lo consuma fin troppo in fretta...

Il mio micione 3 anni fa era tale... ora è magro magro magro, consunto dall'età ma di più dalla malattia...
Non so quanto resterà qui con noi

Per ora più che altro è un gran rompiballe... la vecchiaia, la malattia o semplicemente una spavalderia che non aveva mai mostrato prima, gli fanno fare cose nuove... e pericolose.
Come saltare sui fornelli accesi e via così... alla ricerca di cosa nemmeno lui sa...

Se è sveglio miagola lamentandosi di tutto. Se gli presti attenzione smette di miagolare, ma non è sete, non è fame, non sono coccole...
È un vecchio lamentone...

Chissà se soffre...

Quando sta vicino a me ascolto le sue fusa sommesse.

Una volta erano molto sonore... ma basta ancora guardarlo solo negli occhi perché partano e me le godo, pensando che un giorno non ci saranno più...

In questi giorni compie 15 anni. A novembre saranno 15 anni che... conviviamo, lui ed io...

Le amiche sanno quanto mi lamento dei suoi guai e dei suoi lamenti... ma sanno anche perché...

Mi preoccupa. Spero non soffra troppo. Spero di capire bene quando la malattia supererà la soglia di sopportazione.

Ecco, questi sono i pensieri che avevo per la testa quando la mia limomilla - ormai finita - ed io siamo arrivate qua... a guardare la luna a destra e i lampi in lontananza davanti a noi...

Ogni tanto ci sono anche i giorni così... in cui i pensieri tristi e pensierosi sanno avere la meglio...
Ma il panorama può aiutare.

E anche la silenziosa guardia di una puff a pelosa color polvere... che sarà qui anche solo temporaneamente... ma sa già imporre la sua presenza...

venerdì 12 agosto 2016

destabilizzazione agostana (post semi-serio)

come ho già premesso, chi passasse di qua a leggere è pregato di non prendere troppo sul serio il post di oggi... che oggi è una giornata un po' così, strana, meglio definita "tetris" per le mille cose che si incastrano una nell'altra e, nel mezzo, tanta voglia di sdrammatizzare la quotidianità!

agosto è il mese delle ferie per tanti, non per tutti, per tante ed ovvie ragioni.

le ferie sono sacrosante e non sto a sindacare su questo.

ma chi rimane a casa può essere destabilizzato dalle tante ferie.

questa mattina arrivo al mio bar e trovo un cartello ad aspettarmi mentre ordino il cappuccino: da domani per 4 giorni il mio bar sarà chiuso.

tregenda!!! oh si, certo, se non c'è un bar, si può andare in un altro... ma... quelli buoni sono tutti chiusi, almeno nelle immediate vicinanze di casa mia!!

per me la colazione al bar è diventata una necessità: dopo anni di mancate colazioni, perché davvero non è il mio pasto preferito, finalmente ho "escogitato" la colazione al bar, così non salto un pasto fondamentale per la giornata e inizio la giornata con un piccolo personale rito.

il bar è nel parco vicino a casa, quindi raggiungerlo, anche se parcheggio vicinissimo, impone quattro passi a piedi nel verde e mi piace molto come inizio giornata, anche nei giorni in cui non lavoro.

la mancanza di questa "certezza" mi ha un po' destabilizzato, cercando di inventarmi una "soluzione" per questi giorni di vacanza (nel senso di mancanza!!!)...

e pensando a questo mi sono avviata al lavoro.

arrivata quasi in ufficio, vedo la sagoma del cassiere della nostra banca che fissa sconsolato la serranda abbassata del SUO bar che da qualche giorno non si alza e sulla quale è affisso un bel cartello "chiuso per ferie, riapriamo il 22/08".

ed ho pensato "ecco un altro orfano di bar quotidiano..."... da qui l'idea di questo post

io adoro lavorare quando gli altri sono in ferie: poco traffico, meno chiamate, meno rogne e più tempo per smaltire arretrati o dedicarsi con attenzione al proprio lavoro.

però ci sono anche questi piccoli aspetti "negativi" a cui dover far fronte ;-)


martedì 9 agosto 2016

Sogni interrotti

Quando stai dormendo e sogni

Non che si tratti di sogni particolari

Stai facendo cose... andando da qualche parte... parlando con qualcuno... stai sognando di fare e agire...

E improvvisamente sei strappato dal sogno e torni alla realtà!

... non era un sogno importante.

Eppure

Eppure passi tutta la giornata con quella strana sensazione di essere stata strappata da qualcosa, di non aver potuto concludere un'azione...

E nemmeno ti ricordi di che si trattasse... semplicemente la tua mente torna lì, al risveglio che ha interrotto una narrazione che non potrai più riprendere...

Divisa tra il senso di disagio per non aver concluso tutto ciò e lo stordimento perché nemmeno sai di che si tratta (anche se il cervello ti dice: "non è vero che non sai, è tutto qui, devi solo sforzarti")...

Odio i risvegli così!!!

mercoledì 3 agosto 2016

Il 2 agosto...

Oh si... oggi è il 3 di agosto... e sono pure le 4.21 del mattino... e io sono sveglia e alquanto in crisi da già 2 ore e mezza...
Avrò dormito 2 ore, non di più, poi un suono innocuo in casa mi ha svegliata, nonostante non sia troppo caldo ho cominciato a sudare in modo incredibile... un'ora di condizionatore mi ha calmato la sudata, ma non il mal di pancia... che poi è diventato pure mal di stomaco... e arriva la zanzara...
... e così, una rottura dietro l'altra... ti trovi a gironzolare tra Facebook e giochetti sul cellulare... sperando che si faccia presto mattina... che tanto qui... dormono solo i gatti, anzi solo una di loro; gli altri 3 fanno gli insonni come me...

E Facebook è piena di immagini dell'orologio della stazione di Bologna che segna le 10.25, di racconti, di inviti a non dimenticare, a far saltare fuori una verità che spieghi lo spreco di 85 vite umane perse quel fatidico giorno di 36 anni fa.

Io già ieri, il vero giorno dell'anniversario, ho pensato spesso alla stazione... all'anniversario...

36 anni fa non avevo ancora 10 anni. Molto probabilmente ero su in collina con mia madre, i miei fratelli ed i nonni... forse che il babbo e gli zii già in ferie. Oppure loro erano ancora in città, per quelle lunghe estati da pendolari a lavorare in città durante la settimana e raggiungerci il venerdì sera o il sabato mattina per il fine settimana insieme...

Credo di non aver nemmeno saputo della strage. A 9 anni, forse non era il caso di farmelo sapere.

Niente televisione. Forse nemmeno la radio (sicuramente quella arrivò nel 1982 per i mondiali...), niente telefono.

Scommetto che i grandi seppero presto dell'accaduto, ma a noi bambini non arrivò nulla. Io ero la più grande, per cui...

Oh certo, con il passare degli anni venni a conoscenza dell'accaduto.

Ma il giorno in cui presi davvero coscienza della cosa fu quando ero già all'università ed ero lì, in stazione, in anticipo rispetto al mio treno... così mi sedetti ignara nella sala d'aspetto senza molto da fare.

Lo sguardo fu attirato da quella "strana finestra" a forma di squarcio...
Poi i nomi... 85...
Ah... ecco... è successo qui. 9 o 10 anni prima che io mi sedessi.
Gente come me. Che aspettava... e poi...

E poi mi vennero in mente le foto che passavano ogni giorno 2 agosto in TV... un immenso squarcio visto dall'alto. La sala d'aspetto sparita... macerie e cadaveri...

Il pensiero fu "era un giorno come questo. Potevo esserci io"

All'improvviso mi prese un forte desiderio di andarmene con le lacrime agli occhi. E così feci.

Non sono più stata capace di sedermi in quella sala d'aspetto. Piuttosto il freddo del binario!

Oh certo, è ridicolo! Ma quei nomi stilati a ricordo di chi se ne è andato all'improvviso e brutalmente... e la normalità che attorno a loro si dipana tranquilla... non li riesco a sopportare.

