martedì 1 marzo 2011

Radici
Non so quanti di voi abbiano mai letto il libro di Alex Haley che racconta la storia di sette generazioni della sua famiglia, da quando il suo antenato fu rapito in Africa per essere venduto come schiavo nel Nuovo Mondo fino agli anni ’70, periodo in cui scrisse il libro.

Io l’ho letto che ero una ragazzina e chi ha la mia età sicuramente ricorda anche la serie televisiva omonima (a noi il nome Kunta Kinte dice qualcosa, alle nuove generazioni dubito).

Ecco, come Haley, nel mio piccolo, in questi giorni sono di nuovo al lavoro su un progetto che ho iniziato tempo fa, rifacendomi ad un’idea materna, purtroppo andata persa: costruire il mio albero genealogico.

Per me è importante, non so dire esattamente il perché. Ma amo sapere da dove vengo.

Inoltre è una cosa che interessa anche uno dei miei fratelli e così, forse per la prima volta da tanto tempo, abbiamo un obiettivo comune su cui lavorare.

Ho utilizzato il sito Geni.com, sito nato con lo scopo di aiutare a rintracciare lontane parentele, soprattutto per chi è figlio di migranti.

Per ora sono solo una sfilza di nomi, sono arrivata ai bisnonni e da pochi giorni ho il nome del mio trisnonno, Marco. Il nome è arrivato a noi grazie alle ricerche di mio fratello che, gironzolando per il web, è arrivato a scoprire gli elenchi dei caduti della Prima Guerra Mondiale dove perse la vita il nostro bisnonno e i suoi due fratelli. Gli elenchi, redatti durante il ventennio fascista, riportano nome, cognome e nome del padre, in puro stile “patronimico” tanto caro a quell’epoca. E così sappiamo che Luigi, il bisnonno, era figlio di Marco.

Adesso ci stiamo dando da fare con le date di nascita e con l’inserimento di cugini, zii…

La coincidenza vuole che, proprio negli stessi giorni in cui noi troviamo nuova energia in questo progetto, una certa Daniela mi contattasse tramite Geni.com per chiedermi se tra noi ci può essere una certa parentela, visto che il suo bisnonno Emilio aveva il mio stesso cognome: Emilio migrò in Brasile negli anni 80 dell’Ottocento e aveva come fratello Cesare che rimase in Italia.
Beh, gli elenchi ritrovati da mio fratello riportano un certo Alfonso figlio di Cesare, cognome giusto, luogo di origine molto vicino al paese di nascita di Cesare, quindi plausibile.

Forse la nostra ricerca ha aiutato anche la ricerca di una persona sconosciuta, che abita in Brasile, dall’altra parte del mondo e che, come me, sta cercando di ricostruire il suo passato, le sue radici.

Considerato che le mie cugine e i miei cugini hanno figli, il mio albero genealogico, al momento, tocca 6 generazioni, dall’Ottocento al Duemila e Dieci.

Ora mi piacerebbe scoprire di più, andare al di là di nomi e date. Qualche foto ce l’ho, ma poca roba. Sarebbe bello anche qualche piccola memoria. È da tanto che se ne parla con gli zii che vedono gli anni passare: chi ricorderà ciò che ci è capitato? E io è da tanto che penso di trascrivere qualche loro ricordo… ma non sono costante con certe cose, soprattutto per l’impegno che richiedono… intanto gli zii, che sono a conoscenza del nostro lavoro, stanno procurandoci materiale… li abbiamo messi sotto!



aggiornamento della sera: ho stampato la bozza dell'albero e l'ho mostrata a mia madre e lei, bella bella se ne è venuta fuori con qualche trisnonno e pure - si dice? - il quadrisnonno!!! wow mi appassiono sempre più , anche se una piccola parte di me si chiede "ma 3 anni fa non te li ricordavi, mamma???"

1 commento:

  1. Pare che mio nonno, o forse uno dei suoi dieci (10) fratelli ci riuscì grazie ai registri parrocchiali e risalì credo al 1600-1700. Ma non so se si tratti di leggende narrate da mio padre, ormai non più verificabili.
    Proverò a navigare sul sito che hai indicato, anche perchè nella mia famiglia, sia da parte di mia madre che di mio padre ci furono fortissime migrazioni interne e internazionali.
    Roberta

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