domenica 17 maggio 2009

Ode o elegia al libro...


Ode, perchè comunque li adoro!


Elegia, perchè mi mancano i "cari bei vecchi tempi"...


Ieri sera mi stavo lanciando in una silenziosa sequela di accidenti a come vengono bistrattati i libri in questi "tempi moderni" e ho fatto un rapido pensiero ai "cari bei vecchi tempi" per lappunto...


Io sono figlia di libromani, oltretutto quando avevo meno di un anno, mio nonno comprò a mia madre e sua sorella una libreria. Una di quelle librerie di "una volta", niente  che vedere con le attuali.


Prima di tutto cerano sicuramente meno libri, ma erano comunque disordinati più o meno come nelle librerie attuali.


Però cera il libraio, cosa che oggi te la scordi: oggi ci sono solo commessi. Una volta entravi in libreria con le idee o chiare e precise e quindi chiedevi al libraio: "mi scusi ce lha il tal libro?". Lui ti diceva subito si o no: conosceva la sua libreria a memoria, si dirigeva a colpo sicuro verso langolo di scaffalatura che conteneva il libro che ti interessava, lo afferrava e te lo passava in un attimo. Oppure se non cera, si segnava gli estremi e ti diceva di tornare il tal giorno: faceva le sue ricerche, chiamava il magazzino e ti procurava il libro.


Oggi, oggi il commesso se gli chiedi "ce lhai il tal libro?" la risposta che ti dà è "boh, adesso guardo nel computer" e già questo non è proprio come una volta... poi il computer darà il suo responso: cè e quindi Bene! oppure, non cè e quindi? quidi ARRANGIATI!!! La depressione ti viene quando rientrando a casa frustrato perchè non hai il tuo libro, pensando che non lo potrai mai avere, ti giri 2 nanosecondi sul web e scopri che il libro esiste, è pure in offerta e quindi puoi averlo... Allora ti chiedi: cosa ci entri ancora in libreria a fare???


Poi cè la giornata in cui entravi in libreria con le idee confuse: andavi dal libraio e gli dicevi che avevi voglia di leggere, ma non sapevi cosa... il libraio che conosce i suoi lettori molto bene (ed è comunque un ottimo venditore, nonchè appassionato di libri a sua volta), ti portava nella direzione giusta, ti mostrava 3 o 4 titoli di cui ti raccontava qualche breve passaggio e le sue opinioni di quando lha letto a sua volta... la tua idea confusa cominciava a schiarirsi ed uscivi dalla libreria con uno o due libri di cui eri ben convinto...


Ora, io, visto che il libraio lo conoscevo di persona e intimamente (ho per la testa in questo momento mio zio, per lesattezza), sapevo che il libro spesso non lo aveva letto (beh, è normale: è materialmente impossibile che potesse leggere tutti i libri venduti, leggeva molto, ma cè un limite!), ma in verità lo sapeva anche il cliente abituale: era il gioco delle parti, ci stava tutto e di solito il consiglio era comunque azzeccato. Proprio perchè il libraio ti conosceva, ascoltava le opinioni e i commenti di lettori come te sui libri già venduti e ne faceva tesoro.


Quello che oggi ci tocca cercare in internet lo avevamo sotto casa con laggiunta del contatto umano... e scusate se è poco. Oh, si certo, ora possiamo contare su più opinioni... ma a me piaceva più prima! Provate ad entrare oggi nelle librerie e chiedere un consiglio su un libro: vi va bene se trovate un commesso con la passione dei libri... ma il più delle volte il commesso vende libri per necessità: fossero invece scarpe, benzina o un etto di prosciutto, per lui sarebbe la stessa cosa...


E poi cè la ragione per cui il mio pensiero è corso ai vecchi tempi, la ragione scatenante di ieri sera: le etichette del cavolo attaccate sulle copertine!!!


Mi hanno insegnato il rispetto per i libri: non ci si scrive sopra, le copertine non si rovinano (mia madre è talmente paranoica che riesce a non lasciare segni nella brossura dei libri tascabili: io non arrivo a tanto... voglio poter leggere le pagine senza incastrare il naso nel libro!) e lunica concessione al "deturpamento" di un libro è tagliare via langolino con il prezzo o metterci unetichetta sopra per nasconderlo in caso di regalo.


Oggi in libreria trovi libri con seicento etichette sopra: il codice a barre per il prezzo, il primo sconto, il secondo.... la maggior parte sono etichette rimovibili senza rovinare la copertina, ok... ma... il libro di ieri sera il codice a barre ce laveva sulla copertina, nel bel mezzo del nome dellautore! è unetichetta non rimovibile, quindi avrò il libro per sempre segnato da unetichetta bianco-sporco, con il codice a barre su una copertina grigio fumo... E visto che il prezzo era già indicato da ben altre 2 etichette: la prima che ti diceva che era un libro a soli 5.99 euro e la seconda che ti diceva che era un libro nella sezione speciale a soli 3.50 euro... io cliente già ero informata del prezzo... letichetta bastarda non poteva starsene dietro? ad uso esclusivo del commesso al momento del pagamento?


Insomma, continuerò ad adorare i libri... ma il ricordo di come venivano gestiti e venduti una volta dagli operatori del settore lo rimpoiango davvero... e quel che mi spiace sempre più è constatare che oramai compro più sul web che dal vivo... perchè tanto il "fattore umano" è diventato scarso e a volte pure fuorviante...



4 commenti:

  1. una cosa "simile" mi è capitata al Decathlon che si fa tanta pubblicità di " specialisti delo sport". io e Luca cercavamo dei pattini a rotelle, così per fare un po' di movimento. C'erano quelli prodotti da loro e quelli di un altra marca, con una differenza di prezzo di circa 20 mila lire. Così recuperiamo il commesso "esperto della sezione" e gli chiediamo un paio di informazioni. Alla richiesta "ma come mai questa differenza di prezzo?" Il commesos risponde che c'è perchè sono migliori. Quindi gli si chiede perchè sono migliori. La risposta del commesso è stata: "perchè costano di più".


    E dopo questa perla di competenza decidemmo che qualsiasi cosa avessimo voluto acquistare là era meglio fare da soli.

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  2. @Laura: LOL! Davvero mitica :)


    @Meg: mi hai fatto venire una gran nostalgia con questo post! Però hai ragione su tutta la linea, manca anche a me il vecchio caro libraio :)

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  3. uh, anche io detesto a morte le etichette attaccate sui libri...e figurati, mentre leggo se non ho a portata di mano un segnalibro (qualsiasi) non riesco a fare come fanno alcuni, cioè piegare l'ultima pagina letta per tenere il conto di dove si è arrivati...lo so che è pura paranoia, ma proprio non ce la fò!;-)

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  4. oddio, le "orecchiette" ai libri per tener il segno non le ho mai sopportate neppure io!!!

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