giovedì 2 agosto 2007

Cera una volta...


una ragazzina che per fare un po di cassa per la sua squadriglia, insieme con le altre guide passava ore a girare con la bici tirata a mano, il cesto pieno di depliant pubblicitari, suonando ai campanelli dei palazzoni dei quartieri popolari, sperando di essere aperta per poter distribuire i suoi volantini buchetta per buchetta.


il ricavato erano davvero poche lire, ma tutto faceva brodo perchè servivano soldi per finanziare i piccoli acquisti necessari per il campo scout, gli hikes e tutte le altre attività che organizzavamo. il lavoro era bello stancante, perchè non sempre la gente ti apriva, non dovevi buttare via i volantini (se ti beccavano erano guai), per ricavare poche lire dovevi distribuirne una quantità industriale, e via dicendo...


insomma... mi ricordo e so cosa significa fare volantinaggio.


però ultimamente ho un rigetto totale nei confronti della pubblicità nella buchetta delle lettere!


fino a pochi anni fa ne ricevevi alcuni alla settimana. oggi... beh, la mattina svuoti la buchetta mentre esci per andare al lavoro, nella pausa pranzo togli la poca posta seria e la tua bella dose di volantini mentre rientri, quando esci per tornare in ufficio ti hanno già fatto il pieno e la sera torni a casa che ne trovi altrettanta!


in questo periodo di superlavoro per un paio di mesi ho lasciato perdere la raccolta differenziata, nel senso che ho messo tutto alla rinfusa nello stanzino senza mai portarla nei cassonetti. ora che ho un pochino più di tempo mi rendo conto che è una guerra persa! ora che ho gettato via quel che avevo raccolto in due mesi... nellarco di una settimana ho radunato un altro chilo di carta inutile.


INUTILE!!! perchè dei seimila volantini che riceverò nella buchetta a me interessano al massimo solo quelli di due supermercati: i più comodi per me per fare la spesa. degli altri... nemmeno guardo il contenuto, perchè tanto non andrei mai a farci la spesa. delle pizzerie da asporto non mi interessa, delle svendite di scarpe da Pincopallino nemmeno... e così via fino allultimo bigliettino da visita dellombrellaio-arrotino che nemmeno vedi perchè si impiglia dentro le piege della brochure più grande...


è uno spreco, uninutile spesa pubblicitaria, uninutile utilizzo di carta e via dicendo risalendo la piramide del business del volantino.


ma non cè modo di difendersi! Nellappartamento di fianco allufficio, essendo morta la signora che lo occupava, su richiesta del figlio che abita lontano abbiamo messo un cartello "niente pubblicità, non ci abita nessuno"... a cosa serve? chi consegna questa pubblicità o è straniero e non conosce la lingua, oppure si sta trascinando buchetta dopo buchetta, in uno stato di noia mortale, cercando solamente di finire il suo malloppo di carta e non legge un cartello, nemmeno se è scritto grande e in chiaro modo... e così ogni due o tre giorni buttiamo via carta e carta.


io non sono unattivista ecologista, non credo negli estremismi in genere. però penso che gli sprechi palesemente inutili siano un insulto a noi stessi. e quello dei volantini è proprio uno spreco inutile... che tristezza


1 commento:

  1. può valere la pena scriverlo anche in francese e in inglese: spesso chi fa volantinaggio è un extracominitario che potrebbe provenire da una ex colonia francese o inglese.

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