E da allora il mio "ricordo" del 2 agosto 1980 è questo: l'angoscia e il dolore provati sedendomi un giorno qualunque dove accadde la strage.

L'Italia è piena di 2 agosto... di stragi che dopo decenni non hanno ancora un perché...

Sono troppo ignorante per capirne la ragione.
La nazione è andata avanti. Ha pulito tutto, ha ricostruito... ogni anno se ne ricorda... e ogni anno si chiede "ma perché ". E poi va avanti.

Perché la vita è spietata... ed esige di proseguire.

Eppure la non conoscenza lascia un senso di vuoto. Di ingiustizia. Anzi... più "terra terra", di "NON È GIUSTO!!"

Ed io nel mio piccolo... alle 4.43 di notte sono qui a pensarci, mentre il mal di pancia se ne va, il mal di stomaco viene curato dal calore della micia Mimì che se la dorme su di me ed io spero che si faccia presto mattina, che tanto non dormo e di notte i pensieri sono troppo pesanti...

giovedì 14 luglio 2016

manà manà

posso scommettere che in oltre 10 anni di vita di questo mio piccolo spazio nel web, questa non sia la prima volta che posto il video in questione



adoro questo sketch dei Muppets (adoro i Muppets!!) e quando mi capita di sentirlo... lo ricanto per una giornata o una settimana...







e questa mattina mi ci sono imbattuta e mi sono riguardata tutto il video ancora una volta.



ed ovviamente è partito il loop... manà manà!!!



inevitabile diffonderlo a mia volta su Facebook... e creare così il tormentone del giorno per un sacco di amicizie e conoscenze...



ad ogni commento ho risposto con un doveroso manà manà o un tutturutù, a seconda del passaggio della canzone nel mio cervello



un sacco di amici lo hanno condiviso a loro volta



qualcuno mi ha whatsappato la versione casalinga cantata dalla famiglia



mentre i capi o le colleghe mi parlavano stamattina, io ascoltavo e replicavo, ma una parte del cervello tutturut-ava...



mia cognata mi ha detto che mio fratello la sta canticchiando mentre fa lavoretti in casa



dopo pranzo... un post molto più semplice: un solo "manà manà" e via di nuovo a chiedermi "ancora???" o a ridersela...



SI ANCORA... E ANCORA E ANCORA...



manà manà è così... è un fantastico, divertente virus tormentone ed è giusto diffonderlo...



quindi... anche qui, nel blog, via!!! tutturu tutturu tutturu turutù!!

giovedì 7 luglio 2016

pensieri

metti che un giorno qualunque, di prima mattina, tra le 8 e le 9, ti trovi a tornare al Day Hospital di oncologia, perché con l'oncologa devi sistemare delle impegnative per esami vari...

io ho finito di fare chemioterapia da settembre 2014, quindi la sala d'aspetto del DH non è un luogo che frequento con abitudine: mi ci trovo se devo parlare con la dottoressa. punto.

tornarci in quell'orario è sempre "particolare": è l'ora in cui è strapiena, perché pazienti e parenti aspettano la chiamata per sottoporsi alla terapia e in più ci sono anche i pazienti che magari devono fare il prelievo del sangue... quindi la sala d'aspetto brulica di persone.

e le persone che bazzicano oncologia sono le più disparate. lo impari presto.

tutte le età

tutte le condizioni fisiche

tutte le chiome e non chiome possibili

purtroppo... niente di nuovo...

ma quello che "mi fa specie" è che in un giorno qualunque arrivi lì in orario di chiamata per le terapie e...

mentre chiamano senti il nome di una tua conoscente... che non risponde all'appello perché non è ancora arrivata.
quando arriva tu fai da "smistatrice": "ciao Sandra, guarda che pochi minuti fa hanno chiamato il tuo nome, puoi già andare dentro"

sei lì che aspetti e vieni avvicinata da una tua cliente: il marito è alla PRIMA CHEMIO, tumore al colon... inaspettato (e quando mai è atteso), con tutte le apprensioni più che dovute del caso...
lei mi parla, mi racconta, mi fa domande. è in apprensione.

lui è seduto su una sedia, lo sguardo perso nel vuoto... e sarò anche banale, ma so cosa pensa, ricordo bene la paura della prima chemio. cosa mi aspetta? è l'inizio di cosa??

tutto questo è successo ormai 10 giorni fa. eppure ci penso ancora...


perché io non conosco tanta gente, eppure... eppure ogni volta che capito di là un nome conosciuto salta sempre fuori. qualcuno di cui già sapevo, oppure una spiacevole novità (siamo onesti, il cancro non è piacevole e sapere che qualcun altro deve frequentare oncologia per curarsi non è divertente).

perché è così... il cancro trova fin troppa gente: in famiglia, tra gli amici, tra i conoscenti, tra i clienti... qualcuno ne ha o ne ha fatto esperienza... diretta o indiretta.

e grazie al Cielo, oggi la ricerca ha fatto passi da gigante, quindi in molti siamo qui a raccontare di aver conosciuto la malattia, di averci patito, ma siamo a raccontarcelo da vivi e non è assolutamente cosa da poco.

ma questo pensiero di quanti ne siano colpiti fatica a lasciarmi ed è per questo che cerco in vario modo di impegnarmi. nel mio piccolo. con il tempo che ho a disposizione. con le capacità che mi competono. provo ad aiutare la ricerca. ed in futuro cercherò anche di aiutare gli altri, spero.

non per generosità, ma perché so come si ci sente a passare certi calvari e se posso fare qualcosa per rendere il tragitto meno complicato, cercherò di farlo e mi sentirò meglio io.

fare volontariato non è "essere gentili e generosi", è cercare di impegnarsi per stare meglio noi stessi. e se questo contemporaneamente fa stare meglio gli altri, allora è un circolo virtuoso che merita di essere alimentato.

martedì 21 giugno 2016

aspettative

tu ci provi ogni volta a non farti delle aspettative, ad essere aperta ad ogni esito...

ma diciamola tutta, tu ogni volta vorresti ti fosse detto "stai benissimo, sei sana come un pesce e basta"!!!

e ancor di più se magari ti è già stato anticipato che il referto della TAC era bello. ed in effetti è bello, solo che...

... solo che c'è quel linfonodo un po' ingrossato... che è di quelli simpatici: può essere niente e può essere tutto...

devi aspettare altri 3 mesi, esami del sangue e TAC di nuovo, poi ci vediamo a novembre e vediamo.
se è ancora come oggi, bene, se no...

e quel "se no" ti frega. ti rovina l'aspettativa iper-recondita che tutto dovesse andare alla perfezione, il sogno di ogni ammalato che gli venga detto "basta, non lo sei più" e ti rituffi nel limbo delle attese.

sono sicuramente a cuor ben più leggero di quando l'attesa aveva in sè la consapevolezza della malattia davvero presente ed incombente che cresceva e rompeva...

ma anche così, anche sapendo che può non essere niente di grave... tutto ciò è nutrimento per quella bella fabbrica di paranoie che è la mia testa.

e non ditemi "ma stai tranquilla"... io ci provo, mi sforzo e vado avanti... già da sola, ci lavoro ogni giorno a vedere le cose dal lato migliore possibile.

ma tranquilla no. non ci sto. io "sto con pensieri". a giorni pesanti, altri giorni più leggeri... ma restano lì... e nessuna esortazione li toglierà.

ma per distrarli mi impegno... oh si! una prenotazione è fatta e per i mesi a venire elaboro altri progetti...

venerdì 17 giugno 2016

quell'accidenti di bicchiere...


se descrivo la settimana avuta, che non essendo ancora finita, può presentare ancora sorprese (anche se mi auguro proprio di no!), potrei avere ragioni a non finire per lagnarmi e inneggiare alla sfiga.

lunedì sera il sacchetto che raccoglie di notte le urine dalla stomia era difettoso... lago di pipì in bagno... invece che andare a letto... rimediare al disastro con lavatrice, straccio, olio di gomito e nuovo sacchetto...

martedì notte insonne... mal di denti
mercoledì mattina la sentenza: radice spaccata, estrazione programmata per giovedì primo pomeriggio
giovedì estrazione, poi a casa freezer aperto da 24 ore e tutto da buttare
nel mezzo altre robe, lavorative in parte, personali in maggioranza... piccole rogne, pensieri incombenti...

