giovedì 26 ottobre 2006

Riti mattutini


Ogni mattina lavorativa, salgo in auto e parto alla volta dellufficio. La strada è sempre quella, la stessa che facevo anche per il lavoro precedente, visto che anche prima lavoravo in centro.


Percorro i viali che portano in stazione e passo di fianco ai Giardini Pubblici; quando arrivo allaltezza del grande prato dei Giardini, volgo sempre lo sguardo verso la cupola di Santa Maria in Porto. Non so perchè, ma le geometrie pulite di quella cupola mi affascinano da quando ero bambina.


Da qualche tempo mi sono accorta che è una sorta di rito immancabile: lo sguardo vola lì automaticamente e se un giorno mi scordo, il giorno dopo mi sembrano secoli che non la vedo... chissà come mai...


Altro rito mattutino che se non cè è un grave male... Radio Capital. Lautoradio è puntata lì da sempre, solo che nella mia città non si sente sempre bene, basta girare un angolo (alcuni li conosco alla perfezione) e perdi tutto e al posto della mia radio preferita ti becchi un po di Lissio Romagnolo... magari dallunica radio in Romagna che ancora dà liscio. Ci sono giorni che addirittura non la prendi nemmeno a scongiurare in aramaico il santo protettore delle linee di frequenza... e quei giorni sono tutta una ricerca di una degna stazione sostitutiva (mi piace anche Radio DeeJay, ma la musica non è sempre il massimo...)


Stamattina appena ho inserirto la chiave e acceso il motore è partita dalla prima nota questa canzone qui sotto. E mi ha accompagnato per tutto il percorso fino in ufficio: non cera traffico (miracolo) e sono bastate la durata della canzone e le previsioni del tempo per arrivare al lavoro, quindi per oggi la canterò allinfinito... ho la luna e le stelle in testa che mi fanno compagnia...


Anna e Marco


Lucio Dalla

Anna come sono tante
Anna permalosa
Anna bello sguardo
sguardo che ogni giorno perde qualcosa
Se chiude gli occhi lei lo sa
stella di periferia
Anna con le amiche
Anna che vorrebbe andar via

Marco grosse scarpe e poca carne
Marco cuore in allarme
con sua madre e una sorella
poca vita, sempre quella
Se chiude gli occhi lui lo sa
lupo di periferia
Marco col branco
Marco che vorrebbe andar via

E la luna è una palla ed il cielo è un biliardo
quante stelle nei flipper sono più di un miliardo
Marco è dentro a un bar
non sa cosa farà
poi cè qualcuno che trova una moto
si può andare in città

Anna bello sguardo non perde un ballo
Marco che a ballare sembra un cavallo
in un locale che è uno schifo
poca gente che li guarda
cè una checca che fa il tifo
Ma dimmi tu dove sarà
dovè la strada per le stelle
mentre ballano si guardano e si scambiano la pelle

E cominciano a volare
con tre salti sono fuori dal locale
con un aria da commedia americana
sta finendo anche questa settimana
Ma lAmerica è lontana
dallaltra parte della luna
che li guarda e anche se ride
a vederla mette quasi paura

E la luna in silenzio ora si avvicina
con un mucchio di stelle cade per strada
luna che cammina
luna di città
poi passa un cane che sente qualcosa
li guarda, abbaia e se ne va

Anna avrebbe voluto morire
Marco voleva andarsene lontano
Qualcuno li ha visti tornare
tenendosi per mano


1 commento:

  1. che belli i riti mattutini. Quando mancano senbra che la giornata parta in modo diverso. Per fortuna anche la casa nuova ha un bar decente dove poter ritualizzare con cappuccio e brioches....

    RispondiElimina