mercoledì 21 maggio 2008

Il giardino dei vicini


Non entro nel merito di quanto le leggi che stanno per essere promulgate in merito di sicurezza siano giuste o sbagliate, anche perchè non ho le competenze in materia per capirci qualcosa.


Quello che mi perplime in questi giorni è il sentire che i ministri spagnoli dicono la loro su come lItalia deve o dovrebbe legiferare.


Non è la prima volta che altre nazioni guardano nel giardino italiano e dicono che siamo "belli o brutti", "bravi o cattivi" e via dicendo... possibilmente denigrando le scelte politiche, legislative o simili del nostro paese.


Ora, io non ho idea di come funzioni la stampa estera nei singoli paesi di appartenenza, ma... tutto questo dire e fare è un difetto italiano o tutto il mondo è paese?


Cioè: in ogni nazione si sta lì a riempire le pagine dicendo "la Slavonia ha detto che siamo tutti somari", "la Repubblica Pinco Pallino ci reputa arretrati"... o siamo solo noi italiani che diamo così tanto spazio alle opinioni, possibilmente negative che ci vengono indirizzate?


Non so... sinceramente, che uno sia o non sia daccordo con la corrente politica che in un dato momento governa la propria nazione, mi piacerebbe che in Italia si respirasse un po di orgoglio nazionale, di senso di appartenenza.


Non voglio arrivare allo sciovinismo francese... ma loro, ad esempio, qualunque critica venga loro lanciata, si inalberano e "la loro nazione è sempre migliore e voi che cavolo volete dirci come governare in casa nostra!". A volte sono esasperanti nel loro patriotismo e nel loro considerarsi meglio di tanti altri. Ma alla loro nazione questo è utile, dà senso di unità e coesione al di là delle opinioni politiche.


Ecco... secondo me a noi italiani, giornalisti in primis, manca un minimo di orgoglio.


Io sono la prima che fa mea culpa: non che non ami lItalia, non che pensi che in altri paesi si viva meglio "a prescindere da qualunque ragione". Però ammetto di avere sempre un senso di pessimismo nel giudicare le scelte dei nostri governi.


Eppure, nonostante questo mio pessimismo, non sopporto proprio che dallestero ci critichino con tanta facilità... Sarò mica un po francese dentro?


3 commenti:

  1. Dentro a un orecchio e fuori dall'altro. Ognuno di noi anche se non lo dice, ha la propria opinione su questa o quella popolazione. Dovessimo ammalarci per questo...

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  2. Il problema è che come hai notato tu l'"italiano medio" non è italiano. E' milanese, romano o napoletano, quando va "bene" è lombardo o siciliano, ma italiano mai.


    Non c'e' un orgoglio di essere italiani.. tranne nelle estati dell'80 e del 2006....

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  3. è vero, siamo napoletani, milanesi, toscani, e via così...


    lo so benissimo: io sono Romagnola e fiera di esserlo!


    Ma so anche di essere italiana... e, sarà forse perchè i romagnoli sono orgogliosi e zucconi... ma ci tengo all'unità nazionale, soprattutto nei confronti delle critiche estere.


    Insomma, dentro casa possiamo anche non essere d'accordo, ed è giusto così perchè il dialogo e il confronto è alla base di una seria crescita. Ma verso l'esterno dovremmo sempre mostrarci uniti.


    Io sono fermamente convinta che le nostre identità regionali, la nostra diversità, sia la nostra forza... solo se però sappiamo farne un uso corretto...


    Saranno parole al vento, ma ho voglia di dirle.

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