ci ho pensato stamattina, non mentre le disavventure si presentavano una per una a rompere ed in modo significativo.
mentre si presentavano le ho semplicemente affrontate per quel che erano: imprevisti, disagi, situazioni da risolvere
è chiaro che per ognuna ho tirato fuori la giusta dose di accidenti al momento... normale, sfido chiunque a trovarsi in certe situazioni e ringraziare la sorte per esse

però stamattina ripensando a tutte ho realizzato che, nonostante ci sia stato tutto ciò, io sono rimasta di buon umore.

e perché mi è venuto questo pensiero? perché stavo ragionando su alcune persone le cui parole scritte nel web sono quasi sempre per lamentarsi. di cose grandi e di cose piccole, di cose serie e di cose facete.
ma al 90% la loro presenza sul web è una enorme, costante, unica lamentela.

evidentemente io sono mentalmente predisposta diversamente: se cominciassi ad elencare ogni volta la lista nera delle cose che mi accadono, le cose negative prenderebbero il sopravvento e io mi sentirei schiacciata.

ogni tanto sento la necessità di parlarne, come ieri sera su Facebook ho elencato le sfortune e le fortune della giornata... e alla fine... ho realizzato che le fortune superavano le sfortune.
insomma, se lo faccio, il più delle volte è per sdrammatizzare. perché è così che le voglio affrontare, senza dare loro troppo peso.

altrimenti loro diventano ancora più importanti... e io perdo la mia battaglia per mantenermi serena e di buon umore

martedì 10 maggio 2016

Nicola, Osvaldo, Norberto e gli altri


a casa mia ci sono tanti draghi, sono una delle mie numerose passioni. i draghi di casa hanno tutti un nome, presto o tardi. ci devo pensare un po', prima di capire qual è il giusto nome, mica è una cosa scontata!
ci sono Petronilla, Gustavo, Neottolemo, Fiorello, Egisto... Osvaldo e Norberto, così per nominare i primi che mi vengono in mente! c'è anche Moony, una dragonessa in crescita... molto lenta (è un ricamo che ho iniziato più di 10 anni fa e non so quando finirò. non sarò nemmeno a metà!).
Osvaldo è il drago con il cuore nella foto qui sopra. Viene da Ikea e un anno e mezzo fa è saltato sul carrello della spesa, anzi, è stato sul passeggino con mio nipote Nicola per un pochino, finché non ha trovato casa da me. Nicola era piccolo piccolo e non può ricordarselo, ma io ho le foto che provano che si sono conosciuti ad ottobre o novembre 2014!
Norberto me lo ha regalato l'amica Cuoreditela che ben conosce la mia passione e appena l'ho visto sapevo si sarebbe chiamato Norberto, un omaggio ad Harry Potter dovuto... ancora nessun drago casalingo aveva omaggiato un libro con draghi, era il caso di rimediare!
Non so se ci sarà mai uno Smaug in casa. Mi piacerebbe, ma... Smaug è un drago di tutto rispetto, incute il dovuto timore e per ora, il drago più severo che mi ritrovo per casa è Petronilla, ma lei è severa, non cattiva. E Smaug è un nome che deve avere il physique du role!
E questa è la premessa sui miei draghi, fatta velocemente... se volessi potrei dilungarmi facendo dormire chiunque passi di qua...
Nicola, il nipotino, ha una fissa: Boh! il coccodrillo!!! la cosa viene dalla canzoncina dell'Antoniano che si chiama "il coccodrillo come fa" e la risposta è "boh"... quindi, tutti i coccodrilli sono Boh, ma per estensione tutti gli animali verdi e allungati sono Boh: lucertole, draghi... e così via.
Quindi è Boh anche Fiorello, il drago che mi fa compagnia in auto e che Nicola vede ogni volta che lo fisso al seggiolino: sorride, punta il dito nella sua direzione e dice "Boh!"
Il lunedì è il pomeriggio di Nicola: vado a prenderlo sulle 4 al nido, veniamo a casa della nonna e lì giochiamo fino a che il suo babbo non viene a prenderlo.
Ieri si è ricordato che la settimana precedente eravamo andati su a casa mia, a dare da mangiare ai pesciolini. E nel suo fantastico modo mi ha espresso il concetto: pesci si dice imitando la bocca del pesce e aprendola e chiudendola; casa mia è un ditino puntato verso l'alto, dato che si trova in cima alle scale e poi... PAPPA!
Ok, andiamo su a casa della zia a dare da mangiare ai pesciolini.
Arrivati su, si mette una sedia vicino all'acquario, poi si sposta Gustavo, il drago che tiene fermo il coperchio dell'acquario, si dà la pappa e Nicola stesso prende Gustavo (dicendo Boh, chiaramente) e lo riposiziona al suo posto. E a questo punto per un minuto si guardano i pesciolini mangiare... poi basta! non c'è più divertimento.
Cerchiamo i gatti! Ma le gatte mica sono sceme... già hanno poca propensione per gli umani taglia grande... quelli in taglia piccola non sono graditi. Nicola, fidati, la zia ha 2 gatte... una l'hai vista una volta o due... per l'altra... fidati...
A quel punto, dato che il reparto felini non ha dato soddisfazioni, la zia se ne esce con un "Nicola, vuoi vedere i draghi della zia? sono grandi lo sai?" (questo perché in quel momento stringeva tra le mani un piccolo drago-Boh che gli ho regalato la settimana scorsa e che adora) "Si!! Grande Grande!" (che suona un po' "ti ande ande", ma ben biascicato con la lingua di un bimbo di 20 mesi)
E gli mostro Osvaldo e Norberto.
Amore a prima vista! grandi grandi... che paciosi! che belli! stretti subito al cuore. 
Sono scesa con in braccio un bambino e 3 draghi di varie misure. comodissimo.
Quando poi è arrivato il babbo per portarlo a casa propria... voleva andarsene con Osvaldo. ma no... Osvaldo sta qui... a casa hai altri Boh che ti aspettano.
Osvaldo e Norberto sono tornati a casa loro tutti pieni di saliva, ma felici, si vedeva... non lo vedete anche voi dalla foto qui sopra?  Secondo me Osvaldo avrebbe gradito andare a casa con Nicola. I pupazzi sono fatti per i bambini, mal capiscono i desideri di un'adulta che ancora li adora e li compra ovunque.  Lo si vede, quando Nicola passa davanti alla volpe, al gufo, alla renna, mette un ditino sul lemure, sorride e va via... Il lemure è vagamente felice, gli altri sono tristi...
Eh, va così, mi dispiace pupazzi di casa meg... abitate con un'adulta che non si arrende e continua a scegliervi e portarvi a casa sua. Ma almeno avete la fortuna che ora in giro ci sia un nipotino che ogni tanto giocherà con voi!

lunedì 11 aprile 2016

una giornata ideale

Sveglia presto. Sono abituata, Ormai è raro che non mi alzi presto. Vorrei dire che mi dà fastidio, ma mentirei: non riesco a dormire bene, non sono mai stata brava e passo periodi - come questa settimana - in cui sono pure peggio del solito... ma vabbè, è ordinaria amministrazione.

La differenza dal quotidiano tran tran di casa mia è dovuta dalla presenza di 2 amiche che sono venute a trovarmi.

Insieme andiamo a fare colazione, poi si passa velocemente in stazione, infine, vista la bella giornata, lasciamo l'auto e ci concediamo una bella passeggiata nel centro della mia città.

E' una giornata di festa: ci sono i mercatini degli hobbisti, e pure Madra, il mercato degli agricoltori.

Girare per le strade e guardare i fiori delle bancarelle, curiosare in quelli gastronomici, buttare l'occhio in quel che producono le mani di tanti hobbisti...

Concedersi un caffè.

