sabato 8 luglio 2006

Si, puoi coccolarmi, ma solo in pubblico!


Il gatto Morgan si sta ricivilizzando, a piccoli passi, dettati direi più che altro dallo stomaco: i miei in estate se ne vanno al mare dal giovedì al lunedì, in pratica tornano a casa un paio di notti alla settimana più che altro per lavare i panni e sbrigare piccole commissioni in città. Risultato la famosa "locanda per felini di mamma Maria Gabriella" è a mezzo mezzo (e mezzissimo) servizio. Perchè io lavoro e apro le porte giusto il tempo per fa entrare e uscire i felini dei miei... non si sa mai con i tentativi di effrazione già avuti io non mi fido a lasciare aperto...


Per il gatto Morgan quindi il rischio è di dimagrire troppo: lui noto vagabondo (ecchecavoli è colpa mia! gli ho dato il nome di un noto pirata...) si avvicina al mondo civilizzato solo per mangiare e ora gli tocca cambiare abitudini... e bussare alla porta del secondo piano: la mia!


Ma il bello del gatto Morgan è successo stamattina. Già tempo fa ho notato che gli piace molto cazzeggiare con me sulla strada davanti a casa. In ogni altro luogo io non posso nemmeno avvicinarmi a lui... ne va della sua... boh, che ne so! lui si rifiuta che io mi avvicini. "Niente sdolcinatezze! sono un gatto io!" sembra il suo motto...


Davanti a casa però possiamo "non fare niente" insieme... il massimo per lui sarebbe che io passeggiassi su e giù e lui di fianco a me a farmi compagnia... come se fossi una pensionata che deve trovare il modo di far sera...


Oggi siamo usciti insieme dalla porta di casa. Arrivato al cancello ho dovuto chiedergli di allungare il passo che volevo chiudere: lui ha allungato il passo di "un passo" e si è seduto sul marciapiede. Mi sono chinata e gli ho chiesto se potevo dargli una pacchetta amichevole (non sdolcinata, ovviamente) sulla testa... lui praticamente mi ha detto che se tutti stanno guardando (cera gente!!) allora posso anche fargli coccole serie e sdolcinate. Sono pure graditi i grattini dietro alle orecchie... e tutta la sua teoria "sono un gatto e non mi abbasso alle sdolcinatezze????"... qualcosa mi dice che deve dimostrare qualcosa a qualcuno... non è tipo da fare niente senza motivo... lui!


Poi è arrivata Birba... tutta di corsa della serie "si fa festa senza di me! aspettatemi!!!", ma io dovevo andare a fare le mie commissioni e ho dovuto dirle che per lei le coccole ci saranno in altri momenti (io e lei ce le facciamo a tutte le ore: anche alle 3 di notte, se serve). Morgan, però, che è un gentilgatto, le ha dato due bei bacini sulla testolina e le ha detto "si, dai, unaltra volta... ora devo farmi il bagno". Si è spostato di un metro, sempre sul bordo del marciapiede, si è seduto, ha alzato una zampa posteriore e ha cominciato il bagno partendo dalle dita dei piedi.


Birba è una sportiva e non si preoccupa per rifiuti come il mio e quello di Morgan, così è rientrata nel giardino a fare cose da gatta, mentre io salivo in auto, accendevo e partivo guardando nello specchietto retrovisore la sagoma del gatto Morgan che, imperterrito e incurante alle auto di passaggio e ai passanti, continuava la sua toeletta.


Comunque ho imparato: se voglio coccolare il gatto Morgan devo farlo in pubblico, anzi, sul suolo pubblico... perchè in casa lui rifugge ogni estraneo... beh, praticamente rifugge chiunque, pure me!


4 commenti:

  1. questa storia è una metafora o hai romanzato (davveo bene eheh) una storiella quotidiana?

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  2. puro "romanzamento" di ciò che stamattina ho fatto... niente di più... nessuna metafora... il gatto Morgan è un vero protagonista della mia vita. E pure la mitica Birbetta.

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  3. Avrà i suoi motivi per comportarsi cosi. E' quello che chiamo io un gatto-gatto, oppure un gatto con la G maiuscola. Fagli due grattini tra le orecchie da parte mia....in pubblico, mi raccomando! :-)

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