martedì 4 ottobre 2011


Via

Ieri sera ho riempito 4 sporte di cose per un mercatino di beneficenza.
3 sporte contenevano una piccola parte della mia collezione di fumetti, quei fumetti che erano la mia passione ai tempi universitari

In un'epoca in cui il "grande pubblico" non conosceva Wolverine e compagnia bella, con un'età che mi faceva sembrare una mosca bianca in mezzo a tante formiche, io frequentavo il negozio Alessandro Distribuzioni di Bologna alla ricerca di tutti i fumetti sugli X-men possibili ed inimmaginabili, sostenendo anche un discreto costo economico.

Adoravo quei fumetti e le loro storie e forse mi piacerebbero anche ora, ma quando nel 2000 o 2001 ho deciso che era ora di interrompere il salasso mensile perchè le rate dell'auto e altre esigenze richiedevano le mie risorse economiche, ho anche smesso di leggerli. Ricordo che l'ultima "infornata" di numeri portata a casa rimase non letta per mesi, forse perchè era stato difficile decidere di smettere con una passione durata più di dieci anni per cui mi serviva un distacco forte per accettare la decisione presa.
Dopo aver letto quegli numeri mesi dopo l'acquisto, non ho più aperto un fumetto della collezione che occupava una bella dose di spazio nelle scansie della stanza-ripostiglio.

Ci ho messo degli anni a decidere che era il momento di liberarsene e per qualche mese ne vendetti diverse copie su internet, ma le vendite online sono impegnative e ci vuole tempo per seguirle, tempo che non avevo.
Non è che volessi guadagnarci nel liberarmi della collezione, semplicemente l'idea di buttarla via per me è inconcepibile.
Sarà che sono cresciuta con il concetto che "non si butta via niente, piuttosto si cerca un nuovo utilizzo o la si da a chi può averne bisogno", concetto che negli anni settanta e ottanta significava che gli abiti che non mi andavano più bene passavano ai fratelli, poi a cugini, amici di famiglia, prima di venire inscatolati e messi via per "quando serviranno a qualcuno". Il lettino in cui ho dormito nella mia primissima infanzia è stato poi dei miei 2 fratelli, poi di mio cugino, poi è passato ad amici di famiglia e via via ci avremo dormito almeno in 7-8...

Io non mi sento molto a mio agio in questa epoca in cui si butta via tutto appena ha un piccolo difetto. Cerco sempre di tenere da parte sperando in una soluzione, anche se il più delle volte è difficile: vuoi perchè io con l'ago non sono bravissima (se non a fare delle X), vuoi perchè se cerchi di aggiustare un elettrodomestico ti viene risposto "meglio comprarlo nuovo perchè costa meno"...

E proprio per questa mentalità, mi ritrovo con tanti oggetti che fanno la polvere da anni nella stanza-ripostiglio e rubano posto "utile" a cose che tengo abbarbicate alla meno peggio in giro per mancanza di destinazione degna.
Così è maturata la decisione di liberarmene, ma - come ho detto più su per i fumetti - non buttando via.

Il mercatino di beneficenza è caduto a fagiolo.
Una bella infornata di fumetti, ne ho ancora tantissimi in casa, ma prima di tutto sono pesantissimi e poi vorrei capire se riescono a smerciarli: insomma, non ha senso dare a questa gente una montagna di roba che poi rimane lì invenduta e crea loro solo del peso (so che non buttano via mai niente). Quindi se per 10 anni sono stati in un ripiano (una volta erano 2) della scansia metallica, possono rimanerci ancora qualche altro mese.

Poi una bella infornata di riviste di hobbistica: quante ne compro e quante ne ho comprate! Spesso per curiosità, spesso con tante idee per la testa, che però sono rimaste tali un po' perchè il tempo scarseggia, un po' perchè non sempre il giorno dopo quella che era sembrata una bella idea ha ancora lo stesso fascino.
Ma non sono riviste di quelle "banali", non sono un Grazia o un Gioia che una volta sfogliata, al massimo salvi una ricetta o un trafiletto che ti ha affascinato e getti via senza rimorsi.
Queste sono riviste che tieni pensando "non si sa mai".
Ma dopo anni, ho deciso che possono interessare ad altre persone: se non le apro e non mi attirano più, meglio fare spazio per cose che uso e che mi attirano oggi.

Poi 4 o 5 libri. Adoro conservare i libri, ma capita che ne compri uno che poi scopro essere anche nella libreria di mia madre. Oppure il libro che "si, ok, l'ho letto, ma... non mi dice molto" e così anche se se ne va di casa, non ne sento la mancanza per niente.

Poi qualche oggettino ricevuto in regalo ma che proprio proprio non mi piace. Probabilmente anche regali fatti da me ad altri avranno preso la via del bidone o del mercatino di beneficenza... non ho la presunzione di essere bravissima a indovinare i desideri e i gusti altrui. Io però ho un difetto notevole: se mi regalano qualcosa che considero una ciofeca, faccio fatica a liberarmene. Magari l'incantono nell'angolo più buio del mobile che meno apro di tutti.
Ma resta lì. Perchè penso che la persona ci rimarrebbe male a sapere che l'ho gettata via. E poi è costata dei soldi... insomma, rimorsi a gogo per qualcosa che proprio non posso vedere. Ridicolo, no?
Bene, via, al mercatino!

Commento di mio padre quando sono arrivata con il "regalo non gradito":
"ma lo sai quanta roba di questo genere hanno al mercatino? è pieno!"

Ah, bene, allora non sono l'unica

Speriamo che le vendite vadano bene, perchè le buone cause hanno sempre bisogno di risorse e magari tutti questi oggetti dimenticati, non voluti, considerati brutti, passati di moda finalmente troveranno un estimatore e un degno posto a casa di qualcuno. Qualcun altro, non io!



1 commento:

  1. Commento di mio padre quando sono arrivata con il "regalo non gradito":
    "ma lo sai quanta roba di questo genere hanno al mercatino? è pieno!"

    Ah, bene, allora non sono l'unica


    E pensa se quegli oggetti ti ritornano in regalo per "fare il paio con quello mooolto simile che ti ho regalato tempo fa!"

    Rimane solo Stella....
    Roberta

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