Entrare a visitare la cripta e i giardini pensili del Palazzo Rasponi.
In cima ai giardini pensili ricordare con una delle amiche la follia che ci prese, insieme ad altre 3 un anno prima, quando lassù, in alto sulla città tutte e 5 ridevamo dicendo stupidaggini di vario tipo, facendo un tale baccano che di sotto la gente sollevava la testa per capire cosa succedesse....
e... mandare un whatsapp vocale ad amiche lontane del suono delle campane, assordante, ma non sufficientemente alto per coprire le grasse risate che ci facevamo nel contempo...
è palese... lassù, sospese in alto sopra Piazza San Francesco... diventiamo pazze un po' più del nostro dovuto.

Gironzolare ancora per bancarelle e negozi... incontrare persone di cui hai sentito parlare, ma che non conoscevi di persona, scoprire cose nuove, comprare piccole, ma preziose cose, come 2 aromatiche per il balcone, un paio di formaggi di capra...

E quando stai per ritornare all'auto, incontrare il gruppo di Trebbarole (parola che non possono capire le persone che non sono della Romagna, ma per una volta non vi traduco nemmeno... non serve) che stavano facendosi una foto... sono una trebbarola anche io, mi vedono e mi chiamano a gran voce tutte.
Così anche io - pur non avendo passato la mattina con loro - finisco sorridente in una foto di gruppo. Tanti saluti, tanti abbracci, tanti "come stai?" sorridenti... e poi via di nuovo con le amiche.

Una pausa a casa, poi pranzo con piadina... ritorno a casa...

La partenza della prima amica dopo 2 giorni insieme, mentre la seconda mi accompagna a vestire per un paio di ore il mio ruolo di "zia" con Nicola, ancora a casa raffreddato, ma pimpante come non mai. Molto meglio di come lo avevo visto una settimana prima...

Di nuovo a casa, relax con una tisana, poi in cucina, stavolta cucino io! Non è un fatto scontato. Sono mesi che mi riduco al minimo sindacale. Fettine di carne e paste al sugo. Con rarissime eccezioni.

Stavolta invece, sperimento una ricetta che voglio fare da anni, ma che rimando sempre: risotto al Teroldego (per la ricetta, vi rimando al blog culinario, redivivo dopo tanti mesi)... esperimento riuscito.

E per la prima volta dopo tanti mesi mi sento di nuovo addosso la voglia di fare in cucina... voglia di fare. Qualcosa che devo tenermi stretta, perché la malattia, con i suoi disagi è una di quelle cose che mi ruba facilmente...

Infine la serata trascorsa a programmare un progetto tutto nostro, della mia amica e mio, almeno per ora. E per una volta la programmazione è in diretta, dal vivo e non online come facciamo sempre da anni, lei ed io...

Ecco, una domenica ideale, pure baciata dal bel tempo. Tempo speso bene, in modo rilassato, ma non scontato. Tempo che arricchisce e che lascia il suo segno benefico sul mio umore anche oggi, ritornata al lavoro e alle solite cose, l'amica partita in mattinata. Chissà quando ci rivedremo? Importa? Non necessariamente.

L'importante è la voglia di rivedersi. Se c'è, ci riusciremo. Ancora ed ancora.

L'importante è sentirsi addosso la soddisfazione e il piacere di ore liete e passate toccando e sentendo al compagnia e l'amicizia di tantissime persone.

mercoledì 6 aprile 2016

30 anni di ruberie...

eh si... sono 30 anni che lo studio è in questa sede. 30 anni che si vive in questa strada ed inevitabilmente di aneddoti di vicinato ce ne sono in quantità.

ad esempio il concetto un po' personale che molti hanno delle piante del proprio giardino.

davanti allo studio ci sono due aiuole che, per un metro scarsissimo di larghezza, corrono lungo tutto il perimetro frontale della proprietà.

mio padre ama le piante fiorite e in quelle aiuole nel tempo ne ha messe a dimora diverse. belle, bellissime, al punto che in tanti si sono permessi, nel tempo, di approfittarne!

ad esempio, il vecchietto che coglieva le nostre rose, poi qualche passo più avanti coglieva i rami verdi dalla siepe della Casa di Cura, il tutto lungo la strada che lo portava alla sua barista preferita a cui donava il mazzo così "colto".
era un signore con qualche problema di senilità e faceva tutto ciò nonostante le proteste dello studio e le sgridate dei suoi parenti...
si sa... la vecchiaia purtroppo fa questi scherzi.
ti scoccia un po', ma ci passi anche sopra

e tanti altri signori e signore più o (raramente meno) consapevoli delle proprie azioni si sono appropriati dei fiori delle nostre piante, qualcuno pure con la faccia tosta di chiederli, prima di arraffare...

hanno rovinato una mimosa, molto spesso le rose, chi si è appropriato delle piante di violette...

ieri ho fatto questa foto
non è bella e non è centrata bene, perchè ho voluto evitare la ringhiera su cui la peonia si appoggiava...
la foto l'ho fatta con il senso di attesa del fiore che avrei visto bello sbocciato stamattina.

E INVECE NO!!
perchè stanotte sono passati gli ennesimi vandali con un concetto molto comunista del senso di proprietà (altrui, possibilmente)... la pianta - che è anche un poco rara, essendo peonia arborea e non la solita peonia più comune - è stata rovinata strappandole 4 o 5 rami con bei fiori in boccio... 

stamattina ci siamo trovati davanti a un sacco di foglie per terra e la NOTEVOLE assenza dei fiori più belli.

ecco, l'ennesimo antipatico aneddoto da aggiungere ai 30 anni di ruberie e deturpazione delle piante del nostro studio!

che nervi!!!

tra gli aneddoti in tema, bisogna anche ricordare il rosmarino, ma lui ha una storia tutta sua e a parte.

lui è sempre stato considerato dalla via "di proprietà comune", la gente passa e ne strappa rametti senza nemmeno aspettare che la strada sia deserta, pubblicamente, impunemente...

un giorno mio padre si stufò e decise che era ora di finirla, così fece mettere una rete dal lato strada della pianta.

la pianta si deve essere offesa: improvvisamente iniziò a deperire... finché dopo qualche mese mio padre decise che se doveva morire, tanto valeva togliere la rete.

tolta la rete, sono tornate le mani arraffone...

e lui ha ripreso vigore ed è diventato più bello che mai.

a lui piace così, non c'è che dire. ;-)

venerdì 1 aprile 2016

arriva per tutti il momento "no"

tutti a dirmi sempre "sei grande", "sei forte", "vai così", "vai alla grande"...

... si si, certo certo...

... a parte che nessuno di voi (e va bene così, perché è esperienza e vita mia) può avere idea della fatica che faccio per mantenermi positiva e propositiva sempre, anche nei momenti più complicati.

... a parte che forse sembro forte, sembro grande, sembro andare alla grande, ma magari non è così (e sono sempre fatti miei)

ma poi arriva,

oh si se arriva...

arriva il momento no, il giorno no... anzi, facciamo una bella settimana no, che perché dobbiamo limitarci eh???

la settimana in cui ti senti inversa, introversa oltre ogni limite, acida che se qualcuno potesse toccarti dentro ne verrebbe corroso, cattiva che sputeresti veleno anche ad un bambino che ti sorride e solo per poter buttare fuori il nervoso e lo stress che ti si accumula dentro e che non riesci a buttare fuori.

non ci sono ragioni. non c'è un perché vero e proprio.

solo accumulo che non trova sfogo. e diventi una iena e vorresti davvero urlare cattiverie a chiunque e dire ciò che pensi in modo assolutamente non mediato (e forse anche esagerato)

e tutto sommato va anche bene. ci sono momenti "no" ben peggiori di quello che sto passando questa settimana...

martedì 8 marzo 2016

lo prendi papà? sì!



Quando ero sugli 8 anni mio padre faceva il deejay (non so come si chiamasse nel 1978... non credo si usasse già questo termine, ma rende l'idea).


La radiolina bianca e nera che stava in cima alla credenza la domenica ci passava con la sua voce una dedica tutta per noi figli e una canzone...


Tra le tante questa.


E oggi scopro che anche Nicola la conosce e la ascolta. Ora tocca a lui, al piccolo di casa, ma la zia ne approfitta per ricantarsela a sfinimento.




mercoledì 2 marzo 2016

sceneggiatura di una passeggiata

è successo la settimana scorsa...

