giovedì 27 novembre 2014

mesiversario... diciamo così...

succede che esattamente 8 mesi fa mi sono scoperta con una malattia denominata "cancro". o meglio "carcinoma"... o meglio ancora "qualcosachenonsonomaistatacapacediricordare" e cioè un carcinoma all'utero "mascherato da cellule sane"... ha un nome, ma la mia mente si è rifiutata di ricordarlo.
fatto sta che è un fetente, di quelli che nessuna prevenzione mi avrebbe aiutata ad individuare e quindi per circa 3 anni io ho convissuto con questa cosa.

la fortuna ha voluto che la convivenza non sia stata completamente disastrosa... tradotto: non è che siano stati anni felici, visto come ogni ciclo mestruale mi prostrava... però nel complesso, con tutto il tempo che lui ha avuto per farsi strada nel mio corpo... è stato pigro quanto me e non si è diffuso eccessivamente.

nella sfortuna, la fortuna ha segnato molti colpi: in poche ore sono stata ricoverata (senza preavviso, doveva essere una visita di controllo), operata (con circa 12-16 ore di preavviso) e mi è stato detto che cosa era. questo ha comportato anche, tutto sommato, una chemioterapia piuttosto veloce: solo 6 cicli...

ho finito la chemio il 4 settembre... ma ancora non sono "tranquilla", perché ancora non so se è tutto finito e mi posso considerare in "follow up", tra coloro che non hanno più niente, ma devono fare verifiche periodiche per scongiurare il ricomparire del problema... oppure se sono ancora dentro alla questione.

perché dal 17 settembre ho cominciato a fare una raccolta "punti" di esami e contro esami... ognuno dei quali mi ha "rimandata" ad un nuovo esame... prima la TAC, poi la PET, poi un'ecografia e poi la risonanza magnetica...

e qui... alla risonanza magnetica... mi sono arenata. anzi SONO SCAPPATA. avevo già mezzo detto all'oncologa che non sapevo se ce l'avrei fatta. e infatti! devo aver resistito insalamata con cinture di velcro, con le cuffie insonorizzanti nelle orecchie, il cicalino per chiamare aiuto nella mano sinistra e dentro al tubo-sarcofago qualcosa come il tempo di 3 respiri...

poi mi è venuta l'ansia, mi sono attaccata al cicalino almeno 3 volte (mi dicono che abbia fatto tanto rumore, ma io avevo le cuffie e non so...) e ho chiesto di uscire. lì dentro mi ci mettete solo con una botta in testa! se no col cavolo. mi viene la tachicardia anche solo a ricordarla...

e così... ora sono in attesa che si faccia il 22 dicembre per una nuova PET... perché con l'oncologa si è stabilito che la sottoscritta la risonanza non la farà mai (saggia conclusione)...

in tutto questo tempo, prima ero debole per l'operazione... poi ero prostrata per la chemio... ora sono molto molto più in forma. fisicamente.

mentalmente non lo so.
desidero tanto una definizione, sapere cosa c'è o cosa non c'è.
magari non è niente e stiamo solo girando su e giù per stabilire che non è niente, appunto.
però è snervante stare qui a girarci intorno...  aspettare...
magari si magari no... forse hai finito, forse devi fare la radioterapia... forse devi essere rioperata...

insomma, preferisco la certezza a questi momenti di "non si sa cosa, ma tranquilla, che comunque qualunque cosa sia, si cura facilmente. o si opera"...

per quanto sappia che molto probabilmente non sarà niente, a me manca il senso di certezza. in un verso o nell'altro.

e intanto aspetto il 22 dicembre....

... e sono 70...

