mercoledì 14 maggio 2008

Dallaltra parte


Sabato scorso qui nella mia zona cè stato il classico, purtroppo, incidente mortale: uno scontro in un incrocio, muoiono marito e moglie, le 2 bambine sono ferite e vengono portate in ospedale.


Purtroppo è cosa comune, non cè molto da dire su questo. Gli incidenti succedono, per distrazione, colpa, errore o semplicemente sfortuna. I giornali ne sono pieni tutti i giorni con le foto delle lamiere contorte che al solo guardarle ti senti male, con i dettagli del caso e più macabri sono più i giornalisti ci si soffermano... appunto, è cosa comune dei nostri giorni.


Non so voi, ma io spesso mi sono chiesta come potrei sentirmi se guidando causassi un incidente mortale. Io sono di quelle persone che se con le ruote dellauto mette sotto un rospo ci sta male, non parliamo di animali più grandi... credo che potrei piangerne pure. E ridicolo, ma sono fatta così.


Quindi immagino che se dovessi far male ad un essere umano ne uscirei davvero male. Molto male!


I giornali, però, di solito non si soffermano su questo: sullinvestitore. A meno che questi non sia scappato: allora si che ne parlano a spron battuto.


Da un lato trovo giusto che parlino del fuggitivo, perchè così magari questo si decide a tornare sui suoi passi e affrontare ciò che gli è capitato. Dallaltro trovo però un accanimento esagerato sulla materia.


Oggi però mi è capitato di leggere un articolo "contro corrente". Unintervista allinvestitore dellincidente di sabato di cui parlavo allinizio.


Una persona normale, uno come potrei essere io: aveva bevuto un solo Campari (non beve perchè ha lulcera), andava piano (era una strada sterrata e la polvere alzata già davanti a lui gli limitava la visibilità), non è fuggito, ma visto che aveva un passeggero che si è fatto male si è soffermato prima a soccorere il passeggero senza rendersi conto che nellaltra auto la situazione era peggiore.


Ha saputo in ospedale della morte dei due coniugi e da allora non dorme.


I giornali lo hanno dipinto come lubriaco di turno e lui ha cercato con questa intervista di far sentire anche il suo punto di vista.


Credo sia importante che si scriva anche di queste esperienze, perchè quelluomo NON è un assassino: è un povero Cristo, come potrei essere io, che si è trovato, suo malgrado, ad essere la causa di un incidente mortale...


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