...stavo camminando come mi capita molto spesso ultimamente ai Giardini Pubblici

ero arrivata al viale principale, quello dritto per un centinaio di metri (i giardini non sono immensi).

si trattava di una giornata umida: aveva piovuto e il verde era tutto brillante ed intenso, sia l'erba che le foglie dei sempreverdi luccicavano ed erano vividi attorno a me

inoltre l'umidità rendeva i contorni di ogni cosa in distanza un po' sfumati, irreali: non come con la nebbia, quel tanto che basta per alterare la normale percezione dell'ambiente circostante.

l'aria era freschina ed io camminavo con le mani nelle tasche del giaccone e il bavero abbottonato ben bene, così che la bocca fosse riparata. forse tenevo anche il collo un po' raccolto, in quella classica posizione invernale che ci fa sembrare tutti un po' gobbi.

ad un certo punto realizzo che davanti a me, in lontananza, stanno entrando 4 uomini nei Giardini.
camminano tutti in linea e non troppo velocemente.

la scena sembra all'improvviso quella della resa dei conti di un qualunque film western. anzi, non qualunque... Sergio Leone, ecco!

mi sono sentita all'improvviso dalla parte di un giovane Clint Eastwood o di un Terence Hill alle prime armi, trench consumato addosso, sciarpina a proteggere dalla sabbia di un ambiente ostile... e davanti a lui i nemici, più di uno, 4 è un bel numero!

camminando verso di loro ho cominciato a sogghignare tra di me... ci manca solo Ennio Morricone a fare la colonna sonora del momento...
e snocciolavo in testa titoli... i 4 dell'Ave Maria... il buono il brutto e il cattivo, per un pugno di dollari... via così...

e a coronare l'immagine evocativa... quando siamo stati vicini abbastanza, ho potuto notare che almeno uno di loro aveva una di quelle barbe incolte tipiche di oggi, ma pure dei film del genere... un perfetto Eli Wallach... ciliegina sulla torta!!!

pensiero finale mentre i 4 signori mi sorpassavano e proseguivano per la loro strada...


I FILM POSSONO ROVINARE MOLTO UN CERVELLO!!! ;-)




lunedì 29 febbraio 2016

29 febbraio, il giorno "raro"





e siccome è raro... è bello che esso sia trascorso in modo decisamente anomalo.



è il mio ultimo giorno di malattia e domani tornerò al lavoro dopo più di 3 mesi.



dovevo passarlo da sola, almeno per buona parte, ma il destino ha tramato in modo anche alquanto macabro per impedire ad un'amica di partire e tornare a casa, così... ora è ancora qui con me e partirà domani...

e così, giornata intera in compagnia di un'amica. mica cosa da poco!



e poi... il destino ha tramato ancora, in modo sempre molto... poco simpatico, mandando ko mio fratello, così ha dovuto chiamare e chiedere un po' di compagnia per stare dietro al figlio. questo mi ha portato a passare qualche ora a cantare Nella Vecchia Fattoria, Vento Sottile e così via...

wow!



purtroppo sino ad oggi le ore in compagnia del nipotino non sono state tantissime, perché il destino ha tramato in modi davvero sovversivi e antipatici, impedendomi molte cose, tra cui questa.



quindi, mi spiace per il fratello, ma per me è stata una bella occasione!



ecco...



insomma, sono qui, perché in un giorno che non si ripeterà per altri 4 anni, voglio ricordare che il giorno che è appena passato è stato unico ed irripetibile.



ve lo scrivo con Stella tra le braccia e adesso vi saluto... continuo a guardare il sunto della premiazione degli Oscar...

martedì 23 febbraio 2016

perplessità

a volte ti capita di leggere scritti di persone continuamente insoddisfatte, oppure sempre pronte a criticare; scritti pieni di pessimismo, velata o non velata cattiveria, insoddisfazione, indisposizione verso il mondo, insulti più o meno dichiarati e mirati...

e ti chiedi... che soddisfazione ci sarà ad essere sempre così pronti a guardare il lato negativo della propria vita e/o di quella altrui.

non è che io sia sempre felice, tutt'altro! ho i miei bei momenti di sconforto e di insoddisfazione.

e ho pure momenti di allergia verso il mondo intero...

ma non trovo gusto particolare ad essere sempre negativa, così cerco, mi sforzo, anche come esercizio, di lasciar perdere e piuttosto stare zitta.

e queste persone eternamente in guerra con il mondo cosa ci trovano ad essere sempre con il dito puntato a criticare gli altri o se stessi allo specchio?

niente di buono nella loro vita, niente niente?

e gli altri, tutti cattivi? sempre?

forse un po' di pausa, una sosta ad osservare cercando il sereno, invece della tempesta a tutti i costi... forse non farebbe loro male...

venerdì 19 febbraio 2016

i misteri delle panchine ravennati

vuole il "caso" che in città che qualche mese fa si tenesse la biennale del mosaico (moderno, se ricordo bene: non ho seguito moltissimo la cosa, perché era già il periodo in cui faticavo a muovermi per via dei disagi vari dovuti a terapie e malattia, quindi ciò che accadeva in città lo seguivo meno che mai, anche se suscitava in me un certo interesse).

in giro per la città erano dislocate opere di mosaico di vario tipo. mi sarebbe piaciuto vederle, ma non ce l'ho fatta, salvo alcuni dei sofà, quelli posizionati davanti al Canale Candiano, in Darsena.
un giorno di novembre mi sono fatta un giro e me li sono guardati, questi "divani" creati in Olanda con la rappresentazione a mosaico di opere famose e oggetto di un progetto mirato a far lavorare persone disagiate.

sono belli, e mi piace pure il contesto in cui li hanno posti. e lo ho scritto anche all'epoca su Facebook, augurandomi che rimanessero.

e sono rimasti...

ora, qualche giorno fa salta fuori sui quotidiani (e nei siti di news locali) che nei viali Pallavicini (in prossimità della stazione ferroviaria) verranno tolte le panchine, per dissuadere gli spacciatori e gli scansafatiche dall'utilizzarli.

quando ho letto la notizia sono inorridita.

sarà che negli ultimi 2 anni ho avuto modo di godere del camminare in città, prima di tutto come fantastico metodo di recupero dagli interventi... e durante queste camminate ho potuto notare quanto la città non sia fatta per chi va a piedi.

nell'ultimo mese poi, con il recupero da un intervento davvero devastante a livello fisico (ci sto mettendo davvero tanto a recuperare), ho preso ancor più in considerazione il concetto di "panchina", come luogo di pausa e riposo durante le mie brevi camminate.

e ho potuto proprio notare quante panchine manchino all'appello in città...

dove sono finite? come molti alberi nei viali e nei parchi cittadini? tagliati e mai rimpiazzati??

sapevo che in zona Giardini di Speyer (di fronte alla stazione) non più di 2 anni fa furono tolte per la stessa ragione di oggi, infatti è noto che ora gli spacciatori usano i giochi dei bambini posti nel parco oppure le panchine di Viale Pallavicini per la loro attività...

e così si è giunti alla storica decisione di togliere pure le panchine del viale... geniale, trovo queste decisioni davvero vili: si evita il problema, lo si "risolve" lasciando che esso si sposti di qualche metro e diventi un problema nuovo tra qualche mese...

e l'inciviltà avanza sempre più...

ma cosa c'entrano le panchine dei viali con i divani mosaicati olandesi? me lo sono chiesta anche io, quando è esplosa la questione nei social network e sui media

salta su che il Sindaco, sentendosi un po' troppe lamentele in merito alla levata delle panchine, neanche 48 ore dopo l'affermazione sulle panchine (e la materiale dissoluzione dai viali delle stesse), se ne sia uscito affermando "ma non è vero che le togliamo e basta! le metteremo più belle!"

insomma, si è mangiato la parola e ha cercato di rimediare in corner...

dopo ciò, è arrivata un'intervista ad una persona di spicco del mondo del mosaico ravennate in cui si è fatta domanda in merito alle panchine-sofà olandesi... salta fuori che sono costate 33mila euro ed è partita una levata di scudi generale perché sono olandesi e non sono state fatte da noi in città.

