mercoledì 30 agosto 2006


Caro diario,


ieri sera ho fatto le ore piccole e oggi sono qui abbastanza stanca. Onestamente non vedo lora che si faccia il momento di andare sotto le coperte.


Le ore piccole le ho fatte con la classica uscita annuale con gli ex compagni delle superiori. Appuntamento nella piazza del mercato nuova alle 21. Siamo soltanto in tre: dobbiamo andare a Milano Marittima dove R sta lavorando come cameriere di sala e ci raggiungerà al ristorante appena finito di lavorare e La è più comoda ad andare direttamente lì. Quindi saremo in 5. Caspita di 20 persone ora soltanto 5 hanno voglia o possono venire.


Beh, molte davvero non hanno più voglia di sapere niente degli altri. Altre invece sono impossibilitate: eravamo 15 femmine e 5 maschi. E piano piano le ragazze stanno tutte trasformandosi in mamme. Lasciare i bambini la sera non è sempre facile... peccato perchè in fondo è bello incontrarsi una volta ogni tanto.


Io manco a questo appuntamento da 2 anni: lanno scorso è capitato il giorno dopo la notte che mi suonò lallarme in ufficio. Quella notte avevo dormito si e no 2 ore e la sera dopo non ero di gran compagnia.


Così sono in arretrato di 2 anni di aggiornamenti. E di cose ne sono cambiate!


R non sta più con la sua compagna. E per questo che ha ripreso a lavorare al mare e non ha più il bar. Ora vede i suoi due bambini ogni tanto, come capita spesso quando i genitori si separano. Lo vedo meglio di 2 anni fa, eppure leggo anche tristezza nei suoi occhi. In fondo stava con la sua compagna già ai tempi delle superiori... una relazione lunga, lunghissima ora finita. Non so perchè: fa parte di quel genere di cose che non si raccontano in queste riunioni.


P è sempre sposato, sono 3 anni oramai. E lui era uno di quelli "matrimonio mai!". Adesso stanno pensando di mettere pure in cantiere un erede, magari il prossimo anno. Intanto si allena con i nipotini.


Li continua a convivere con il suo compagno: ormai 5 anni. Nessuno dei due pensa di avere figli. I nipotini in questo caso bastano.


La è sempre a Milano: ora ha comprato casa, ha una storia, ma non è molto sicura che sia una di quelle che continueranno. E qui a casa dei suoi per le classiche 3 settimane di ferie che riesce a prendersi una volta lanno.


E poi ci sono i compagni che non sono presenti, ma di cui si sa ancora qualcosa. P è sempre il collante della situazione: dal suo banco al mercato riesce a sapere molte cose più di tutti gli altri.


Le notizie che più mi hanno spiazzato sono quelle su E. Te la ricordi, diario, vero? La grande potenziale amicizia della mia adolescenza che io non ho saputo cogliere. Ho rovinato tutto con lei e ora non ci sentiamo nemmeno più. O meglio, le mando gli auguri a Natale con uno striminzito SMS. Era lepoca in cui non sapevo fare a gestire le amicizie, ero sola come non mai, in crisi con me stessa più che con il mondo. Non ho saputo apprezzare, né cogliere la mano che E mi aveva offerto. E così lho persa come amicizia. Per sempre.


E ora è mamma, si, ma mamma 4 volte! Caspita! E io che 2 anni fa lavevo lasciata mamma della piccola M e in attesa di un secondo bimbo... il terzo parto è stato gemellare! Sono sicura che E e G siano genitori fantastici. Avevano quel modo tranquillo e sereno di affrontare la vita. Non voglio dire che non avessero problemi, ma sembravano sempre allaltezza della situazione e soprattutto sempre uniti... e pensare che in buona parte se sono insieme è grazie a me... posso darmi una pacca sulla spalla, no?


Le altre notizie sono sempre dello stesso genere: tanti figli, rapporti iniziati, finiti...


E di me? Vuoi sapere cosa ho detto? Niente. Niente di nuovo. Lunica notizia che ho portato ai miei ex compagni di scuola è stata 3 anni fa: ho cambiato lavoro... per il resto io sono sempre io ai loro occhi. Magari un anno mi vedono più o meno gonfia del precedente... ma per il resto nulla.