AUGURI MAMMA!!!


lunedì 24 novembre 2014

riunioni di famiglia

la famiglia, ma molto di più "i parenti" è una sorta di pacco dono (o truffa... a seconda dei casi, magari da spulciare uno per uno...) che ti trovi scodellato con la nascita.

ci cresci più o meno in mezzo, tutto dipende da quanto vicino a te abitano, dalle abitudini di famiglia di trovarsi più o meno frequentemente insieme, dai rapporti, soprattutto dei tuoi genitori, con i vari parenti...

finché ero bambina c'erano i nonni che in qualche modo erano il collante tra noi e "il resto dei parenti". soprattutto da parte di mamma.
era a casa della nonna che si ritrovavano spesso i suoi fratelli ed era con lei che si coglieva l'occasione per andare a casa dei fratelli del nonno, che vivevano fuori città, in campagna o nelle città vicine.

poi, con la morte dei nonni, avvenuta 26 anni fa,i rapporti con la maggior parte dei parenti si è allentata, tranne con lo zio Carlo, che tutte le estati veniva su con noi in collina... fino alla sua morte... 
e poi davvero i legami si sono rarefatti pesantemente: sia noi che loro, tutti impegnati ad inseguire la nostra quotidianità.

ormai siamo grandi anche noi nipoti, cugini di non so mai calcolare quale grado. c'è chi abita all'estero, chi ormai non riconoscerei neanche se lo incontrassi e ci sbattessi contro...
chi si è visto giusto al matrimonio di qualcheduno, molto di corsa, molto di sfuggita...

alcuni di loro mi capita di incontrarli durante l'anno, più che altro per il mestiere che faccio: vengono qui per pagare le tasse o fare i dichiarativi.

e forse io, con questa scusa, li incontro più spesso dei miei fratelli.

un po' mi dispiace questo non frequentarsi mai, ma - è evidente - se ci fossero stati fortissimi legami, ci si sarebbe cercati a vicenda più spesso. e ora che "gli anziani" sono quasi tutti passati a miglior vita, è ancora più difficili avere "scuse" per incontrarsi.

beh, sabato prossimo è stata creata la scusa: un cugino di mia madre ha pubblicato un libro e sabato farà la presentazione nel pomeriggio in una sala del centro città.

e così ha deciso di organizzare una bella riunione di famiglia con tutti i suoi cugini, perché è sempre dura cercare ragioni per incontrarsi tutti che non siano matrimoni, o - purtroppo - funerali. 

mi fa tantissimo piacere e mi fa piacere vedere che anche i miei fratelli e i miei genitori sono saltati sul carro di questa occasione felici di partecipare!

forse se si facessero più spesso, la cosa sarebbe una mega noia... invece essendo tanto che queste persone non le vedo, sono felice di ritrovarle tutte.

soprattutto perché da 6-7 anni a questa parte, davvero alcune le ho incontrate solo ai funerali.

giovedì 20 novembre 2014

quanto è complicato...

a volte ci sono momenti complicati, senza particolari ragioni, forse sei tu che sei debole e basta.

... forse sono le cose che ti succedono attorno che ti minano l'esistenza...

... forse le cose stanno accadendo anche in un momento in cui tu sei più vulnerabile.

... oppure avresti reagito così anche nel massimo momento di forza della tua vita (se mai c'è stato)

ci sono momenti in cui ti tocca solo stare ad aspettare per avere notizie, senza la possibilità di reagire o di agire.

ti senti inutile.

è frustrante.

non riesci a capire cosa potresti fare per poter rendere l'attesa migliore. per te o per gli altri...

passi i minuti, le ore, i giorni a pensare "basta, basta, deve finire, è una storia assurda, non ha un verso... è irreale... da film... e non può accadere nella realtà"

e non serve a niente.

devi solo continuare ad attendere, perché in questa storia tu sei solo spettatrice. è la brutta storia di qualcun'altra e non hai davvero possibilità di aiutarla.

devi solo aspettare e sperare che la Giustizia alla fine esista davvero...

rimandatecela a casa, la vogliamo noi. voi non ve ne fate niente. anzi, la state trattando come non merita proprio.

forse faccio male a scrivere pure queste 4 righe sconclusionate, ma sono 4 settimane che le parole e i pensieri girano nella testa e un po' devono uscire... non servirà a niente nemmeno questo sfogo, ma gli sfoghi sono semplicemente parole buttate fuori... servono a non fare scoppiare la testa.

spero funzioni almeno in questo.

so che sono criptica e non so se qualcuno leggerà e leggendo si farà domande. non fatemele. come ho detto, non è la mia storia. io sono solo una frustrata spettatrice che non ne può più di aspettare...

forse, dopo, alla fine, potrei anche essere più precisa.