sia chiaro, sono la prima a sostenere i chilometri 0, a voler favorire prima di tutto la mia città e in particolar modo ad adorare il lavoro della scuola del mosaico e dei nostri beni culturali!!!

ma com'è che solo oggi, 5 mesi dopo l'apparizione dei divani olandesi salta fuori questa querelle??? e solo dopo la levata delle banali e ordinarie panchine dei viali?

perché, al di là della questione posta dal personaggio - che ha tutti i diritti di porla, per sapere come sono spesi i soldi della città - all'improvviso tutti, ma dico TUTTI odiano i sofà, sono brutti, sono costosi, non servono, fanno schifo, ma perché sono stati messi lì e là?

eppure... eppure io li ricordo i post e i commenti di 4 o 5 mesi fa in cui si parlava bene di tali "divani"

così come il mio post, tanti altri ne ho letti di miei concittadini che hanno gradito questa espressione moderna del mosaico (e sia chiaro, che fossero olandesi era scritto a chiare lettere in un cartello posto a lato di tali opere, non è una novità attuale)...

posso capire che faccia "impressione" e non si apprezzi una voce di spesa non necessaria, va bene. ma da qui a cambiare improvvisamente opinione!

io sono ancora qui a rimpiangere le panchine dei viali, posso anche accettare che si debba mettere in discussione la scelta (e come si sia arrivati a tale scelta) di acquistare i sofà, quando dovevano essere installazioni temporanee per la sola occasione della biennale del mosaico moderno... va bene, ci sta.

e sono anche tra i primi a disprezzare moltissime (quasi tutte, per la verità) scelte di questa amministrazione, che non amo da che ha iniziato il suo mandato...

ma avrei preferito una discussione sui sofà separata da quella delle panchine dei viali. l'una niente ha a che fare con l'altra... a mio parere. salvo per il "non" piccolo aspetto che quando si chiedono interventi al Comune di vario tipo, venga risposto che non ci sono soldi... eppure per i sofà i soldi si sono trovati. misteri del bilancio comunale, evidentemente.

sono curiosa di sapere come finirà.

sono curiosa di vedere le nuove panchine "più belle" dei viali...

sono curiosa di sapere se gli spacciatori (che evidentemente nessuno si è preoccupato di scacciare, men che meno arrestare, dalla zona in questione) le gradiranno...

sono curiosa di scoprire se i sofà rimarranno o no

e se non rimarranno... gli olandesi ci ridaranno i denari?? mah


mercoledì 17 febbraio 2016

Spietata

Ci sono momenti in cui mi sento tale.

Negli ultimi tempi mi sembra di non avere mezze misure e di essere molto spietata in pensieri e giudizi.

Il più delle volte li tengo per me: non amo fare scenate e non sono per il litigio tutti i costi.

Così li tengo tra me e me...

Ma le opinioni non cambiano. Nemmeno i pensieri o i giudizi...

Una volta con il tempo si ammorbidivano... ora rimangono acuminati.

Come se non avessi più tempo per scendere a compromessi.

domenica 7 febbraio 2016

la mia nuova... vita...

sono giorni, anzi, un paio di mesi, che penso a come raccontare il mio nuovo status.

non è che sia "complicato", nel senso che - come ho detto già in precedenti post - la sto vivendo tutto sommato bene e non sono tra le persone che in questa nuova condizione si sono abbattute. però in effetti è tutto nuovo per me e fatico a trovare le parole giuste per descrivere la cosa.

poi oggi un'amica mi ha raccontato che esiste una modella (in verità, facendo indagini su google, ho scoperto che le modelle sono almeno 2) che ha fatto "outing" e si è fatta fotografare con la sua bella stomia in vista, per sensibilizzare le persone su questo argomento.

eccola qui, una delle due modelle:

ecco, io al momento non sono come lei... per 2 importantissime differenze:

- la prima è che la mia taglia è notevolmente più abbondante della sua (ho perso peso, ma prima di arrivare ad assomigliare ad una modella come questa... dovrò perderne un'altra trentina, forse pure di più...)
- la seconda è che al momento io di stomie ne ho 2

da buona ignorante e fortunata... fino a pochi mesi fa nemmeno conoscevo la parola ""stomia".

la fortuna ha voluto che nella mia famiglia nessuno si trovasse a dover vivere questa esperienza prima di me...

l'ignoranza in materia medica per me è un rifugio: conoscere delle malattie se non le devo in qualche modo "vivere" in maniera diretta o indiretta non mi interessa... mi verrebbero i capelli dritti e mi riempirei di ulteriori paranoie di cui non ho bisogno.

quindi, come la maggior parte della gente, fino a poco fa, non sapevo che fosse una stomia.

che cos'è?
è un "buco" sulla pancia. ne esistono di vari tipi e sono dei "salvavita" per un sacco di malattie.
la modella qui sopra ha il morbo di Chron e grazie ad una ileostomia può vivere... altrimenti sarebbe morta.

io mi sono trovata una bella recidiva del mio tumore all'endometrio... che ha resistito prima alla chemioterapia, poi alla radioterapia... così si è trattato anche per me di vita o di ... non vita...

prima dell'operazione non sapevo come sarei uscita dalla sala operatoria. anzi, non sapevo nemmeno se ne sarei uscita: un bel 20% di rischio di morte c'era... non vi sto a raccontare la paura che mi ha attanagliato... i conti sulle dita nel cuore della notte a pensare "20%, una persona su 5... le 2 che sono in stanza con me ce l'hanno fatta... meg prova a dormire che sti conti non ti fanno per niente bene..."

quando mi sono svegliata in sala risvegli, ho scoperto di avere sulla pancia 2 sacchetti: poi il giorno dopo mi hanno spiegato.
- la colon stomia, che devia l'intestino, è temporanea. se tutto va bene in primavera me la toglieranno e il mio intestino, pur se più corto di prima, tornerà "normale" per le sue vie tradizionali, stabilite dalla natura.
- la stomia urinaria è definitiva. questo lo sapevo già in partenza quasi al 100%: il male era strettamente vicino all'uretra e nel togliere il condotto vaginale (praticamente tutto... non c'è più nulla laggiù... non ho più un apparato riproduttivo, nemmeno un vago tratto)... era inevitabile togliere l'uretra e la vescica... per sempre. non è ricostruibile.

quindi, tra qualche mese perderò un sacchetto, ma l'altro mi farà compagnia fino alla fine dei miei giorni, che -grazie a questo intervento - spero sarà più lontana di quanto non fosse poco più di 2 mesi fa.

ora... penso che adesso capiate perché fosse difficile spiegare...

avevo pure paura di vivere male questa cosa del "cambio" dei sacchetti, della pulizia, del "si può vedere dai vestiti", della vita "dopo" questo cambiamento non esattamente banale...

in questi giorni, cercando di capire come raccontare questa mia esperienza - perché ho voglia di raccontarla - riflettevo: pur nella mia ignoranza in materia medica e di malattie più o meno devastanti... ci sono casi di cui so pure io... le campagne di sensibilizzazione - per esempio - sul tumore al seno sono tali che sono arrivate anche a mostrarci le devastazioni di molti interventi. questo per sensibilizzare le donne alla prevenzione e per farci capire che c'è una vita anche dopo.

per le stomie... zero... o ce l'hai, o hai qualcuno in famiglia, un amico... oppure non ne sai nulla.

così mi ha colpito la scelta bellissima di queste modelle di mostrarsi nel loro intimo, con il loro sacchetto.

se vedi uno stomizzato "nudo", non noti molto: c'è un "pallino" rosso, quello che è il buco da cui escono le evacuazioni, ma può sembrare un neo grosso, una voglia, in una foto.

il sacchetto invece è la tua vera "cosa che ti rende diverso", quella che fatichi a mostrare in pubblico... quella che devi esorcizzare.

se volete leggere l'intervista alla modella della foto qui sopra, leggete qui. per me è stato molto interessante.

io... io e le mie 2 stomie siamo vive, stiamo imparando a conoscerci e a convivere... stiamo imparando a capire quali sono gli abiti giusti da indossare, quali devo abbandonare perché non più adatti.
sto cercando di evitare di buttarmi a cambiare tutto il guardaroba, dato che a breve (spero), il mio fisico cambierà di nuovo per la perdita di una delle due...

sto ragionando su "come dovremo fare" per andare comunque in acqua a camminare, non appena la stagione lo permetterà e le ferite dalle operazioni saranno ben sigillate...

sto - insomma - imparando a muovermi nella mia nuova vita, fatta di dispositivi medici di cui fare scorta, ritmi da imparare ad osservare, materiale da avere sempre con me...

tante cose nuove, ecco... ma tante nuove possibilità. di vita!

sabato 6 febbraio 2016

10 anni fa...

