domenica 24 maggio 2015

24 maggio 2015


(foto tratta dal web: è la lapide che elenca i caduti di Savarna nelle 2 guerre mondiali, riportando anche i nomi del mio bisnonno, di suo fratello e di quello che - se ricordo bene - era un cugino)

Di queste case
Non è rimasto
Che qualche
Brandello di muro
Di tanti
Che mi corrispondevano
Non è rimasto
Neppure tanto
Ma nel cuore
Nessuna croce manca
E’ il mio cuore
Il paese più straziato

100 anni dall'inizio della Grande Guerra per il nostro paese. 100 anni dall'inizio di un periodo difficile, da molte morti, da un numero indicibile di mutilati e feriti inabili al lavoro, da atroci azioni che hanno segnato quasi ogni famiglia... ma non insegnarono molto, almeno ai Grandi, dato che pochi decenni dopo si tornò in guerra, in un conflitto ancora più atroce.

la mia famiglia, nonostante sia passato tanto tempo, ha in quella guerra le radici del nostro "oggi": mio nonno paterno divenne orfano di guerra, in una zona dove si odiava chi aveva partecipato e ha rischiato la vita per questo quando era ancora un ragazzino (lo volevano uccidere perché figlio di un interventista).
sua madre, la mia bisnonna, rimase vedova con 3 figli da tirar su. e chissà quante altre donne si sono trovate nella stessa situazione.

realtà come quelle forgiarono caratteracci duri, inevitabili per andare avanti in un mondo reso più difficile dal passaggio di un simile conflitto.

il nostro Stato ha deciso di usare le parole di Ungaretti per creare una scritta "RICORDA" composta da questi versi.

speriamo davvero, speriamo che il mondo ricordi!
tendenzialmente sono pessimista... e i conflitti in mezzo mondo mi danno tristemente ragione.
ma in Europa, almeno l'Europa Unita, non c'è guerra da decenni, mai passato un periodo di pace così lungo su questi territori.
sono consapevole che si tratta di una "pace" fatta spesso sulle disgrazie altrui. ma da qualche parte si dovrà cominciare: per le nostre Nazioni europee è stato comunque un diverso modo di affrontare le questioni, questo. fino a pochi anni prima le questioni si affrontavano armi alla mano.

Ricorda... Speriamo!

1 commento:

  1. Spero davvero che il passato atroce faccia da monito e deterrente per il futuro.
    Quella poesia me la ricordo a distanza di anni, una delle mie preferite.
    Roberta

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