mercoledì 27 settembre 2006

Tempi andati


A dimostrazione del fatto che io, e non solo io, appartengo ad unaltra epoca... vorrei omaggiarvi di questa immagine:



(n.b. la foto lho rubacchiata da uninserzione fatta su ebay: questione di rapidità)


Che cosè? E il mezzo chiamato "macchina da scrivere manuale portatile" sul quale la sottoscritta ha imparato a digitare a 10 dita.


Dattilo era una delle mie materie più odiate! Avevo 5 per tutto lanno e poi allultimo compito in classe, mi impegnavo con la classica goccia di sudore che scendeva dalle tempie e tutte le scritte "mafalda ama la mamma" erano giuste... così beccavo il voto adatto ad evitare un recupero a settembre (in dattilo! sarei stata lunica ovviamente!)


Il problema non era tanto nel beccare le lettere giuste senza guardare la tastiera (vi ricordate, oh voi che come me avete fatto dattilografia a scuola... quando vi mettevano il bastardo foglio di carta sopra le mani affinchè non vi venisse in mente di buttare giù lo sguardo?), quelle mi ricordavo benissimo dove abitavano.


Il problema era convincere il mignolo, in particolare della mano sinistra, a mollare il suo amato vicino e fratello anulare... perchè nelle macchine manuali per digitare una semplice "a" dovevi fare una contorsione del mignolo non da poco! i tasti erano tutti belli pesantucci, e per alzare il dentino metallico e convincerlo a battere sul nastro di inchiostro dovevi picchiare il tasto fortemente abbassandolo ben bene.


Il mignolo adorava il suo amico anulare e così il risultato il più delle volte era un bel "sa" e poi dovevi mollare la tastiera e staccare i due dentini della a e della s che nel frattempo si erano innamorati nè più nè meno che il mignolo e lanulare...


Ieri sera sono finita in argomento "macchine da scrivere manuali" con unamica che come me ha imparato luso delle 10 dita sulla tastiera su una parente della macchina di cui sopra la bella foto. E così ci siamo confrontate sui dispiaceri e sulle torture della tastiera pesante e degli incastri dei dentini... un giro su Ebay ci ha fatto ritrovare le vecchie macchine da tortura a noi ben note... poi sono finita addirittura a trovare la Valentine che avevo io: macchinetta portatile, con cassetta in plastica rigida dove infilavi la macchina che nel retro (dietro al rullo) aveva una bella maniglia in tinta. Credo fosse più vecchia di me, se non erro era di mio padre, ragioniere pure lui... giusto per dare unidea...


Stamattina in ufficio ho chiesto subito con mio padre, sicuramente la Valentine è ancora in casa, chissà nascosta dove... ma pure lui aveva uno sguardo da "amarcord"... insomma... ci siamo fatti tutti le ossa su quelle incredibili macchine...


oggi non devi più inserire nel rullo la carta, fare attenzione che il nastro non sia piegato, usare il bianchetto per cancellare (e poi si vede comunque), tirare la leva per andare a capo, slogarti le dita per poter scrivere la più banale delle frasi...


e soprattutto oggi puoi permetterti di pensare in ordine sparso, tanto prendi il mouse, torni con il cursore dove vuoi mettere un aggiunta e via... no, allora il pensiero doveva essere per forza lineare... lettera dopo lettera, parola dopo parola, riga dopo riga... se no... tiravi via il foglio, lo appallottolavi e ricominciavi da capo...


6 commenti:

  1. ma non è divertente come avere le dita che pensano per gli affari propri!!!


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  2. le nostre dita pensare agli affari propri??? ma tu... tu... stai svelando che nella chiacchierata tra la mia amica e me c'era dell'altro ;))

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  3. si, un po' di pelo di gatto sparso sotto al monitor... ;PPP

    Mamigà

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  4. ...io sono stato rimandato in dattilografia...

    e anke in stenografia(ke materia stronza)...

    ma la olivetti 32 lettere la adoravo... ti sentivi Hemingway anke se scrivevi solo "mafalda ama la mamma"...

    Cmq... altri tempi e altre storie.

    Non ti ci divertire troppo!!!

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  5. Ahi ahi ahi, meg....

    Quando si comincia con gli amarcord vuol dire che si sta invecchiando.... Mia cara benvenuta nel club della nostalgia!

    PS. Non c'entra un tubo, ma lo stesso problema del mignolo che non ne vuol sapere a me succedeva con un'altra tastiera: quella della chitarra!

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  6. @ fully... vorrei ricordarti che io non invecchio... divento grande ;)))


    oltretutto non sento per niente la nostalgia di quell'accessorio paragonabile ad uno strumento di tortura... era l'unica materia in cui andavo male davvero!

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