martedì 12 febbraio 2008

Ieri sera...


... sono uscita dopo le 7 e mezza dallufficio, così per comprare qualcosa per cena sono andata allIpermercato rientrando quindi a casa che erano quasi le nove di sera...


... i miei, non vedendomi per il rituale saluto che faccio da loro prima di salire al mio appartamento mi hanno telefonato (come sempre 2 minuti prima che varcassi la soglia di casa) per sapere dove fossi finita...


... così, invece che aprire semplicemente la porta e salutarli, quando sono rientrata in casa sono proprio entrata e ho scambiato due battute con loro mentre mio padre stava cominciando quello che è il suo rituale da qualche settimana a questa parte: la sistemazione sistematica di tutte le fotografie di famiglia...


... io sono lì che parlo con loro quando...


... mi cade locchio su qualcosa che non quadra e chiedo ai miei:


"scusate, ma voi vi siete resi conto che avete un gatto non vostro in casa?"


"cosa?!? come!?!"


"quello lì che sta mangiando è il gatto Romeo: lui vi ha adottato da mesi, ma voi lo avete rifiutato categoricamente fino ad oggi. Vedo che ha raggiunto il suo obiettivo!"


"ma... come ha fatto ad entrare??? non ce ne siamo accorti!!"


La scena era così: il gatto adottante Romeo stava beatamente mangiando nelle ciotole dei gatti dei miei con una tranquillità che solamente i felini possono dimostrare anche quando sanno di trovarsi in un luogo dove non dovrebbero essere. Attorno a lui cerano Horatio e Leila che lo guardavano con gli occhi sgranati che dicevano chiaramente "ma come!!! che ci fa qui? lo hanno davvero adottato? dobbiamo chiamarlo fratello davvero????"


Mio padre si avvicina e Romeo continua a mangiare croccantini come se fosse tutto giusto così. Mio padre chiede "che faccio, lo prendo su?" con la voce titubante di chi non si fida a prendere in braccio un gatto che non conosce.


"vai vai, non vedi come è tranquillo?" ed in effetti Romeo si è fatto prendere in braccio senza fatica, anzi, era sorpreso e sembrava dicesse "ehi! mica ho finito di mangiare!!!"


Io lo prendo dalle mani di mio padre e mentre lo porto fuori di casa gli faccio un po di paternale "Romeo Romeo, lo sai che non è casa tua! Sei un mito di gatto, te lo dico tutte le volte che ti vedo, ma hai un padrone... dovresti andare un po anche da lui..." mentre dentro di me le uniche parole erano "mitico micione! ti adoro per la classe che hai!". Lo metto fuori di casa scortata da Horatio il quale è un grande amicone di Romeo e quindi non capiva bene come doveva reagire e dimostrava tutta la sua perplessità e difficoltà nella situazione.


Sembra proprio che il gattone stia facendo tutto il possibile per far capire ai miei che è il loro gatto... chissà che ne pensano i suoi veri proprietari?


3 commenti:

  1. Se sono intelligenti hanno capito che Romeo è un gatto normalissimo credo: approfittatore al mille per mille :)))

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