lunedì 14 aprile 2008

Cambio armadi


La mattinata di ieri lho passata con il naso dentro ad una metà del mio armadio. Comincia ad essere quella stagione dellanno in cui si devono cambiare gli abiti per la stagione in arrivo.


Questanno ho deciso di passare in rassegna il vestiario in modo più selettivo del solito. Il mio armadio, oltre ad essere nel solito disordine che riesco a creare in una stagione, risente dei cambi armadio veloci fatti negli ultimi tempi (almeno 2 anni) perchè quando arrivava il momento ero impegnatissima in mille cose tra lavoro e altro e così finiva sempre che mi limitavo a tirare fuori il nuovo e cacciare il vecchio alla "comecapita" via nelle scatole.


Ci sono cose che sono anni che non porto, non perchè non mi vadano di taglia, ma semplicemente perchè non mi ci trovo a mio agio, o per altre ragioni che, quali esse siano, non mi faranno mai piacere quel determinato capo. Poi ci sono quelle cose che sono troppo usurate per portarle fuori casa, ma in casa finisce sempre che indosso le stesse cose comode e quelle là non me le metterei mai...


Armata di sportona di carta ho aperto larmadio dalla parte delle grucce e, partendo dal piano basso a sinistra, ho affrontato ogni capo appeso, scegliendo cosa buttare via perchè oramai importabile, cosa mettere nella sporta di carta per la Croce Rossa, cosa mettere via per la stagione invernale prossima e cosa può rimanere perchè va bene per ogni stagione.


Il primo ragionamento che mi è spuntato in mente dopo un pochino che ero nel lavoro è stato:


"i primi 5 minuti sono stati i migliori per liberarmi delle cose inutili!"


Si, perchè appena apri sei decisa, certa e senza problemi pensi subito "questo non mi serve, quello non lo uso: VIA!" e la sporta per la Croce Rossa vede arrivare i suoi primi candidati.


Ma dopo qualche minuto che sei lì a lavorare, quando ti capita in mano una camicia che non indossi da tempo cominci a pensare "però... darla via? ma... potrebbe sempre tornarmi voglia di indossarla... quando la portavo mi piaceva...".


E magari finisce anche che ti perdi qualche secondo nei ricordi...


Per esempio... dalla parte alta dellarmadio sono spuntate fuori due camicie che mi hanno conosciuta minorenne... due cimeli degli anni 80! Ancora in buono stato, una che non metterei mai perchè non mi vedo più con quei colori (è indescrivibile come fantasia: rimane sul rosa, sono colori molto tenui, ma è talmente... che ne so... è indescrivibile e basta), laltra che tutto sommato cambiandole i bottoni potrei ancora usare.
La camicia riadattabile è volata fuori da casa in mia compagnia, è venuta dalla mia mamma e insieme abbiamo ragionato sul "bottone ideale" per riconvertirla un attimo. E ora è nelle mani materne: la mamma, che ha molto più tempo di me, la porterà a fare una passeggiata in merceria a scegliere il set di bottoni per darle nuova vita.
La camicia-ricordo ma non convertibile... non sono stata capace di buttarla via: lho piegata e la metterò da qualche parte in una scatola. A volte dai ricordi non puoi separarti. Siano pur essi ricordi del tipo banale come "è tanto che ce lho e ai tempi mi piaceva molto portarla".


Non so voi, ma a me capita di avere strani rapporti con labbigliamento.


Mi capita di trovare un capo di abbigliamento con cui mi sento a mio agio e non me ne separerei mai, nemmeno quando comincia a sformarsi, mostra buchetti e non è più il capo di una volta. Ad esempio la casacca di felpa della tuta da ginnastica con il cappuccio che è la mia "casacca delle malattie": la indosso sempre quando sto male, sotto di essa indossoa cose calde tanto è larga, mi nascondo sotto il cappuccio, caccio le mani nelle tasche che hanno già qualche buchetto, e poi mi lascio prendere dal decorso dalla malattia: è un po la mia copertina di Linus. Dopo moltissimi anni di onorato servizio comincia a mostrare il fianco... ma io faccio finta di non vedere e continuo a lavarla e indossarla quando sto male o nelle serate fredde di tutti gli inverni...


Oppure mi capita di comprare un capo che mi piace tantisismo, ma di litigarci sempre: tipo che ogni volta che lo indosso immancabilmente mi macchio. Oppure si scuce sempre in un posto diverso, o perde i bottoni, o altre robe antipatiche che alla fine ti fanno odiare il capo: ma è nuovo... usato pochissimo... meglio tenerlo lì, non si sa mai... prima o poi faremo la pace...


Per fortuna sono riuscita a liberarmi comunque di molte cose che davvero erano anni che stavano lì a non fare niente. Come alcune camicie da uomo che mia madre, disperata, mi aveva passato togliendole dagli armadi di mio fratello: "sono nuove, lui si rifiuta di portarle, magari tu per casa puoi metterle. Mi scoccia buttarle!". Io poi le ho portate pochissimo perchè non mi ci trovavo comoda... nelle sporte della Croce Rossa possono diventare utili a chi può davvero aver bisogno di una camicia...


Il dramma maggiore sarà il prossimo week-end quando affronterò laltra parte dellarmadio: le scatole con magliette, pantaloni e simili. Lì la componente ricordo è molto più forte.


3 commenti:

  1. Non mi piace per niente il lavoro del cambio stagionale e quando proprio lo DEVO fare mi avvicino all'armadio ripetendomi una sola frase, come se fosse training autogeno: SENZA PIETA'! se no non riesco a buttare via niente.

    RispondiElimina
  2. io ho una felpa fucsia con su snoopy che il 10 settembre di quest'anno farà 18 anni di onorato servizio.

    RispondiElimina
  3. bè mi fa piacere constatare che il cambio stagioni indumenti è una croce per altre persone e non solo per me!!! ;-p

    e mi consola anche sapere che non sono l'unica ad avere dei vestiti nell'armadio ormai invecchiati tipo vino!! E consola constatare che non sono l'unica che tiene in armadio capi per affetto!!

    Il mio armadio ha la capacità di rinnovarsi in parte, perchè ce n'è una che è statica. I capi rimangono sempre lì perchè mi dispiace buttarli, più per affetto che per uso.

    anch'io ho robe datate tipo un abito stile romano impero del 90 credo, maglie decennali e anche robe che per taglia non metto più ma mi si spezza il cuore buttare.

    Figurarsi che ho anche cose di mia madre e di un'altra persona risalenti ai 60/70...vero e proprio vintage!!

    E la cosa che mi consola di più leggere è che sembra "normale" avere capi cosiddetti "per la casa"!!!

    A volte tenevo più cose per la casa che per uscire, la scusa per non buttare era sempre quella!

    Io ancora non ho il coraggio di fare il cambio stagionale, ma fa che mi venga per una buona volta anche a me la forza di non avere pietà e riuscire a buttare....a cosa posso pensare?

    Che poi ho più spazio per cose nuove??!!...mumble mumble!!

    RispondiElimina