Ho pure mentito. Eh, si diario. Beh, come sempre non è che ho mentito veramente: ho taciuto parte della verità. Alla domanda "vacanze" non me la sono sentita di spiegare dove andrò a passarle. Non che mi vergogni. Assolutamente. E che loro non sono le persone con le quali ho voglia di imbarcarmi nel genere di discussione che sorgerebbe se dicessi che io passo 5 giorni in un eremo... e non per la prima volta.


Mi trovo bene in compagnia dei miei ex compagni. Se no non risponderei "Si" ogni volta che chiamano. Però è unuscita di una serata. Niente di più. Nemmeno a scuola loro sapevano qualcosa di me. Ho abbastanza presente lidea che hanno di me. E sinceramente non mi importa che non sia la vera me stessa. Quella lì, quella profonda, o meglio, tridimensionale, quella che pur essendo sempre la stessa in verità in questi tanti anni è cambiata. Quella lì la conoscono le persone che mi sono vicine davvero.


Agli ex compagni di scuola interessa sapere se sei single, sposata, mamma e cose simili. E la serata passa via in tranquillità. Chiacchiere dei vecchi tempi: il prof X, il prof Y. Cosa facevamo in classe, cosa ci dicevano i prof. Che fine hanno fatto... un tuffo nel passato per qualche ora.


E poi a casa. Di nuovo alla mia vita di oggi.


P ieri sera diceva che lui ritornerebbe volentieri agli anni della sua adolescenza. Non gli sembravano un granchè allora, ma in verità si è divertito molto.


Io... Io non lo so. Quando guardo indietro nella mia vita... non so mai se vorrei rifare di nuovo la strada fino a qui. E stata bella, ma dura arrivare dove sono. E poi sono troppo curiosa di sapere cosa mi aspetta domani. Voglio diventare grande. Si, grande! Perchè 35 non sono abbastanza. Tra qualche giorno saranno 36. E poi ogni giorno che passa significherà ancora nuove esperienze, amici, gioie e dolori. Botte nei denti e soddisfazioni.


E perchè dovrei tornare indietro? No, grazie. Mi basta farlo poche ore allanno ridendo pensando alle scemate e poi voglio di nuovo pensare al mio futuro.


Beh, caro diario... forse non scrivevo su di te righe dai tempi delle superiori... quando avrò provato mille volte a tenerti e poi naufragavi perchè i pensieri giravano troppo verticosamente per poterli fermare sulla carta e apprezzare il giorno dopo.


Ma vedi, oggi cè internet: mica cera negli anni ottanta! Oggi esistono i blogs... queste forme di pensiero scritto che posso usare come cavolo mi pare e lasciare lì sul web. Lo possono leggere altre persone. Quindi è un falso diario: il diario è personale. Ma oggi, per oggi rubo un post al blog e lo regalo a te, diario che non sei mai sopravvissuto più di un mese. Perchè se di ex compagni devo parlare, lo devo fare con i mezzi che avevo allora.


Non so se tra 20 anni ti racconterò qualche altra cosa... ciao e forse a mai più... oppure no...


3 commenti:

  1. tu scrivi..."Quella lì, quella profonda, o meglio, tridimensionale, quella che pur essendo sempre la stessa in verità in questi tanti anni è cambiata. Quella lì la conoscono le persone che mi sono vicine davvero."

    Loro sono persone fortunate e lo sanno e sicuramente tu sai di essere fortunata ad aver trovato loro.




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  2. Innanzitutto, grazie per la visita... Io non sono mai riuscita a organizzare una cena di ex... e se da un lato mi dispiace, dall'altro mi sembra quasi più giusto così... mantengo qualche rapporto, ma la classe non esiste più... come quel tempo... Vive solo nella mia mente, nei miei ricordi, in quelle foto che un tempo trovavo orrende e ora mi sembrano magnifiche...

    A presto!

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  3. Dopo le prime volte, ho smesso di andare alle cene degli ex compagni di scuola. L'ho fatto perché ho notato che tutti mi sembrano meno interessanti di quanto lo fossero allora (e sarò anch'io così per loro, immagino): hanno meno spensieratezza negli occhi, poco, pochissimo da condividere ancora e i sorrisi forzati... meglio ricordarli come erano quando eravamo ragazzi e il mondo ci sembrava ancora tutto lì, pronto ad esser conquistato.

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