martedì 27 novembre 2007

The Bourne Ultimatum



Ho avuto un lungo fine settimana dedicato ai film.


Ad essere corretti è iniziato tutto giovedì ed è finito ieri, quindi è stato un fine settimana cinematografico che ha debordato non poco nella settimana "normale". In 5 giorni sono stata al cinema 3 volte... e a casa ho visto almeno un altro film degno di nota... una goduria per unappassionata come me!


Questo non è il primo film che ho visto, ma siccome ci sono andata ben 2 volte a vederlo... ho deciso di parlarne per primo.


2 volte: la prima volta venerdì sera, visione in italiano preparatoria alla seconda visione, quella di ieri sera, in lingua originale.


Premessa: se non avessi visto la versione in italiano, col cavolo che ci avrei capito qualcosa ieri. Tutto parlato tra i denti, velocissimo, in vero americano; niente di inglese tranne il dialogo del giornalista, che, essendo di Londra parlava un inglese comprensibile. Forse i due attori, a parte il giornalista di prima, che ho capito meglio come pronuncia sono proprio Matt Damon e Julia Stiles. Solo che, pur essendo i protagonisti, loro non parlano quasi niente... agiscono!


Io non amo i film di spionaggio: mai visto uno 007 in vita mia, mai fatto le bave per andare a vederne uno. Eppure la saga di Jason Bourne è davvero bella.


Una regia ben diversa da quelle solite: immagini girate con la telecamera in spalla, riprese sempre in movimento, inquadrature particolari. E come essere parte del film, un protagonista a tutti gli effetti: immagini sfocate e agitate come se proprio tu partecipassi alla colluttazione o fossi in auto allinseguimento anche tu... nei dialoghi sei lì, dietro le spalle dei personaggi... i silenzi e i dialoghi spezzati, come accade nella vita reale.


E tutto questo condito da una storia che ti fa pensare: servizi segreti deviati che cercano di ricondizionare esseri umani per trasformarli in killer senza coscienza... ma la speranza ceh ti danno è che non funziona, la coscienza è riaffiorata e ora vuole risposte: la spia senza memoria, Jason Bourne, vuole capire, non manda giù tutte le uccisioni che ha fatto, persone che nemmeno conosceva e di cui non sapeva le colpe. E stanco e rivuole il suo passato.


E lo insegue a Mosca, Londra, Madrid, Tangeri, New York.


Ancora una volta le location scelte sono fuori dalle solite inquadrature di Hollywood. Ed è una scelta secondo me molto azzeccata: ci sono gli inseguimenti di Tangeri che sono fantastici! E il ritmo degli inseguimenti è un momento mozzafiato, tanto da non capire più dove sei, un momento dopo rallentato, silenzioso, che ti dà unansia incredibile, per poi ridiventare di nuovo velocissimo...


Insomma, anche per lesercizio in lingua, è stato interessante vederlo due volte. Però devo ammettere che questo tipo di regia e riprese dà un po fastidio agli occhi: è coinvolgente a mille, ma la retina dopo un po piange! Soprattutto ieri perchè non hanno fatto intervallo tra primo e secondo tempo. 


 


1 commento:

  1. CIAO, sono Claudina del sito di punto croce claudina.altervista.org ed arrivo qui dal tuo bellissimo sito di beneficenza che ho reclamizzato anche sul sito!

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