10 anni fa, qualche giorno fa... moriva Maria...

era un'amica che ho conosciuto qui sul web, ai tempi in cui ancora non esisteva Facebook ed era Yahoo il grande "socializzatore"... anche lei l'ho conosciuta per "colpa" del punto croce.

attraverso il messenger di yahoo si è partite parlando di punto croce e come con tante altre, si è scoperto che i punti in comune erano ben più di uno, tra cui una buona intesa e il pensarla allo stesso modo per tante cose.

così decidemmo di far uscire l'amicizia dalla virtualità e renderla reale e ci siamo incontrate, confermando ancora di più il rapporto.

penso sia naturale, quando possibile, che se ci si trova bene online, si desideri conoscersi dal vivo. ottime amicizie sono nate in questo modo.

e fu così anche con Maria... ma... lei non stava benissimo... eppure aveva paura ad andare dal medico. la convincemmo io ed altri amici, esortandola a farsi ricoverare per fare un check in completo e curare ciò che sarebbe eventualmente emerso.

aveva deciso di farsi ricoverare nell'ospedale della città dove abitava la sorella, ma ...come in un pessimo romanzo televisivo... stava per andare al treno per raggiungere la sorella, quando si è sentita male e il taxista l'ha invece portata in ospedale e... neanche 24 ore e niente più Maria.

per me fu uno shock, aveva 8 anni più di me e in lei vedevo molto la me stessa del futuro... per tante ragioni che - essendo non solamente mie - non scriverò qui. sarà ormai in un luogo dove queste cose non sono più importanti, ma voglio comunque proteggere la sua privacy.

tra le tante cose di lei che mi "svelavano" il mio futuro, c'era la paura di andare dal medico... l'avevo pure io ai tempi. andare dal medico e sentirsi dire "devi dimagrire"... eh che non lo so da sola???
se ci riuscissi lo avrei già fatto, no?

questa tanti anni fa era la stessa paura di mia madre. forse ancora oggi lei ha questo timore...

e pure io ce l'ho in parte ancora... ma già da tempo ho imparato - almeno quello - di fregarmene quanto basta per frequentare i medici quando serve. e per fortuna, visto ciò che sto vivendo!

ogni anno, ai primi di febbraio penso a lei... mi manca! mi manca il fatto di non aver potuto scoprire se sarebbe stata una grande amicizia o no.
mi manca il fatto di non essere riuscita ad aiutarla per tempo, per quanto nelle mie capacità, ovviamente.
mi mancano le stupidaggini che dicevamo insieme chattando fino a tarda sera la notte.

forse, no, togliamo pure il "forse", lei è la prima amica che ho perso in modo irreversibile, con la morte. e forse sarà anche per questo che mi manca così tanto?

Maria, ovunque tu sia, penso saresti felice di sapere che sto scrivendo questo post con una gatta tra le braccia... si, qui i felini continuano a predominare in numero rispetto all'umana...

un saluto da quaggiù. non offenderti, ma spero di raggiungerti il più tardi possibile, sono ancora molto legata a quest'avventura terrena, al punto da farmi diventare simpatici i medici e gli ospedali...

non vedo più in te il mio futuro... e per il meglio: ho imparato un paio di cose forse anche dalla tua tragica esperienza.

e da lassù o ovunque tu sia, ogni tanto guarda quaggiù, a noi manchi!

venerdì 5 febbraio 2016

visite... quasi reali

è capitato di nuovo, qualche giorno fa, forse la settimana scorsa.

... ero di nuovo lì, tra le sue mura, mi aggiravo per le stanze, su e giù per le scale...

... tutto vero, tutto come sempre, tutto estremamente realistico.

eppure era, come capita spessissimo da 28 anni a questa parte, solo un sogno.

perché la casa dei nonni è stata venduta in un lontano giorno di dicembre del 1987, quando loro, a causa della malattia della nonna, si sono trasferiti in un appartamento identico al mio di oggi (e identico a quello dove abitavo già allora, dato che sono 4 gli appartamenti, tutti qui, uno vicino all'altro) per non dover fare più le scale...

io quella casa l'ho sempre adorata, non solo perché dei nonni, non so, saranno i mattoni a vista, sarà "l'odore" che aveva, sarà che era sempre un rifugio quando fratelli e genitori rompevano troppo...

fatto sta che, nonostante siano passati 28 anni dall'ultima volta in cui ho messo piede tra quelle mura, io con incredibile costanza continuo a vivere in quella casa nei miei sogni.

nei sogni i nonni di regola non ci sono più (purtroppo morirono a pochi mesi di distanza uno dall'altro nel 1988, poco dopo il trasloco), la casa non è più quella di allora.
spesso è vuota di mobili, spesso io sono lì perché ci abito, oppure mi ci devo trasferire da lì a breve.

vago per le sue stanze, magari in compagnia di un familiare, decidendo il da farsi, cosa mettere qui, cosa cambiare...

e immancabilmente, al mio risveglio, rimane lì, vivida nella memoria. non è uno di quei sogni che al mattino ti lascia e non lo ricordi più. no, lui rimane indelebile per ore, a volte giorni...

e fa riaffiorare il desiderio di varcare ancora quella porta, anche se di là non troverò chi non c'è più.

e fa tornare alla memoria olfattiva il ricordo del profumo del bagno della nonna, un misto di talco Spuma di Sciampagna e non so cos'altro, che è ancora perfettamente presente nei miei ricordi e mi sembra di sentirlo anche adesso che ne parlo.

qualche giorno fa ho ricordato questo fatto del "profumo del bagno della nonna" ad alcune persone mie conoscenti. beh, incredibile, anche le loro nonne avevano un bagno profumato e pure il loro aveva una buona base di talco Spuma di Sciampagna.

decisamente è un talco che ha segnato un'epoca, quella delle nonne... da qualche parte in casa devo averne una busta come profumazione di un anfratto di armadio dimenticato...

dopo averne parlato in giro, averlo ricordato sia a voce che qui... penso che andrò a tirarlo fuori e vediamo se pure il mio bagno può profumare un po' come quello della nonna!

che belli i ricordi!

per la casa... ci passerò davanti anche tra qualche minuto: si trova a poche decine di metri dalla nostra, forse anche per questo non è mai uscita completamente dai ricordi. la facciata esterna è sempre lei, identica a quando correvo su e giù in bicicletta per lo stretto corridoio tra la casa e il confine con la casa vicina. dentro non so. ormai in questi 28 anni ha cambiato proprietario almeno 2 o 3 volte...

quando i grandi la vendettero io avevo 17 anni e con mio cugino di ben 8 anni più giovane facemmo un patto: il primo dei due che diventava ricco se la sarebbe ricomprata...

beh, per ora nessuno di noi due lo è diventata. ma il patto è sempre valido!!!

giovedì 4 febbraio 2016

bilanci...

in questi ultimi tempi mi viene facile ragionare in termini di "pro" e "contro"... sarà che un bel po' di paura me la sono cuccata e così ho cominciato a pensare un po' a tante cose... belle e brutte

ad esempio, alla mia vita. robetta da niente, no? ma quando ti dicono che l'operazione che stai per subire non è proprio una cosa semplicissima e ci sono buone possibilità di non uscirne viva... beh, credo che i pensieri di questo tipo siano all'ordine del giorno.

