lunedì 16 giugno 2014

Ricordi d'infanzia


Sabato chiacchierando con mia zia e mio zio ho fatto un salto indietro con la memoria ai giorni in cui ero bambina e i miei, insieme agli zii, gestivano la libreria.

I miei sono ricordi di compiti fatti scrivendo nel mio quaderno appoggiato sopra una pila di quaderni incellophanati pronti per essere venduti, mentre attorno a me i clienti e i librai si scambiavano parole, suggerimenti, consigli e così via.

mi è venuto in mente il "posto" dei poster, quel "coso" in metallo, che conteneva le bustone di plastica che proteggevano i poster e che adoravo sfogliare pensando a quale avrei voluto appeso in camera mia. e pensando ai poster (che - diciamocelo - in verità i più belli, almeno per la mia adolescenza, non erano quelli della libreria di casa, ma quelli della San Giovanni, con tutti i cantanti degli anni Ottanta in bella mostra!!!) mi è venuto in mente il mio posterone della tigre, un musone di tigre grande quanto il poster, appeso sopra il piccolo armadio che avevo ai tempi in cameretta... l'unica tigre che mi fu concessa: io la volevo vera, ma chissà perché, non me l'hanno mai presa (però ebbi il gatto Tiger!). la foto qui sopra non è proprio quella del mio poster, ma me la ricorda moltissimo. la mia però guardava nell'obiettivo, così tu guardando il poster eri occhio ad occhio con questa magnifica bestia.

ho ricordato il mio primo resto ad un cliente. che panico! avrò avuto sui 10 anni e mio zio mi mise alla cassa, mi spiegò come battere gli scontrini e mi disse "ora fai tu".
dovevo dare un resto ad una cliente che pagava con 10mila Lire e andai in tilt. eppure ero brava in matematica! perché ora non ci riuscivo? perché la sottrazione non mi veniva facile??
mio zio mi lasciò fare e pure il (o la... non ricordo più) cliente fu paziente a alla fine ce la feci.
poi, quando il cliente uscì dal negozio, mio zio mi svelò il segreto: "non fare la sottrazione, parti dalla cifra che deve pagare e tira fuori soldi fino ad arrivare a quanti lui te ne sta dando. così è più semplice". WOW!!

i ricordi legati alla libreria sono tantissimi, questi sono solo alcuni. per me quello era un luogo fantastico, che amavo molto e quando 13 anni fa i miei zii decisero di chiudere mi pianse molto il cuore.
ora ha riaperto a Marina di Ravenna, ma purtroppo, per me ovviamente, non è a portata di mano e poi non è più quella dove ho imparato ad amare i libri...




4 commenti:

  1. Bhe, tu volevi una tigre, io desideravo un Fortunadrago, un VERO Fortunadrago. Mi sa che il desiderio più realizzabile, fra i due, era il tuo!!!

    Anna
    crocettando.iobloggo.com

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  2. ciao! Vengo da Barbara e mi sono fermata qui a leggere questo tuo post.
    Ora non sò se parliamo della stessa libreria se parliamo della stessa città, ma anche da me ai bei tempi c'era una bella libreria di nome Tarantola dove da bimba andavo sempre a prendere i miei libri di scuola e non.qui a Sesto San Giovanni, stiamo parlando dello stesso luogo e tempi?..se si, mi hai fatto emozionare!
    Bellissimo..

    aspetto risposta curiosa ^_^

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    1. eppure avvero risposto! dove è finito il mio commento??? uffa!

      la Libreria Tarantola di cui parlo io era a Ravenna (ora è a Marina di Ravenna), ma nel nord Italia ci sono diverse librerie Tarantola, nate da una famiglia di librai che si sparse via via in tante città del nord del paese. questo è ciò che mi ha sempre raccontato mia madre che - insieme a sua sorella - rilevò la libreria in questione dal sig. Tarantola di qui.

      ciao

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