domenica 23 settembre 2007

Quei ragazzi non hanno la minima idea: nessuna idea di cosa sia tornare a casa alla mia altra vita, quella triste e immaginaria, due stanze, una stufetta e un gatto che dorme, essere noto a generazioni di studenti di geografia come Smith il triste, starsene sdraiato sveglio la notte con un nodo allo stomaco, a guardare fuori le stelle elettriche, ogni setlla una finestra, ogni finestra una casa. Ma, come dice Spider, quando cice qualcosa, il che non accade tanto spesso, quelle cose non fanno per noi. Casa, moglie, bambini. Quelle cose sono per la gente comune. Gente regolare. Gente con vite immaginarie.


Tratto da "Profumi, giochi e cuori infranti" di Joanne Harris.


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