sabato 5 luglio 2008

Quando rompere le balle significa fare una buona azione


Da qualche mese lavoro in "piccionaia". Chiamo piccionaia il secondo piano dellufficio, che potrei anche chiamare "piani alti", visto che ci siamo solo i titolari della società ed io, ma "piccionaia" mi piace molto di più. Piani alti sembra quasi che non faccia una cippa dalla mattina alla sera, salvo pubblic relations, invece io sgobbo tutto il giorno, spesso le sere, quasi sempre i sabati e purtroppo pure qualche domenica... quindi non mi sento ai "piani alti".


Ecco... qui in piccionaia da mesi sento lo zampettare nel sotto tetto dei poveri uccellini che in qualche modo ci finiscono dentro e non possono uscirne. Non ho modo di salire lassù perchè per accedevi cè una botola di non facile apertura. Non cè nemmeno modo di far si che i volatili non ci finiscano più: siamo in affitto e non possiamo fare tutte le varianti che ci pare.


Negli ultimi giorni lo zampettare era davvero intenso, così, a forza di sfracassare le balle al marito di mia cugina che spesso è qui per fare qualche piccolo lavoretto, oggi sono riuscita a fargli aprire la botola.


Una rondine era morta già da tempo, ma una era lì viva e vegeta e pure bella spaventata. Me lha portata giù in una scatola e visto che dovevamo uscire per fare una commissione e guidavo io, la deviazione al centro raccolta volatili e ora la piccolina (che poi è un rondone, lo immaginavo, ma ho aspettato la conferma: non sono unornitologa esperta, anche se la differenza tra rondine, rondone e ballestruccio la so) è in buone mani.


Le ho fatto una foto da dentro la scatola, ma ora non posso scaricarla. Non so nemmeno se è venuta bene, ma era così spaventata che mi sembrava crudele stare lì a spararle del flash inutile. Se è venuta, più tardi la posterò.


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