e ho stabilito, che forse non sarà la vita più interessante del mondo, forse non merita un film o un romanzo, ma E' LA MIA!!!! e mi va bene così come è stata e come si sta svolgendo, anche se ultimamente mi sta ben mettendo alla prova.

anche se molti potrebbero avere da ridire... cavoli loro! io ho fatto il mio percorso, ho fatto delle scelte, ho vissuto le mie esperienze.
e sono solo mie... di nessun altro.

e così... sulla scia dei ragionamenti pro e contro... ultimamente mi è capitato spesso di pensare alle amicizie, soprattutto a quelle finite, nei modi più disparati, ma pure a quelle persone che si definiscono amiche, ma non lo sono, non per me.

loro possono dire ciò che vogliono, ma io ho certi canoni per definire "amica" una persona... e quindi tendo con molta nettezza a fare serie distinzioni tra amici e conoscenze.

e ultimamente mi sono capitati una certa serie di episodi che potrei pure definire discutibili... e ti viene da pensare "ma tutte io ste persone qua???"

e non so, ma una certa insoddisfazione, o voglia di non stare zitta mi spingeva a scrivere qua sopra solo di queste esperienze negative...

e ho preferito aspettare e ragionare meglio.

infatti piano piano il ragionamento e i pensieri sono cambiati

e il bilancio di questi ultimi 2 anni di malattia in termini di incontri è presto fatto:

si, certo, c'è una persona che si è allontanata da me senza particolari ragioni... in estate mi ha esclusa per qualche tempo dai suoi post su facebook e poi mi ha cancellato dalle amicizie...

però c'è pure un'amica che nonostante fossi appena operata è venuta a passare con me il capodanno, si è trovata ad avere a che fare con me con la febbre improvvisa e una rapida corsa al pronto soccorso per l'infezione alla ferita dell'operazione. lei impassibile: mentre io ero via a farmi curare si è messa a governarmi casa, mi ha fatto il bucato, lo ha messo nell'asciugatrice, è andata ad aiutare mia madre per il pranzo di capodanno...
in quei 3 giorni con me è stata la mia "badante", povera lei, ma fortunata io ad avere un'amica che non si è mica tirata indietro.

si, ho attorno una persona che in pubblico si dichiara super informata dei miei fatti, pubblicamente mi fa profusioni di affetto, poi mi contatta si e no 3 volte l'anno, e ogni volta nemmeno si preoccupa di ascoltare ciò che ho da dire...

ma in compenso ho trovato una dottoressa oncologa che è un tesoro, mi assiste quasi fossi sua sorella e non una paziente qualunque, mi ha dato il suo numero di cellulare, tanto che in momenti di difficoltà l'ho chiamata di domenica, l'ultimo dell'anno... e lei ogni volta gentilissima ha risposto e mi ha dato la soluzione al problema di turno.
sempre disponibile, pure a portarmi di persona a farmi fare la risonanza magnetica, quando io morivo dalla paura (sono claustrofobica), per assicurarsi che tutto andasse bene

e si... mi trovo pure nella condizione in cui una persona dichiara che ha perso l'amicizia con me da quando mi sono ammalata perché non ha il coraggio di affrontare la mia malattia.
beh, questa persona è così cieca e sorda da non capire un paio di fatti fondamentali: il primo è che la nostra amicizia è scivolata nell'indifferenza almeno 4 anni prima di quando dati lei il silenzio... e non scrivo qui le ragioni, perché sono mie (anche sue, forse, ma non c'è più dialogo) e la seconda cosa che non prende in considerazione è che chi è ammalato non parla 24 ore al giorno della propria malattia, ha pure bisogno di dire cazzate, ridere, divertirsi e pensare ad altro...
e di questa persona, ultimamente non leggo più i post di facebook... che mi abbia oscurata? contenta lei... si, me ne sono accorta... ma sto bene comunque. anche senza leggerla...
l'unica cosa che a me ha sconvolto è di subire per la seconda volta in pochi mesi questa strana "punizione" feisbucchiana... la gente è strana (ma io molti anni fa avevo pensato che queste 2 persone fossero molto simili... avevo ragione)

ma vicino a me ho un'amica che non si è preoccupata 2 secondi di lasciare ciò che faceva in un giorno di ferie per venire ad aiutarmi in un'emergenza... il giorno dopo ha perso un altro pomeriggio delle sue ferie per aiutarmi a lavare i capelli quando ancora non ero molto ferma sulle mie gambe.

ho un imprecisato e piacevolmente folto numero di amiche con cui parlare di tutto e di niente, con cui incontrarsi dal vivo (o sul web per chi non può raggiungermi a casa mia), pronte a venire per passare qualche tempo con me e sincerarsi dal vivo che stia davvero bene.

un'amica che ogni giorno o quasi del ricovero è venuta a trovarmi in ospedale, forse lei pensava di sovverchiarmi con i propri problemi, ma per me era un'ottima distrazione da quelli ben pressanti che avevo sulla mia pancia e non solo lì.

una persona che a mala pena mi conosce, si è presa la briga di venire a trovarmi 2 volte in ospedale, non appena ha saputo che sarei stata a Milano...

l'amica romana che trovandosi a Milano per fatti suoi non ha esitato a perdere qualche ora per passare in corsia da me...

l'infermiera che ogni volta che mi incontra per lavoro, finisce l'incontro abbracciandomi e sorridendomi, infondendomi un'ottimismo che è cosa non indifferente.

e potrei andare avanti così per un sacco di righe: in verità il mio bilancio sull'interazione con il genere umano è davvero positivo.

di fronte a qualche fregatura, a qualche rapporto che si è esaurito, a inspiegabili silenzi... posso mettere una lista molto lunga di belle esperienze che mi stanno illuminando i giorni e la vita stessa e per le quali non smetterò facilmente di ringraziare...

quindi, da sola, mi sono detta... basta pensare a chi ha deciso di lasciarti andare, lasciali andare a tua volta

fregatene di chi è opportunista... tanto lo sai che lo è...

e pensa solo a dire "grazie" a Chi di dovere per averti messo sulla strada persone meravigliose, che vale la pena di conoscere, frequentare ed apprezzare...




mercoledì 3 febbraio 2016

dopo tanto tempo...

... è da tanto che non scrivo.

era da tanto che non sapevo che scrivere, più che altro perché le preoccupazioni per il mio stato di salute sarebbero state una mega-super-noia (soprattutto per me: che già mi tarlavano il cervello e l'anima... se pure ne scrivevo qui, sarei diventata pazza)...

poi era venuta la voglia di scrivere, ma purtroppo i pensieri erano un po' troppo negativi e non amo buttare nel mio blog troppa negatività... così ho preferito tacere.

ora ho deciso che è tempo di tornare. e non so se racconterò tutto. quando mai l'ho fatto?

in questi mesi ne sono successe tante, soprattutto al mio corpo, perché la malattia ha avuto una recidiva e... sono finita di nuovo sotto i ferri, ma solo dopo la radioterapia (che non è servita a nulla, se non a farmi impazzire con gli effetti collaterali)... e dopo tanto tempo di attesa per fare esami, per cercare il medico giusto per l'operazione...

insomma, sono stati mesi pieni (come detto sopra) di preoccupazioni e ansie.

infine il 3 dicembre l'operazione. e questa non è stata una passeggiata... forse ve ne parlerò più avanti.

fatto sta che ancora oggi, a febbraio, sono a casa in convalescenza, giusto per far capire quanto è impegnativo il recupero post operatorio.

se l'altra volta avevo voglia di dire tutto tutto anche qui in queste pagine, questa volta ho un po' più remore. non perché mi vergogni, è una malattia, mica un'onta. ma perché non è semplice spiegare ciò che sto vivendo...

a momenti nemmeno io so bene come la stia vivendo: ci sto prendendo ancora le misure.
vivo alla giornata e tutto sommato non è malaccio... anche se non è tutto rose e fiori... temevo di uscirne fuori peggio, come umore intendo. invece per fortuna l'ottimismo ancora non mi ha mollato e affronto le nuove difficoltà con una giusta dose di buona volontà e ironia...