lunedì 7 gennaio 2013

C'era una volta...

C'era una volta... questa sera nel bel mezzo del posto della mia città più deputato a parlare di favole, il museo delle bambole (un luogo magico), con alcune signore siamo finite a ricordare i veri finali di alcune delle favole più famose.


...prima che arrivasse la censura, prima che i genitori pensassero che certe fiabe - che raccontate attorno al fuoco dopo cena avevano un certo fascino - scritte su carta sembravano davvero truculente e molto, ma molto prima di Walt Disney e delle sue incredibili dosi di zucchero...


Biancaneve aveva problemi con l'invidia e la cattiveria di sua madre e non di una matrigna (ma il perbenismo ottocentesco decise di trasformare quella mamma carogna in una matrigna invidiosa, cambiando di molto il punto di vista dalla violenza familiare a quella delle famiglie ricostruite e togliendo l'incubo del vincolo di sangue...)


Cenerentola fece uccidere le sue sorellastre (il che, tutto sommato ci stava anche bene...) subito dopo il matrimonio.


La nonna di Cappuccetto Rosso non è mai stata tirata fuori dalla pancia del lupo (mentre il taglialegna arrivava prima che ingoiasse la ragazzina) e qui siamo sul realistico: quale lupo ingoia il cibo senza sbranarlo? e che nonna avrebbe avuto Cappuccetto se dal pancione del lupo avessero tirato fuori quel che c'era??


Insomma, le fiabe di una volta, quelle che si raccontavano "a trebbo", quando cioè nelle serate invernali ci si trovava dopo cena attorno al fuoco oppure nella stalla, perché lì il calore era decisamente più forte e più economico e partivano i racconti, appunto le fiabe, spesso simili in vastissime parti del mondo... mica erano favolette per far addormentare i bambini! erano racconti per adulti, per tutti. 


E come oggi la gente fa la fila per un horror o adora quei film che ti fanno salire il brivido su per la schiena, anche le favole avevano un bel senso del dramma, della cattiveria, del proibito.


In fondo, le fiabe altro non sono che le figlie dei racconti mitologici e, per Diana! se non ci sono accadimenti truculenti e incestuosi nell'Olimpo o nel Walhalla... dove le vogliamo trovare? 


Ma qualcuno ad un certo punto decise che dovessero essere racconti della buonanotte... e i finali o i dettagli scabrosi cominciarono a scomparire.


E poi arrivò Walt Disney... e i bambini si trovarono in un mondo a leggere tinte forti, ma con il panorama e il finale tutto burroso e zuccherato... 


Per fortuna che Hansel & Gretel sono rimasti molto ma molto cattivi (anche la strega mica scherzava) e anche Barbablu ha dato del bel filo da torcere a tutte le sue mogli... insomma, qualcosa è ancora sopravvissuto.


Caso vuole che - a parte questa piccola discussione di stasera - io in questi giorni stia leggendo la versione originale di Peter Pan. Certo, non è una "fiaba", nel senso che non ha origini ancestrali come le fiabe raccolte dai Fratelli Grimm o da Perrault, ma... accipicchia! anche lì mica si scherzava! Insomma, Capitan Uncino fa fuori qualche suo scagnozzo se gli gira storto... e nella battaglia tra i bambini perduti e i pirati, i pirati muoiono e di brutto! 


E Peter Pan è pure un bel po' stronzetto, con tutto quel suo egocentrismo... sinceramente ho rivalutato questa storia, trovandola più divertente delle varie riduzioni cinematografiche e di animazione. 


Sarà che sono adulta e un po' di sangue ogni tanto mi ci vuole nei libri così da sfogare certi nervosismi che la vita reale mi crea??? 

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